The Abyss (film)

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The Abyss
The Abyss.png
Una scena del film
Titolo originale The Abyss
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1989
Durata 146 min
171 min (special edition)
Rapporto 2.20:1, 2.35:1 (anamorfica)
Genere azione, avventura, fantascienza
Regia James Cameron
Soggetto James Cameron
Sceneggiatura James Cameron
Produttore Gale Anne Hurd
Fotografia Mikael Salomon
Montaggio Conrad Buff IV, Joel Goodman, Steven Quale, Howard E. Smith
Effetti speciali Joe Letteri, Dennis Muren
Musiche Alan Silvestri
Scenografia Leslie Dilley
Costumi Deborah Everton
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

The Abyss è un film del 1989 scritto e diretto da James Cameron, e interpretato da Ed Harris, Mary Elizabeth Mastrantonio e Michael Biehn.

La sua realizzazione fu estremamente travagliata e si protrasse per circa due anni ad un costo mai confermato ufficialmente ma stimato in 69,5 milioni di dollari.[1]

La versione uscita nelle sale dura 138 minuti, la versione Special Edition uscita in DVD raggiunge i 163 minuti.

Nel 1990 uscì il romanzo omonimo di Orson Scott Card Abyss, trasposizione letteraria del film.[2]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'incidente del sottomarino[modifica | modifica wikitesto]

Un sottomarino statunitense armato di SLBM capta sul sonar un segnale sottomarino anomalo: è escluso che si tratti di un altro sottomarino perché non ne sono captati i segnali tipici, e viaggia troppo velocemente: 60 nodi. In seguito l'oggetto sconosciuto raggiunge i 130 nodi e passa vicino al sottomarino, che finisce nella sua scia e affonda nelle vicinanze delle Isole Cayman nel Mar dei Caraibi.

Gli americani decidono che per impedire che i sommozzatori sovietici se ne impadroniscano è necessario organizzare una spedizione il prima possibile, scelgono quindi di inviare una squadra della Navy SEAL a bordo di una piattaforma subacquea privata, chiedendo agli operai della compagnia petrolifera proprietaria dell'impianto di collaborare. Il team della SEAL è comandato dall'esperto tenente Hiram Coffey ed è accompagnato dalla progettista della piattaforma Lindsey, ex-moglie dell'operaio Virgil "Bud" Brigman capo della piattaforma, che prende parte nella squadra. Oltre ai tre ci sono: Wilhite, Monk, Schoenik, "Cat" De Vries, Alan "Hippy", Arliss "Sonny", Jammer, Lisa Standing, Lew Findler, Dwight Perry e Leland McBride. Bud e Lindsey non sono affatto felici di rivedersi, mentre Bud in cuor suo sperava di riuscire a recuperare il rapporto con la moglie, questa invece gli fa capire di non volerne sapere.

Durante la discesa per arrivare nell'habitat sul fondo dell'oceano l'esperto sommozzatore Coffey si accorge di subire un tremito alla mano, chiaro sintomo della sindrome nervosa da alta pressione, tuttavia sceglie di tacere per non mettere a repentaglio la propria carriera.

Gli avvistamenti[modifica | modifica wikitesto]

Durante la prima esplorazione del sottomarino uno dei membri della spedizione, Jammer, avvista uno strano organismo fluttuante che emana luce violetta e che sembra studiarlo curiosamente; cerca di scappare ma perde ossigeno e sembra morto, tornano quindi all'habitat.

I membri della squadra SEAL hanno segretamente ricevuto l'ordine di recuperare solo la testata nucleare e per questo prendono possesso di un mezzo per lo spostamento nei fondali oceanici e recuperano la bomba.

Nel frattempo in superficie si sta sviluppando una tempesta che porta in breve ad una rottura e alla conseguente caduta di una trivella che finisce in un crepaccio oceanico, il cavo della trivella si tende e trascina l'habitat sul bordo del crepaccio oceanico. Le conseguenze sono disastrose poiché durante questo incidente alcune stanze rimangono sommerse e Findler, Wilhite, Perry e McBride muoiono affogati, mentre Monk e Sonny rimangono feriti, inoltre tutte le comunicazioni con la nave madre in superficie sono interrotte.

