Super Rugby 2016

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Super Rugby 2016
Logo della competizione
Competizione Super Rugby
Sport Rugby union pictogram.svg Rugby a 15
Edizione 21ª
Organizzatore SANZAR
Date dal 26 febbraio
al 6 agosto 2016
Luogo Argentina Argentina
Australia Australia
Giappone Giappone
Nuova Zelanda Nuova Zelanda
Sudafrica Sudafrica
Formula Conference + play-off
Sede finale Westpac Stadium (Wellington)
Sito Web sanzarrugby.com
Risultati
Vincitore Hurricanes
(1º titolo)
Secondo Lions
Statistiche
Miglior marcatore Nuova Zelanda Beauden Barrett (223)
Record mete Australia Israel Folau (11)
Cronologia della competizione
Left arrow.svg 2015 2017 Right arrow.svg

Il Super Rugby 2016 fu la 21ª edizione del Super Rugby SANZAAR, torneo professionistico annuale di rugby a 15 tra squadre di club delle federazioni australiana, neozelandese, sudafricana e, per la prima volta, argentina e giapponese.

Si è trattata della prima edizione a cui hanno partecipato 18 squadre; per operare l'ampliamento SANZAAR ha ammesso la sesta squadra sudafricana eliminando quindi la necessità di disputare uno spareggio tra la quinta di tale Paese in un'edizione e l'esclusa nell'edizione precedente, e ha aggiunta una franchise dall'Argentina e un'altra dal Giappone, rispettivamente gli Jaguares di Buenos Aires e i Sunwolves di Tokyo, con campo alternativo a Singapore.

Formato[modifica | modifica wikitesto]

Il torneo si è svolto con una stagione regolare con turni settimanali e una fase di play-off a eliminazione diretta con quarti di finale a 8 squadre, semifinali e finale.[1]

Le 18 formazione sono state suddivise in due gruppi: il Gruppo Australasia che comprende le 5 formazioni neozelandesi e le 5 australiane e il Gruppo Sud Africa che comprende le 6 formazioni sudafricane, la formazione argentina e quella giapponese. Ogni gruppo è stato a sua volta suddiviso in due gironi (conference): nel Gruppo Australasia una conference con le 5 squadre australiane e una con le 5 formazioni neozelandesi; il Gruppo Sud Africa invece la conference Africa 1 che comprendeva 3 formazioni sudafricane e quella giapponese e la conference Africa 2 che comprendeva le altre 3 formazioni sudafricane e quella argentina.[2]

La stagione regolare è stata organizzata in 17 turni (round), ma ogni squadra ha giocato 15 incontri osservando due turni di riposo. Inoltre ogni squadra ha giocato 6 partite all'interno della propria conference e 9 partite di sola andata con le squadre di altre conference:[1]

  • nel Gruppo Sud Africa:
    • ogni squadra ha giocato 3 partite in casa e 3 in trasferta contro le squadre della propria conference;
    • ogni squadra ha giocato 4 partite (2 in casa e 2 in trasferta) contro le squadre dell'altra conference del Gruppo Sud Africa;
    • le squadre della conference Africa 1 hanno giocato 5 partite (in casa o in trasferta) contro le squadre della conference australiana;
    • le squadre della conference Africa 2 hanno giocato 5 partite (in casa o in trasferta) contro le squadre della conference neozelandese;
  • nel Gruppo Australasia
    • ogni squadra ha giocato 2 partite in casa e 2 in trasferta contro due squadre della propria conference;
    • ogni squadra ha giocato 1 partita contro ognuna delle altre due squadre della propria conference;
    • ogni squadra ha giocato 5 partite (in casa o in trasferta) contro le squadre dell'altra conference del Gruppo Australasia;
    • ogni squadra della conference australiana ha giocato 4 partite (in casa o in trasferta) contro le squadre della conference Africa 1;
    • ogni squadra della conference neozelandese ha giocato 4 partite (in casa o in trasferta) contro le squadre della conference Africa 2;

