2008 TC3

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2008 TC3
L'orbita del corpo celeste al momento dell'impatto.L'orbita del corpo celeste al momento dell'impatto.
Scoperta 6 ottobre 2008
Scopritore Catalina Sky Survey
Classificazione Apollo,[1] NEO
Classe spettrale F
Designazioni
alternative
8TA9D69
Parametri orbitali
(all'epoca 7 ottobre 2008
(JD 2454746,5)[1])
Semiasse maggiore 1,308 UA
Perielio 0,8999 UA
Afelio 1,716 UA
Periodo orbitale 546,528 giorni
(1,50 anni)
Inclinazione
sull'eclittica
2,542°
Eccentricità 0,312
Longitudine del
nodo ascendente
194,101°
Argom. del perielio 234,448°
Anomalia media 330,754°
Dati fisici
Dimensioni 4 m[2]
Dati osservativi
Magnitudine ass. 30,67[1]

2008 TC3 è un meteoroide (un piccolo asteroide) dall'orbita prossima a quella terrestre, che il giorno 7 ottobre 2008 ha impattato la Terra in corrispondenza del Sudan. Il contatto con l'atmosfera è avvenuto alle ore 2:45:40 UTC, ad una latitudine di 20,9° nord, ad una longitudine di 31,4° est ed a 65,4 km di altitudine. La detonazione è stata rilevata da satelliti americani a 20,8° nord di latitudine ed a 32,2° est di longitudine, ad un'altezza di approssimativamente 37 km. L'energia rilasciata durante l'esplosione è stata misurata in 4,0 × 1011 J.[3]

I suoi frammenti, recuperati dopo l'impatto, sono indicati come il meteorite di Almahata Sitta, che in arabo significa Stazione sei, dal nome della più vicina stazione ferroviaria all'area di recupero.[4]

Scoperta[modifica | modifica sorgente]

L'oggetto celeste, originariamente identificato con la sigla 8TA9D69 e poi ridenominato come 2008 TC3, è stato individuato il 6 ottobre 2008 da Richard Kowalski del Catalina Sky Survey[5][6] dell'Università dell'Arizona, e ne è stata prevista la caduta sulla Terra il giorno successivo, alle ore 02:46 UTC sopra il nord del Sudan, sia dal CLOMON 2,[7][8] un programma di calcolo sviluppato dal gruppo di ricerca diretto dal prof. Andrea Milani, docente presso l'Università di Pisa, sia dal sistema Sentry[9] del Jet Propulsion Laboratory. Le sue dimensioni prima dell'impatto sono state stimate sui 4 metri di diametro. Osservazioni spettrali sono state eseguite degli astronomi dell'Osservatorio di La Palma, alle Canarie, con il Telescopio William Herschel di 4,2 metri di diametro.

Nel breve periodo intercorso tra l'avvistamento ed il suo contatto con la Terra sono state effettuate numerose osservazioni della sua traiettoria, che è stato possibile determinare con notevole precisione. È anche disponibile un filmato[10] che mostra notevoli variazioni di luminosità dell'asteroide, attribuibili alla sua forma irregolare e ad un suo moto di rotazione.

Percorso del bolide nell'ingresso in atmosfera, con l'indicazione della probabile sede dell'esplosione.

Impatto[modifica | modifica sorgente]

L'impatto è avvenuto, coerentemente con le previsioni,[6] il 7 ottobre alle ore 02:46 UTC sopra il nord del Sudan. Il contatto con l'atmosfera è avvenuto con una velocità relativa di 12,4 km/s e con un angolo di incidenza pari a 20 gradi ad un'altezza di 65,4 km. L'oggetto è quindi detonato ad una quota di 37 km.[6]

Tra le prime osservazioni dell'impatto con l'atmosfera terrestre viene citato un lampo di luce segnalato da un pilota della KLM[11] in volo sopra il Ciad e una registrazione effettuata da una stazione di monitoraggio nell'infrasuono, situata in Kenia.[12][13][14]

Un'immagine dell'esplosione è stata registrata alle 02:45 UTC dal satellite meteorologico Meteosat 8, che scatta immagini ogni 5 minuti.[15][16]

Recupero dei frammenti[modifica | modifica sorgente]

Peter Jenniskens nel deserto della Nubia, in Sudan, accanto ad uno dei frammenti dell'asteroide il 28 febbraio 2009.

Ricerca[modifica | modifica sorgente]

La ricerca dei frammenti del meteorite è cominciata il 6 dicembre 2008 ed ha condotto al ritrovamento di 280 frammenti, dal peso complessivo di 3,9 kg.

