Scappa - Get Out

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Scappa - Get Out
Scappa - Get Out.jpg
Chris (Daniel Kaluuya) in una scena del film
Titolo originaleGet Out
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2017
Durata104 min[1]
Rapporto2,40:1
Generethriller, drammatico, orrore, satirico
RegiaJordan Peele
SceneggiaturaJordan Peele
ProduttoreJason Blum, Jordan Peele, Edward H. Hamm Jr., Sean McKittrick
Produttore esecutivoJeanette Brill, Raymond Mansfield, Shaun Redick, Couper Samuelson
Casa di produzioneBlumhouse Productions, QC Entertainment
Distribuzione in italianoUniversal Pictures
FotografiaToby Oliver
MontaggioGregory Plotkin
MusicheMichael Abels
ScenografiaRusty Smith
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Get Out logo.png
Logo originale del film

Scappa - Get Out (Get Out) è un film thriller/horror[1] del 2017 scritto, diretto e co-prodotto da Jordan Peele, al suo esordio dietro la macchina da presa.

Interpretata da Daniel Kaluuya e Allison Williams nel ruolo di protagonisti, la pellicola è parzialmente ispirata alle vicende narrate ne La notte dei morti viventi (1968), proponendosi come una critica sul moderno liberalismo negli Stati Uniti d'America.[2]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il giovane afroamericano Andre Hayworth cammina in un quartiere periferico a notte fonda, quando d'un tratto gli si avvicina una macchina bianca dal cui impianto stereo si sente la canzone Run, Rabbit, Run. Andre si innervosisce e tenta di allontanarsi facendo finta di niente, ma un individuo vestito di nero e mascherato con un elmo da cavaliere del Medioevo esce dalla vettura e lo rapisce.

Qualche mese dopo, il fotografo afroamericano Chris Washington va a passare il weekend nella casa di famiglia della sua fidanzata Rose Armitage, che lo porta a conoscere i suoi genitori. La famiglia è composta dal padre neurochirurgo Dean, dalla madre ipnoterapista Missy e dal fratello Jeremy, studente universitario di medicina. Pur accolto con calore ed affetto, Chris resta turbato dallo strano comportamento dei due domestici neri, Walter e Georgina. Quella stessa sera, dopo essere uscito in giardino per fumare una sigaretta, Chris incontra Missy nel suo studio, che inizia a fargli domande sulla morte di sua madre in un incidente stradale, avvenuta quand'era un bambino. Durante la conversazione, la donna lo ipnotizza, ponendolo in uno stato di paralisi nel quale la sua mente sprofonda nel "mondo sommerso", dove egli non ha più capacità di muoversi. Quando poi il giovane si risveglia al mattino in camera da letto, crede di avere avuto un incubo, finché non parla con Walter, che gli chiede come sia andata la chiacchierata con Missy. Sentendo di essere disgustato dall'idea di fumare, capisce che Missy lo ha effettivamente ipnotizzato, togliendogli il vizio del fumo.

Quel giorno, in casa Armitage è prevista una grande rimpatriata familiare. Durante i festeggiamenti, varie coppie si mostrano molto interessate a Chris e gli rivolgono complimenti legati alla sua etnia e al suo aspetto fisico, cosa che non fa altro che farlo sentire più a disagio. A un certo punto, in mezzo agli ospiti, Chris scorge un giovane nero che ha un comportamento bizzarro e che veste come negli anni '50. Chris crede di averlo già visto da qualche parte e chiama al telefono il suo migliore amico Rod, che lavora come agente TSA, raccontandogli dell'ipnosi e del suo strano incontro. Poco dopo, Chris scatta una foto all'ospite di colore col cellulare, ma il flash dell'apparecchio fa perdere all'altro sangue dal naso: il giovane nero afferra Chris istericamente gridandogli "Scappa!", prima di venire portato nello studio di Missy per essere curato. Dopo qualche minuto, il giovane, che dice di chiamarsi Logan King, esce dalla stanza come nulla fosse e Dean spiega che egli ha semplicemente subito un attacco di epilessia ma Chris, che conosce la malattia poiché un suo cugino ne è affetto, non crede alla spiegazione di Dean e si allontana assieme a Rose.