Alla fase a eliminazione diretta si sono qualificate le 4 vincitrici di ogni conference, le 3 migliori non vincitrici di conference del Gruppo Australasia e la miglior non vincitrice di conference del Gruppo Sud Africa secondo la classifica dei gruppi; erano quindi riservati 5 posti a squadre australiane e neozelandesi e 3 posti a squadre del gruppo sudafricano. Le classifiche dei gruppi sono state stilate considerando ai primi due posti le vincitrici di conference indipendentemente dai punti effettivi. La classifica complessiva è stata utilizzata per stabilire il tabellone dei play-off: ai primi 4 posti le squadre vincitrice di conference che nei quarti di finale hanno incontrato le altre qualificate in ordine di classifica inversa. Le partite di payoff sono state in gara unica in casa della formazione meglio classificata nella stagione regolare.[1]

Squadre partecipanti e ambiti territoriali[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo Sudafrica
Paese Squadra Sede Area
Conference Africa 1 (AF1)
Sudafrica Bulls Pretoria East Rand e la provincia del Limpopo
Cheetahs Bloemfontein Free State e la provincia del Capo Settentrionale
Stormers Città del Capo L'area metropolitana di Città del Capo più i distretti di Cape Winelands, West Coast e Overberg
Giappone Sunwolves Tokyo, Singapore Giappone, Asia orientale
Conference Africa 2 (AF1)
Sudafrica Lions Johannesburg L'area metropolitana di Johannesburg, il Gauteng meridionale, Mpumalanga e la provincia del Nordovest
Sharks Durban KwaZulu-Natal
Southern Kings Port Elizabeth Provincia del Capo Orientale ed estremità orientale di quella del Capo Occidentale
Argentina Jaguares Buenos Aires Argentina
Gruppo Australasia
Paese Squadra Sede Area
Conference Australia
Australia Brumbies Canberra Territorio della Capitale Australiana più il New South Wales meridionale
Rebels Melbourne Stato di Victoria
Reds Brisbane Stato del Queensland
Waratahs Sydney Stato del Nuovo Galles del Sud centrale e occidentale
Western Force Perth Stato dell'Australia Occidentale
Conference Nuova Zelanda
Nuova Zelanda Blues Auckland Penisola di Northland e la regione di Auckland centrale e settentrionale
Chiefs Hamilton I distretti di Waikato, Tauranga, Rotorua e New Plymouth, oltre la parte meridionale di Auckland
Crusaders Christchurch Le regioni di Canterbury, Tasman, Nelson, West Coast e Marlborough
Highlanders Dunedin I distretti di Otago e Southland
Hurricanes Wellington I distretti di Wellington, Palmerston North e Napier

Avvenimenti[modifica | modifica wikitesto]

Regular Season[modifica | modifica wikitesto]

Australasia[modifica | modifica wikitesto]

Australia[modifica | modifica wikitesto]

I Brumbies balzarono subito in vetta alla conference con un roboante esordio contro gli Hurricanes e, pur senza tenere il passo con le squadre neozelandesi, riuscirono a restare al comando per 13 giornate su 17, con 10 vittorie su 15 partite disputate,qualificandosi per le finali da squadra vincitrice della conference. Il loro primato fu insediato nella prima parte della stagione dai soli Rebels, con i Waratahs come terza forza che eguagliarono i punti della franchigia di Canberra alla sesta giornata salvo perdere contro gli Hurricanes due settimane dopo. Due sconfitte consecutive dei Brumbies nelle due partite successive in terra neozelandese portarono la squadra di Melbourne in testa ma, approfittando del turno di riposo della rappresentativa del Victoria e dei suoi rovesci nella parte finale della stagione, con 7 sconfitte nelle ultime 9 partite, scavarono un vantaggio incolmabile su tutti gli avversari, con l'eccezione dei Waratahs, trascinati dal miglior marcatore di mete della stagione, Israel Folau, che anzi tennero per due giornate il primo posto solitario di una conference in cui, a causa degli scarsi risultati contro le squadre neozelandesi, appariva presto chiaro che solo i vincitori della conference avrebbero partecipato alla fase successiva.La squadra di Sydney patì però una brutta sconfitta a Christchurch e fu raggiunta dai Brumbies in un finale di stagione incandescente,deciso solo all'ultima giornata con la sconfitta di Melbourne contro Auckland e la vittoria di Canberra contro Perth.

I Brumbies vinsero la conference con solo 43 punti, punteggio che nella classifica totale per punti sarebbe stata sufficiente solo a passare con il seeding numero 7, ottenendo però in quanto vincitori di conference il seeding numero 4.

