Stefano Collina

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Stefano Collina
Stefano Collina datisenato 2018.jpg

Presidente della 12ª Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica
Durata mandato 5 febbraio 2020 –
29 luglio 2020
Predecessore Pierpaolo Sileri
Successore Annamaria Parente

Senatore della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 15 marzo 2013
Legislature XVII, XVIII
Gruppo
parlamentare
Partito Democratico
Coalizione Italia. Bene Comune (XVII)
Circoscrizione Emilia-Romagna
Collegio XVIII: Ravenna
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Democratico
Titolo di studio Laurea in ingegneria civile
Professione Ingegnere; Consulente

Stefano Collina (Faenza, 28 dicembre 1966) è un politico italiano, dal 15 marzo 2013 senatore per il Partito Democratico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Eletto nel consiglio comunale della sua città nel 1994 e rieletto nel 1998, dal 1996 al 1999 è stato Segretario Comunale del Partito Popolare Italiano di Faenza. Dal 1999 al 2000 è stato Assessore alla Cultura e poi Assessore alle attività produttive e all'economia del Comune di Faenza dal 2000 al 2010.

Elezione a senatore[modifica | modifica wikitesto]

Da sempre vicino a Matteo Renzi e all'area cattolica, dopo la candidatura alle Primarie dei Parlamentari del Partito Democratico nel dicembre del 2012, ottenendo 2.513 voti, alle elezioni politiche del 2013 viene candidato al Senato della Repubblica nelle liste del Partito Democratico nella circoscrizione Emilia-Romagna, risultando poi eletto.[1] Al Senato entra nella 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo).

Nell'agosto del 2013 è stato primo firmatario, assieme al collega Bruno Astorre, della proposta di legge elettorale sul cosiddetto "Sindaco d'Italia" o "Legge D'Alimonte" (dal nome del suo ideatore, il politologo Roberto D'Alimonte), che introduce un doppio turno di ballottaggio per il sistema elettorale italiano, poi approvata dopo varie modificazioni alla Camera dei Deputati nel marzo 2014 (cosiddetto Italicum)[2]. Nel giugno 2014 entra a far parte della I° Commissione permanente (Affari costituzionali).

Nelle Primarie del Partito Democratico del 2013 viene eletto membro dell'Assemblea Nazionale del partito fra le file di Matteo Renzi, eletto Segretario.

In occasione del Referendum Costituzionale del 4 dicembre 2016 sostiene attivamente il Sì nel suo territorio e alle successive primarie del PD nell'aprile del 2017 sostiene nuovamente Matteo Renzi come candidato alla Segreteria del PD. Il 12 luglio 2017 è eletto vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali.

In occasione delle elezioni politiche del 4 marzo 2018, è candidato del Partito Democratico per la coalizione di centrosinistra nel collegio uninominale di Ravenna, senza "paracadute" nel proporzionale. Viene rieletto per un secondo mandato al Senato della Repubblica con il 32,54%, battendo Massimiliano Alberghini, candidato dal centrodestra, fermo al 31,23%, e il candidato del Movimento 5 Stelle, fermo al 24,91%. È uno degli unici sette senatori del PD eletti nell'uninominale. Nella nuova Legislatura, entra nella 4ª Commissione permanente (Difesa).

Il 2 maggio 2018 è eletto tesoriere del gruppo Partito Democratico al Senato e dal 13 settembre 2018 fa nuovamente parte della 1ª Commissione permanente (Affari Costituzionali). In vista del congresso nazionale del Partito Democratico del marzo 2019 esprime il suo sostegno alla candidatura di Maurizio Martina.[3] Nel settembre del 2019, al momento dell'uscita di Matteo Renzi dal PD per fondare Italia Viva, sceglie di restare nel partito.[4]

Il 5 febbraio 2020 viene eletto Presidente della 12ª Commissione "Igiene e Sanità" del Senato in sostituzione di Pierpaolo Sileri, nominato viceministro della salute nel governo Conte II. Tuttavia il 29 luglio viene sostituito da Annamaria Parente, divenendo invece Vicepresidente della 10ª Commissione "Industria, commercio e turismo" del Senato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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