Poco dopo, in disparte, Chris esprime a Rose il desiderio di tornare a casa insieme a lei. Mentre i due giovani parlano vicino al lago, la famiglia Armitage tiene un'asta silenziosa con un ritratto di Chris in mostra e Jim Hudson, un commerciante d'arte affetto da cecità, vince facendo l'offerta migliore. Quella stessa sera, mentre fa le valigie, Chris manda la foto di Logan King all'amico Rod, il quale, dopo aver effettuato una breve ricerca su Internet, lo informa che Logan King in realtà è Andre Hayworth, il personaggio rapito all'inizio del film, che loro conoscono poiché lavorava in un cinema che frequentavano e che risulta scomparso da sei mesi. Poco dopo, Chris scopre anche una scatola nell'armadietto di Rose in cui sono custodite numerose fotografie di lei insieme ad altre persone nere con cui si è fidanzata o con le quali ha fatto amicizia in passato e fra loro riconosce i domestici Walter e Georgina. Sempre più inquieto, Chris si prepara a partire e, quando anche Rose rivela la sua reale ed oscura personalità, tenta di fuggire dalla casa, ma viene ipnotizzato da Missy, con i suoi metodi istantanei.

Poco dopo, Chris si risveglia legato a una poltrona, dinanzi a un vecchio televisore che si accende. Inizia a scorrere un filmato nel quale il nonno di Rose spiega che la famiglia Armitage ha scoperto il modo di prolungare la propria vita per mezzo di ipnosi e chirurgia cerebrale: Missy prepara psicologicamente la vittima e Dean esegue un trapianto di cervello nel quale trasferisce la personalità del suo familiare nel nuovo corpo più giovane, mentre la mente di quest'ultima viene fatta sprofondare nel "mondo sommerso". Chris si rende perciò conto di essere la prossima vittima quando, nel filmato successivo, appare Jim Hudson, che gli rivela di volere i suoi occhi per tornare a vedere. Usando allora l'imbottitura che fuoriesce dalla vecchia poltrona alla quale è legato, Chris si tampona le orecchie per non ascoltare il tintinnio del cucchiaio su una tazza che induce l'ipnosi, e finge poi di subirne l'effetto. Nel frattempo, Rod tenta di convincere la polizia a salvare Chris, ma non viene creduto. Poco dopo, nella stanza si presenta Jeremy in tenuta da infermiere, con una sedia a rotelle, per portare via Chris e prepararlo all'operazione: in un'altra stanza il suo compratore è già stato sedato da Dean che gli ha anche aperto il cranio. Chris smette di fingere di essere ipnotizzato e colpisce Jeremy alla testa con una palla da gioco, poi uccide violentemente anche Dean, Missy e Jeremy, quest'ultimo ripresosi dal colpo precedente.

Ferito per le colluttazioni, Chris riesce tuttavia a uscire dalla casa e a impossessarsi della macchina di Jeremy (sul sedile del passeggero c'è l'elmo con cui si travestiva). Tallonato da Walter e Rose, investe però Georgina, alla quale gli Armitage hanno trapiantato il cervello della defunta nonna di Rose. Ignaro, decide di soccorrerla e caricarla in macchina, ma dopo qualche secondo la donna lo attacca, facendogli perdere il controllo della vettura, che finisce per schiantarsi contro un albero. Georgina muore, mentre il giovane viene raggiunto da Walter (al quale è stato trapiantato il cervello del nonno di Rose) e da quest'ultima, furiosa per la morte di tutti i suoi cari. Armata di fucile, la giovane sta per sparare a Chris, a terra dopo l'incidente d'auto, quando Walter si avvicina a lui e Chris riesce a estrarre il cellulare e a scattargli una foto con il flash. Tornato brevemente in sé, Walter dice a Rose che sparerà lui a Chris, ma una volta imbracciato il fucile, spara a Rose e poi si uccide. Rose sussurra a Chris dicendo di amarlo ma lui cerca di strangolarla salvo poi desistere. Poco dopo, una macchina della polizia giunge sul posto e Rose, gravemente ferita, chiede aiuto all'agente cercando di incolpare Chris. Dall'auto però esce Rod, venuto in soccorso dell'amico.

