Filobus

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Filobus tedesco degli anni quaranta

Il filobus è un veicolo a trazione elettrica destinato al trasporto di persone ed alimentato tramite una linea aerea con due conduttori elettrici sospesi sulla sede stradale dai quali il veicolo capta la necessaria potenza elettrica tramite due aste di captazione.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il filobus, a differenza di altri tipi di filoveicoli esistiti in passato, è adibito esclusivamente al trasporto pubblico di persone. Il filobus è quindi sostanzialmente un autobus dal quale si differenzia per la propulsione.

La tensione di alimentazione presente nella linea aerea è tipicamente 750 Volt in regime continuo (ma esistono impianti regolati anche con altre tensioni, in Italia è diffusa ad esempio la tensione di 600 Volt)[senza fonte], e la linea aerea è quindi necessariamente bifilare (un filo costituisce il polo negativo, e l'altro il polo positivo) anziché monofilare come quella tranviaria, poiché nel caso del filobus non esistono rotaie metalliche a terra che possano essere utilizzate come polo di massa; diviene quindi necessario un ulteriore conduttore elettrico aereo.

I moderni filobus sono per lo più a trazione bimodale ovvero disporre di un secondo motore, generalmente Diesel, che può essere collegato ad un generatore elettrico (alternatore) per fornire corrente elettrica al motore elettrico di trazione, oppure fungere direttamente da propulsore. Possono inoltre essere presenti batterie di accumulatori elettrici che forniscono l'energia elettrica necessaria ad alimentare i motori assicurando la marcia autonoma in particolari situazioni, quali gli spostamenti nel deposito o dalla carreggiata per improvvise interruzioni di energia elettrica o lungo tratti di linea sprovvisti di bifilare aereo.

L'infrastruttura: la filovia[modifica | modifica wikitesto]

La filovia è costituita dalla linea aerea bifilare di contatto, dal sistema di sostegno del bifilare (pali e tiranti di ancoraggio) dal sistema degli scambi ed incroci, e dalle sottostazioni elettriche di alimentazione. I fili aerei sono usualmente costituiti da trefoli in rame o lega metallica di opportuna sezione; per ridurre l'attrito con gli striscianti delle aste di captazione, in passato i conduttori erano lubrificati con olio grafitato. Attualmente vengono usati striscianti in leghe a basso attrito, montati su testine ruotobasculanti[senza fonte]. I fili di contatto sono isolati dai fili di sostegno da appositi isolatori (all'origine in porcellana, inglobati in un sostegno metallico con anelli per i cavi di sostegno,chiamato a rondine per la loro particolare forma; sono tuttora in uso in parecchie linee filoviarie più datate).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lo sviluppo del filobus ha origine all'inizio del Novecento, quando sembravano un compromesso naturale tra il tram elettrico e l'autobus a trazione a petrolio[senza fonte]. I sistemi di filobus potevano evitare ostacoli nella strada che un tram non poteva e non richiedevano un investimento di capitale ingente quanto quello richiesto da una linea tranviaria.

Alcune città, guidate dalla Brooklyn-Manhattan Transit Corporation (BMT—New York), hanno sottoscritto il concetto di all-four che comprendeva autobus, filobus, tram, metropolitane sotterranee o sopraelevate, per poter così supportare volumi di traffico di vario genere. Gli autobus e i filobus erano particolarmente visti come sistemi di entrata che potevano essere successivamente migliorati come ferrovia vera e propria[non chiaro]. Sebbene il sistema di Brooklyn sotto la BTM abbia costruito solo una linea di filobus, altre città, tra cui San Francisco e Filadelfia hanno costruito sistemi più grandi e mantengono ancora gli all-four.

Al giorno d'oggi, il filobus non è molto comune in Nord America, ma è ancora una forma comune di trasporto nelle repubbliche dell'ex Unione Sovietica[senza fonte] e occupa generalmente la nicchia tra le tranvie e gli autobus a trazione diesel.

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia ci sono linee o reti filoviarie a Milano, Genova, Sanremo, Bologna, Parma, Modena, Rimini, La Spezia, Ancona, Roma, Napoli, Cagliari, Chieti e Lecce. Le più vaste sono quelle di Milano (attiva ininterrottamente dal 1933), con 4 linee, due delle quali sono grandi circolari ad anello intorno alla città, quella di Napoli, con 8 linee gestite dall'ANM e dal CTP, due delle quali si spingono fino ad Aversa e Teverola, e quella di Cagliari, con 1 linea urbana e 2 grandi circolari suburbane. A Bari si discute[non chiaro] sul ripristino della rete filoviaria soppressa. Ad Avellino nel 2010 sono iniziati i lavori per la costruzione di una linea filoviaria.