Lindsey, durante un'esplorazione avvisterà lo stesso organismo visto da Jammer, ma non viene creduta. Vedono un tentacolo composto da acqua marina che si leva dal boccaporto ed inizia ad esplorare l'habitat, entra in una stanza dove tutti dormono, ma Lindsey si sveglia e sveglia gli altri; improvvisamente la punta del tentacolo diventa un volto umano e comincia a imitare le espressioni di Lindsey (l'atto è interpretato come un tentativo di comunicare), poi il tentacolo passa alla stanza dove c'è la testata: mentre la strana entità studia curiosamente l'ordigno, Coffey se ne accorge e tronca il tentacolo con una porta automatica. Mentre parla con gli altri mostra i primi segni della pazzia procuratagli dallo stress e dalla pressione.

Nessuno ha dubbi che il tentacolo sia collegato agli organismi visti durante le esplorazioni, inoltre tutti, tranne Coffey, concordano sul fatto che l'atteggiamento dell'entità era sicuramente pacifico ed esplorativo, quindi decidono di approfondire e di cercare di stabilire un dialogo. Uno strumento per l'esplorazione dei fondali chiamato Big Geek viene programmato per essere spedito nel luogo da cui queste strane entità provengono con lo scopo di effettuare delle riprese. Coffey al contrario degli altri continua a mostrare segni di squilibrio e decide irrazionalmente che l'entità è una macchinazione dei sovietici, (aveva visto il tentacolo acquatico andare verso la testata) comunque in ogni caso la ritiene una minaccia per la sicurezza nazionale e che quindi vada distrutta.

La follia di Coffey[modifica | modifica wikitesto]

Coffey prende possesso delle armi segretamente imbarcate e insieme a Schoenik prende il controllo dell'habitat con la forza e rinchiude in una stanza Lindsey, Bud e tutti i suoi amici. Jummer però si risveglia, tramortisce Schoenik e libera gli altri.

Bud decide di impedire il piano ed insieme a Cat decide di aprire la porta della loro cella improvvisata e tentare di nuotare fino ad un'altra porta che immette in una stanza non chiusa e non sorvegliata. Nonostante il parere contrario di Lindsey, che teme per la vita dell'ex marito (i due non hanno tute, la temperatura dell'acqua è vicina allo zero e bastano pochi minuti di immersione per andare in ipotermia), Bud parte con la consapevolezza che forse in fondo l'ex-moglie gli vuole ancora bene. I due arrivano al boccaporto ma sfortunatamente lo trovano chiuso e non riescono ad aprirlo, Bud decide di tentare di arrivare fino alla vasca da varo e riesce nel suo intento ma viene scoperto da Coffey che prova a ucciderlo, Bud viene aiutato da Cat partito diversi minuti dopo.

Coffey entra in un minisottomarino e decide di portare Big Geek sul fondale da solo. Bud lo segue e decide di legare con una corda Big Geek all'habitat, e ci riesce ma Coffey lo scopre e lo punta, Bud si sposta e Coffey colpisce l'habitat ma punta di nuovo su Bud, interviene però Lindsey a bordo di un altro minisottomarino, la donna colpisce Coffey e poi fa entrare Bud nel veicolo; intanto la corda che teneva fermo Big Geek si slega, Lindsey allora cerca di prenderlo con il braccio meccanico e ci riesce, si prepara a sistemare Big Geek, ma Coffey torna alla carica e Lindsey perde il minisub che va dove è stato programmato per andare, dopo, Coffey, non soddisfatto, punta nuovamente sul minisottomarino di Lindsey e i due veicoli iniziano una gara a colpi di spinte che si conclude con entrambi i veicoli fuori uso sul bordo del crepaccio.

Anche il batiscafo di Bud e Lindsey è gravemente danneggiato: non si può muovere e imbarca acqua. Bud era riuscito ad infilarsi una tuta prima di entrarci ma Lindsey no e quindi rischia di morire congelata ancor prima che affogata. I due si accordano, pur consci dei rischi, per tentare l'unica mossa possibile: che Bud riesca a trasportare la donna fino all'habitat, affrontando le conseguenze ma al contempo tenendo conto di un'esperienza di rianimazione già vissuta all'epoca del loro matrimonio. In effetti durante il tragitto Lindsey perde i sensi e va in ipotermia, una volta arrivato nell'habitat Bud tenta di farla vivere ancora: un compito adesso particolarmente difficile che l'uomo affronta circondato dalla solidarietà nei confronti suoi e della ex moglie da parte di tutta la sua squadra; come in una risurrezione, grazie alla sua perseveranza ci riesce dopo molti sforzi quando tutti gli altri la davano per morta.