Chris sale così a bordo dell'auto e Rod ironicamente rinfaccia all'amico di averlo avvisato che non sarebbe dovuto andare con Rose. I due si allontanano, lasciando Rose morire da sola.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Get Out segna il debutto alla regia di Jordan Peele, che in precedenza aveva lavorato solo in commedie, come lo sketch show Key & Peele. Peele riteneva che i generi horror e commedia fossero simili in quanto si basano entrambi sul ritmo, affermando che il suo lavoro nella produzione umoristica gli ha permesso di "allenarsi" per i film[3]. La fabbrica delle mogli ha fornito ispirazione per la pellicola, poiché Peele lo definisce un film horror con una premessa satirica[4]. Dal momento che nella storia si tratta di razzismo, il regista l'ha ritenuta "molto personale", sebbene non presenta elementi autobiografici[3].

Peele è stato consigliato al produttore Sean McKittrick dal suo partner comico Keegan-Michael Key nel 2013[5]. I due si sono incontrati a New Orleans in circostanze informali e Peele gli raccontò la trama di Get Out dicendogli "Eccone uno [di film] che non vorrai mai fare". McKittrick fu interessato al progetto e gli propose di finanziarlo; Peele ha scritto la prima bozza della sceneggiatura in due mesi[5].

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Gli attori principali, Daniel Kaluuya e Allison Williams, sono stati scelti nel novembre 2015[6][7], mentre gli altri membri del casting sono stati selezionati tra il dicembre 2015[8] e il febbraio 2016[9][10]. Kaluuya è stato scelto in base alla sua forte interpretazione nell'episodio della serie Black Mirror "Quindici milioni di celebrità". L'attore ha affermato di aver accettato la parte in quanto sentiva che il personaggio, Chris, fosse il tipico "bravo ragazzo" e "uomo qualunque", identificandosi in lui nella scena della festa[11][12]. Tiffany Haddish rifiutò l'offerta di fare un provino per un ruolo nel film[13].

La Williams disse di essere stata scelta da Peele come mossa subdola per disorientare il pubblico, in quanto sarebbe stato facile per gli spettatori fidarsi di lei[5], e l'attrice accettò per ribaltare le aspettative delle persone nei suoi confronti[5]. La Williams successivamente osservò che il pubblico caucasico spesso interpreta erroneamente le motivazioni del suo personaggio, Rose, difendendo le sue azioni ritenendola vittima del culto della sua famiglia, mentre l'attrice sostiene che sia semplicemente malvagia[14]. La scena in cui Rose beve del latte mentre fa ricerche sulle potenziali vittime future , è stata concepita poco prima delle riprese per aggiungere un ulteriore elemento inquietante nel personaggio: la canzone che ascolta in quel momento, "(I've Had) The Time of My Life", riflette il distacco emotivo di Rose[15].

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

La Barton Academy di Mobile, Alabama, location di alcune scene del film.

Il film è stato girato in Alabama, e più precisamente nelle città di Fairhope e Mobile.[16]

Finali alternativi[modifica | modifica wikitesto]

Nel finale originale, Chris viene arrestato dalla polizia dopo aver strangolato Rose. Invece di aiutare Chris, Rod lo incontra in prigione e gli chiede informazioni sulla famiglia Armitage per poter indagare, ma Chris insiste sul fatto che li ha fermati e che tutto va bene.

Peele voleva usare che questo finale per riflettere la realtà del razzismo ma, agli inizi della produzione, diverse sparatorie di alto profilo da parte della polizia contro degli afroamericani avevano acceso discussioni nella popolazione e, a detta di Peele, portato numerose persone a sensibilizzarsi sull'argomento. Dopo aver valutato l'accoglienza del finale alle proiezioni di prova, il regista decise che il film necessitasse di un lieto fine, decidendo però di mantenere una scena che portasse gli spettatori a credere che Chris stia per essere arrestato dalla polizia per ottenere la reazione prevista[17][18].

Sono stati presi in considerazione molti altri finali, alcuni dei quali sono inclusi nella versione in DVD e Blu-ray. In uno di questi, Rod irrompe nella tenuta degli Armitgate e trova Chris, il quale però afferma di non conoscerlo, facendo intendere di essere stato sottoposto all'operazione[19].

