Riccardo Mannerini
| « La vita è come una bella donna infedele, finché te la senti, fottila, poi buttala via » | |
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(R.Mannerini)
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Riccardo Mannerini (Genova, 28 ottobre 1927 – 26 marzo 1980) è stato un poeta e paroliere italiano. Fu amico del cantautore Fabrizio De André (con cui collaborò a lungo), oltre che di Luigi Tenco, Vittorio De Scalzi e dei New Trolls: una cerchia di amici con cui Riccardo condivise momenti importanti della sua vita.
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[modifica] Biografia
La madre era violinista e il padre militare di carriera; nacque a Genova, ultimo figlio di un'agiata famiglia napoletana, nel 1943 resta orfano di padre; nel 1944 viene reclutato dai tedeschi come operaio e costretto a lavorare per l'organizzazione Todt in una fabbrica di ricambi d'armamento. Conosce un operaio libertario che lo inizia al pensiero anarchico; di comune accordo, boicottano i pezzi durante la lavorazione.
Nel dopoguerra si iscrive a medicina ma ben presto abbandona gli studi per ragioni economiche, continuerà tuttavia a frequentare l'ambiente medico e universitario dove si era fatto molti amici.
Lavora saltuariamente e conduce una vita disordinata e frenetica: è insoddisfatto di tutto e di tutti; gli capita a volte di essere senza risorse e costretto a dormire nella barca d'un amico pescatore.
[modifica] Cittadino del mondo
Si imbarca e inizia a girare il mondo: Stati Uniti, Canada, America Centrale. Nei tempi morti della navigazione prende degli appunti di viaggio su quaderni e taccuini.
A seguito di un attentato dimostrativo contro il Consolato spagnolo si vede rifiutato il visto di entrata negli USA.
Mannerini sceglie di navigare con le bananiere e conosce l'Africa Orientale.
Durante una sosta fra due imbarchi, un amico, o forse un'amica, sfogliati i quaderni che continua a riempire, gli fa notare che le sue osservazioni sono anche poesie e lo incoraggia a inviarle a riviste e concorsi. Comincia a usare questa sua capacità anche per fare colpo sulle donne, regala poesie agli amici che gliele chiedono, a volte non firmandole: per lui scrivere era poco più che un gioco o un passatempo.
[modifica] L'incidente
Durante un viaggio, per un'avaria in sala macchine, la fuoriuscita di vapore dai tubi rotti gli ustiona gli occhi che rimangono danneggiati in modo irreversibile.
Quasi cieco, reagisce alla disgrazia impegnando le sue capacità nel sociale in molteplici iniziative, quasi come un tentativo di socio terapia in anticipo sui tempi: l'appoggio ai pescatori della Foce perché non perdano l'approdo e la spiaggia; l'interessamento per il comandante Enrico e tutto il corpo dei Vigili del fuoco per l'arricchimento del parco elicotteri; in memoria di una cara amica morta giovanissima di embolia, lancia un premio letterario al quale presiede il professor Della Corte, Docente di Lettere Antiche dell'Università di Genova; fonda la società Misci e Liberi (Poveri e Liberi) che sponsorizza incontri, raid, esibizioni sportive (una tessera di tale società, tra l'altro, fu consegnata anche a Mike Bongiorno).
[modifica] La collaborazione con De André
| « Riccardo Mannerini era un altro mio grande amico. Era quasi cieco perché quando navigava su una nave dei Costa una caldaia gli era esplosa in faccia. È morto suicida, molti anni dopo, senza mai ricevere alcun indennizzo. Ha avuto brutte storie con la giustizia perché era un autentico libertario, e così quando qualche ricercato bussava alla sua porta lui lo nascondeva in casa sua. E magari gli curava le ferite e gli estraeva i proiettili che aveva in corpo. Abbiamo scritto insieme il Cantico dei Drogati, che per me, che ero totalmente dipendente dall'alcool, ebbe un valore liberatorio, catartico. Però il testo non mi spaventava, anzi, ne ero compiaciuto. È una reazione frequente tra i drogati quella di compiacersi del fatto di drogarsi. Io mi compiacevo di bere, anche perché grazie all'alcool la fantasia viaggiava sbrigliatissima. Mannerini mi ha insegnato che essere intelligenti non significa tanto accumulare nozioni, quanto selezionarle una volta accumulate, cercando di separare quelle utili da quelle disutili. Questa capacità di analisi, di osservazione, praticamente l'ho imparata da lui. Mi ha anche influenzato a livello politico, rafforzando delle idee che già avevo. sicuramente è stata una delle figure più importanti della mia vita. » | |
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(Fabrizio De André, 1992)
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Poi l'inizio della collaborazione con Fabrizio De André: l'amicizia che già li univa si fa più stretta e intensa e, durante l'adattamento dei testi di Riccardo alla musica, si instaura una frequentazione che è quasi convivenza.
