Rush (film 2013)

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« Più sei vicino alla morte, più ti senti vivo. »
(James Hunt)
Rush
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Logo del film
Titolo originale Rush
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America, Germania, Regno Unito
Anno 2013
Durata 123 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere biografico, sportivo, drammatico
Regia Ron Howard
Sceneggiatura Peter Morgan
Produttore Ron Howard, Brian Grazer, Eric Fellner, Tim Bevan, Andrew Eaton, Brian Oliver, Guy East, Nigel Sinclair
Produttore esecutivo Tobin Armbrust, Todd Hallowell, Tyler Thompson
Casa di produzione Working Title Films, Imagine Entertainment, Exclusive Media, Revolution Films, Relativity Media, Cross Creek Pictures
Distribuzione (Italia) 01 Distribution
Fotografia Anthony Dod Mantle
Montaggio Mike Hill, Daniel P. Hanley
Effetti speciali Wolfgang Higler
Musiche Hans Zimmer
Scenografia Mark Digby
Costumi Julian Day
Sfondi Michelle Day
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Rush è un film del 2013 di Ron Howard. Basato su una sceneggiatura di Peter Morgan, racconta l'intensa rivalità tra i piloti di Formula 1 James Hunt e Niki Lauda, interpretati rispettivamente da Chris Hemsworth e Daniel Brühl.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Durante gli anni settanta esplode la grande rivalità sportiva tra i piloti più talentuosi del momento, il britannico James Hunt e l'austriaco Niki Lauda. I due, che si danno battaglia fin dai tempi della Formula 3, non potrebbero essere più diversi: Hunt è un giovane ed insolente donnaiolo che adora mettersi in mostra, mentre Lauda è un genio strategico dai modi duri e riservati.

I due piloti si conoscono inizialmente durante il campionato di Formula 3 del 1970 dove entrano subito in contrasto a causa del diverso approccio che seguono nei confronti della disciplina sportiva che praticano. Mentre Hunt vive con leggerezza ed attraversa un bel periodo agonistico essendo il pupillo della propria squadra, la Hesketh, portato in palmo di mano dal titolare, Lord Hesketh, Lauda si trova di fronte ad un momento critico della propria vita, culminante con la rottura dei rapporti col padre, che rifiuta di sovvenzionare la sua carriera sportiva ritenendola inappropriata alle tradizioni familiari, che vogliono i Lauda banchieri. L'austriaco decide allora di chiedere un prestito che gli consente di entrare, come pilota pagante, a far parte della squadra BRM, che corre in Formula 1. Mostrando competenza e determinazione riesce, con l'aiuto dei meccanici, a migliorare le prestazioni della propria vettura che chiede di testare al compagno di squadra Clay Regazzoni. Anche se i due hanno un rapporto conflittuale sarà proprio grazie a Regazzoni che il giovane Lauda lascerà poco dopo la BRM, divenendo dal 1973 pilota della Scuderia Ferrari. Proprio nello stesso periodo anche la squadra di Hunt decide di fare il salto di qualità e realizza una vettura in grado di partecipare al campionato di Formula 1. La macchina veste una livrea elegante perché priva di sponsor, una scelta che si rivelerà poco lungimirante e che influirà sugli sviluppi futuri della carriera di Hunt.

I veri Niki Lauda (a sinistra) e James Hunt (al centro); accanto ai due, sul terzo gradino del podio, c'è Clay Regazzoni (a destra).

Nel 1975 Lauda diventa campione del mondo di Formula 1 con la Ferrari, mentre l'assenza di sponsor porta la Hesketh alla bancarotta. Hunt è in crisi perché non ha una macchina da pilotare per l'anno successivo, ma la decisione di Emerson Fittipaldi di abbandonare la squadra McLaren gli consente di proporsi ed ottenere il ruolo di pilota per il successivo campionato. Nel frattempo l'inglese si è sposato con la supermodella Suzy Miller. La loro unione manifesta i primi segnali di rottura in occasione della crisi di Hunt.