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film, che è stato presentato al Sundance Film Festival il 24 gennaio 2017,[20] è stato distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi il 24 febbraio 2017 da Universal Studios.[21] In Italia è stato distribuito il 18 maggio 2017.[22]

Temi[modifica | modifica wikitesto]

Lanre Bakare di The Guardian ha scritto riguardo al film: "I cattivi qui non sono redneck del sud o skinhead neonazisti, o i cosiddetti alt-right: sono liberali bianchi della classe media. Il tipo di persone che leggono questo sito web, il tipo di persone che fanno acquisti da Trader Joe's, che donano all'ACLU e che avrebbero votato Obama per una terza volta se avessero potuto. Quello che Get Out fa così bene – e che infastidirà alcuni spettatori – è mostrare come, per quanto involontariamente, queste stesse persone possono rendere la vita così difficile ai neri. Espone un'ignoranza liberale e un'arroganza che è stata lasciata inasprire. E' un atteggiamento, un'arroganza, che nel film porta a un'orribile risoluzione finale , ma che porta in realtà a un compiacimento altrettanto pericoloso"[23].

Peele ha detto che il film parla di schiavitù[24] e che il personaggio di Huston, il quale è il più lontano dal razzismo a causa della sua cecità, "svolge ancora un ruolo nel sistema del razzismo: il modo in cui si manifesta nel film è che un uomo crede che l'occhio di questo artista migliore, questo artista nero, sia ciò che lo separa dall'essere un successo o un fallimento". Ciò, secondo il regista, è una sorta di commento a quello che lui stesso provava durante il periodo presidenziale di Obama, riguardo a una mitologia di un presunto vantaggio di essere neri in tale cultura[25].

La pellicola descrive anche la mancanza di attenzione riservata agli afroamericani scomparsi rispetto alle donne e ragazze bianche scomparse. Damon Young di Slate ha descritto la premessa del film "Tristemente plausibile... sebbene i neri costituiscano solo il 13% della popolazione americana, sono il 34% dei dispersi in America, una realtà che dimostra come un insieme di fattori razziali e socioeconomici rende la vita degli afroamericani dimostrativamente meno preziose della vita delle controparti caucasiche"[26].

Il personaggio di Rose viene utilizzato per andare contro al cliché del "salvatore bianco" e, in particolare, alla ricorrenza nei film del genere di rappresentare quasi tutti i personaggi caucasici malvagi tranne uno buono[27]. Peele e Williams hanno affermato che Rose si comporta come un'adolescente a causa di un ritardo nello sviluppo emotivo[28] e l'attrice non ritiene il suo personaggio vittima di indottrinamento, ipnotismo o della sindrome di Stoccolma, ma genuinamente cattiva[29][30]. Dopo la rivelazione della vera natura di Rose, il suo precedente aspetto "tenero e affettuoso" diventa "una visione di freddo e meticoloso elitarismo". In particolar modo, viene rappresentata come una "predatrice" tramite il suo abbigliamento (pantaloni da caccia, camicia bianca e coda di cavallo) e per la tendenza di appendere fotografie dei suoi ex partner al muro come trofei[28].