Recuperare la bomba[modifica | modifica wikitesto]

Gli unici superstiti del numeroso team sono Hippy, Bud, Lindsey, Cat, One Night, Monk, Schoenik, Jammer (risvegliatosi) e Sonny. Dopo che Lindsey si è ripresa Bud decide di andare a prendere Big Geek prima che la bomba (il cui timer era impostato su 3 ore) esploda. Per il lavoro, viene utilizzato uno scafandro sperimentale che, anziché gas, sfrutta un'emulsione ossigenata di fluoro e carbonio: un liquido ossigenato che fornisce ossigeno e non fa risentire della pressione. Grazie a questo liquido, Bud può immergersi fino alla profondità inedita di 7.500 metri (altrimenti irraggiungibile a causa della pressione). Per illuminare verrà usato da Bud Little Geek, una variante di Big Geek. Durante la discesa Bud può ascoltare i suoi colleghi via radio ma non può parlare a causa del fluido, tuttavia può comunicare con gli altri tramite una tastiera; quando comincia ad accusare fastidi per via della tremenda pressione idrostatica a cui è sottoposto inizia uno scambio di battute con Lindsey che gli rivela di essere ancora innamorata di lui. Giunto a una profondità considerevole, Little Geek implode. Ormai vicino alla bomba Bud segue le istruzioni via radio e riesce a disinnescarla, sfortunatamente al momento della risalita si rende conto di non avere abbastanza fluido ossigenato per ritornare in superficie. Lindsey piange disperata intimandogli di sbrigarsi a togliersi i pesi e risalire, ma Bud è consapevole che comunque il tempo non basterebbe. Mentre si prepara a dare l'addio ai suoi cari ("sapevo che era un viaggio di sola andata, ma lo sai che dovevo venire") Bud si accascia sulle rocce aspettando la fine. Dopo alcuni minuti di assoluto silenzio, compare improvvisamente un'entità luminosa che gli tende la mano lo porta nella loro città. Qui viaggia attraverso i tunnel costruiti da questo misterioso popolo del mare. L'entità lo porta in una stanza priva di acqua in cui si può togliere il casco e respirare. Qui Bud fa la conoscenza di questi esseri marini misteriosi, intuendo che sono probabilmente gli esseri più antichi del mondo e che vivono nei fondali del mare da prima dell'inizio dell'uomo. Le entità marine gli mostrano che essi intercettano tutte le linee tv del mondo e che sono a conoscenza di ogni cosa che sta accadendo in superficie. Bud capisce che le gigantesche onde anomale che si manifestavano sulla superficie erano opera loro. Nel video mostrato, si vedono improvvisamente dei giganteschi tsunami alti centinaia di metri pronti ad inghiottire la terra travolgendo milioni di persone. Bud domanda perché stanno facendo tutto questo. Il popolo del mare gli mostra una sequenza di video che mostrano tutte le guerre e le crudeltà perpetuate dall'uomo contro se stesso nel corso del tempo. Bud capisce infine che le entità marine non sopportano più gli atti malvagi che i suoi simili stanno compiendo. Le muraglie di acqua si fermano improvvisamente per poi infine ritirarsi, sotto gli occhi stupiti della popolazione. Bud chiede perché si sono improvvisamente fermati. Le entità marine mostrano le parole che Bud aveva lasciato ai suoi amici e alla sua amata Lindsey:

Sapevo che era un viaggio di sola andata, ma lo sai che dovevo venire. Ti amo Moglie.

Le entità marine guardano commosse Bud comprendendo il grande gesto altruista da lui compiuto.

Il ritorno di Bud e il messaggio del popolo marino[modifica | modifica wikitesto]

Poco tempo dopo, Bud si ripresenta ai suoi amici e a Lindsey via radio, che esultano che si sia salvato, affermando di avere conosciuto dei nuovi amici e che sta arrivando insieme a loro in superficie. Gli amici di Bud trasmettono alla marina il suo messaggio spiegando che è stato il popolo del mare ad avere provocato quegli enormi tsunami. Essi nel corso dei secoli, non si sono mai intromessi nei loro avvenimenti, e che si sono limitati ad osservare. Ma nell'ultima guerra ormai imminente se ne sentivano partecipi, e che quella dimostrazione che hanno dato sia un suggerimento per smetterla con le guerre e i massacri. I radiofonisti intercettato il messaggio di Bud, guardano compiaciuti i generali della marina affermando che stanno per rimanere disoccupati. La città del popolo del mare emerge infine in superficie dove esce Bud poco dopo, raggiunto da Lindsey, che bacia sotto il sole. Il film conclude con Bud e Lindsey che si propongono l'idea di sposarsi.