L'inizio del campionato mondiale del 1976 è favorevole a Lauda, che nelle prime cinque gare accumula tre primi e due secondi posti, mentre Hunt resta molto indietro. Anche la vittoria ottenuta al quarto gran premio della stagione, il Gran Premio di Spagna, viene tramutata in squalifica dopo una segnalazione della Ferrari all'autorità sportiva, in cui si evidenzia una larghezza della vettura irregolare, maggiore di quanto previsto dal regolamento. La McLaren viene subito modificata per rispettare le regole e perde, inizialmente, di competitività, tanto che Hunt subisce due ritiri nelle gare successive. La situazione è aggravata dalla scoperta che Suzy ha una relazione con l'attore Richard Burton. Poiché la moglie si trova negli Stati Uniti, Hunt decide di raggiungerla per un chiarimento, che sfocerà nel divorzio. Questo episodio gli consente di far chiarezza nella propria mente e il suo spirito competitivo riaffiora, consentendogli di tornare alla vittoria nel Gran premio di Francia, ottava gara della stagione, la prima in cui il rivale austriaco subisce una battuta d'arresto. Nel frattempo Lauda sposa Marlene Knaus, una giovane austriaca, nipote del dottor Hermann Knaus, conosciuta casualmente qualche tempo prima in Italia grazie all'aiuto inconsapevole di Clay Regazzoni. La cerimonia civile si svolge in privato e sembra donare al pilota un breve periodo di allegria e felicità, che viene però presto messo in discussione dalla sua mente analitica decisamente orientata verso la carriera. Il campionato prosegue, Lauda vince ancora e consolida il proprio primato.

La decima gara è il Gran Premio di Germania che si corre il primo di agosto sul vecchio circuito del Nürburgring Nordschleife. Il clima impietoso del Nord Europa si manifesta sotto forma di una copiosa pioggia. Lauda, pur detenendo il primato sulla pista, essendo da sempre un calcolatore, valuta che il rischio di una corsa con asfalto molto bagnato sia eccessivo su questo circuito e fa si che la Direzione di Gara convochi i piloti, cui chiede di seguirlo nella decisione di annullare la gara. Ma Hunt, ritenendo che, visto il vantaggio di punti accumulato, con una gara in meno in campionato l'austriaco sarebbe avvantaggiato nella corsa al titolo, convince la maggioranza dei piloti a votare a favore della corsa.

Alla partenza l'inglese è in pole position, con l'austriaco in seconda posizione. Durante il primo giro con gomme da pioggia, entrambi si convincono che l'asfalto si stia asciugando e rientrano ai box per installare coperture slick. Purtroppo, durante il terzo giro, la sospensione posteriore sinistra della Ferrari di Lauda cede, facendogli perdere il controllo della vettura. L'urto con le barriere esterne è violento ed inevitabile. Mentre il casco del pilota vola via, la macchina carambola senza controllo, riportandosi sulla pista dopo aver preso fuoco. Le altre vetture tentano di evitarla, ma alcune la colpiscono in pieno, mentre l'austriaco è ancora incastrato all'interno dell'abitacolo invaso dalle fiamme. I primi a prestare soccorso sono proprio gli altri piloti coinvolti nell'incidente ed un commissario del circuito con un estintore. Dopo molti secondi il corpo inerme di Lauda viene estratto dalle lamiere contorte e un elicottero lo porta subito in ospedale. La situazione del pilota è critica perché oltre alle ustioni riportate, in particolar modo alla testa per la perdita del casco, ha inalato vapori roventi di benzina, la cui tossicità ne mette a repentaglio la sopravvivenza.

Nelle settimane successive, mentre i medici curano i danni procurati dall'incidente, Lauda osserva in televisione il rivale che continua a gareggiare e recuperare punti in campionato. Con uno sforzo considerevole decide di ricominciare a correre nel minor tempo possibile e, nello stupore generale, si ripresenta in pista 42 giorni dopo il rogo del Nürburgring per prendere parte al Gran Premio d'Italia del 12 settembre. Prima della gara i due rivali si confrontano e, mentre l'inglese si scusa sentendosi responsabile per quanto accaduto in Germania, l'austriaco replica che la sua decisione di tornare nell'abitacolo di una Formula 1 così presto, a guarigione ancora incompleta, è dovuta proprio a lui. Alla partenza del Gran Premio l'austriaco è in difficoltà ma dopo qualche giro si riprende e conclude quarto mentre Hunt si ritira. Nelle due gare successive Hunt mette in carniere ancora due vittorie, avvicinandosi moltissimo al punteggio di Lauda, che invece riesce solo a contenere il distacco.

