Great White

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Great White
Paese d'origine Stati Uniti Stati Uniti
Genere Heavy metal[1][2][3]
Pop metal[1][2][4]
Hair metal[1][5][6]
Hard rock[1][2]
Album-oriented rock[1][7]
Blues rock[1][2]
Periodo di attività 1977 – in attività
Etichetta Capitol Records
Sony Records
Zoo Records
Cleopatra Records
Shrapnel Records
Frontiers Records
Album pubblicati 38
Studio 13 + 3 EP
Live 8
Raccolte 16
Sito web

I Great White sono un gruppo heavy metal formato nel 1981 a Huntington Beach, Orange County, California.

Il loro stile è molto influenzato dalle radici dell'heavy metal anni 70, in particolare dai Led Zeppelin, gruppo del quale registrarono un intero cover album. Questa particolarità li fece distinguere dalla maggior parte dei gruppi dell'ondata hair/pop metal, e a guadagnare durante la carriera diversi dischi di platino. Tuttavia la band in Europa non guadagnò mai un rilevante successo, al contrario del loro paese d'origine.

Storia[modifica | modifica sorgente]

I Great White si formarono dalle ceneri dei Dante Fox di Los Angeles. Questo gruppo era composto dal cantante Jack Russel, il chitarrista Mark Kendall, il bassista Don Costa ed il batterista Tony Richards[8]. Nel 1982 Richards raggiunse i W.A.S.P. assieme a Don Costa, il quale militò nella band di Ozzy Osbourne durante stesso anno, a sostituzione di Rudy Sarzo. Nel 1982, ricollocati a Huntington Beach, i membri restanti dei Dante Fox, Jack Russell e Mark Kendall, diedero vita ai Great White arruolando il bassista Lorne Black ed il batterista Gary Holland (ex Dokken)[8]. Quest'ultimo aveva inoltre militato nei Circus Circus, una prima incarnazione dei futuri W.A.S.P.[8]. L'anno successivo i Great White debuttarono con l'EP Out of the Night prodotto da Michael Wagener e Don Dokken (voce dei Dokken). Il primo contribuì alla composizione di alcuni brani, mentre il secondo partecipò all'album in qualità di corista[8]. L'anno successivo venne alla luce il vero e proprio full-lenght omonimo per la EMI Records. Il disco non ebbe particolari riscontri e fallì nelle vendite, così la EMI perse interesse per il gruppo e ne sciolse il contratto. Dal 1984 il batterista Gary Holland abbandonò la band sostituito da Audie Desbrow[8]. Holland in seguito entrò nei Romeo assieme all'ex bassista degli Steeler Greg Chaisson e Michael Britton alla voce. Questa band poi si evolse nei Britton, che vedevano dietro le 6 corde l'ex chitarrista degli Hellion Chet Thompson. Holland con i Britton pubblicò il debutto Rock Hard nel 1988[9], e in seguito entrò negli storici Blue Cheer[8].

