Reggimento Azov

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Reggimento Azov
(UK) Окремий загін спеціального призначення «Азов»
trad. Distaccamento autonomo operazioni speciali "Azov"
AZOV logo.svg
Scudetto dell'unità fino a maggio 2022
Descrizione generale
Attiva5 maggio 2014 - oggi
NazioneUcraina Ucraina
ServizioFanteria leggera, fanteria meccanizzata
TipoReggimento di fanteria leggera
RuoloFanteria, controguerriglia, ricognizione, operazioni speciali, EOD (bonifica ordigni), gendarmeria
Dimensione2 500 uomini (2017)[1]
Guarnigione/QGMariupol' (fino al 20 maggio 2022)
SoprannomeUomini in nero
Corpo Nero (Čornyj Korpus)
Motto"Morte al nemico!" ("Smert' Voroham!")
Colori     Blu
     Giallo
Battaglie/guerreGuerra del Donbass

Invasione russa dell'Ucraina del 2022

Parte di
Flag of the National Guard of Ukraine.svg Guardia nazionale dell'Ucraina
Comandanti
ComandanteTenente colonnello Denys Prokopenko
Comandante facente funzioniMaggiore Mykyta Nadtočij[2][3]
Degni di notaTenente colonnello Andrіj Bіlec'kyj
Simboli
StendardoBanner of the Azov Regiment.svg
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Il Reggimento Azov (in ucraino: Полк "Азов"?; traslitterato: Polk "Azov"), dal 2014 al 2015 Battaglione Azov, denominazione con cui è tuttora comunemente conosciuto,[4][5][6][7] è un'unità militare ucraina con compiti militari e di polizia. Fondato dal militare e politico suprematista bianco Andrіj Bіlec'kyj, che ne fu primo comandante,[8] come gruppo paramilitare di orientamento neonazista[9] nel febbraio 2014, durante le prime fasi della guerra del Donbass,[10] in risposta ai guerriglieri secessionisti filo-russi e agli "omini verdi" (truppe della Federazione Russa prive di distintivi),[11][12][13] fu inquadrato nella Guardia nazionale dell'Ucraina l'11 novembre 2014.[14][15] È stato ufficialmente rinominato Distaccamento autonomo operazioni speciali "Azov" (in ucraino: Окремий загін спеціального призначення "Азов"?, ОЗСП "Азов"; traslitterato: Okremyj zahin special'noho pryznačennja "Azov", OZSP "Azov") nel gennaio del 2015.

L'unità militare fa uso di una simbologia usata anche dalla Germania nazista, come il Wolfsangel (nello scudetto dell'unità),[16] un simbolo che rappresenta un gancio delle cacce al lupo medievali. È stata inoltre accusata di aver compiuto crimini di guerra e torture tra il 2014 e il febbraio 2015, tra gli altri, dall'OSCE,[17] dall'Alto Commissariato ONU per i Diritti Umani,[18][19] e da Human Rights Watch.[20]

Nel corso dell'invasione russa dell'Ucraina del 2022, alcuni reparti del Reggimento Azov hanno preso parte alla violenta e prolungata battaglia di Mariupol; dopo aver difeso strenuamente l'area urbana della città, i superstiti del reggimento si sono asserragliati nell'area dell'acciaieria Azovstal, dove infine hanno cessato la resistenza il 16-20 maggio 2022, dopo l'ordine di resa dato dal governo ucraino,[21] e sono stati fatti prigionieri di guerra dalle truppe russe e dalle milizie filo-russe dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Doneck.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

A causa del caos politico e istituzionale che si è venuto a creare in Ucraina dopo l'Euromaidan, con la deposizione di Viktor Janukovyč ed il suo governo, la perdita della Crimea seguita dall'annessione della regione alla Russia ed un aumento considerevole nelle diserzioni dell'esercito ucraino, ha portato le autorità governative ad avvalersi sempre più dell'utilizzo di gruppi paramilitari composti da combattenti provenienti da gruppi nazionalisti dell'estrema destra come l'Assemblea Social-Nazionale (ASN) e i Patrioti d'Ucraina, formando i cosiddetti "Battaglioni di volontari civili".[22]

Nell'aprile del 2014, questi "battaglioni" vengono regolarmente autorizzati dal Ministro dell'Interno Arsen Avakov, permettendo conseguentemente la costituzione di reparti paramilitari per un totale di circa 12000 uomini, affiancandoli all'esercito regolare. Essendo un reparto di volontari, per legge il battaglione "Azov" non poteva far parte delle Forze armate permanenti ucraine e nelle sue prime fasi viene quindi inquadrato nella Polizia.