La resa dei conti del Campionato Mondiale ha luogo in Giappone al Circuito del Fuji, sotto una pioggia battente. La situazione ricorda il Nürburgring ed il pericolo si ripresenta tale e quale. Lauda affronta la gara, ma dopo qualche giro decide di ritirarsi perché a suo modo di vedere il rischio è eccessivo, rifiutando la proposta del Direttore Tecnico della Ferrari, Mauro Forghieri, di dichiarare alla stampa che il ritiro è dovuto ad un guasto meccanico. Hunt prosegue ed ha bisogno almeno di un terzo posto per diventare Campione del Mondo. Un problema alle gomme sembra metterlo fuori dai giochi, ma dopo aver cambiato pneumatici torna in pista e riesce a tagliare il traguardo superando all'ultimo giro Clay Regazzoni. Nel caos delle informazioni circola la voce che sia arrivato quinto, in realtà è però arrivato terzo, Hunt diventa quindi campione del mondo con un solo punto di vantaggio su Lauda.

Nel finale i due campioni si rivedono qualche tempo dopo nell'hangar dell'aeroporto di Bologna e si parlano con grande franchezza. Lauda ha preso il brevetto di pilota d'aeroplani. Dopo un'altra vittoria nel Campionato del Mondo di Formula 1 e qualche altro anno nel circus, annuncerà il suo primo ritiro dalle gare e sfrutterà la competenza appena acquisita per esercitare una nuova professione come titolare e pilota di una compagnia aerea, la Lauda Air. Hunt, ormai pago del risultato ottenuto, dopo poco si dedicherà ad altre attività sino alla morte avvenuta prematuramente a soli quarantacinque anni per attacco cardiaco.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Il 24 novembre 2012 il regista Ron Howard ha dichiarato ad un'emittente tedesca di non voler utilizzare le scene del vero incidente di Niki Lauda nel film, ma di aver ricreato la scena nel vecchio circuito del Nürburgring, che non coincide con l'attuale configurazione del circuito tedesco per le gare di Formula 1;[1] la vecchia configurazione del Nordschleife, di oltre 22 km, è tuttavia ancora esistente e utilizzata per vari eventi e prove private, così da aver permesso alla produzione di girare nell'esatto punto dell'incidente di Lauda.

Il budget del film è di circa 38 milioni di dollari[2] ed è stato girato interamente in digitale. L'ex pilota tedesco Jochen Mass, compagno di Hunt in McLaren nel 1976, ha partecipato al film come consulente e controfigura.[3]

Location[modifica | modifica sorgente]

Le riprese del film si sono svolte principalmente tra la Germania e il Regno Unito; più esattamente nelle città di Nürburg (dove si trova il tracciato del Nürburgring) e Colonia nella nazione tedesca, e a Louth, Longcross (nei Longcross Studios) e nella contea dell'Hampshire per il paese britannico. Le scene d'azione in corsa sono invece state effettuate nei circuiti inglesi di Donington Park e Cadwell Park.[4]

Inesattezze storiche[modifica | modifica sorgente]

Solitamente quando si fanno film sul mondo dei motori (specialmente se ambientati nel passato) gli errori o le incongruenze storiche abbondano, in quanto le corse automobilistiche dell'epoca erano in continua evoluzione, e non era raro che un team presentasse due modelli completamente diversi nel corso della stagione, rendendo così più difficile una ricostruzione storica. Da questo punto di vista Ron Howard ha fatto un eccellente lavoro, mettendo particolari che solo l'occhio attento di un appassionato di corse può notare. È presente però qualche errore, anche se è probabile che siano stati voluti per esigenze di sceneggiatura.

Niki Lauda tra Daniel Brühl (a sinistra), suo interprete sul grande schermo, e Peter Morgan (a destra), lo sceneggiatore di Rush, all'anteprima viennese del film.

Il primo è quando James Hunt e Niki Lauda si affrontano in Formula 3 nel 1970 al Crystal Palace: l'inglese corre con il team di Lord Hesketh, ma in realtà Hunt conobbe Hesketh solo due anni dopo, a fine 1972, quando disputò le ultime tre gare del campionato europeo di Formula due con la March 712M del suo team. Hunt in formula 3 corse il primo anno con una Lotus del Molyslip Lotus Racing e poi divenne pilota ufficiale della March. Nel film poi, Hunt e Lauda si danno battaglia per il primo posto, e anche qui non corrisponde alla realtà in quanto Lauda correva per la disastrosa McNamara MK3 che raramente gli diede la possibilità di qualificarsi, e non andò a punti in nessuno dei tre campionati inglesi di F3. Il rendimento di Hunt invece fu molto migliore, ma non così tanto da riuscere a vincere una gara; in quel 1970 i suoi migliori risultati nella terza formula furono i secondi posti a Oulton Park e Brands Hatch. Quando poi a fine 1973 Lauda passa alla Ferrari, durante i primi test si nota che sta provando la 312T che in realtà è l'auto del 1975, invece della 312B3/74 auto usata nei primi test dall'austriaco.