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

A fronte di un budget stimato in 4 500 000 di dollari,[31] ha incassato più di 175 milioni nei soli Stati Uniti e quasi 77 milioni nel resto del mondo, per un totale di più di 252 milioni di dollari.[32]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato acclamato dalla critica cinematografica. L'aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes riporta una percentuale di gradimento del 98% con un voto medio di 8,3 su 10, basato su 231 recensioni,[33] mentre il sito Metacritic attribuisce al film un punteggio di 84 su 100, basato su 48 recensioni.[34]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) John DeFore, 'Get Out': Film Review - Sundance 2017, in The Hollywood Reporter, 24 gennaio 2017.
  2. ^ (EN) Jordan Peele's clever horror-satire 'Get Out' is an overdue Hollywood response to our racial anxiety, in Los Angeles Times.
  3. ^ a b Scott Mendelson, "Jordan Peele Talks 'Get Out' And His Love For Horror Movies", su Forbes.com.
  4. ^ Maria Ricard, "Key & Peele Star Talks About His Upcoming Horror Movie", su Rotten Tomatoes, 9 marzo 2015.
  5. ^ a b c d Jada Yuan e Hunter Harris, "The First Great Movie of the Trump Era", su Vulture, 22 febbraio 2018.
  6. ^ Patrick Hipes, "Allison Williams To Star In Jordan Peele's Horror Movie 'Get Out'", su Deadline Hollywood, 4 novembre 2015.
  7. ^ Patrick Hipes, "Daniel Kaluuya Lands Male Lead In Jordan Peele Horror Pic 'Get Out'", su Deadline Hollywood, 18 novembre 2015.
  8. ^ Erik Pedersen, "Catherine Keener Gets In 'Get Out' For Jordan Peele", su Deadline Hollywood, 3 dicembre 2015.
  9. ^ Patrick Hipes, "Jack McBrayer, Danny Pudi & Joe Manganiello Work Blue In 'Smurfs' Sequel; Betty Gabriel Joins 'Get Out'", su Deadline Hollywood, 12 febbraio 2016.
  10. ^ Ross A. Lincoln, "Keith Stanfield Joins Jordan Peele Horror Pic 'Get Out': Emily Blunt In Talks For 'Mary Poppins' Sequel", su Deadline Hollywood, 18 febbraio 2016.
  11. ^ "Jordan Peele on 'Get Out,' the horror film about racism that Obama would love", su The Los Angeles Times, 25 febbraio 2018.
  12. ^ "Get Out Star Daniel Kaluuya: "I Resent That I Have to Prove I'm Black"", su GQ, 13 marzo 2017.
  13. ^ "Why Tiffany Haddish Refused to Audition for 'Get Out'", su The Hollywood Reporter, 10 aprile 2018.
  14. ^ Teresa Jusino, "Allison Williams Tells Seth Meyers What White Audiences Won't Accept About Her Get Out Character", su The Mary Sue, 1º dicembre 2017.
  15. ^ Jen Yamato, "Jordan Peele explains", su Los Angeles Times, 1º marzo 2017.
  16. ^ (EN) Michelle Matthews, Allison Williams, star of 'Girls,' raves about Fairhope after filming movie there, 19 marzo 2016. URL consultato il 22 febbraio 2017.
  17. ^ Ethan Anderton, "Jordan Peele's 'Get Out' Almost Had a Much More Bleak Ending", su Slash Film, 5 marzo 2017.
  18. ^ Adam Chitwood, "Get Out Filmmakers Explain Why They Changed The Ending", su Collider, 22 febbraio 2018.
  19. ^ Nicholas Paschal, "Jordan Peele Reveals 'Get Out' Has Alternate Ending", su Yahoo, 15 maggio 2017.
  20. ^ (EN) Erik Pederson, ‘Get Out’: Universal Dates Jordan Peele’s Blumhouse Chiller & Unleashes Trailer, su Deadline.com, 4 ottobre 2016. URL consultato il 4 ottobre 2016.
  21. ^ (EN) Audiences Plan To Get Into ‘Get Out’ – Weekend B.O. Preview, su Deadline.com. URL consultato il 22 febbraio 2017.
  22. ^ Scappa – Get Out: ecco il trailer italiano del thriller horror diretto da Jordan Peele, su badtaste.it, 14 marzo 2017. URL consultato il 14 marzo 2017.
  23. ^ Lanre Bakare, "Get Out: the film that dares to reveal the horror of liberal racism in America", su The Guardian, 28 febbraio 2017.
  24. ^ Harris Brandon, "Review: The Giant Leap Forward of Jordan Peele's 'Get Out'", su The New Yorker, 1º marzo 2017.
