Fino alla fine del mondo

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Fino alla fine del mondo
Fino alla fine del mondо.png
una scena del film
Titolo originale Bis ans Ende der Welt
Paese di produzione Germania, Australia, Francia
Anno 1991
Durata 158 minuti (theatrical cut), 179 min. ("European cut"), 280 min. (director's cut)
Colore colore
Audio sonoro
Genere Film drammatico, fantascienza
Regia Wim Wenders
Soggetto Peter Carey, Wim Wenders, Solveig Dommartin
Sceneggiatura Peter Carey, Wim Wenders
Fotografia Robby Müller
Montaggio Peter Przygodda
Effetti speciali Frank Schlegel
Musiche Graeme Revell
Scenografia Thierry Flamand, Sally Campbell
Interpreti e personaggi
Premi

Fino alla fine del mondo (Bis ans Ende der Welt in tedesco e Until the end of the world in inglese) è un film del 1991 per la regia di Wim Wenders; costituisce una delle opere più note del regista tedesco. È un film di fantascienza che si sviluppa come road movie ambientato in un futuro prossimo (1999) in cui incombe un'apocalisse globale.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il film è ambientato in un futuro prossimo rispetto alla data delle riprese: precisamente alla fine del 1999.

Un satellite artificiale nucleare indiano in orbita attorno alla Terra è entrato in avaria e la Comunità Internazionale teme che possa rientrare nell'atmosfera causando una catastrofe atomica.

Un panico di massa spinge molti a fuggire dai luoghi dove l'impatto è più probabile, causando gravi disagi nei trasporti. Nel bel mezzo di un ingorgo autostradale l'impaziente Claire Tourneur (Solveig Dommartin) si avventura in una strada secondaria nel tentativo di raggiungere Parigi dal sud della Francia. Il sistema informatico del cruscotto della sua auto le annuncia che la strada non è mappata sul database e quindi deve cavarsela da sola.

Lungo il tragitto ha degli incontri singolari: prima si scontra con una coppia di rapinatori di banca (che le lasciano una grande quantità di denaro), poi continua il viaggio con un autostoppista (William Hurt) che le dice di essere inseguito da un'Organizzazione segreta. Claire scopre, dopo essersi innamorata dell'enigmatico fuggitivo, che egli è il figlio dello scienziato Henry Farber (interpretato da Max Von Sydow), ed è fuggito con il prototipo di un progetto di ricerca segreto. Agenzie governative e cacciatori di taglie lo stanno inseguendo per recuperare il dispositivo.

Il film ha due parti distinte: nella prima il personaggio del fuggitivo e i suoi obbiettivi rimangono misteriosi, nella seconda si delineano i personaggi e si compie la trama fantascientifica.

Tutto il film ruota attorno al dispositivo, nella prima parte lo spettatore non riesce a comprendere a che cosa serve e quale sia l'interesse che suscita in così tante organizzazioni, e i protagonisti sono in continuo movimento in ogni parte del globo tentando di sfuggire alla cattura. A metà del film il mistero viene svelato da Winter (Rüdiger Vogler), un investigatore privato assoldato da Claire: il prototipo serve a registrare e tradurre gli impulsi cerebrali in modo da poterli trasmettere come pensieri innestati nel cervello dei non vedenti. L'autostoppista è in giro per il mondo, raccogliendo immagini di famigliari con il suo dispositivo anche se il motivo non viene rivelato. Durante la seconda parte, il ritmo dell'azione si placa e l'autostoppista rivela a Claire che sua madre (Jeanne Moreau) è cieca e quindi il dispositivo gli è servito per sperare che la madre possa "rivedere" le persone care.

Mentre i protagonisti giungono in Australia, il satellite nucleare viene abbattuto, provocando un impulso elettromagnetico nucleare (NEMP) che interrompe tutti i circuiti elettrici ed elettronici non schermati. I personaggi ritrovano il padre scienziato e la madre non vedente nel villaggio dell'entroterra australiano dove da anni dimoravano, dimostrando di conciliare la notevole tecnologia del loro laboratorio di ricerca scientifica con la vita naturale della tribù locale. Le registrazioni del dispositivo vengono riprodotte e la madre del protagonista riesce, non senza fatica, a "vedere".

Subito dopo lo scienziato Farber scopre il modo di utilizzare il dispositivo per la diretta registrazione dei sogni di dormienti.

Nasce una nuova forma di dipendenza: Claire, lo scienziato e il figlio si lasciano ossessionare dalla necessità di visionare i propri sogni registrati dalla macchina su supporto digitale, ma il primo fidanzato di Claire, uno scrittore, nell'assistere come testimone esterno a tutte le vicende della trama decide di tracciarle in un romanzo, ed è solo grazie al potere taumaturgico della parola e del racconto che Claire si libera, alla fine, dalla sua compulsione.

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

La colonna sonora - Until the End of the World - è stata eseguita da numerosi artisti della musica rock - Peter Gabriel, U2, Talking Heads, Lou Reed, R.E.M., Nick Cave, Depeche Mode, Jane Siberry, ecc. - ai quali il regista ha chiesto di realizzare delle musiche che avrebbero pensato di comporre nel 1999, anno in cui il film è ambientato.

Nel gennaio del 1991 è stata pubblicata la colonna sonora ufficiale del film, che conteneva le seguenti tracce:

  1. "Opening Title" – Graeme Revell
  2. "Sax And Violins" – Talking Heads
  3. "Summer Kisses, Winter Tears" – Julee Cruise
  4. "Move with Me (Dub)" – Neneh Cherry
  5. "The Adversary" – Crime and The City Solution
  6. "What's Good" – Lou Reed
  7. "Last Night Sleep" – Can
  8. "Fretless" – R.E.M.
  9. "Days" – Elvis Costello
  10. "Claire's Theme" – Graeme Revell
  11. "(I'll Love You) Till The End Of The World" – Nick Cave & the Bad Seeds
  12. "It Takes Time" – Patti Smith e Fred "Sonic" Smith
  13. "Death's Door" – Depeche Mode
  14. "Love Theme" – Graeme Revell
  15. "Calling All Angels" (Remix Version) – Jane Siberry con k.d. lang
  16. "Humans from Earth" – T-Bone Burnett
  17. "Sleeping in the Devil's Bed" – Daniel Lanois
  18. "Until the End of the World" – U2
  19. "Finale" – Graeme Revell

Due brani del film non sono stati inclusi nella colonna sonora:

  1. "Blood of Eden", di Peter Gabriel;
  2. "Breakin' the Rules", di Robbie Robertson.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]