Anonima fu invece la stagione dei Reds e della Western Force, i primi a causa di un avvio stentato e di moltissimi infortuni che funestarono il cammino della squadra del Queensland, mentre a Perth partendo da una stagione pessima con solo due vittorie si arrivò ad un caos economico e societario, risolto solo a stagione ampiamente conclusa. Per entrambe le squadre il campionato e il relativo discorso qualificazione erano già ampiamente chiusi a metà stagione

Nuova Zelanda[modifica | modifica wikitesto]

La conference dell'altra sponda del Mar di Tasman vide invece ritmi molto elevati fin dalle prime giornate, con i Chiefs stabilmente in testa per tutta la prima metà della stagione vincenti in 8 delle prime 9 partite, incalzati da Crusaders, Highlanders e Hurricanes, mentre i Blues furono presto staccati in classifica, avendo perso quasi tutti gli scontri diretti. La loro stagione fu comunque molto combattuta, fecero da mina vagante per tutta la regular season e si chiuse con un undicesimo posto in classifica generale, a 4 punti dalla qualificazione.

Dopo la decima giornata fra i Chiefs primi e il quarto posto occupato dagli Highlanders c'erano solo 9 punti, e alla giornata successiva la seconda sconfitta stagionale della capolista, proprio contro la squadra di Dunedin portò i Crusaders a condividere la vetta coi Chiefs, a cui ora si avvicinavano prepotentemente sia gli Hurricanes che gli Highlanders. Il duo in testa divenne una settimana dopo un terzetto, a causa del turno di riposo della squadra di Hamilton e della sconfitta dei Crociati nel derby dell'Isola del Sud,con gli Highlanders che arrivano così anch'essi a quota 37 punti, con gli Uragani di Wellington solo un punto dietro.

A questo punto della stagione era chiaro che la Nuova Zelanda avrebbe portato quattro rappresentanti alle finali, e lo scontro ebbe come principale scopo il raggiungimento del primo posto nella conference, per avere dalla propria il fattore campo e per avere avversari sulla carta più abbordabili.

La tredicesima giornata vide il riposo degli Highlanders e degli Hurricanes, mentre Chiefs e Crusaders si sbarazzarono rispettivamente di Rebels e Waratahs, con la franchigia di Hamilton che in virtù del bonus point offensivo ottenne la vetta solitaria, persa però subito dopo a Sydney e lasciata ai Crociati, che però crollarono per la stanchezza nelle ultime giornate negli scontri diretti con Chiefs e Highlanders, tirandosi fuori dalla lotta per il primo posto. Finiranno quarti nella conference e avranno il seeding 7. Con la vittoria casalinga contro i 7 volte campioni i Chiefs si erano assicurati il primo posto, ma persero all'ultima giornata, dando così, proprio alla fine, il seeding numero 1 e la facoltà di giocare l'intera fase finale in casa agli Hurricanes, mai primi nel corso della stagione e campioni neozelandesi per il secondo anno di fila. I Chiefs si piazzarono così al terzo posto (seeding numero 6), scavalcati anche dagli Highlanders.

Africa[modifica | modifica wikitesto]

Africa 1[modifica | modifica wikitesto]

La prima delle due conference derivate dalla nuova suddivisione delle squadre sudafricane vide la partecipazione di Bulls, Stormers, Cheetahs e dell'esordiente franchigia giapponese dei Sunwolves, con le prime due già alla vigilia viste come destinate a lottare per il primo posto, mentre non si aspettava nulla di che da dei Cheetahs ben poco competitivi l'anno precedente e ancora di meno dai nipponici, visti come la squadra materasso dell'intero torneo.

I pronostici furono puntualmente avverati, con le franchigie di Pretoria e Città del Capo che staccarono subito gli avversari, con gli Stormers subito avanti in classifica grazie alla vittoria nello scontro diretto all' esordio per 33-9. Alla quinta giornata il margine era diventato di 8 punti, ma tre settimane dopo si era ridotto a un solo punto, distacco mantenuto fino all'undicesimo round.

Il round successivo vide gli Stormers frenare bruscamente con un pareggio contro i Sunwolves e i Bulls umiliati 31-8 a Sydney, allargando la forbice a 3 punti, distacco annullato alla giornata successiva, ma puntualmente rimpinguato a causa di un orribile finale di stagione della franchigia di Pretoria, che non riuscì nemmeno a ottenere la wild card per un punto solo in meno degli Sharks.