  25. ^ Brian Hiatt, "The All-American Nightmares of Jordan Peele", su Rolling Stone, 29 gennaio 2019.
  26. ^ Damon Young, "The Disturbing Truth That Makes Get Out Depressingly Plausible", su Slate, 10 marzo 2017.
  27. ^ Dino-Day Ramos, "'Get Out' Director Jordan Peele On Divisiveness, Black Identity & The "White Savior"", su deadline.com, 22 ottobre 2017.
  28. ^ a b Jen Yamato, "Jordan Peele explains 'Get Out's' creepy milk scene, ponders the recent link between dairy and hate", su Los Angeles Times, 1º marzo 2017.
  29. ^ Jada Yuan e Hunter Harris, "The First Great Movie of the Trump Era", su Vulture.com, 22 febbraio 2018.
  30. ^ Anne Branigan, "Why 2017 Was the Year of Rose Armitage", su The Root, 24 dicembre 2017.
  31. ^ Get Out (2017), su Box Office Mojo. URL consultato il 7 maggio 2017.
  32. ^ (EN) Get Out, su boxofficemojo.com. URL consultato il 1º ottobre 2017.
  33. ^ (EN) Get Out. URL consultato il 1º maggio 2017.
  34. ^ Get Out. URL consultato il 1º maggio 2017.
  35. ^ Marita Toniolo, Oscar 2018: annunciate le nomination, su bestmovie.it, Best Movie, 23 gennaio 2018. URL consultato il 23 gennaio 2018.
  36. ^ Golden Globe 2018, tutte le nomination, in Il Post. URL consultato l'11 dicembre 2017.
  37. ^ (EN) 2017 MTV Movie & TV Awards, in Wikipedia, 7 aprile 2017. URL consultato il 1º maggio 2017.
  38. ^ (EN) Here Are Your 2017 MTV Movie & TV Awards Nominations: See The Full List, in MTV News. URL consultato il 1º maggio 2017.
  39. ^ Pierre Hombrebueno, Gotham Awards 2017: Get Out e Chiamami col tuo nome guidano le nomination, su bestmovie.it, Best Movie, 19 ottobre 2017. URL consultato il 28 novembre 2017.
  40. ^ (EN) ‘Call Me by Your Name’ Wins Best Feature at Gotham Awards, su Variety, 27 novembre 2017. URL consultato il 28 novembre 2017.
  41. ^ Andrea Francesco Berni, The Post di Steven Spielberg è il miglior film dell’anno secondo la National Board of Review, su badtaste.it, 28 novembre 2017. URL consultato il 29 novembre 2017.
  42. ^ (EN) New York Film Critics 2017 Winners: ‘Lady Bird’ Named Best Picture, in thewrap.com. URL consultato il 1º dicembre 2017.
  43. ^ (EN) William Earl, 2017 LA Film Critics Awards: Call Me by Your Name Wins Best Picture, su IndieWire, 3 dicembre 2017. URL consultato il 4 dicembre 2017.
  44. ^ (EN) L'AFI PUBBLICA LA CLASSIFICA DEI 10 MIGLIORI FILM E SERIE TV DEL 2017!, movieplayer.it. URL consultato l'8 dicembre 2017.
  45. ^ (EN) Stewart Clarke, ‘Lady Macbeth’ Tops Nominations for British Independent Film Awards, su variety.com, Variety, 1º novembre 2017. URL consultato l'11 dicembre 2017.
  46. ^ (EN) The 2017 WAFCA Awards, in San Diego Film Critics Society. URL consultato il 30 dicembre 2017.
  47. ^ (EN) 2017 San Diego Film Critics Society’s Award Nominations, San Diego Film Critics Society, 9 dicembre 2017. URL consultato il 10 dicembre 2017 (archiviato dall'url originale il 10 dicembre 2017).
  48. ^ (EN) 2017 San Diego Film Critics Society Award Winners, in San Diego Film Critics Society, 11 dicembre 2017. URL consultato il 12 dicembre 2017 (archiviato dall'url originale il 12 dicembre 2017).
  49. ^ Chiamami col tuo nome e Scappa - Get Out vincono il Writers Guild Award 2018, comingsoon.it. URL consultato il 12 febbraio 2018.
  50. ^ (EN) PGA Awards Film & TV Nominations Unveiled: ‘Wonder Woman,’ ‘Get Out’ ‘Dunkirk’ – Deadline, su deadline.com. URL consultato il 5 gennaio 2018.
  51. ^ Andrea Francesco Berni, Independent Spirit Awards 2018: 6 nomination a Chiamami col tuo Nome di Luca Guadagnino, su badtaste.it, 22 novembre 2017. URL consultato il 22 novembre 2017.
  52. ^ (EN) 'Dunkirk,' 'The Shape of Water' Lead Satellite Award Nominations, in TheWrap, 29 novembre 2017. URL consultato il 30 novembre 2017.

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