Black out

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La città canadese di Toronto al buio, durante il black-out del 2003.[1][2]

Il black-out (anche blackout o black out) è un termine inglese, usato anche in altre lingue tra cui l'italiano, per indicare la mancanza della fornitura di elettricità in un'area più o meno vasta e densamente abitata, per una durata temporale significativa e tale da causare problemi alle attrezzature di una civiltà industriale.[3]

Descrizione ed effetti[modifica | modifica wikitesto]

Un black-out viene considerato tale quando i suoi effetti provocano problemi o danni nella disponibilità e nel funzionamento di servizi elettrici (per esempio trasporti, telecomunicazione, riscaldamento, sistemi di sicurezza e reti informatiche).[4] Il distacco della corrente elettrica può essere causato volontariamente (da parte del gestore della rete) oppure involontariamente, per esempio a causa di problemi a centrali o linee, sovraccarico della rete (consumo eccessivo rispetto all'effettiva capacità di produzione) oppure cortocircuiti.[5] La definizione di black-out si applica al caso in cui l'elettricità sia totalmente assente per un lungo periodo[6]; qualora sia presente ma con un livello inferiore al valore normale il guasto è detto «brownout», mentre un'interruzione momentanea (da pochi millisecondi a qualche secondo, comunque sufficiente per essere avvertita) è chiamata «dropout».[7]

I sistemi collegati a linee elettriche trifase possono essere soggetti a brownout quando uno o più fasi sono assenti, hanno una tensione insufficiente o non correttamentte in fase; tali problemi possono danneggiare, in particolare, un motore elettrico.[8]

Alcuni abbassamenti di tensione sono causati intenzionalmente dal fornitore, per prevenire il distacco completo dell'energia (diminuendo la tensione, i carichi risultano generalmente alleggeriti).[9] Il "rolling blackout" è il termine usato per indicare una forma di turnazione controllata dell'erogazione tra i vari distretti di utenze, evitando così un blackout di vaste aree.[9][10]

L'interruzione di energia elettrica risulta particolarmente pericolosa per gli ospedali, essendo molte utenze interne (tra cui i macchinari per il mantenimento delle funzioni vitali e le sale operatorie) dipendenti dall'elettricità.[11] In ragione di tali rischi, molti strutture possiedono generatori elettrici di emergenza (solitamente alimentati da motori a gasolio) configurati per avviarsi appena ha luogo l'interruzione di corrente; i gruppi di continuità evitano che l'elettricità venga a mancare, anche durante gli istanti in cui il motore a gasolio si avvia.[12] I generatori di emergenza sono presenti anche in altre strutture di vitale importanza, come le linee di produzione industriale non interrompibili i sistemi di sicurezza delle centrali.[12]

Le centrali telefoniche e le reti telematiche hanno, di norma, gruppi di batterie in tampone per il backup e - in alcuni casi - anche connessioni ad un motogeneratore a gasolio per l'assenza prolungata di energia.[12]

I black-out possono inoltre venire provocati da atti di terrorismo, per paralizzare l'attività elettrica di una zona.[13]

Black-out storici[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito, è riportata in ordine cronologico una lista dei black-out più famosi della storia[2]:

  • New York, 9 novembre 1965: il primo black-out documentato, avvenuto alle 17.17: un'area di 200 000 km² (corrispondente a 80 000 miglia quadrate) rimase al buio per 12 ore. La causa fu un contatto nella centrale idro-elettrica del Niagara Falls, vicino alle cascate, andato in tilt per motivi mai scoperti.[14] Lo stato di New York si oscurò per primo, quando alle 17.28 le luci di Manhattan si spensero[14]; successivamente, furono colpiti anche: Massachusetts, Connecticut, Rhode Island, Vermont, Maine, New Hampshire e due province canadesi.[14] L'oscuramento interessò, parzialmente, anche il New Jersey e la Pennsylvania.[14] Il black-out impiegò solamente 12 minuti per estendersi a tutta l'area.[14] L'interruzione di energia elettrica causò gravi problematiche: lo spegnimento dei semafori paralizzò il traffico, gli ospedali sospesero le operazioni chirurgiche per attivare i generatori (ancora poco sviluppati), gli aerei non poterono atterrare sulle piste, migliaia di persone rimasero bloccati in ascensore e nelle metropolitane.[14] A New York si registrarono 3 morti, 2 delle quali per arresto cardiaco e l'altra per una caduta dalle scale.[14] Nelle 12 ore di buio, il tasso di criminalità scese invece di aumentare e la polizia compì 59 arresti.[14] Un aneddoto rivela che, 9 mesi più tardi (intorno all'agosto 1966), vi fu un netto incremento delle nascite: tale dato, tuttavia, non è mai stato ufficialmente confermato.[14] Robert Wagner, all'epoca sindaco di New York, definì l'episodio «la più bella notte della città».[14] Nel 1985, per commemorare il ventennale dell'avvenimento, si tennero feste e cerimonie illuminate da fasci di raggi laser.[14]
  • New York, 14 luglio 1977: dalla sera del 13 luglio sino al tardo pomeriggio del giorno seguente, la città rimase al buio dopo che i fulmini provocarono un'avaria in una sottostazione, trasmettendo il danno anche alle altre con un "effetto a catena". L'interruzione rimase circoscritta alla sola New York[15], teatro di saccheggi e furti: la polizia arrestò ben 4 000 persone.[14] Tale accadimento fu - a sua volta - messo in correlazione con un boom di nascite verificatosi 9 mesi dopo (aprile 1977), ma neppure in questo caso le cifre sono considerate ufficiali.[14]
  • Francia, 19 dicembre 1978: l'interruzione di un cavo elettrico che collega Parigi alle regioni dell'Est lascia al buio la maggior parte del paese.[2][16]
  • Egitto, 25 aprile 1990: una tempesta di sabbia causa un'interruzione dell'energia elettrica nella capitale Il Cairo e nelle altre principali città del paese.[2]
  • Grecia, 5 novembre 1993: la capitale Atene e le zone circostanti rimangono senza corrente elettrica per varie ore.[2]
  • America settentrionale, 3 luglio 1996: un'interruzione colpisce principalmente l'Ovest (circa 10 milioni di persone), ma anche alcune regioni canadesi e messicane.[2]
  • Canada, gennaio 1998: nell'Est del paese, almeno 3 milioni di persone rimangono senza elettricità per una settimana dopo che piogge torrenziali avevano colpito lo stato, congelando le linee elettriche.[2]
  • Francia, 26 dicembre 1999: una tempesta lascia senza corrente per alcuni giorni 3,6 milioni di abitanti in tutto il paese.[2]
  • Algeria, 3 febbraio 2000: un guasto alla principale centrale elettrica del paese lascia, per molte ore, al buio l'intera nazione.[2]
  • India, 2 gennaio 2001: la parte settentrionale del paese, in cui vivono oltre 200 milioni di persone, rimane al buio per il flop di una centrale dell'Uttar Pradesh.[2][17]
  • California, 18 gennaio 2001: un milione di abitanti, dopo i tagli di elettricità prodotti dalla liberalizzazione del settore, dovettero passare velocemente nella regione di San Francisco.[2]
  • Nigeria, giugno 2001: il collasso di un pilone portante, localizzato nell'Est del paese, lascia senza elettricità circa 30-50 milioni di abitanti.[2]
  • Brasile, 21 gennaio 2002: il blocco alle turbine di un'enorme diga causa l'interruzione della corrente in metà del paese, colpendo tra le altre Rio de Janeiro e San Paolo.[2]
  • Filippine, 21 gennaio e 21 maggio 2002: il primo caso si verifica nello stesso giorno del blackout brasiliano, quando un'esplosione nelle installazioni elettriche della capitale Manila lascia senza corrente circa 35 milioni di persone.[2] Un secondo episodio avviene 4 mesi dopo, sempre nella capitale: un guasto lascia al buio l'intera isola di Luzon, comprendente 40 milioni di abitanti.[2][18]
  • Colombia, 17 marzo 2002: il blocco di due trasformatori lascia senza luce gran parte della popolazione, tra cui quella di Bogotà.[2]
  • Argentina, 24 novembre 2002: problemi di distribuzione lasciano senza elettricità 10 milioni di persone, a Buenos Aires e nelle zone limitrofe.[2]
  • America settentrionale, 14 agosto 2003: una serie di errori umani in Ohio lascia senza luce circa 50 milioni di persone, nel nord-est degli Stati Uniti e in parte del Canada (Toronto compresa).[19][1] La normalità viene ristabilita dopo 2 giorni.[2]
  • Gran Bretagna, 28 agosto 2003: alle 18.26 Londra e le zone circostanti rimangono senza luce per 34', situazione che provoca il blocco della ferrovia nazionale e della metropolitana.[2] Si stima che il disagio abbia coinvolto non più di 150 000 persone.[2]
  • Danimarca, 23 settembre 2003: un guasto tecnico in una centrale della Svezia - dal quale il paese confinante attinge in gran parte per quanto concerne l'energia elettrica - fa saltare la corrente per 2 ore a Copenaghen e nella parte meridionale dello stato svedese, interessando 4 milioni di utenti.[2]
  • Italia, 28 settembre 2003: il più importante incidente nella storia del paese, verificatosi alle 3.20 del mattino.[20] Un albero vicino ad una linea svizzera ad altissima tensione fu conduttore di una scarica verso terra, che sovraccaricò l'intera linea nazionale.[20] L'intero paese, dal nord al sud, rimase senza luce ad eccezione della Sardegna (dotata di rete propria) e di isole minori.[20]
  • Münster, novembre 2005: una bufera di neve interrompe per quasi una settimana la fornitura di energia elettrica nella parte settentrionale della Germania.[21] A distanza di 9 mesi, si registrò un deciso aumento nelle nascite.[21]
  • Europa occidentale, 4 novembre 2006: un improvviso calo di corrente in Germania provoca interruzioni in buona parte dell'Europa occidentale, comprese le vicine Francia e Italia.[22] In quest'ultimo stato, viene colpita la zona settentrionale del paese.[22] Il disagio interessa circa 10 miloni di persone.[22]
  • Maasdriel, gennaio 2008: un guasto manda in tilt la rete elettrica, lasciando la città (sita nella provincia olandese della Gheldria) senza luce per 3 giorni e 3 notti.[21] Nell'ottobre dello stesso anno, si registra un'impennata delle nascite pari al 44 %: in quel mese vengono alla luce 26 bambini, quasi una volta e mezzo rispetto alla media.[21]
  • India, 30-31 luglio 2012: una serie di blackout, ritenuta la più grave della storia, interessa prima il nord del paese e in seguito l'intera area.[23] Rimangono al buio oltre 600 milioni di cittadini.[23]