I Great White firmarono per la Telegraph Records per pubblicare l'album autofinanziato Shot in the Dark. Essi però riconquistarono l'interesse di una major firmando per la Capitol, una sottoetichetta della EMI, che rimasterizzò l'album Shot In The Dark quello stesso anno. Il disco ottenne ottime posizioni nella classifica di Billboard top 100[8]. Esso venne prodotto negli States e in Europa in versioni differenti e conteneva due cover: "Face The Day" degli australiani The Angels e "Gimme Some Lovin" dei The Spencer Davis Group[8]. Dopo le registrazioni del disco, il bassista Lorne Black abbandonò la band durante l'estate del 1987 lasciando il posto a Tony Montana[8]. In seguito intrapresero un tour statunitense al fianco di Night Ranger e Twisted Sister, e verso la fine dell'anno suonarono al Marquee Club di Londra. La band accentuò ulteriormente la presenza del blues, elemento che fece guadagnare il doppio platino al loro quarto album ...Twice Shy[8]. Intrapreso il conseguente tour nel ruolo di headliner, ma venne interrotto bruscamente in Canada a causa di problemi di Russell con l'alcol. Dato il suo ricovero di Russel in ospedale, il gruppo fu costretto a cancellare le date del tour.[8] Anche Montana fu costretto ad abbandonare temporaneamente la band per problemi familiari. Egli venne sostituito provvisoriamente dall'ex Black Sabbath Dave Spitz[8]. Con il ricovero di Russel ed il ritorno di Montana, la band riprese con successo l'attività. Nel 1990 realizzarono il live album Live in London, mentre l'anno successivo l'EP The Blue EP ed il quinto album Hooked. Questo includeva le reinterpretazioni "Afterglow (Of Your Love)" dei The Small Faces e "Can't Shake It" dei The Angels, brani che fecero guadagnare all'album buone vendite[8]. La copertina di quest'album venne censurata dal P.M.R.C., in quanto raffigurava una donna nuda aggrappata ad un'ancora. La copertina venne modificata raffigurando la donna aggrappata all'ancora ma immersa nell'acqua. Il successivo Psycho City (1992) vedeva nuovamente la partecipazione di Dave Spitz assieme all'ex bassista dei Dio Teddy Cook[8]. In seguito quest'ultimo ebbe delle sperienze in gruppi come Rondinelli, Virgin Steele e The Sign[8]. L'album Let it Rock (1996) vedeva la formazione composta da Russell, Kendall, Lardie e Desbrow. Alcune parti di basso vennero registrate nuovamente da Dave Spitz. Nel marzo 1999 realizzano l'album di cover Great Zeppelin: A Tribute to Led Zeppelin, firmando per la Cleopatra Records. Nella formazione inoltre subentrò il bassista Sean McNabb, ex membro dei Quiet Riot e House of Lords. Ma pochi mesi dopo, in luglio, la band pubblica il decimo album, intitolato Can't Get There from Here. A supporto del nuovo disco, intrapresero tour con i Ratt e i Poison[8].

Tempi recenti[modifica | modifica sorgente]

Il Mark Kendall annunciò l'abbandono della band il 20 gennaio 2000[8] per formare poco dopo i Train Station con il cantante Todd Griffin, il bassista Gary Warnick, il tastierista Dicki Simms ed il batterista Pride Hutchinson. Poco dopo, anche McNabb e Desbrow lasciarono il gruppo. Desbrow si lamentò nello stato finanziario della band, mentre McNabb raggiunse i riformati Lynch Mob[8]. Lo stesso anno venne realizzata la raccolta Latest & Greatest, nel quale tutte le tracce vennero ri-registrate. Russell e Kendal suonarono la reinterpretazione "Sin City" inclusa nel tribute album degli AC/DC Back In Black. Michael Lardie annunciarono un periodo di pausa per dedicarsi alla nuova band del chitarrista dei Poison C.C. DeVille chiamata Samantha 7[8]. L'accordo venne preso durante un tour dei Great White verso fine 2000, dove la formazione includeva tre turnisti che facevano parte dei Samantha 7: il bassista Krys Baratto (per un breve periodo bassista dei Guns N'Roses), il batterista Francis Ruiz ed il chitarrista Ty Longley. Poco dopo venne pubblicato il live album Thank You... Goodnight per la Knight Records[8]. Dal agosto 2001 i Great White erano composti da Russell e Lardie con il batterista Derrick Pontier, ed i ritornati Mark Kendall e Sean McNabb. Questa formazione temporanea suonò qualche data statunitense tra agosto e settembre. Il 5 novembre 2001 Jack Russell annunciò la fine dei Great White, suonando l'ultimo show con la band il 31 dicembre 2001 al the Galaxy Theatre di Santa Ana, California[8]. Questo includeva due nuove tracce, "Back to the Rhythm" e "Play On" (che verranno poi inserite nell'album Back to the Rhythm del 2007)[8]. Nel 2002 viene pubblicato il live album The Final Cuts realizzato dalla francese Axe Killer. Il disco venne ri-realizzato per la Clopatra per il mercato americano un mese dopo, sotto il nome di Recover. Nel tardo 2002, Jack Russell, intraprese la carriera solista e contattò Kendall per suonare nella sua band. Kendall accettò, ma Russell volle usare nuovamente il nome dei Great White. Presentati come i "Jack Russell's Great White", parteciparono ad un tour dove suonarono principalmente brani dei Great White più qualche brano della carriera solista di Russel. Il tour venne prolungato ai primi mesi del 2003[8].

