San Donaci

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
San Dònaci
comune
San Dònaci – Stemma San Dònaci – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Brindisi-Stemma.svg Brindisi
Amministrazione
Sindaco Domenico Fina (lista civica Il Sole) dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 40°27′N 17°55′E / 40.45°N 17.916667°E40.45; 17.916667 (San Dònaci)Coordinate: 40°27′N 17°55′E / 40.45°N 17.916667°E40.45; 17.916667 (San Dònaci)
Altitudine 42 m s.l.m.
Superficie 34,04 km²
Abitanti 6 768[1] (31-12-2015)
Densità 198,82 ab./km²
Comuni confinanti Brindisi, Cellino San Marco, Guagnano (LE), Mesagne, San Pancrazio Salentino
Altre informazioni
Cod. postale 72025
Prefisso 0831
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 074013
Cod. catastale H822
Targa BR
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti sandonaciari
Patrono santa Maria delle Grazie, san Vincenzo Ferrer
Giorno festivo 5 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Dònaci
San Dònaci
San Dònaci – Mappa
Posizione del comune di San Donaci nella provincia di Brindisi
Sito istituzionale

San Dònaci[2] è un comune italiano di 6.768 abitanti (ultimo aggiornamento Dicembre 2015) della provincia di Brindisi in Puglia.

È situato nel Salento lungo la direttrice fra Lecce e Taranto.

È uno pseudoagiotoponimo; una attendibile etimologia proposta di recente lo riconduce a dominicus, da cui donicus e quindi donaci, da intendere come '(casale o villa annessa a un) terreno dominicato, cioè non dato in feudo'.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Puglia e Storia del Salento.

Ci sono stati ritrovamenti di oggetti preistorici nella grotta in contrada Mariana (alcuni vasi e rudimentali armi litiche).

Resti romani emersi in contrada "Cuciulina" (una piccola necropoli di 4 tombe ed alcune epigrafi), in contrada Palazzo (resti di una villa prediaria) e in contrada Mea (villa rustica) fanno pensare ad una presenza sporadica dell'uomo in età preclassica e poi romana, probabilmente popolazioni messapiche poi colonnizzate dai tarantini e infine inglobate nella Regio II Apulia et Calabria dall'Impero romano.

Le prime tracce di un insediamento consistente risalgono al X secolo, quando il territorio del Salento era sotto il dominio dell'Impero bizantino. Molti ritengono che San Donaci sia stata originariamente un casale della Foresta oritana, prima di essere data in feudo dai conti di Conversano all'Arcivescovo di Brindisi, Baiardo, nel XII secolo. Tale rimase fino alla fine del XVIII secolo, quando Ferdinando IV di Borbone la assegnò insieme al feudo di San Pancrazio ad un governatore regio.

La feudalità arcivescovile su San Donaci subì una interruzione formale e non sostanziale, nel 1461, allorché Ferdinando d'Aragona assegnò a Giorgio Castriota Scanderbeg parecchi feudi in Puglia, tra cui San Donaci, in compenso dell'aiuto nella guerra contro Giovanni II di Lorena. Ma lo Scanderbeg e la colonia albanese che aveva preso possesso di San Donaci preferirono lasciare il feudo all'arcivescovo di Brindisi.

Il nome del paese, secondo una spericolata ipotesi di Giacomo Arditi[3], sarebbe un'abbreviazione di Donatoci, participio passato del verbo donare[4]. Ma più probabilmente esso potrebbe fare riferimento a un santo particolarmente venerato nel Medioevo nel Salento, san Dana, chiamato anche san Danatte e san Danax (Dànace).

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La struttura architettonica di carattere storico più rilevante è il Castello, o Palazzo arcivescovile dell'arcidiocesi di Brindisi di cui il borgo di San Donaci costituiva parte del Feudo.

La Chiesa Matrice di Santa Maria Assunta è un esempio di attardato neoclassicismo architettonico. Costruita nel 1899 su una precedente chiesa, mostra sulla piazza la facciata elegante e sobria, con l'alto campanile visibile da ogni parte. All'interno l'altare in pietra dedicato all'Addolorata.

Nella chiesetta di Santa Maria delle Grazie, ora cappella del cimitero (a 300 metri dall'abitato), è conservata la venerata immagine ad affresco di una Madonna col Bambino (Madonna delle Grazie) del XV secolo, certamente ridipinta successivamente.