Attività paramilitare[modifica | modifica wikitesto]

Oleh Odnoroženko (a sinistra) dell'A.S.N. e volontari del battaglione "Azov" per le strade di Kiev nel 2014

Il battaglione "Azov" è stato inizialmente una delle cinque unità paramilitari (unitamente ai battaglioni "Aidar", "Dnipro-1", "Dnipro-2" e "Donbas") composte anche da nazionalisti provenienti da varie nazioni d'Europa per la guerra del Donbass, e nelle prime fasi del conflitto è parte degli oltre quaranta battaglioni di volontari dislocati in tutto il territorio ucraino. Finanziati dall'oligarca ucraino Ihor Kolomojs'kyj, già governatore di Dnepropetrovsk e ritenuto anche il finanziatore delle milizie nazionalistiche di Pravyj Sektor[23] considerate le responsabili del rogo di Odessa dove morirono trentotto persone.[24]

Il battaglione ha la prima sede a Urzuf, città costiera che si affaccia sul Mar d'Azov da cui prende il nome, a circa quaranta chilometri a sud-ovest di Mariupol' nell'oblast' di Donec'k.[25] Denominazione già assunta dal Corpo d'Azov, una unità dell'Esercito insurrezionale rivoluzionario d'Ucraina che operò durante la guerra civile russa contro i bolscevichi.

Ed è proprio a Mariupol' che, il 13 giugno 2014, avviene il battesimo del fuoco del reparto: la città costiera, che era stata precedentemente occupata dai ribelli secessionisti filorussi, viene riconquistata e poi dichiarata "Capitale provvisoria dell'Oblast' di Donec'k", in sostituzione della città di Donec'k ancora occupata dai secessionisti.[26][27] Da allora nei mesi successivi, il battaglione "Azov" viene impiegato in un'intensa attività operativa contro le forze secessioniste dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Doneck', sostenuta dalla Russia, partecipando a numerose operazioni militari come «battaglione speciale di polizia» sotto il controllo del Ministero degli Interni ucraino.

Video dell'attacco all'edificio delle forze di polizia di Mariupol del 9 maggio 2014, che l'autore del video, il quale si dichiara il "Comitato Antifascista di Mariupol (AKM)", attribuisce alla Guardia nazionale dell'Ucraina

L'11 agosto il battaglione "Azov" e i paracadutisti dell'esercito ucraino conquistano la città di Mar"ïnka, presidiata dalle forze secessioniste filorusse; nel settembre 2014 il battaglione "Azov" partecipa alla seconda battaglia di Mariupol, quando le forze secessioniste tentarono nuovamente di impadronirsi della città, senza riuscirvi: Mariupol' fu allora sottoposta a bombardamenti con razzi Grad. In seguito al cessate-il-fuoco del 6 settembre, rimane sul fronte di Donec'k conducendo intense attività di bonifica da ordigni esplosivi e di ricognizione.[28] In ottobre Andrіj Bіlec'kyj lascia il comando dell'unità.

L'11 novembre 2014 l'"Azov", come le altre quattro unità paramilitari, i battaglioni Donbas, Aidar", "Dnepr-1", "Dnepr-2", è incorporato nella Guardia nazionale dell'Ucraina e trasformato in unità militare regolare e permanente. Assieme all'altrettanto celebre battaglione "Donbass" e al DUK (Corpo Volontari Ucraini) è stato uno dei reparti militari di Kiev più intensamente impegnati nel conflitto.

Dall'alto: alcune immagini della Battaglia di Mariupol' del giugno 2014, quando la città fu occupata brevemente dalle forze filorusse della Repubblica Popolare di Doneck. Il battaglione "Azov", assieme ad unità speciali dell'esercito ucraino, liberò la città dopo aspri scontri.