Nelle scene riguardanti il GP degli Stati Uniti 1975, svoltosi a Watkins Glen, si mette in risalto il fatto che Lauda vinse il titolo piloti in conseguenza della vittoria ottenuta in quell'occasione. Ciò non è corretto in quanto l'austriaco divenne matematicamente campione del mondo al precedente GP d'Italia, dopo aver ottenuto il terzo posto.

Passiamo al 1976: prima del Nurburgring, durante il briefing Lauda esorta gli altri piloti a non gareggiare per via della pioggia. Questa riunione non è mai avvenuta anche se qualcosa di simile era successo l'anno prima al Gran Premio di Spagna nel parco del Montjuich: a causa dei guardrail traballanti i piloti inizialmente si rifiutarono di scendere in pista ma poi tutti a parte i fratelli Fittipaldi e Arturo Merzario fecero dietrofront e si misero a correre (per la cronaca la gara fu sospesa dopo 25 giri a causa dei troppi incidenti, l'ultimo dei quali provocò la morte di quattro spettatori). Sempre al Nurburgring, Lauda al secondo giro si ferma ai box: i meccanici ci mettono un po' più del dovuto a cambiare le gomme e quando può finalmente ripartire Mario Andretti si ferma ai box bloccandogli per qualche secondo la via d'uscita; Lauda, innervosito per avere perso ancora tempo, si butta in pista come una furia superando diversi piloti che lo precedono, fra cui proprio Mario Andretti, cosa impossibile dato che si era fermato proprio nel momento in cui Lauda stava uscendo dai box.

L'ultima imprecisione riguarda il Fuji: nell'ultima gara del campionato viene mostrato Hunt che parte in testa con Lauda subito dietro che poi inspiegabilmente rinuncia alla corsa. In realtà l'austriaco, a cui fu comunicato che la gara si sarebbe svolta poco prima del via (fino a quel momento pareva ormai sicuro che la gara sarebbe stata annullata per la pioggia), partì molto demoralizzato e dopo il primo giro transitò al 17º posto, quindi ben lontano dalle prime posizioni. E sempre in quella gara Hunt, che pensava di essere arrivato quinto appena tagliato il traguardo, si scusa con Teddy Mayer per non essere riuscito a vincere il titolo. Nella realtà, appena sceso dalla sua Mclaren, Hunt infuriato saltò addosso a Meyer reo di non avergli fatto cambiare le gomme al momento giusto, e si calmò solo quando gli dissero che era lui il campione del mondo.[5]

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Il primo trailer del film viene diffuso l'8 aprile 2013, seguito dopo poche ore dalla versione italiana.[6]

Presentata al Toronto International Film Festival l'8 settembre 2013,[7] la pellicola è stata distribuita nelle sale cinematografiche britanniche a partire dal 13 settembre 2013, mentre in quelle americane dal 20 settembre.[8] In Italia il film è arrivato il 19 settembre 2013.[9]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

  • 2014 - VES Awards
    • Nomination Migliori effetti visivi di supporto in un lungometraggio cinematografico
  • 2013 - Santa Barbara International Film Festival

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Rush - Scene incidente Lauda, imdb.com. URL consultato il 13 aprile 2014.
  2. ^ (EN) Rush - Budget film, imdb.com. URL consultato il 13 aprile 2014.
  3. ^ (EN) Blake Z. Rong, Interview with Ron Howard and photo gallery ahead of 'Rush' release, autoweek.com, 18 settembre 2013. URL consultato il 13 aprile 2014.
  4. ^ (EN) Rush - Location film, imdb.com. URL consultato il 13 aprile 2014.
  5. ^ Emanuele Menietti, “Rush”, la storia vera in ilpost.it, 24 settembre 2013.
  6. ^ Rush – Chris Hemsworth nel trailer italiano del nuovo film di Ron Howard, ScreenWeek Blog, 8 aprile 2013. URL consultato il 13 aprile 2014.
  7. ^ (EN) Toronto 2013: Rush Review, whatculture.com, 7 settembre 2013. URL consultato il 13 aprile 2014.
  8. ^ (EN) Rush - Release Info, imdb.com. URL consultato il 13 aprile 2014.
  9. ^ Rush - Scheda e trama del film, comingsoon.it. URL consultato il 13 aprile 2014.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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