Correlazione con le nascite[modifica | modifica wikitesto]

Non di rado, gli episodi di black-out più noti sono stati ritenuti la causa dell'elevato numero di nascite avvenuto 9 mesi dopo l'evento.[14][2][21] Il presunto rapporto di causa-effetto non è mai stato ufficialmente riconosciuto[14], tanto che spesso le cifre ad esso correlate hanno subìto contestazioni.[14] Dopo il caso da cui l'Olanda è stata interessata nel 2008, un'ostetrica locale (Brendy Kouwenberg) che aveva assistito al congruo numero di parti, ha tuttavia dichiarato che proprio il black-out ne sarebbe stato la causa.[21] Analizzando anche i già citati casi di New York e Münster, la Kouwenberg sosteneva che l'assenza dell'elettricità (con conseguente impossibilità di usare l'illuminazione, il televisore, Internet e i giochi al computer) e il buio incoraggerebbero le coppie ad intensificare l'attività sessuale, con riscontro numerico.[21]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) John Spears, Blackout 2003: How Ontario went dark, su thestar.com, 13 agosto 2013.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v Dagli Stati Uniti all'India quando il mondo resta al buio, su repubblica.it, 28 settembre 2003.
  3. ^ blackout, su dizionari.corriere.it. URL consultato il 28 gennaio 2017.
  4. ^ Black-out, su treccani.it. URL consultato il 23 aprile 2018.
  5. ^ Gianfranco Giardina, Black-out, sbalzi elettrici e danni agli apparecchi: come difendersi, su dday.it, 20 febbraio 2015.
  6. ^ Blackout di 11 ore all’aeroporto di Atlanta, caos ai gate e 1000 voli cancellati, su lastampa.it, 18 dicembre 2017.
  7. ^ (EN) Brownouts, Blackouts and Dropouts, su electrotechnik.net. URL consultato il 27 maggio 2018.
  8. ^ Elena Dusi, Il movimento elettrico, in la Repubblica, 14 febbraio 2018, p. 46.
  9. ^ a b Avviso di interruzione di energia elettrica, su comunegatteo.it, 17 ottobre 2017.
  10. ^ (EN) Remy Melina, What's a Rolling Blackout?, su livescience.com, 2 febbraio 2011.
  11. ^ Alessandro Mondo, Ospedale Martini, black out notturno: luce e riscaldamento fuori uso, su lastampa.it, 28 febbraio 2018.
  12. ^ a b c E se manca la corrente?, su scmncamogli.org. URL consultato il 18 marzo 2017.
  13. ^ Turchia paralizzata da un blackout. Premier: non escluso terrorismo, su repubblica.it, 31 marzo 2015.
  14. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p Arturo Zampaglione, 1965: la notte scese sulle luci di New York, in la Repubblica, 25 agosto 1994, p. 3.
  15. ^ Il blackout di New York, 40 anni fa, su ilpost.it, 14 luglio 2017.
  16. ^ (FR) 1978 : le coup de la panne, in Libération, 17 dicembre 2009.
  17. ^ (EN) Sarath Kumara, India's entire northern electricity grid collapses for 12 hours, su wsws.org, 9 gennaio 2001.
  18. ^ Filippine, mega black out al buio 40 milioni di persone, su repubblica.it, 21 maggio 2002.
  19. ^ Francesco Malgaroli, Blackout, America nel panico, in la Repubblica, 15 agosto 2003, p. 2.
  20. ^ a b c L'Italia piomba nel buio Black out da Nord a Sud, su repubblica.it, 28 settembre 2003.
  21. ^ a b c d e f g Olanda: boom di nascite in un paese 9 mesi dopo blackout, su repubblica.it, 29 ottobre 2008.
  22. ^ a b c Energia: mezza Europa al buio per blackout, su corriere.it, 6 novembre 2006.
  23. ^ a b (EN) India blackouts leave 700 million without power, su theguardian.com, 31 luglio 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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