Reggimento operazioni speciali[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio 2015 il battaglione è elevato allo status di Reggimento Operazioni Speciali (Polk Osoblyvoho Pryznačennja) della Guardia nazionale dell'Ucraina e denominato Distaccamento autonomo operazioni speciali "Azov"; intraprende un'intensa attività di addestramento e riorganizzazione, concentrandosi su attività di ricognizione, controguerriglia, operazioni speciali e bonifica da ordigni (EOD). Istituisce una compagnia corazzata (con carri T-64 e T-72) e, in aprile, dei pezzi d'artiglieria.[14]

I componenti sono quindi militari ucraini regolari, ricevono (maggio 2015) una paga mensile di 10.000 Gryvnie (400 Euro)[29] e sono sottoposti alla disciplina e ai regolamenti militari; strutture amministrative e addestrative vengono aperte a Kiev e a Urzuf, e tutto ciò, unitamente ai rifornimenti regolari di armi e materiali inviati dalla Guardia nazionale, aumenta notevolmente l'efficienza del reparto, che a maggio 2015 schiera oltre 1.000 uomini, impegnati a sorvegliare il fronte di Donec'k. Tra i militari dell'"Azov" ve ne sono anche di origine russa[30].

Nel 2017, la dimensione del reggimento è stata stimata a più di 2.500 uomini, per scendere a 900 membri all'inizio del 2022.

Invasione russa dell'Ucraina[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina del 2022, la maggior parte del reggimento Azov è di stanza a Mariupol, ed entra subito in combattimento contro le truppe russe e le milizie filorusse del Doneck. Il canale d'informazione bielorusso NEXTA ha riportato la consegna a Charkiv di missili anticarro NLAW al reggimento "Azov" da parte di istruttori NATO.[31][32][33]

Il 19 marzo 2022, il presidente ucraino Volodymyr Zelens'kyj conferisce il titolo di Eroe dell'Ucraina al tenente colonnello Denys Prokopenko, comandante del Reggimento Azov,[34] "per il coraggio personale e l'eroismo mostrato in difesa della sovranità statale e dell'integrità territoriale" durante l'invasione russa.[35]

Un ufficiale dell'unità durante la battaglia di Mariupol

Nello stesso mese, durante la battaglia di Mariupol', l'esercito della Federazione russa e le milizie del Doneck hanno accerchiato la città, costringendo i difensori a ritirarsi nell'acciaieria Azovstal'. Andrіj Bіlec'kyj, fondatore del Reggimento Azov ha dichiarato: "Abbiamo sempre detto ai nostri ragazzi che non c'era posto per combattere per noi se avevano pianificato di farsi catturare [vivi]".[8]

Nell'aprile 2022 le mogli dei combattenti del Reggimento Azov si recano a Roma insieme a Pëtr Verzilov, fondatore delle Pussy Riot, per promuovere una campagna mediatica per salvarli dall'assedio dell'Azovstal'. Tra loro c'è anche Kateryna Prokopenko, moglie del comandante Denys Prokopenko.[36][37][38][39] Giorni dopo vengono ricevuti da Papa Francesco a Città del Vaticano.[40]

Il 9 maggio il comandante del reparto dichiara che i suoi soldati sono pronti a combattere fino alla morte, esortando il presidente Zelens'kyj a non trattare con i russi.

A partire dal 16 e fino al 20 maggio 2022, i superstiti del Reggimento Azov asserragliati ad Azovstal', in accordo con il governo ucraino, hanno infine cessato la lunga resistenza e si sono arresi ai russi.[41] Tutti i soldati del reggimento, compresi i comandanti, sono stati trasferiti in campi di prigionia nel territorio della Repubblica Popolare di Doneck.[senza fonte]

Nel maggio 2022, il Times ha riferito che una nuova unità del reggimento Azov era stata ricostituita a Kharkiv. La pubblicazione riferiva che la nuova unità indossava un nuovo scudetto, in cui il simbolo "Idea of a Nation" (ispirato al Wolfsangel nazista) era stato sostituito dal "Tryzub"" stilizzato (lo stemma dell'Ucraina) formato da tre spade d'oro.[42]