Complesso di San Miserino nell'agro di San Donaci (BR)

In contrada Monticello (sulla strada per Mesagne) è presente il rudere abbandonato del Tempietto di San Miserino, considerato il luogo di culto paleocristiano tra i più antichi dell'intera regione (VI-VIII secolo). È un edificio di grande interesse architettonico per la sua pianta centrale a forma ottagonale con copertura a cupola, che richiama la tradizione costruttiva romana. Per secoli abbandonato e quasi distrutto, è stato solo in piccola parte ripristinato; mostra ancora la tipica copertura a cupola (in opus cementicium) che poggia su otto pilastri e capitelli in stucco decorati con foglie d'acanto. L'interno è a circa 2 metri sotto il piano di campagna con quattro piccole absidi contrapposte; sulle pareti rimangono tracce di intonaco rosso, ma sono del tutto scomparsi gli affreschi di epoca bizantina e le decorazioni in stucco, mentre il pavimento conserva ancora parti del mosaico bicromo, probabilmente di epoca romana. Si accede da un pronao affiancato da due piccoli ambienti in buona parte demoliti. Probabilmente nato, in età romana, come tempio pagano (o ninfeo), fu successivamente utilizzato come battistero dai primi cristiani. Il monumento è a circa 100 metri a sud del Limitone dei greci, un antico muro di divisione tra la zona bizantina (a sud) e quella Longobarda (a nord)[5].

La zona delle Paludi, un tempo sede di un insediamento rupestre di monaci di san Basilio, è oggi in parte coltivata; è luogo di passaggio di uccelli migratori. In progetto il ripristino dell'area naturalistica e la realizzazione di un parco protetto.

Attività economiche[modifica | modifica wikitesto]

La componente essenziale dell'economia sandonacese è l'agricoltura (vino, olio, cereali, frutta, bambagia); piuttosto diffusi l'allevamento degli ovini, gli stabilimenti vinicoli, i frantoi e gli stabilimenti per la lavorazione dei fichi secchi. San Donaci è un importante centro di viticoltura.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Etnie e stranieri residenti[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2014 nel territorio comunale si registrava la presenza di 98[7] stranieri residenti (37 maschi e 61 femmine) pari circa all'1,44% della popolazione totale residente. La più grande comunità è di gran lunga quella marocchina.

Si riportano le nazionalità più rappresentate:

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Economia della Puglia.

L'economia è basata in maniera quasi totale sull'agricoltura caratterizzata da olivicoltura (principalmente piante giovani) e viticoltura, sono presenti diverse aziende vinicole e centri di assistenza fiscale.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2 agosto 1988 16 giugno 1993 Vito Punzi Partito Democratico della Sinistra, Partito Comunista Italiano Sindaco [8]
23 febbraio 1990 18 agosto 1991 Carmine Lolli Democrazia Cristiana Sindaco [8]
16 giugno 1993 28 aprile 1997 Michele De Filippis - Sindaco [8]
28 aprile 1997 13 dicembre 1999 Giuseppe Gagliani Partito Democratico della Sinistra Sindaco [8]
17 aprile 2000 27 novembre 2002 Vincenzo Elia centro-destra Sindaco [8]
27 novembre 2002 27 maggio 2003 Michele Lastella Comm. straordinario [8]
27 maggio 2003 15 aprile 2008 Mariangela Presta Casa delle Libertà Sindaco [8]
15 aprile 2008 28 maggio 2013 Domenico Serio lista civica Sindaco [8]
28 maggio 2013 in carica Domenico Fina lista civica: il sole Sindaco [8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1] - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  2. ^ Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "San Donaci", in Dizionario italiano multimediale e multilingue d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2007, ISBN 978-88-397-1478-7.
  3. ^ G. Arditi, Corografia di Terra d'Otranto, Lecce 1879, p. 530).
  4. ^ Potrebbe anche derivare dall'idronimo indoeuropeo San o Sand e dal vocabolo greco Donakeus per significare la vita tra le paludi, ossia l'acqua che scorre nel luogo ove c'è il canneto[senza fonte]
  5. ^ Il tempietto di San Miserino nel territorio di San Donaci, Mesagne 1997.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ demo.istat.it, http://demo.istat.it/str2014/index.html .
  8. ^ a b c d e f g h i http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giacomo Arditi, Corografia fisica e storica della Provincia di Terra d'Otranto, stab. Scipione Ammirato, Lecce 1879, p. 530.
  • San Donaci: natura e cultura, a cura dell'Amministrazione comunale, San Donaci s.d. (1960 circa)
  • Dolores Bardicchia e Francesco Panna, Le masserie di San Donaci nell'alto Salento, a cura del Laboratorio di studi salentini, Latiano 2008.
  • Giovanni Matichecchia, Il tempietto di San Miserino nel territorio di San Donaci, a cura di Antonio Nitti, Centro studi G. Antonucci, Mesagne 1997.
  • Giuseppe Baldassarre, Per l'etimologia di un toponimo salentino: San Dònaci, "Rivista Italiana di Onomastica" RIOn, XX (2014), 2 , pp.589-592.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN236155047
Puglia Portale Puglia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Puglia