I Cheetahs disputarono un campionato mediocre, con sole quattro vittorie, di cui due contro i Sunwolves, vincendo però la gara casalinga contro i nipponici con uno scarto molto elevato, di 75 punti.

I Sunwolves infine ottennero nella loro prima stagione nel Super Rugby un'unica vittoria, contro i Jaguares argentini, oltre al già citato pareggio con gli Stormers, perdendo tutti gli altri incontri con passivi spesso molto pesanti, ottenendo in totale solo 9 punti in classifica. Oltre al 92-17 rimediato a Bloemfontein si ricordano il 66-5 incassato a Canberra dai Brumbies, il 12-57 a domicilio rifilato dai Waratahs e il 50-3 subito nella gara di Pretoria coi Bulls.

Africa 2[modifica | modifica wikitesto]

L'altra conference sudafricana vide come principali contendenti gli Sharks e i Lions, mentre gli esordienti Kings erano considerati la formazione più debole. L'incognita era rappresentata dai Jaguares argentini, che però si dimostrarono presto una formazione inesperta, ancora in fase di rodaggio.

Le prime giornate furono nel segno della squadra di Durban, ma una serie di 3 sconfitte consecutive consegnò il primo posto ai Lions, che la tennero fino alla fine della regular season, lasciando solo l'illusione di poter essere raggiunti dai rivali nella prima metà di maggio, ma alla fine vinsero la conference con due giornate d'anticipo. Gli Sharks si qualificarono comunque alle finali come wild card ai danni dei Bulls.

I Jaguares vinsero solo 4 partite, tra cui l'ultima giornata contro le seconde linee dei Lions, già qualificati alle finali, uno dei due scontri coi Kings, e la gara d'esordio coi Cheetahs, imponendosi però come la migliore tra le squadre dell'espansione.

I Kings, espressione della componente nera della popolazione sudafricana, registrarono infine una stagione da incubo, chiudendo a soli 9 punti, come i Sunwolves.

Fase a eliminazione diretta[modifica | modifica wikitesto]

Nel primo quarto di finale, giocato a Canberra tra i Brumbies e gli Highlanders, arrivò al capolinea una stagione totalmente fallimentare per le squadre australiane, con l'eliminazione dell'unica squadra arrivata alle finali in una partita dove comunque i cavalli rampanti non hanno sfigurato, cedendo solo 9-15.

Fu fatale agli Sharks un pessimo seeding: il risultato della loro prima e unica trasferta kiwi della stagione è un umiliante 41-0 per mano degli Hurricanes.

Il periodo no dei Crusaders continuò con un 42-25 contro i Lions, che li estromisero dalla competizione in una partita dominata dai sudafricani, complice anche il lunghissimo viaggio fatto dai neozelandesi per arrivare a Johannesburg.

I quarti di finale si conclusero coi Chiefs che espugnarono Città del Capo con un perentorio 21-60 ai danni dei malcapitati Stormers, in un match mai in discussione.

Arrivarono così in semifinale 3 franchigie neozelandesi e una sudafricana.

A Wellington i padroni di casa eliminarono senza molti problemi dei Chiefs sfiniti dalla trasferta in Sudafrica che non riuscirono mai a entrare seriamente in panchina. Gli Hurricanes approdarono così alla seconda finale casalinga consecutiva.

I Lions approdarono in finale superando 42-30 gli Highlanders, levando così la possibilità ai campioni in carica di difendere il titolo in una finale identica a quella dell'anno precedente per luogo e avversari.

Al Westpac Stadium di Wellington gli Hurricanes, forti del fattore campo, trionfarono col risultato di 20-3, diventando così campioni per la prima volta nella loro storia. Con la loro vittoria tutte le franchise neozelandesi hanno vinto almeno una volta il torneo (7 volte i Crusaders, 3 i Blues, 2 i Chiefs, una gli Highlanders e, ora, gli Hurricanes).

