Graziano (giurista)
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Graziano (il primo nome dovrebbe essere Francesco o Giovanni) fu un monaco camaldolese e giurista di diritto canonico del periodo medievale, precisamente del XII secolo. Egli fu tra i fondatori della logica applicando, tra i primi, i principi espressi dall'allora controverso Sic et Non di Pietro Abelardo.
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[modifica] Biografia
Si hanno pochissime notizie biografiche di Graziano: nato in qualche località umbra nei pressi di Chiusi alla fine dell'XI secolo, fonti piuttosto incerte (discordanti addirittura sul nome del giurista) lo collocano a Bologna, tra il 1130 e il 1140, a insegnare teologia nel monastero dei Santi Felice e Nabore. Dal 1139 avrebbe iniziato a costruire la sua opera, e per essa ricevette -in seguito- il titolo di magister. Morì quasi certamente tra gli anni '50 e '60 del 1100.
Dante Alighieri lo incontrò in Paradiso, nel Cielo del Sole, dove San Tommaso d'Aquino lo indicò infatti tra gli spiriti sapienti come l'autore di un ponderoso diritto canonico:
| « Quell'altro fiammeggiare esce del riso di Grazïan, che l'uno e l'altro foro |
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(Dante Alighieri, Divina Commedia - Paradiso, canto X, vv.103-105)
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[modifica] Le opere
A Graziano si deve il primo tentativo di conciliare le varie e apparenti contraddizioni che scaturivano ormai copiose dalle Sacre Scritture, grazie a varie opere come il Sic et non del filosofo Abelardo.
Attingendo gran parte dalla Panormia di Ivo di Chartres e da altre collezioni che erano nate copiosamente nel periodo gregoriano, scrisse il famoso Concordia discordantium canonum, passato poi alla storia come Decretum Gratiani. Nell'ambiente bolognese attivissimo nel campo del diritto civilistico grazie all'opera di Irnerio e dei suoi seguaci, non passò troppo tempo che anche il diritto canonistico cominciò a riscuotere successo, anche se la maggior diffusione la ebbe in Francia e Germania grazie alle summae di Rolando e del francese Rufino, dando vita al fenomeno della decretistica.
Il Decretum ebbe sempre e comunque importanza nella storia, anche se non fu mai riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa: perse tuttavia d'attualità già dopo il 1179, con il Concilio Lateranense III. La sua importanza e immediata (anche se breve) diffusione furono dovute al fatto che tale opera era formato sia da precetti normativi che da creazioni di dottrina (i dicta); nella didattica, il Decretum dà origine a una tradizione di glossatori specialisti (i Decretisti), attivi parallelamente a quelli impegnati nello studio del Diritto Romano, mentre nella pratica diventa il punto di riferimento per la prassi giudiziaria dei tribunali ecclesiastici.
[modifica] Struttura del Decretum
Il Decretum di Graziano è diviso in 3 parti (con 2 aggiunte posteriori):
- a) I° parte divisa in 101 distinctiones (ogni parte in cui si chiarisce un argomento a partire dai suoi principi generali e dalle contraddizioni cui dà luogo, operando una serie di suddivisioni successive sempre più puntuali), a loro volta divise in capitoli). Le prime 20 distinctiones considerano i problemi generali del diritto, le altre 81 trattano invece del governo ecclesiastico e della sua disciplina tramite le varie cariche (vescovi, gerarchia ecc.).
- b)II° parte divisa in 36 causae (controversie figurate, casi fittizi che introducono una discussione giuridica) dedicate a temi vari (diritto penale e processuale, il patrimonio ecclesiastico e il matrimonio) e divise in Qaestiones (singoli problemi giuridici) e poi in capitoli, ognuna su un problema ipotetico per il quale vi sono varie soluzioni (p. es.: la Causa I dedicata alla simonia, le 2-7 alla procedura, le 16-20 ai monaci e alla loro disciplina, le 27-36 al matrimonio). Per ogni Quaestio, Graziano illustra le sue soluzioni, con i suoi dicta. Nella Causa 33, nell'ambito del trattato sul matrimonio, dopo la quaestio II da un continuatore di Graziano ne è stata aggiunta un'altra molto ampia sulla penitenza (un vero e proprio Tractatus de poenitentia suddiviso in 7 distinctiones).
- c) III° parte suddivisa in sole 5 distinctiones, relativa ad un trattato sui sacramenti che è stato anch'esso aggiunto dopo la redazione originaria ed è privo dei dicta magistri.
[modifica] Graziano ed Irnerio
La cronaca duecentesca lasciataci dall'abate del monastero tedesco di Ursperg (Chronicon Urspergense di Burcardo di Biberach) contiene un noto passo nel quale viene presentato un parallelo tra le figure di Graziano e Irnerio, che sottolinea la forte analogia tra le iniziative dai due giuristi.
In tal modo viene ancor più evidenziato il ruolo avuto da Graziano come primo sistematore del diritto canonico e quello avuto, sempre a Bologna, da Irnerio come autore della prima raccolta sistematica del diritto romano giustinianeo in seguito a una petitio (un invito) della contessa Matilde di Canossa.
“Huius temporibus magister Gratianus canones et decreta, quae variis libris erant dispersa, in unum opus compilavit adiungensque eis interdum auctoritates sanctorum patrum secundum convenientes sententias opus suum satis rationabiliter distinxit.
Eisdem quoque temporibus dominus Wernerius libros legum. Qui dudum neglecti fuerant nec quisquam in eis studuerat, ad petitionem Mathildae comitissae renovavit et secundum quod olim a divae recordationis imperatore Iustiniano compilati fuerant, paucis forte verbis alicubi interpositis, eos distinxit. In quibus continentur instituta prefati imperatoris, quasi principium et introductio iuris civilis; edicta quoque pretorum et aedilium curulium, quae rationem et firmitatem prestant iuri civili, haec in libro Pandectarum, videlicet in Digestis continentur; additur quoque his liber Codicis, in quo imperatorum statuta describuntur; quartus quoque liber est Autenticorum, quem prefatus Iustinianus ad suppletionem et correctionem legum imperialium superaddidit”.