Tipi di filobus[modifica | modifica wikitesto]

Filobus semplice in Repubblica Ceca
Filobus articolato a Bologna
Filobus a 3 casse in Svizzera
Filobus con rimorchio in servizio a Losanna
  • Filobus a cassa unica, fino a 15m di lunghezza.
  • Filosnodati, a due casse (fino a 18m) o tre casse (fino a 24m, non ammessi dal Codice della Strada italiano)[Esiste differenza tra filoarticolati e filosnodati]
  • Filobus con rimorchio o filotreno: costituito da una vettura motrice munita di aste di captazione e gancio posteriore dove viene inserito e fermato il perno del rimorchio. Per i passeggeri non c'è possibilità di passaggio fra i due elementi (unica eccezione in Italia un esemplare unico carrozzato Macchi-Baratelli con elementi intercomunicanti in servizio dal 1954 al 1968 sulla filovia interurbana Ancona-Falconara).
  • Filobus a doppio piano, diffusi soprattutto nelle Isole Britanniche e in Portogallo (alcuni dei quali realizzati su telaio Lancia)

Nel tempo, sono stati costruiti anche veicoli adibiti al trasporto merci, i filocarri: in Italia furono impiegati prevalentemente dall'Esercito durante la Prima Guerra Mondiale nella zona del Nord-Est; il loro utilizzo forse si protrasse anche dopo il termine del conflitto, ma comunque cessò negli Anni '20. Negli anni 40-50 fu in servizio una filovia dello Stelvio con filocarri utilizzati per costruire le due dighe idroelettriche ad uso dell'Aem. Nel 2005, tuttavia, venne sperimentato a Bologna un filocarro per la raccolta dei rifiuti, realizzato su base Iveco Eurotech. Nella categoria dei filocarri possono infine essere compresi alcuni veicoli di servizio, realizzati dalle Aziende Trasporti per usi interni modificando vecchi filobus. Non si hanno invece notizie di realizzazioni di filoarticolati (veicoli merci che sarebbero composti da un trattore filoviario e da un semirimorchio a bilico)

Vantaggi[modifica | modifica wikitesto]

I filobus sono considerati utili soprattutto nelle città collinari, dato che su orografie accidentate la trazione elettrica dimostra un rendimento particolarmente migliore rispetto a quello della trazione termica, e gli pneumatici in gomma hanno una maggiore aderenza sulla pavimentazione stradale rispetto a quella delle ruote in acciaio dei tram sulle rotaie in acciaio. Questo fattore si è rivelato determinante in città collinari quali San Francisco e Seattle negli USA. Come altri veicoli elettrici i filobus sono spesso considerati più ecologici dei veicoli basati sugli idrocarburi (benzina, diesel, alcool) poiché l'energia elettrica può essere prodotta in modo centralizzato in pochi impianti ben localizzati (quindi con maggiori controlli ed ottimizzazioni) e con tecnologie non necessariamente inquinanti, ma soprattutto poiché l'intero sistema di trazione elettrica ha rendimenti molto migliori di quello a motori termici diffusi, e come tale comporta all'origine consumi molto più bassi e ancor più inferiori livelli di inquinamento. Inoltre gioca a favore del sistema il fatto che le emissioni dannose, oltre che essere prodotte in misura minore, vengono liberate in atmosfera in siti lontani dai centri abitati già di per sé congestionati ed afflitti da problemi di inquinamento.

Un vantaggio raramente usato in altri veicoli è che possono generare energia elettrica da quella cinetica al momento della frenatura o della discesa lungo un pendio, un processo conosciuto come frenatura a recupero. Un'altra area in cui i filobus godono di una nicchia speciale sono i luoghi in cui l'energia idroelettrica è abbondante e a basso costo. Esempi di questo sono i sistemi di filobus estesi di Vancouver, del British Columbia, del Canada e di Seattle. Quest'ultima città gode di un doppio beneficio dovuto ai livelli di pendenza stradale vicino al lungomare del centro, sulla Queen Anne, sui First Hill e sui Capitol Hill.

Comprendendo i vantaggi di questi veicoli a bassa emissione inquinante alcune città europee hanno iniziato ad espandere nuovamente i loro sistemi. Altre città quali Lecce hanno già introdotto nuovi sistemi di filobus.