La campagna di ricerca è stata guidata dall'astronomo statunitense Peter Jenniskens del SETI Institute in California e dall'astronomo sudanese Muawia Shaddad dell'Università di Khartoum e condotta con la collaborazione di studenti e personale dell'Università di Khartoum. È stata inoltre coadiuvata dalla testimonianza di numerosi testimoni e dalle indicazioni sull'area di impatto fornite dal Jet Propulsion Laboratory.[4][17][18][19]

Analisi[modifica | modifica sorgente]

I frammenti del meteorite di Almahata Sitta sono stati analizzati presso l'Ames Research Center ed il Johnson Space Center della NASA e presso il Carnegie Institution e la Fordham University.[4]

I risultati delle prime analisi indicano che si tratta di un'acondrite, più specificamente un'urelite, con grandi grani carbonacei, porosa e ultrafine.[20] Analisi spettrali indicano che il meteorite è un asteroide di tipo F[20] e ciò consente ora di fornire indicazioni più precise su questa classe di asteroidi ricchi di carbonio.[20]

Importanza scientifica[modifica | modifica sorgente]

Lontano dall'avere avuto dimensioni tali da costituire un pericolo per la popolazione, l'importanza di quest'oggetto è data dal fatto che per la prima volta è stato identificato un oggetto celeste prima che impattasse la Terra, avendo così la possibilità di informare tempestivamente le nazioni interessate.[2]

Inoltre, sebbene in precedenza fossero stati già individuati i resti di alcuni bolidi, in questo caso, per la prima volta, sono stati recuperati i frammenti di un oggetto tracciato e studiato nello spazio prima che questo colpisse la Terra.[4][21] Ciò ha consentito quindi di confrontare i risultati delle analisi a distanza con quelli delle analisi condotte in laboratorio e di valutare quindi l'attendibilità delle prime.[22]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) (2008 TC3), Jet Propulsion Laboratory (JPL) Small-Body Database Browser. URL consultato il 07-10-2008.
  2. ^ a b «Un asteroide ci sta cadendo addosso», Corriere.it. URL consultato il 07-10-2008.
  3. ^ (EN) Fireball Detection, Western Meteor Physics Group (WMPG) della University of Western Ontario. URL consultato il 16-10-2008.
  4. ^ a b c d (EN) NASA Team Finds Riches in Meteorite Treasure Hunt, NASA, 27-03-2009. URL consultato il 02-02-2010.
  5. ^ (EN) Small Asteroid Predicted to Cause Brilliant Fireball over Northern Sudan, NASA - Near-Earth Object Program. URL consultato il 07-10-2008.
  6. ^ a b c (EN) Steve Chesley, Chodas, Paul; Yeomans, Don, Asteroid 2008 TC3 Strikes Earth: Predictions and Observations Agree, Near Earth Object Program, NASA, 04-11-2008. URL consultato il 02-02-2010.
  7. ^ (EN) Risk Page, NEODyS. URL consultato il 16-09-2009.
  8. ^ (EN) 2008 TC3, NEODyS. URL consultato il 16-09-2009.
  9. ^ (EN) Sentry Risk Table. URL consultato l'08-10-2008.
  10. ^ (EN) 8TA9D69, Astronomy News. URL consultato l'08-10-2008.
  11. ^ Il capitano Ron de Poorter ed il co-pilota Coen van Uden.
  12. ^ (EN) What's up in Space, SpaceWeather.com, 07-10-2008. URL consultato il 07-10-2008.
  13. ^ (EN) Impact of Asteroid 2008 TC3 Confirmed, NASA - Near-Earth Object Program. URL consultato l'08-10-2008.
  14. ^ (EN) 8TA9D69, Astronomy News. URL consultato l'08-10-2008.
  15. ^ (EN) What's up in Space, SpaceWeather.com, 08-10-2008. URL consultato il 09-10-2008.
  16. ^ (EN) Meteosat-8 Rapid Scan captures asteroid impact, EUMETSAT, 09-10-2008. URL consultato il 18-08-2011.
  17. ^ (EN) Found: Pieces of meteorite spotted before impact in New Scientist, nº 2697, 25 febbraio 2009, pp. 15.
  18. ^ (EN) Rachel Courtland, newscientist.com Meteorite hunters 'strike gold' in Sudan, New Scientist, 25-03-2009. URL consultato il 03-02-2010.
  19. ^ Scoperti in Sudan i frammenti dell’asteroide che ha colpito la Terra, Corriere.it, 20-02-2009. URL consultato il 20-02-2009.
  20. ^ a b c (EN) P. Jenniskens, et al., The impact and recovery of asteroid 2008 TC3 in Nature, vol. 458, 2009, pp. 485-488, DOI:10.1038/nature07920.
  21. ^ (EN) First tracked space rock recovered after impact, NewScientist, 19-02-2009. URL consultato il 20-02-2009.
  22. ^ (EN) Emily Lakdawalla, 2008 TC3: One year later (a 365 Days of Astronomy podcast), The Planetary Society, 05-10-2009. URL consultato il 03-02-2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Gli asteroidi con il passaggio più ravvicinato alla Terra
In assoluto
2008 TC3 · 2014 AA · 2011 CQ1 · 2004 FU162 · 2008 TS26 · 2011 MD · 2009 VA · 2008 US · 2004 YD5 · 2010 WA · 367943 Duende · 2008 VM · 2004 FH · 2010 XB · 2010 TD54 · 2012 KT42 · 2012 KP24 · 2012 FS35 · 2012 BX34 · 2007 UN12
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Progressione storica (impattanti)
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