Riccardo scrive '"Eroina" da cui De André trae "Il Cantico dei Drogati", il brano di apertura di Tutti morimmo a stento.
[modifica] La malattia e gli anni della depressione
Sia De André che Mannerini erano due persone dotate di forte temperamento e carattere: quando iniziano le discussioni, le prime divergenze, è in pratica inevitabile lo scontro, il rifiuto, l'allontanamento. Riccardo soffre molto per la perdita dell'amico, ma quando Fabrizio lo viene a cercare, si nega: uscito da una lunga malattia che lo ha definitivamente reso cieco, forse non si sente di ricominciare una collaborazione stimolante ma faticosa. Pur circondato da amici, gratificato da riconoscimenti, non riesce ad uscire dalla depressione e si rinchiude sempre più in un suo castello senza finestre, tappezzato di idee ossessive.
[modifica] "Ballata per un ferroviere"
È il 1970, sono anni caldi, l'anarchico Giuseppe Pinelli muore in circostanze misteriose, Mannerini scrive su questo tema il testo di un brano musicale, "Ballata per un ferroviere".
Il testo della canzone suscita scalpore: le radio e la televisione si rifiutano di mettere in onda il pezzo.
Recita, fra l'altro, il testo:
- Un ferroviere era quel tale che per morire scelse Natale. Da una finestra entrò nella storia che parla di fame, non certo di gloria. ...
- All'alba non muore soltanto la notte, muore anche l'uomo e il suo divenire, e il sangue caldo che bagna il selciato è un discorso appena iniziato. ...
- Ma quando la sorte è puntigliosa arriva la morte in forma curiosa che gli procura, umano aeroplano un volo notturno da un quarto piano e lo riduce in quattro e quattr'otto in un mucchio di cenci, di ossa un fagotto. ...
[modifica] "Signore io sono Irish"
Altra collaborazione è quella con i New Trolls per Signore, io sono Irish.
La lirica di Irish rappresenta una caratteristica saliente del pensiero di Mannerini: la ragione come unico approccio dell'uomo all'indagine in senso lato.
Mannerini si rappresenta come un agnostico, cioè si attiene ad una sospensione di giudizio, al contrario degli atei per cui il giudizio è già stato emesso (Dio non esiste).
"Irish" (alter ego del poeta) gioisce delle bellezze della creazione (il prato, le labbra di Esther) ma in modo ragionato e indagatore, come ogni buon agnostico.
Un concetto in equilibrio tra ragione e fede, un equilibrio che impregna il brano dall'inizio alla fine.
L'opera discografica Senza orario senza bandiera, contenente la canzone tratta dalla poesia dell'autore genovese, e che ha visto il contributo di un giovane Fabrizio De André, dei giovanissimi New Trolls e di un Maestro quale Gian Piero Reverberi, è una sorta di unione di pensiero con chi ascolta: il messaggio è contenuto nell'opera, è profondo e merita di essere sviscerato ad ogni livello.
Gli occhi di Mannerini raccontano di un mondo che il poeta non vuole possedere in senso materiale, egli lo vuole impregnare degli umori umani lasciando volutamente una distanza tra la sua sete di conoscenza e tutto il resto del mondo che lo circonda.
"Irish inforcherà la bicicletta solo all'ultimo, solo quando la ragione non sarà più presente, solo allora ci sarà una ragione per abbandonare la ragione..." scrive Ugo Mannerini.
La genesi dell'opera (1955-1968) passa attraverso diversi documenti, per sfociare nel testo in metrica che si ritrova nel concept album Senza orario senza bandiera dei New Trolls con la firma di Fabrizio De André e Gian Piero Reverberi.
[modifica] Il suicidio e i tributi
Nel 1980 Mannerini, in preda a una depressione sempre più forte, si tolse la vita, nella palestra di proprietà della moglie, la scrittrice e poetessa Rita Serando, dove lavorava come fisioterapista. Riposa nel Cimitero Monumentale di Staglieno, accanto alla madre.
La sua opera fu curata e diffusa anche successivamente dalla Serando e dal figlio Ugo Mannerini.
Nel 2007 Antonella Ruggiero ha firmato il CD "Genova la Superba", tra i brani ritroviamo "Ho veduto" e "Andrò ancora", brani di "Senza orario senza bandiera", con i testi scritti da Riccardo Mannerini.
Nel 2011 a 43 anni di distanza dall'uscita di "Senza orario senza bandiera" (New Trolls, De Andrè, Mannerini, 1968), le poesia inedite di Riccardo Mannerini, custodite da Rita Serando e dal figlio Ugo, diventano testi per l'album (uscito il 17 maggio 2011) "Gli occhi del mondo" di Vittorio De Scalzi, co-fondatore del gruppo "New Trolls", in collaborazione con Marco Ongaro. I testi del CD sono pubblicati sul libro "Il sogno e l'avventura" edizioni LIBERODISCRIVERE di Antonello Cassan.
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