Tutti morimmo a stento

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Tutti morimmo a stento
Artista Fabrizio De André
Tipo album Studio
Pubblicazione settembre 1968
Durata 33 min : 51 s
Dischi 1
Tracce 10
Genere Musica d'autore
Folk rock
Rock progressivo
Etichetta Bluebell Records (BBLP32)
Produttore Gian Piero Reverberi, Andrea Malcotti
Registrazione Registrato negli studi RCA di Roma nell'agosto 1968
Note Collaborazione alle musiche, orchestrazione, direzione Orchestra Philarmonia di Roma e Coro Pietro Carapellucci: Gian Piero Reverberi.

Assistenza tecnico-artistica Gianfranco Reverberi.

Tecnico di registrazione Giorgio Agazzi.
Fabrizio De André - cronologia
Album precedente
(1967)
Album successivo
(1968)
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
Ondarock[1] Pietra miliare
Storia della musica[2] 9/10 stelle
AllMusic[3] 4/5 stelle
« Parla della morte... Non della morte cicca, ma di quella psicologica, morale, mentale, che un uomo normale può incontrare durante la sua vita. Direi che una persona comune, ciascuno di noi forse, mentre vive si imbatte diverse volte in questo genere, in questo tipo di morte, in questi vari tipi, anzi, di morte. Così, quando tu perdi un lavoro, quando perdi un amico, muori un po'; tant'è vero che devi un po' rinascere, dopo...» »
(Fabrizio De André, intervista rilasciata alla RAI nel 1969.[4])

Tutti morimmo a stento cantata in si minore per solo, coro e orchestra è il secondo album registrato in studio di Fabrizio De André per la Bluebell Records, ed è uno tra i primi esempi di concept album in Italia, pubblicato nel 1968. L'opera nacque dopo due anni[5] di collaborazione con Gianfranco Reverberi e Gianpiero Reverberi nell'orchestrazione, e nella stesura dei testi con Riccardo Mannerini (Il cantico dei Drogati)[6][7] e Giuseppe Bentivoglio (La ballata degli impiccati)[8]. Il tema portante di questo concept è la "morte psicologica, mentale"[9] dell'individuo che viene illustrata attraverso la presentazione di vari personaggi: tossicodipendenti, ragazzine traviate, impiccati... Un mondo saturo di "morte" e rancore che trova un suo riscatto nella pietà, intesa quasi come pietas, di quegli "uomini senza fallo" a cui è rivolto il Recitativo[10].

La prima stampa di questo disco riporta in copertina la scritta Volume 2, che scomparirà nelle ristampe successive. Esistono altri dischi di De André con questo titolo, ma si tratta di album antologici del periodo Karim. Il 23 ottobre 2009 è uscita un'edizione a tiratura limitata in vinile colorato giallo (Sony RCA LP 886976090012).

L'album ottenne un'accoglienza positiva, tanto da diventare l'LP più venduto in Italia nel 1968[11], seguito dal primo album registrato in studio di De André nel 1967 Volume I, raggiungendo una vendita di quasi 50.000 copie[12].

« l disco è già un best seller: e lo è tra le ragazzine, gli studenti, i pro­fessori di scuola media... »
(Fabrizio De Andrè, intervista a L'Europeo, 1969.[12])

Dal disco fu tratto il singolo Leggenda di Natale/Inverno, con una copertina molto simile a quella dell'album.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

LATO A

  1. Cantico dei drogati (testo di Fabrizio De André e Riccardo Mannerini; musica di Fabrizio De André e Gian Piero Reverberi[13]) - 7:06
  2. Primo intermezzo (testo di Fabrizio De André; musica di Fabrizio De André e Gian Piero Reverberi) - 1:57
  3. Leggenda di Natale (testo di Fabrizio De André; musica di Fabrizio De André e Gian Piero Reverberi) - 3:14
  4. Secondo intermezzo (testo di Fabrizio De André; musica di Fabrizio De André e Gian Piero Reverberi) - 1:56
  5. Ballata degli impiccati (testo di Fabrizio De André e Giuseppe Bentivoglio; musica di Fabrizio De André e Gian Piero Reverberi) - 4:22

LATO B

  1. Inverno (testo di Fabrizio De André; musica di Fabrizio De André e Gian Piero Reverberi) - 4:10
  2. Girotondo (testo di Fabrizio De André; musica di Fabrizio De André e Gian Piero Reverberi) - 3:06
  3. Terzo intermezzo (testo di Fabrizio De André; musica di Fabrizio De André e Gian Piero Reverberi) - 2:12
  4. Recitativo (due invocazioni e un atto d'accusa) (testo di Fabrizio De André; musica di Fabrizio De André e Gian Piero Reverberi) - 0:47
  5. Corale (leggenda del re infelice) (testo di Fabrizio De André; musica di Fabrizio De André e Gian Piero Reverberi) - 4:48