Il 18 giugno 2022 il maggiore Nikita Nadtochiy è stato nominato nuovo comandante dell'Azov. Secondo il Moskovskij Komsomolets, Nadtochiy è stato individuato da Prokopenko come suo successore durante l'assedio di Mariupol ed è stato poi evacuato dalla città in elicottero dopo essere stato ferito in azione.[43]

Il 2 luglio 2022 il giornalista italiano Marco Lupis ha incontrato in una lunga intervista per Huffington Post e per la Radiotelevisione svizzera RSI i componenti del ricostituito battaglione alla periferia di Charkiv.[44][45]

Il 29 luglio 2022 50 prigionieri di guerra ucraini, per la maggior parte membri del Battaglione Azov che hanno combattuto i russi asserragliandosi ad Azovstal, e rinchiusi nella prigione di Olenivka, nella regione di Donetsk, sono morti in seguito a un incendio divampato in circostanze misteriose. Il segretario generale dell'ONU, Antonio Guterres, ha nominato una commissione per portare a termine una missione conoscitiva per accertare le responsabilità della strage.[46]

Il 21 settembre 2022 Denys Prokopenko, insieme al suo vice Svjatoslav Palamar e altri 3 comandanti dei reparti ucraini fatti prigionieri a Mariupol' sono stati liberati nell'ambito di uno scambio di prigionieri, e rimarranno sotto la protezione della Turchia fino al termine dalla guerra. Sono stati interessati dallo scambio 215 uomini da parte ucraina e 55 da parte russa, con l'aggiunta dell'oligarca Viktor Medvedčuk catturato il 12 aprile 2022.[47]

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il reggimento alla parata militare nazionale del 2021

A partire dal gennaio 2015, il Reggimento "Azov" ha assunto forma e strutture tipiche di un'unità militare di fanteria leggera.[14] Il reparto dipende dal Comando operativo-territoriale orientale della Guardia nazionale dell'Ucraina.

La transizione da unità spontanea di volontari (per quanto riconosciuta dal governo) in un reparto militare regolare permanente ha naturalmente comportato l'adozione di procedure, regolamenti e standard del tutto identici a quelli dell'esercito.[29] Le reclute sono sottoposte a una prima fase di selezione e scrutinio in un apposito centro di mobilitazione a Kiev.[29] quindi devono affrontare due settimane di selezione nel centro di addestramento situato nell'ex-complesso industriale "Atek", alla periferia di Kiev, periodo descritto come "molto impegnativo" dalla stampa estera che ha visitato il complesso nell'aprile 2015[29] Quindi gli aspiranti vengono assegnati ai reparti, dove intraprendono un intenso addestramento militare incentrato su operazioni speciali, ricognizione, controguerriglia. Nel 2017 in un video del quotidiano britannico Guardian si racconta l'addestramento militare di minori da 9 a 17 anni. Gli opuscoli per reclutare i volontari dei “camping” venivano distribuiti direttamente nelle scuole.[48]

I reparti di ricognizione speciale e di bonifica ordigni (EOD) sono considerati l'élite del Reggimento e sono composti dagli elementi più esperti; il Reggimento "Azov" è strutturato inoltre su diverse unità di fanteria leggera, un reparto meccanizzato, una compagnia corazzata, artiglieria, genio, sanità, trasmissioni, secondo uno standard organizzativo comune a tutti i reggimenti speciali ucraini.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

  • Comando di reggimento[49]
  • 1º Battaglione
    • Azov 1company1.png 1ª Compagnia
    • 2ª Compagnia
    • III сотня полку Азов.png 3ª Compagnia
  • 2º Battaglione
    • Azov 2company1.png 1ª Compagnia
    • Azov 2company2.png 2ª Compagnia
    • Azov 2company3.png 3ª Compagnia
  • Танковий батальйон полку Азов.jpg 5º Battaglione corazzato
  • Azov arty thumb.png Gruppo artiglieria
  • Compagnia ricognizione
  • Compagnia genio
  • Compagnia manutenzione
  • Compagnia logistica
  • Compagnia difesa NBC

Il reggimento comprende inoltre alcuni reparti indipendenti, sempre formati da volontari, reclutati in seguito all'invasione russa del 2022.[50]