Stagione regolare[modifica | modifica wikitesto]

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

1ª giornata
26-2-2016 Blues — Highlanders 33-31
26-2-2016 Brumbies — Hurricanes 52-10
26-2-2016 Cheetahs — Jaguares 33-34
27-2-2016 Sunwolves — Lions 13-26
27-2-2016 Crusaders — Chiefs 21-27
27-2-2016 Waratahs — Reds 30-10
27-2-2016 Force — Rebels 19-25
27-2-2016 Kings — Sharks 8-43
27-2-2016 Stormers — Bulls 33-9
4ª giornata
18-3-2016 Hurricanes — Force 41-6
18-3-2016 Waratahs — Highlanders 26-30
18-3-2016 Bulls — Sharks 16-16
19-3-2016 Sunwolves — Rebels 9-35
19-3-2016 Crusaders — Kings 57-24
19-3-2016 Reds — Blues 25-25
19-3-2016 Lions — Cheetahs 39-22
19-3-2016 Stormers — Brumbies 31-11
19-3-2016 Jaguares — Chiefs 26-30
7ª giornata
8-4-2016 Chiefs — Blues 29-23
8-4-2016 Force — Crusaders 19-20
8-4-2016 Stormers — Sunwolves 46-19
9-4-2016 Hurricanes — Jaguares 40-22
9-4-2016 Reds — Highlanders 28-27
9-4-2016 Sharks — Lions 9-24
9-4-2016 Kings — Bulls 6-38
rip. Brumbies, Cheetahs,
Rebels, Waratahs
10ª giornata
29-4-2016 Chiefs — Sharks 24-22
29-4-2016 Force — Bulls 20-42
30-4-2016 Highlanders — Brumbies 23-10
30-4-2016 Blues — Rebels 36-30
30-4-2016 Reds — Cheetahs 30-14
30-4-2016 Lions — Hurricanes 17-50
30-4-2016 Stormers — Waratahs 30-32
30-4-2016 Jaguares — Kings 73-27
rip. Crusaders, Sunwolves
13ª giornata
20-5-2016 Crusaders — Waratahs 29-10
21-5-2016 Reds — Sunwolves 35-25
21-5-2016 Chiefs — Rebels 36-15
21-5-2016 Force — Blues 13-17
21-5-2016 Lions — Jaguares 52-24
21-5-2016 Sharks — Kings 53-0
21-5-2016 Bulls — Stormers 17-13
rip. Brumbies, Cheetahs,
Highlanders, Hurricanes
16ª giornata
8-7-2016 Blues — Brumbies 40-15
8-7-2016 Reds — Chiefs 5-50
8-7-2016 Lions — Kings 57-21
9-7-2016 Crusaders — Rebels 85-26
9-7-2016 Waratahs — Hurricanes 17-28
9-7-2016 Force — Stormers 3-22
9-7-2016 Bulls — Sunwolves 50-3
9-7-2016 Sharks — Cheetahs 26-10
9-7-2016 Jaguares — Highlanders 8-34
2ª giornata
4-3-2016 Crusaders — Blues 28-13
4-3-2016 Brumbies — Waratahs 32-15
5-3-2016 Chiefs — Lions 32-36
5-3-2016 Highlanders — Hurricanes 17-16
5-3-2016 Reds — Force 6-22
5-3-2016 Bulls — Rebels 45-25
5-3-2016 Cheetahs — Stormers 10-20
5-3-2016 Sharks — Jaguares 19-15
rip. Sunwolves, Kings
5ª giornata
25-3-2016 Hurricanes — Kings 42-20
26-3-2016 Chiefs — Force 53-10
26-3-2016 Rebels — Highlanders 3-27
26-3-2016 Sunwolves — Bulls 27-30
26-3-2016 Cheetahs — Brumbies 18-25
26-3-2016 Sharks — Crusaders 14-19
26-3-2016 Jaguares — Stormers 8-13
27-3-2016 Reds — Waratahs 13-15
rip. Blues, Lions
8ª giornata
15-4-2016 Crusaders — Jaguares 32-15
15-4-2016 Rebels — Hurricanes 13-38
