La domenica delle salme
| La domenica delle salme | |
|---|---|
| Artista | Fabrizio De André |
| Autore/i | Fabrizio De André e Mauro Pagani |
| Genere | Musica d'autore |
| Stile | Canzone d'autore italiana |
| Tempo (bpm) | Ballata |
| Pubblicazione | |
| Incisione | Le nuvole |
| Data | 1990 |
| Durata | 7'35" |
| Le nuvole – tracce | |
| Precedente | Successiva |
| "Don Raffaè" | "Mégu megún" |
La domenica delle salme è una canzone di Fabrizio De André inclusa nell'album Le nuvole (1990). Benché firmata indistintamente da De André e Mauro Pagani, come tutti gli altri frutti della loro collaborazione, è noto che il primo fu essenzialmente autore del testo, mentre Pagani si occupò della musica.
Il brano si aggiudicò la Targa Tenco alla Migliore Canzone nel 1991[1].
Indice |
[modifica] Nascita del brano
La musica è scritta con Mauro Pagani, mentre il testo è di De André. Racconta Pagani:
| « Quando il disco fu terminato Fabrizio se lo portò a casa e dopo qualche giorno mi telefonò. «Manca qualcosa, è tutto bello ma un po' troppo leggero, manca quello che pensiamo davvero di tutto questo, manca quello che purtroppo ci è accaduto». Così qualche giorno dopo partimmo per la Sardegna, e dopo aver fatto il pieno di bottiglioni di Cannonau ci nascondemmo all'Agnata, la sua tenuta in Gallura. Faber tirò fuori uno dei suoi famosi quaderni, e le cento righe di appunti quasi casuali, raccolti in anni di letture di libri e quotidiani, in tre giorni diventarono la descrizione lucida e appassionata del silenzioso, doloroso e patetico colpo di Stato avvenuto intorno a noi senza che ci accorgessimo di nulla, della vittoria silenziosa e definitiva della stupidità e della mancanza di morale sopra ogni altra cosa. Della sconfitta della ragione e della speranza. Credo che nel testo de La domenica delle salme ci sia tutta la grandezza di Fabrizio narratore. Ci sono tutti gli elementi per capire, ma tutto è raccontato, non ci sono sintesi o giudizi, che, come lui diceva spesso, nelle canzonette sono peccati mortali. La visione del tutto scaturisce dalla somma di tante piccole storie personali, nessuno grida in quella ridicola tragedia. Nessuno punta il dito, tutto si spiega da sé. E nell'elenco dei patetici fallimenti, come tutti i grandi Faber non dimentica il proprio e quello dei suoi colleghi canterini, giullari proni e consenzienti di una corte di despoti arroganti e senza qualità. » |
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Nel testo del brano De André cita il suo «illustre cugino de Andrade» in riferimento al poeta brasiliano Oswald de Andrade.
| « Tra i molti poeti sudamericani che conosco, Oswald de Andrade è uno dei miei preferiti, probabilmente per quel suo atteggiamento comportamentale oltre che poetico totalmente libertario, per quel suo anticonformismo formale che lo fa essere qualcosa di più e di meno e comunque di diverso da un poeta in senso classico. E poi è dotato di un umorismo caustico difficilmente riscontrabile in altri poeti dei primi del Novecento. » | |
Un'altra citazione nel testo è per Renato Curcio, fondatore delle Brigate Rosse.
| « Il riferimento a Curcio è preciso. Io dicevo semplicemente che non si capiva come mai si vedevano circolare per le nostre strade e per le nostre piazze, piazza Fontana compresa, delle persone che avevano sulla schiena assassinii plurimi e, appunto, come mai il signor Renato Curcio, che non ha mai ammazzato nessuno, era in galera da più lustri e nessuno si occupava di tirarlo fuori. Direi solamente per il fatto che non si era pentito, non si era dissociato, non aveva usufruito di quella nuova legge che, certamente, non fa parte del mio mondo morale... Il riferimento poi all'amputazione della gamba, voleva essere anche un richiamo alla condizione sanitaria delle nostre carceri. » | |
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(Fabrizio De André[4])
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Vengono inoltre citati i "palastilisti" , con riferimento al PalaTrussardi di Milano, che prende appunto il nome da uno stilista.
[modifica] Videoclip
Della canzone venne girato un videoclip dove appare lo stesso De André, e dove le immagini, a volte molto crude e provocatorie (maiali, ripugnanti wurstel, prostitute ed altro) accompagnano le taglienti e polemiche strofe, a volte in modo piuttosto enigmatico. La regia del videoclip è di Gabriele Salvatores.
[modifica] Note
- ^ Dario Salvatori, Dizionario delle canzoni italiane, Elleu Multimedia, pag. 123
- ^ Mauro Pagani. Il sentiero delle parole, in AA.VV. Deandreide. Milano, BUR, 2006.
- ^ Giancarlo Susanna. Stormy Weather. Intervista a De André (autunno 1990).
- ^ Doriano Fasoli, Fabrizio De André. Passaggi di tempo, pp. 68-69.
[modifica] Collegamenti esterni
- Analisi del testo a cura di Giuseppe Cirigliano
- Analisi del testo a cura di Mirko Pagliai