Edizione speciale[modifica | modifica wikitesto]

Nell'edizione speciale (talvolta detta director's cut), curata dal regista come la precedente, la trama è quasi identica. Sono state aggiunte delle scene che si riferiscono alle tensioni tra USA e URSS a causa dell'incidente del sottomarino Montana e delle scene nell'ultima parte del film.

Mentre Bud è ospite nella città degli esseri sottomarini, apprende che i nativi del mare hanno sempre sopportato le intromissioni degli uomini e l'inquinamento dei loro mari, ma in quegli ultimi giorni si erano sentiti attaccati, e gli vengono mostrate delle immagini in cui Bud scopre che mentre loro erano intrappolati sul fondo dell'oceano il Popolo del mare era sul punto di distruggere quasi tutta la popolazione mondiale con una serie di giganteschi tsunami che avrebbero spazzato le coste dell'intero mondo: all'ultimo momento tuttavia essi avevano rinunciato poiché commossi dal tenero scambio di frasi tra Bud e Lindsey (entrambi convinti che Bud fosse in punto di morte). Bud risale portando anche il messaggio del Popolo del mare che invita ad una convivenza pacifica tra i due popoli e tranquillizza gli umani che i megatsunami erano solo un avvertimento e non una minaccia.

In questa versione sono presenti le scene in cui Bud "dialoga" con un esponente del Popolo che gli mostra i loro progetti. Inoltre ci sono sequenze ambientate in alcune città del mondo in cui la folla attonita guarda i megatsunami correre furiosamente e poi fermarsi immobili a pochi metri dalle coste e i loro festeggiamenti quando queste gigantesche onde vengono assorbite senza danni dal mare. Sono state reintegrate inoltre alcune battute di Bud e Lindsey nella fase di risalita inerenti a questa parte della storia che furono rimosse a suo tempo poiché prive di significato in assenza delle sequenze precedentemente tagliate. Altre brevi scene descrittive ed esplicative sono state reinserite durante tutta la pellicola.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

James Cameron in un'immagine del 1986

La realizzazione di The Abyss è tuttora considerata una delle più travagliate e complesse produzioni della storia del cinema mondiale. Molti attori e membri dello staff che vi presero parte occasionalmente rievocano nelle interviste alcune delle innumerevoli vicissitudini che travagliarono la produzione del film.

Ideazione[modifica | modifica wikitesto]

L'idea per The Abyss venne in mente a James Cameron dopo aver partecipato ad una lezione di scienze riguardante l'esplorazione dei fondali oceanici in una scuola superiore.[3] Cameron scrisse immediatamente una breve storia[4] incentrata sulle vicende di un gruppo di scienziati rinchiusi in un laboratorio sul fondo dell'oceano. Il film si differenzia notevolmente da quella che era la storia iniziale, infatti se l'idea di base rimase invariata, diversi dettagli della trama sono stati aggiunti e rimossi nel corso degli anni.

Cameron si rese presto conto che l'idea di un "gruppo di scienziati" era troppo poco attraente per un film di Hollywood e scelse di modificarla trasformando gli scienziati in operai specializzati.[5] Mentre realizzava Aliens, Cameron e la produttrice Gale Anne Hurd decisero che The Abyss poteva essere realizzato e sarebbe stato il prossimo film. Cameron iniziò a scrivere la sceneggiatura e la terminò alla fine del 1987.[4] Cameron e la Hurd erano sposati prima di The Abyss, si separarono durante la pre-produzione e divorziarono nel febbraio 1989, cioè circa due mesi dopo la fine delle riprese,[6] Cameron scelse di inserire le sue vicende personali nella relazione tra i personaggi principali Lindsey e Bud.

Non si sa con esattezza né quanto fosse il budget iniziale né il costo finale dell'opera completata. Un dirigente della compagnia di produzione dichiarò che il film costò 47.000.000 $ mentre il The Wall Street Journal parlò di 60.000.000 $,[7] negli ultimi anni si sono diffuse voci che parlano addirittura di 70 000 000 $.[1] Nonostante la cifra precisa non sia nota è un dato di fatto che il film fu indubbiamente costosissimo, molto più delle produzioni medie del periodo.