15-4-2016 Cheetahs — Sunwolves 92-17
16-4-2016 Blues — Sharks 23-18
16-4-2016 Waratahs — Brumbies 20-26
16-4-2016 Bulls — Reds 41-22
16-4-2016 Lions — Stormers 29-22
rip. Chiefs, Force,
Highlanders, Kings
11ª giornata
6-5-2016 Crusaders — Reds 38-5
6-5-2016 Brumbies — Bulls 23-6
7-5-2016 Sunwolves — Force 22-40
7-5-2016 Chiefs — Highlanders 13-26
7-5-2016 Waratahs — Cheetahs 21-6
7-5-2016 Sharks — Hurricanes 32-15
7-5-2016 Kings — Blues 18-34
rip. Jaguares, Lions,
Rebels,Stormers
14ª giornata
27-5-2016 Hurricanes — Highlanders 27-20
27-5-2016 Waratahs — Chiefs 45-25
27-5-2016 Kings — Jaguares 29-22
28-5-2016 Blues — Crusaders 21-26
28-5-2016 Brumbies — Sunwolves 66-5
28-5-2016 Stormers — Cheetahs 31-24
28-5-2016 Bulls — Lions 20-56
29-5-2016 Rebels — Force 27-22
rip. Reds, Sharks
17ª giornata
15-7-2016 Blues — Waratahs 34-28
15-7-2016 Reds — Rebels 28-31
15-7-2016 Sharks — Sunwolves 40-29
16-7-2016 Crusaders — Hurricanes 10-35
16-7-2016 Highlanders — Chiefs 25-15
16-7-2016 Brumbies — Force 24-10
16-7-2016 Stormers — Kings 52-24
16-7-2016 Cheetahs — Bulls 17-43
16-7-2016 Jaguares — Lions 34-22
3ª giornata
11-3-2016 Blues — Hurricanes 19-23
11-3-2016 Force — Brumbies 14-31
12-3-2016 Highlanders — Lions 34-15
12-3-2016 Rebels — Reds 25-23
12-3-2016 Sunwolves — Cheetahs 31-32
12-3-2016 Kings — Chiefs 24-58
12-3-2016 Stormers — Sharks 13-18
rip. Jaguares, Bulls,
Crusaders,Waratahs
6ª giornata
1-4-2016 Highlanders — Force 32-20
1-4-2016 Lions — Crusaders 37-43
2-4-2016 Blues — Jaguares 24-16
2-4-2016 Brumbies — Chiefs 23-48
2-4-2016 Kings — Sunwolves 33-28
2-4-2016 Bulls — Cheetahs 23-18
3-4-2016 Waratahs — Rebels 17-21
rip. Hurricanes, Reds,
Sharks, Stormers
9ª giornata
22-4-2016 Highlanders — Sharks 14-15
22-4-2016 Rebels — Cheetahs 36-14
23-4-2016 Sunwolves — Jaguares 36-28
23-4-2016 Hurricanes — Chiefs 27-28
23-4-2016 Force — Waratahs 13-49
23-4-2016 Stormers — Reds 40-22
23-4-2016 Kings — Lions 10-45
24-4-2016 Brumbies — Crusaders 14-40
rip. Blues, Bulls
12ª giornata
13-5-2016 Highlanders — Crusaders 34-26
13-5-2016 Rebels — Brumbies 22-30
14-5-2016 Hurricanes — Reds 29-14
14-5-2016 Waratahs — Bulls 31-8
14-5-2016 Sunwolves — Stormers 17-17
14-5-2016 Cheetahs — Kings 34-20
14-5-2016 Lions — Blues 43-5
14-5-2016 Jaguares — Sharks 22-25
rip. Chiefs, Force
15ª giornata
1-7-2016 Chiefs — Crusaders 23-13
1-7-2016 Brumbies — Reds 43-24
2-7-2016 Sunwolves — Waratahs 12-57
2-7-2016 Hurricanes — Blues 37-27
2-7-2016 Rebels — Stormers 31-57
2-7-2016 Cheetahs — Force 30-29
2-7-2016 Kings — Highlanders 18-48
2-7-2016 Lions — Sharks 37-10
2-7-2016 Jaguares — Bulls 29-11