Il filobus inoltre è più silenzioso degli autobus e dei tram, perché unisce la silenziosità del motore elettrico a quella delle ruote in gomma. Non è inoltre necessario posare delle rotaie, le quali necessitano di una manutenzione aggiuntiva, e possono portare ad una più rapida usura del manto stradale.

Svantaggi[modifica | modifica wikitesto]

Se il filobus (presumibilmente per errore) si allontana ed esce dal tracciato prestabilito le aste di captazione non hanno più la linea aerea per attingere la corrente (scarrucolamento): il veicolo rimane privo di forza motrice e rischia di rimanere immobilizzato e quindi inutilizzabile a lungo, finché non venga riposizionato manualmente sotto il bifilare e le aste ricollocate in posizione corretta. Questo accade specialmente in corrispondenza degli incroci, dove le linee si intersecano. Alcuni sistemi di trasporto, quali quello adottato dal Muni di San Francisco hanno ovviato questo problema installando delle batterie a colonnetta sui filobus per permettere la percorrenza di brevi distanze in modo che non debbano seguire il loro percorso standard. Boston sta utilizzando autobus a doppio uso sulla nuova Silver line; essi circolano alimentati tramite la linea aerea su un percorso fisso e mutano poi in autobus cittadini utilizzando un Motore diesel. A Filadelfia, le cui cinque linee di filobus sono state sospese per una parziale ricostruzione, nuovi filobus già commissionati avranno inoltre modo di operare su brevi distanze senza rete aerea.

In termini più generali, i filobus soffrono a causa della loro intrinseca posizione intermedia negli attuali piani di trasporto. Tranne che nei casi menzionati sopra dove godono di speciali vantaggi, hanno difficoltà a competere con le efficienze delle metropolitane leggere[non chiaro] da un lato o la flessibilità e i bassi costi di partenza degli autobus convenzionali dall'altro.

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

Filobus Fiat 2411 Cansa CGE n. 63 dell'ex ATAM di Livorno, restaurato
Filobus Alfa Romeo 1000 Aerfer n. 8044 fino al 2002 in servizio a Napoli
Un Inbus F140 quando prestava servizio a Cagliari

Spesso i filobus storici vengono preservati a scopo museale in numerose città del mondo: si segnalano, ad esempio, in Italia, i numerosi esemplari del Museo Nazionale dei Trasporti alla Spezia ed in Inghilterra l'East Anglia Transport Museum a Carlton Colville ed il London's Transport Museum nella capitale.

Talora le aziende di trasporto o gruppi di appassionati restaurano e conservano filobus che in passato hanno svolto nelle stesse regolare servizio di linea:

  • a Milano l'ATM ha restaurato un filobus snodato 18m Fiat 2472, Carrozzeria Viberti, equipaggiamento CGE, soprannominato “Vibertone” e lo utilizza in concreto su percorso stradale in occasione di manifestazioni commemorative.
  • a Livorno si sono restaurati alcuni filobus Fiat 2411 Cansa CGE, come l'ex-ATAM n. 63 della foto a lato e il n. 61;
  • l'ATCM, Modena ha preservato un filobus Fiat 2411 Cansa, matricola 33, ed un altro carrozzato Menarini, il n. 37;
  • l'ANM (ex ATAN) di Napoli ha riportato alle condizioni del 1960, il veicolo numero 8021 Alfa Romeo 1000 Aerfer (simile a quello della seconda foto), riverniciato nella classica tonalità bi-verde e con i finestrini a cremagliera. Il filobus 8021 è stato impiegato in manifestazioni particolari quali l'inaugurazione delle nuove linee 201 e 202;
  • La TEP di Parma ha conservato i filobus Fiat 2401 Cansa TIBB n. 014 e Fiat 2411 n. 017, la cui proprietà fu ceduta al Museo Nazionale dei Trasporti alla fine degli anni Ottanta; le vetture vennero restaurate ed ospitate per alcuni anni alla Spezia; successivamente tornarono a Parma dove per molti anni vennero ricoverate nei capannoni del deposito TEP XXV aprile di viale Villetta. Oggi si trovano accantonate all'aperto presso il deposito TEP I maggio di via Taro.
  • La Riviera Trasporti di San Remo ha ripristinato al servizio passeggeri il Fiat 2411 Cansa n. 29 ex-STEL destinandolo a manifestazioni speciali ed attività di noleggio;
  • Infine è quasi un rudere l'unico filobus storico di Roma, il Lancia Casaro CGE ex-ATAC n. 4587, accantonato in attesa di un sempre più improbabile restauro.

Modelli di filobus[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]


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