Pre-produzione[modifica | modifica wikitesto]

Ciò che rimane del set dell'habitat al 2007

In base alla sceneggiatura si prevedeva che circa il 40% delle riprese sarebbe stato effettuato in acqua, per questo il cast e lo staff si esercitarono per una settimana a lavorare sott'acqua alle Isole Cayman.[8]

Cameron e il suo staff furono costretti a progettare e costruire un sistema che consentiva al regista di comunicare sott'acqua con i membri del cast e della troupe, questo sistema consentiva inoltre di registrare i dialoghi degli attori direttamente sul nastro.[9]

Cameron inizialmente progettava di girare il film alle Bahamas, in cui la storia era ambientata. Il regista si rese conto ben presto che ciò era impossibile perché la zona è soggetta a frequenti tempeste ed egli doveva avere il pieno controllo dell'ambiente per garantire la sicurezza agli attori ed evitare ritardi sulla tabella di marcia.[9] Il film fu girato alla Cherokee Nuclear Power Station, poco lontano da Gaffney in Carolina del Sud. La centrale era costata oltre 700 milioni di dollari[8] ma a causa di diversi problemi era stata abbandonata dalla compagnia che l'aveva costruita, Cameron scelse di usarla per via dei due giganteschi contenitori per reattori nucleari. Il più grande era profondo circa 17 m, aveva un diametro di circa 64 m e poteva contenere circa 28.000 mc di acqua. Il più piccolo dei due venne utilizzato solo per alcune scene addizionali ed era considerevolmente più piccolo potendo contenere "solo" 9.500 mc di acqua.[9]

Il laboratorio sottomarino era composto da sei moduli collegati tra loro, per progettarlo e realizzarlo furono necessari oltre 6 mesi[10] e una volta ultimato fu ancorato al fondo della vasca grande grazie ad una colonna di 90 tonnellate di cemento. Per i due mezzi di trasporto subacquei Cameron si rivolse alla Can-Dive Services Ltd., una ditta canadese specializzata nella tecnologia per l'esplorazione sottomarina e sui fondali oceanici.[5]

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Ed Harris in un'immagine del 2005

Il primo giorno di riprese si ebbe un grave inconveniente dovuto alla formazione di una crepa nel grande serbatoio che causò una fuoriuscita di acqua e un allagamento sul set. Il danno fu prontamente riparato dagli esperti della produzione.[4]

Per la maggior parte delle riprese subacquee Cameron si affidò ad Al Giddings, già noto nel campo delle riprese sottomarine per il suo lavoro in Abissi[5] e che in seguito lavorerà nuovamente con Cameron per Titanic. Giddings usò tre cineprese inserite in apposite casse di sicurezza resistenti alla pressione dell'acqua da lui appositamente create.[10] Cameron volle inoltre che i volti degli attori fossero visibili durante le riprese e per questo vennero usate tute con caschi particolari, inoltre il regista aveva il problema di rendere l'acqua sufficientemente scura da poter essere realistica per un film ambientato diverse migliaia di metri sotto il livello del mare, ma non troppo per poter effettuare le riprese, alla fine per poter ottenere l'isolamento dalla luce solare, la superficie dell'acqua è stata riempita da milioni di palline di plastica nera.

Le riprese richiesero agli attori una permanenza subacquea superiore a quanto preventivato, per salvaguardare la salute degli attori fu installata una camera di decompressione a cui ogni attore doveva sottoporsi quotidianamente.[10]

Il cast e lo staff lavoravano per 70 ore a settimana, 6 giorni su 7 per oltre 6 mesi in un set isolato, questo causò un forte stress a molte persone. Lo stesso Cameron ammise "Sapevo che sarebbe stato difficile da girare, ma non avevo idea di quanto sarebbe stata dura. Non vorrei mai ripeterlo".[5]

Cameron e il suo staff non avevano idea di come fare per girare la scena dell'allagamento dell'habitat sottomarino senza far correre rischi agli attori, alla fine impiegarono oltre 4 ore e mezza solo per trovare un sistema che consentisse di girarla in sicurezza.[6]

Durante la produzione si verificarono frequenti black out in cui si ritrovavano tutti non solo nell'oscurità più totale, ma persino nell'impossibilità di comunicare tra di loro. E con due sole certezze: il recupero non immediato e la riserva d'aria in progressiva diminuzione.[3]

L'attore Leo Burmester dichiarò: "Filmare The Abyss è la cosa più difficile che io abbia mai fatto. Jim Cameron è il tipo di regista che ti spinge al limite, ma non ti fa fare nulla che non faccia lui stesso".[8]