La tragedia[modifica | modifica sorgente]

Il 20 febbraio 2003 fu il giorno del disastro. Quella sera i Great White tennero un concerto al locale "The Station" situato a Warwick, cittadina nella contea di Kent, nello Stato del Rhode Island[8]. La band era l'headliner della serata. Alle 23:00 circa, qualche secondo dopo l'inizio della loro esibizione, il gruppo partì con il brano "Desert Moon", accompagnato da effetti pirotecnici innescati dal loro manager, Daniel Biechele. Questi effetti inaspettatamente provocarono un incendio, principalmente a causa della gommapiuma infiammabile, che era stata utilizzata ai fini dell'isolamento acustico. L'incendio si propagò per tutto il locale, e la gente rimase imbottigliata nel corridoio che dava sulla porta d'uscita, nonostante fossero presenti anche altre porte di sicurezza. Durante quella tragica sera, morirono circa un centinaio di persone, tra cui il chitarrista della band Ty Longley[8]. La band che suonò quella sera erano i "Jack Russell's Great White", ovvero la band fronteggiata da Jack Russel, ma non la band ufficiale. Infatti il sito ufficiale della band affermava che i Great White non suonarono quella notte[8].

I Great White, riuniti, suonarono per la prima volta dopo il tragico incidente il 22 luglio di quell'anno, in Colorado, dove viveva il deceduto Ty Longley, per un concerto di beneficenza in memoria delle vittime, a cui parteciparono anche gli L.A. Guns e gli XYZ. La band suonò fino al 2005 raccogliendo fondi per l'incidente. Nel tardo 2005, a causa di "ragioni mediche", la band cancellò il tour estivo. Le "ragioni mediche" stavano realmente a significare l'abuso di alcol e cocaina da parte di Jack Russell. Egli entrò in riabilitazione, e non si esibì fino al 2007[8]. Senza la sua presenza, egli accusò i Great White di non essere la vera band, chiamandoli dispregiativamente "Fake White"[8].

Rinascita[modifica | modifica sorgente]

La band si ristabilizzò nel 2006, con la formazione composta da Jack Russell, Mark Kendall, Michael Lardie, Sean McNabb e Audie Desbrow. Nel marzo 2007 realizzarono il loro undicesimo album in studio, intitolato Back to the Rhythm. Venne pubblicato il 17 luglio 2007 per la Shrapnel Records[8]. Dopo un tour europeo nella primavera del 2008 (passano anche in Italia) il bassista Sean McNabb lascia il gruppo sostituito da Scott Snyder. Nella primavera del 2009 esce il nuovo album Rising. Il 18 maggio 2012 la band pubblica il nuovo album Elation con il cantante Terry Llouis che ha sostituito Jack Russell.

Lineup[modifica | modifica sorgente]

Attuale[modifica | modifica sorgente]

Membri passati[modifica | modifica sorgente]

Turnisti[modifica | modifica sorgente]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Studio[modifica | modifica sorgente]

Live[modifica | modifica sorgente]

EP[modifica | modifica sorgente]

Raccolte[modifica | modifica sorgente]

  • The Best of Great White: 1986-1992 (1993)
  • Back to Back Hits: Great White/April Wine (1996)
  • The Gold Collection (1997)
  • Rock Me (1998)
  • The Best of Great White (2000)
  • Latest & Greatest (2000)
  • Greatest Hits (2001)
  • Rock Champions (2001)
  • Revisiting Familiar Waters (2004)
  • Burning House of Love (2004)
  • A Double Dose (2004)
  • Rock Breakout Years: 1988 (2005)
  • Twice Shy (2005)
  • Great White Salutes Led Zepplin (2005)
  • Stick It (2006)
  • Back to Back Hits: Great White/April Wine (2006)
  • Rock Me: The Best of Great White (2006)

Partecipazioni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f allmusic.com - Great White
  2. ^ a b c d nolifetilmetal.com - Great White
  3. ^ Great White inclusi nella raccolta "Heavy Metal" (Box Set)
  4. ^ Billboard magazine edizione 24 giugno 2000, p. 54
  5. ^ Great White citati nel libro "American Hair metal"
  6. ^ Jan Goggans, Aaron DiFranco. The Pacific region. Greenwood Publishing Group, 2004. ISBN 0313330433. p. 363-364
  7. ^ hardnheavy.it - Recensione "Shot in the Dark"
  8. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac rockdetector.com - Great White bio
  9. ^ rockdetector.com - Britton

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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