Cinderella Man - Una ragione per lottare

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Cinderella Man - Una ragione per lottare
Cinderella Man - Una ragione per lottare (2005).png
Jim Braddock (Russell Crowe) all'angolo con il suo manager Joe Gould (Paul Giamatti)
Titolo originale Cinderella Man
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 2005
Durata 139 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35 : 1
Genere biografico, drammatico, sportivo
Regia Ron Howard
Soggetto Cliff Hollingsworth
Sceneggiatura Cliff Hollingsworth, Akiva Goldsman
Fotografia Salvatore Totino
Montaggio Daniel P. Hanley, Mike Hill
Musiche Thomas Newman
Scenografia Wynn Thomas
Costumi Daniel Orlandi
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Cinderella Man - Una ragione per lottare (Cinderella Man) è un film del 2005 diretto da Ron Howard, e ispirato alla vera storia dell'ex campione dei pesi massimi James J. Braddock, che aveva questo soprannome.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Braddock è un giovane irlandese cresciuto nelle strade. È una promessa della boxe nella categoria dei massimi leggeri ma si trova costretto a smettere dopo aver perso numerosi incontri. Nel periodo in cui gli Stati Uniti attraversano la Grande depressione, Braddock svolge diversi lavori di fatica, specie come portuale, per mantenere la sua famiglia, ma sogna ancora di tornare alla boxe ad alto livello. Grazie alla cancellazione all'ultimo minuto dell'impegno di un altro pugile, Braddock ha una seconda possibilità per combattere ma si trova ad affrontare il numero due al mondo e viene considerato solo come un allenamento. Braddock stupisce gli esperti del pugilato e i fans mettendo al tappeto alla terza ripresa il suo eccellente avversario. Braddock continua a vincere e in breve tempo viene a rappresentare le speranze e le aspirazioni del pubblico americano alle prese con la Depressione. Soprannominato "Cinderella Man" ("il Cenerentolo"), in una delle più grandi sorprese della storia del pugilato riesce a sconfiggere l'arrogante Max Baer e a divenire il campione mondiale dei pesi massimi.

Riprese[modifica | modifica sorgente]

Durante le riprese a Toronto, molte zone sono state riallestite in modo da apparire come la New York degli anni '30. Sono state ricreate false facciate di negozi e semafori e sono state utilizzate dozzine d'auto d'epoca.

Le riprese sono state svolte di notte, in modo da permettere l'uso delle strade durante il giorno.

Pubblico[modifica | modifica sorgente]

Sebbene il film abbia riscosso buoni giudizi di critica e pubblico, ha avuto un successo relativamente scarso al botteghino durante le prime settimane di programmazione. Nell'importante mercato nord-americano, il film (che è costato 88 milioni di dollari) ne ha guadagnati solo una sessantina. Uno dei motivi che è stato addotto per la scarsa vendita di biglietti è stato il periodo della programmazione.

Reazioni per Max Baer[modifica | modifica sorgente]

Max Baer è dipinto come un vero "cattivo" che si comporta in modo inappropriato fuori del ring e in modo malvagio in combattimento (al punto di uccidere due avversari sul ring). Il critico cinematografico Roger Ebert, gli storici della boxe e i parenti di Baer hanno criticato la versione offerta dal film, perché avrebbe ucciso solo Frankie Campbell e non anche Ernie Schaaf, anche se il fatto che fosse stato una causa indiretta della sua morte era sostenuto anche dalla stampa del tempo. Inoltre Baer era ritenuto da molti un gentiluomo, il cui comportamento era molto meno brutale di quanto rappresentato dal film che ristabilisce, pur nella finzione cinematografica, l'identita negativa di Baer. Altri sostengono che Baer era gentile, carismatico, amato e rispettato, e sottolineano lo stress emozionale che Baer aveva sopportato per tutto il resto della sua vita dopo la morte di Campbell.

Una parte della critica al film appare comunque ingiusta. Max Baer era rappresentato dalla stampa del tempo nello stesso modo del film e questa immagine era spesso utilizzata dai promotori degli incontri per suscitare interesse. Contrariamente a quanto affermato dai critici, il Max Baer dello schermo non si vanta mai di aver ucciso Campbell o Schaaf; in realtà, i suoi sentimenti in proposito non sono mai menzionati. Forse ancor più significativamente, Max Baer stesso (in veste di attore) recitò una parte di pugile ancor più negativa nel film Il colosso d'argilla, in un ruolo chiaramente basato su se stesso.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

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