(in realtà le strofe del Recitativo e il tema cantato del Corale si alternano fra loro, costituendo un unico brano)

La versione inglese[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1969 Antonio Casetta ebbe l'idea di realizzare una versione in inglese di questo disco: De André quindi reincise le parti vocali dell'album. Questa versione non è mai stata pubblicata ufficialmente, ma si giunse fino alla stampa di un'unica copia test in vinile. La grafica era completamente differente dalla versione italiana, con copertina apribile, tutti i testi delle canzoni in inglese e l'elenco di tutti i nomi dei musicisti. La scaletta del disco era la seguente:

  1. Lament of the Junkie
  2. First Intermezzo
  3. Legend of Christmas
  4. Second Intermezzo
  5. Ballad of the Hanged
  6. Winter
  7. Ring around the H-Bomb
  8. Third Intermezzo
  9. Relativity (Chorale of Mercy)

L'unica preziosa copia di questa versione è stata scoperta nel 2007 in possesso di un collezionista statunitense, che possedeva la versione da 40 anni, ma non lo disse mai a nessuno, e soltanto in occasione del suo ottantesimo compleanno rivelò il segreto in forma privata al collezionista Mimmo Carrata al quale cedette il disco pochi giorni dopo.[14].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Claudio Fabretti, Fabrizio De Andrè - Tutti morimmo a stento :: Le pietre miliari di Onda Rock, Onda Rock, 29 ottobre 2006. URL consultato l'11 maggio 2014.
  2. ^ Angelo Bignamini, Recensione: Fabrizio De André - Tutti Morimmo a Stento in storiadellamusica.it. URL consultato l'11 maggio 2014.
  3. ^ (EN) Mariano Prunes, Tutti Morimmo a Stento - Fabrizio De André, AllMusic. URL consultato l'11 maggio 2014.
  4. ^ Intervista rilasciata alla RAI nel 1969. Ora nel video (curato da V. Mollica) allegato a Fabrizio De André. Parole e canzoni, Einaudi, Torino, 1999.
  5. ^  Fabrizio De André in studio con Roberto Arnaldi. YouTube, 26 marzo 2012. URL consultato in data 11 maggio 2014.
  6. ^ Collaborazione tra De André e Mannerini. Fabrizio De André e Riccardo Mannerini all’epoca della loro collaborazione (1968) Tutti morimmo a stento (ANSA PD-Italia) in centralpalc.com, L'Opera, 19 marzo 2013. (archiviato dall'url originale il 28 giugno 2013).
  7. ^ Vedi la poesia Eroina di Riccardo Mannerini.
  8. ^ Ballata degli impiccati in creuzadema.net. URL consultato l'11 maggio 2014.
  9. ^ Giuseppe Cirigliano, Fabrizio De André Tutti morimmo a stento (1968) in giuseppecirigliano.it. URL consultato l'11 maggio 2014.
  10. ^ Fabrizio De André. Note di copertina di Tutti morimmo a stento, 1968. URL consultato in data 11 maggio 2014.
  11. ^ Classifica dei dischi più venduti in Italia - 1968 in musicaggini.myblog.it, 19 luglio 2011. URL consultato l'11 maggio 2014.
  12. ^ a b Adriano Botta, Un nuovo fenomeno nel mondo della canzone. È in testa alle vendite dei dischi a 33 giri. Si chiama Fabrizio De Andrè: nei suoi versi da liceo classico c’è di tutto, da Villon a Pascoli in L'Europeo, nº 11, 13 marzo 1969. (archiviato dall'url originale il 30 marzo 2010).
  13. ^ Pur essendo nella copertina del disco attribuite al solo De André, le musiche di tutte le canzoni sono scritte insieme a Reverberi, come risulta dal deposito SIAE.
  14. ^ Come raccontato dallo scopritore ed attuale proprietario del disco, il collezionista Mimmo Carrata. Bruno Persano, Scoperto negli Usa inedito di De André Canta in inglese "Tutti morimmo a stento" in la Repubblica (Roma), 21 settembre 2007. URL consultato l'11 maggio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Michele Neri; Claudio Sassi; Franco Settimo. Fabrizio De André-Discografia illustrata. Roma, Coniglio Editore, 2006.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]