Classifica[modifica | modifica wikitesto]

Il regolamento prevede l'assegnazione di 4 punti in caso di vittoria, 2 punti in caso di pareggio e nessun punto in caso di sconfitta. Inoltre sono assegnati punti bonus in casi particolari:[3]

  • 1 punto in caso di sconfitta con uno scarto di 7 punti o meno nel punteggio;
  • 1 punto nel caso in cui una squadra segni almeno 3 mete più dell'avversario.[4]
OQF Squadra G V N P Bye PF PS B Pt
Conference Australia
Play off.png 4 Brumbies 15 10 0 5 0 425 326 99 3 43
10 Waratahs 15 8 0 7 0 413 317 96 8 40
12 Rebels 15 7 0 8 0 365 486 -121 3 31
15 Reds 15 3 1 11 0 290 458 -168 3 17
16 Western Force 15 2 0 13 0 260 441 -181 5 13
Conference Nuova Zelanda
Play off.png 1 Hurricanes 15 11 0 4 0 458 314 144 9 53
Play off.png 5 Highlanders 15 11 0 4 0 422 273 149 8 52
Play off.png 6 Chiefs 15 11 0 4 0 491 341 150 7 51
Play off.png 7 Crusaders 15 11 0 4 0 487 317 170 6 50
11 Blues 15 8 1 6 0 374 380 -6 5 39
Conference Africa 1
Play off.png 3 Stormers 15 10 1 4 0 440 274 166 9 51
9 Bulls 15 9 1 5 0 399 339 60 4 42
14 Cheetahs 15 4 0 11 0 377 425 -48 5 21
18 Sunwolves 15 1 1 13 0 293 627 -334 3 9
Conference Africa 2
Play off.png 2 Lions 15 11 0 4 0 535 349 186 8 52
Play off.png 8 Sharks 15 9 1 5 0 360 269 91 5 43
13 Jaguares 15 4 0 11 0 376 427 -51 6 22
17 Southern Kings 15 2 0 13 0 282 684 -402 1 9

Fase a play-off[modifica | modifica wikitesto]

  Quarti di finale Semifinali Finale
                           
  1  Hurricanes 41  
8  Sharks 0  
  1  Hurricanes 25  
  6  Chiefs 9  
3  Stormers 21
  6  Chiefs 60  
    1  Hurricanes 20
  2  Lions 3
  4  Brumbies 9  
5  Highlanders 15  
  2  Lions 42
  5  Highlanders 30  
2  Lions 42
  7  Crusaders 25  


Quarti di finale[modifica | modifica wikitesto]

Canberra
22 luglio 2016, ore 18 UTC+10
Brumbies 9 – 15
referto
Highlanders Canberra Stadium (8 559 spett.)
Arbitro Australia Angus Gardner

Wellington
23 luglio 2016, ore 19:35 UTC+12
Hurricanes 41 – 0
referto
Sharks Westpac Stadium (17 895 spett.)
Arbitro Nuova Zelanda Glen Jackson

Johannesburg
23 luglio 2016, ore 16:30 UTC+2
Lions 42 – 25
referto
Crusaders Ellis Park Stadium
Arbitro Sudafrica Craig Joubert

Città del Capo
23 luglio 2016, ore 19 UTC+2
Stormers 21 – 60
referto
Chiefs Newlands Stadium
Arbitro Sudafrica Jaco Peyper

Semifinali[modifica | modifica wikitesto]

Wellington
30 luglio 2016, ore 19:35 UTC+12
Hurricanes 25 – 9
referto
Chiefs Westpac Stadium
Arbitro Australia Angus Gardner

Johannesburg
30 luglio 2016, ore 15:00 UTC+2
Lions 42 – 30
referto
Highlanders Ellis Park Stadium
Arbitro Sudafrica Jaco Peyper

Finale[modifica | modifica wikitesto]

Wellington
6 agosto 2016, ore 19:35 UTC+12
Hurricanes 20 – 3
(10 - 3)
referto
Lions Westpac Stadium
Arbitro Nuova Zelanda Glen Jackson

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) About Super Rugby, su sanzarrugby.com, SANZAAR. URL consultato il 30 maggio 2016 (archiviato l'8 maggio 2016).
  2. ^ (EN) Outline of the Super Rugby competition structure (PDF), su All Blacks, 1 maggio 2014. URL consultato il 30 maggio 2016.
  3. ^ (EN) The low down on bonus points, su SANZAR, 26 maggio 2016. URL consultato il 30 maggio 2016.
  4. ^ La regola è stata cambiata in questa edizione del Super Rugby. Fino alla precedente veniva assegnato 1 punto alla squadra che segnava almeno 4 mete anche se perdente.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Super Rugby, su SANZAR. URL consultato il 30 maggio 2016.