7 Iris
| 7 Iris |
|
|---|---|
| Scoperta | 13 agosto 1847 |
| Scopritore | John Russell Hind |
| Classificazione | Fascia principale |
| Classe spettrale | S |
| Designazioni alternative |
Nessuna |
| Parametri orbitali | |
| Semiasse maggiore | 356,798 Gm (2,385 AU) |
| Perielio | 274,259 Gm (1,833 AU) |
| Afelio | 439,337 Gm (2,937 AU) |
| Periodo orbitale | 1345,375 g (3,68 a) |
| Velocità orbitale | |
| Inclinazione sull'eclittica |
5,527° |
| Eccentricità | 0,2313 |
| Longitudine del nodo ascendente |
259,727° |
| Argom. del perielio | 145,440° |
| Anomalia media | 269,531° |
| Par. Tisserand (TJ) | 3,493 (calcolato) |
| Dati fisici | |
| Dimensioni | 225×190×190 km |
| Massa |
1,0×1019 kg
|
| Densità media | 2,4 g/cm³ |
| Acceleraz. di gravità in superficie | ~0,055 m/s² |
| Velocità di fuga | ~0,11 km/s |
| Periodo di rotazione | 0,2975 g |
| Temperatura superficiale |
|
| Albedo | 0,277 |
| Dati osservativi | |
| Magnitudine ass. | 5,51 |
7 Iris (in italiano 7 Iride) è uno dei più grandi asteroidi della Fascia principale.
È il terzo asteroide per luminosità media all'opposizione, dopo Cerere e Vesta, raggiungendo una magnitudine media pari a +7,8, superando seppur di poco anche Pallade.[1]
Indice |
[modifica] Scoperta e nome
Iris fu scoperto il 13 agosto 1847 da John Russell Hind grazie al telescopio da 7 pollici dell'osservatorio privato di George Bishop (di cui era direttore) al Regents Park di Londra, Regno Unito, il primo dei dieci asteroidi da lui individuati.
Iris fu battezzato così in onore della dea Iris, personificazione dell'arcobaleno nella mitologia greca, sorella delle Arpie e messaggera degli dei, specialmente di Era (Giunone). Il nome Iris fu particolarmente appropriato e ben riscostruisce le circostanze della scoperta: fedele al ruolo di serva di Giunone, il pianetino seguiva 3 Juno a meno di un'ora d'ascensione retta.
[modifica] Caratteristiche
Analisi della curva di luce indicano che Iris ha una forma alquanto angolosa e che il suo polo punta in direzione delle coordinate eclittiche (β, λ) = (10°, 20°) con un'incertezza di 10°. Ciò restituisce un'inclinazione assiale di 85°, di modo che il Sole non tramonta durante l'estate e non sorge durante l'inverno su quasi tutto un emisfero di Iris. Su di un corpo senza atmosfera questo provoca escursioni molto elevate di temperatura.
La superficie di Iris è molto brillante e iridescente; la sua composizione è probabilmente una miscela di nichel e ferro allo stato metallico e silicati di magnesio e ferro.
Osservazioni dello spettro visuale di Iris indicano che è molto simile a quello delle condriti L ed LL (tenendo conto della meteorologia spaziale) e suggeriscono che il pianetino potrebbe un'importante sorgente di questo tipo di meteoriti. Le dinamiche planetarie indicano inoltre che Iris dovrebbe essere, assieme a un largo numero di asteroidi situtati nei pressi della lacuna di Kirkwood in risonanza 3:1 con Giove, una fonte rilevante di meteoriti.
Iris ha occultato una stella il 26 maggio 1995 e successivamente il 25 luglio 1997. Entrambe le osservazioni hanno indicato un diametro di circa 200 km.
[modifica] Note
- ^ Moh'd Odeh. (EN) The Brightest Asteroids. Jordanian Astronomical Society. URL consultato il 13 settembre 2011.
[modifica] Bibliografia
- E. V. Pitjeva, Estimations of Masses of the Largest Asteroids and the Main Asteroid Belt From Ranging to Planets, Mars Orbiters And Landers Solar System Resarch, Vol. 39 pp. 176 (2005).
- Supplemental IRAS Minor Planet Survey
- Planetary Data System Small Bodies Node, lightcurve parameters
- M. Kaasalainen et al Models of twenty asteroids from photometric data, Icarus, Vol. 159, p. 369 (2002).
- G. A. Krasinsky et al Hidden Mass in the Asteroid Belt, Icarus, Vol. 158, p. 98 (2002)
- M. Hoffmann & E. H. Geyer Spots on 4-VESTA and 7-IRIS - Large Areas or Little Patches, Astronomy & Astrophysics Supplement, Vol. 101, p. 621 (1993).
- Y. Ueda et al Surface Material Analysis of the S-type Asteroids: Removing the Space Weathering Effect from Reflectance Spectrum, 34th Annual Lunar and Planetary Science Conference, March 17-21, 2003, League City, Texas, abstract no.2078 (2003).
- F. Migliorini et al (7) Iris: a possible source of ordinary chondrites?, Astronomy & Astrophysics, Vol. 321, p. 652 (1997).
[modifica] Collegamenti esterni
- (EN) Iris - Dati riportati nel database dell'IAU Minor Planet Center
- (EN) Iris - Dati riportati nel Jet Propulsion Laboratory - Small-Body Database
- (EN) Modello dedotto dalla curva di luce
- (EN) "Discovery of Iris", MNRAS 7 (1847) 299
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