Decretum Gratiani
Decretum Gratiani è il nome con cui è più comunemente conosciuta la celebre opera denominata Concordia discordantium canonum, una raccolta di fonti di diritto canonico redatta da Graziano nella prima metà del secolo XII.
Il Decretum è un raggruppamento di canoni e decretali scelti con tecniche ermeneutiche fondamentali con cui si mette ordine in oltre un millennio di canoni discordanti di storia della Chiesa. Con esso (testo vivente, in continua evoluzione) si passa dal diritto canonico come sistema di fonti legislative, al diritto canonico inteso come scienza nuova e autonoma. La novità consiste nell'introduzione del commento che illumina e spiega la norma eliminandone aporie e contraddizioni. Ha inizio così l'inarrestabile processo che porterà alla totale separazione tra diritto e teologia nel mondo occidentale.
Il Decretum è una raccolta privata e come strumento didattico non fu mai ufficialmente promulgato. Tuttavia ebbe un successo straordinario e venne applicato rigorosamente in tutta l'Europa cristiana sia ai fini dell'insegnamento nelle scuole di arti liberali (quale opera didattico-dottrinale), sia ai fini pratico-forensi nelle corti ecclesiastiche, le quali nel medioevo avevano talvolta giurisdizione anche civile. Vista l'influenza del Decretum nacquero dei commentatori di esso, i decretisti.
La prima recensione, non sopravvissuta ma che si ricava dalla summa denominata Exserpta ex decretis sanctorum patrum, risale probabilmente al 1119-20 circa, e non fu oggetto di diffusione, a differenza della recensione successiva, quella sopravvissuta in quattro frammenti/manoscritti conservati ad Admont, Barcellona, Firenze e Parigi, risalenti al 1130-1132 circa e contenente, in forma ridotta, il trattato "De poenitentia". L'originaria versione, in effetti, non contiene ancora i canoni del Concilio Lateranense I del 1123, né del Concilio Lateranense II del 1139 e si pongono e discutono questioni che con il Concilio Lateranense I del 1123 (e ancor prima dal Concilio di Reims del 1119) erano state ormai risolte. Una delle successive recensioni dell'opera (cosiddetto testo divulgativo o vulgate text) risale, all'incirca, al 1139-42. Ha una divisione in tre parti ordinate per cause, questioni, distinzioni e canoni (auctoritates). La parte II^ è ordinata solo per cause e canoni. Questa sistematica interna ne permette una consultabilità efficace. Per ogni singolo argomento presenta delle auctoritates in ordine cronologico e gerarchico:
- Canoni conciliari
- Decretali papali
- Padri della Chiesa
- Canoni di concili locali
Capita che questi testi siano in contraddizione tra loro. Per risolvere l'impasse Graziano introduce la novità del commento (dictum). I commenti (dicta); sono vari e dipendenti dalla contraddizione della norme esposte.
Secondo il cardinale Stickler [senza fonte], storico del diritto canonico, il Decretum Gratiani può sembrare una collazione di leggi, ma in realtà è un trattato di diritto canonico, dove i dicta sono le esposizioni e le auctoritates gli argomenti.