A causa dei tanti inconvenienti la produzione andò a rilento e molti attori si lamentarono pubblicamente di questo, Mary Elizabeth Mastrantonio ha dichiarato "Non abbiamo mai iniziato e finito una scena nello stesso giorno".[6]

Cameron ha più volte ribadito che per girare la scena in cui Harris respira nel fluido è stato usato uno dei preparati sperimentali realmente esistenti all'epoca, e durante le riprese sono stati usati 5 topi che furono realmente immersi nel fluido e che realmente respirarono. Questi 5 topi consentirono al regista di realizzare 5 scene tra cui il regista scelse la migliore, Cameron puntualizzò sempre che tutti i 5 topi riuscirono a sopravvivere alla loro scena e non soffrirono assolutamente. Nonostante queste precisazioni nel Regno Unito la scena del topo immerso nel fluido che consente di respirare fu tagliata su richiesta della Royal Veterinarian che la giudicava crudele. Visto che i test sul fluido avevano dato risultati discordanti (nonostante i 5 topi usciti indenni) che registrarono anche decessi di cavie l'attore Ed Harris di comune accordo con Cameron preferì non fidarsi e durante le riprese delle scene in questione trattenne il fiato o si ricorse a trucchi, dichiarando che il peggior momento della realizzazione del film fu quando il liquido gli entrò nel naso e rischiò di perdere i sensi.[6]

Terminate le riprese i membri del cast erano talmente stressati dai vari incidenti e dallo stile dittatoriale di Cameron che alcuni non parteciparono alla promozione del film.

Post-produzione[modifica | modifica wikitesto]

Gli effetti speciali furono affidati a diverse compagnie. La direzione venne affidata alla Dream Quest Images mentre gli effetti computerizzati e ottici vennero realizzati dalla nota Industrial Light & Magic[5] di George Lucas. La scena del gigantesco tentacolo acquatico, creato con l'utilizzo di un attore virtuale, che si snoda per l'habitat sottomarino dura poco più di un minuto ma la ILM impiegò sei mesi per realizzarla.

I tempi di post-produzione furono talmente lunghi da ritardare l'uscita del film, originariamente programmata per il 4 luglio 1989.[6] Alla fine il film usciì nell'agosto 1989, vale a dire quasi un anno e mezzo dopo l'inizio della lavorazione e quasi due anni dopo l'inizio della fase di scrittura.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

The Abyss fu distribuito negli Stati Uniti l'11 agosto 1989 in 1.533 sale cinematografiche. Nella settimana di apertura il film andò molto bene incassando 9 300 000 $. Al momento del ritiro nelle sale nordamericane aveva incassato 54 400 000 $ collocandosi al 24º posto della classifica annuale[11] e 35 500 000 $ nel resto del mondo per un incasso totale di circa 90 000 000 $.[12] Il film ebbe una critica molto positiva, grazie anche alla trama ben strutturata e agli effetti speciali creati da Joe Letteri (creatore poi di King Kong e della trilogia de Il Signore degli Anelli).

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) The Abyss, su Box Office Mojo. Modifica su Wikidata
  2. ^ Orson Scott Card, Abyss, Sonzogno 1989, ISBN 8845405915; ristampato nella collana Sonzogno Fantasy nel 1993 con il titolo Abissi
  3. ^ a b Phillip McLean, Terror Strikes The Abyss, in Sunday Mail, 27 agosto 1989.
  4. ^ a b c Beverly Walker, Film Plot Mirrored Filmmakers' Troubles, in Washington Times, 9 agosto 1989, pp. E1.
  5. ^ a b c d e Blair September 1989, p. 40.
  6. ^ a b c d e Aljean Harmetz, A Foray into Deep Waters, in New York Times, 6 agosto 1989, pp. 15. URL consultato il 14 agosto 2009.
  7. ^ Aly Sujo, Abyss Puts Studio Executives on Edge, in The Globe and Mail, 8 agosto 1989.
  8. ^ a b c Ian Blair, Underwater in The Abyss, in Starlog, settembre 1989, pp. 38.
  9. ^ a b c Blair Settembre 1989, p. 39.
  10. ^ a b c Blair September 1989, p. 58.
  11. ^ The Abyss, in Box Office Mojo Annual Chart. URL consultato l'8 marzo 2009.
  12. ^ The Abyss, in Box Office Mojo. URL consultato l'8 marzo 2009.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]