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Il battaglione "Azov" inizialmente era composto per la maggior parte da volontari, provenienti da partiti e movimenti politici legati all'estrema destra ucraina e integrati da volontari d'ispirazione nazifascista e neonazista provenienti anche da diversi paesi europei e non tra cui Stati Uniti d'America, Canada, Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Germania, Regno Unito, Croazia, Moldavia, Romania, Bulgaria, Finlandia e Svezia.[51][52][53][54] Fonti del governo di Kiev negano che il battaglione Azov avesse espresso alla sua costituzione ideologie o posizioni ufficiali assimilabili al nazismo e, pur ammettendo che il reparto abbia attratto diversi volontari con dichiarate posizioni di estrema destra, nel 2015 hanno dichiarato che il 70-80% dei militari sarebbe politicamente neutrale.[55] La formazione militare era legata al Corpo Nazionale, un progetto politico creato dai membri del battaglione, che partecipa anche alle elezioni e ha rapporti internazionali con altri gruppi suprematisti bianchi.[56]

Con l'invasione russa dell'Ucraina del 2022 ai 750 militari in servizio si sono aggiunti numerosi volontari ucraini.

Comandanti[modifica | modifica wikitesto]

  • Ten. col. Andrіj Bіlec'kyj (maggio - ottobre 2014)
  • Ten. col. Ihor Mykhailenko (ottobre 2014 - novembre 2016)
  • Ten. col. Maksym Zhorin (novembre 2016 - settembre 2017)
  • Ten. col. Denys Prokopenko (da settembre 2017 - maggio 2022)
  • Magg. Nikita Nadtochiy (da giugno 2022 - presente)

Simbologia[modifica | modifica wikitesto]

Bandiera del reggimento fino ad agosto 2015
Bandiera alternativa, utilizzata in precedenza anche dal defunto partito di Andriy Biletsky "Patriót Ukrayíny"

Lo stemma del battaglione fa riferimento al Wolfsangel, che simboleggia una trappola per lupi; attestato dal medioevo per la sua funzione di amuleto contro i lupi e utilizzato in vari stemmi araldici: esso nel corso del XX secolo fu adottato inizialmente dal nazismo, per essere poi soppiantato dalla svastica, e in seguito da alcune unità militari SS della Germania nazista operanti durante l'invasione dell'URSS.[57][58] Sullo sfondo è posto il sole nero (Schwarze Sonne), costituito dalla rotazione di una serie di svastiche inscritte in un cerchio, anch'esso ispirato alla tradizione runica legata al misticismo nazista.[59]

Stemma del reggimento adottato a seguito della caduta di Azovstal[60]

Nel maggio 2022 lo stemma dell'unità, che faceva riferimento al Wolfsangel, è stato sostituito dal Tryzub stilizzato, formato da tre spade d'oro.

Rapporti internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre 2015 negli Stati Uniti d'America il Congresso ha rimosso il divieto di finanziare e addestrare il battaglione "Azov", come già avviene, a partire dal febbraio 2014, con altri corpi delle forze armate ucraine.[61] Il battaglione ha rapporti con diverse organizzazioni di estrema destra in Europa e negli Stati Uniti.[62] In Italia ha contatti con Casapound.[63]

Crimini di guerra[modifica | modifica wikitesto]

Amnesty International, dopo un incontro avvenuto l'8 settembre 2014 tra il segretario generale di Amnesty Salil Shetty con il primo ministro Arsenij Jacenjuk, ha chiesto al governo ucraino di porre fine agli abusi e ai crimini di guerra commessi dai battaglioni di volontari che operano unitamente alle forze armate di Kiev. Il Governo ucraino ha aperto un'inchiesta ufficiale al riguardo, dichiarando che non risultano indagati ufficiali o soldati del battaglione "Azov".[64][65] Nel 2016 un rapporto presentato all'OSCE dalla Foundation for the Study of Democracy ritiene il battaglione "Azov" responsabile dell'uso sistematico di tecniche di tortura fisica e psicologica, di stupri ai danni della popolazione civile, occultamento di cadaveri nelle fosse comuni ed esecuzioni sommarie ai danni dei prigionieri.[17]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Deutsche heuern bei rechtsextremem ukrainischen Bataillon an, su spiegel.de, 11 novembre 2017. URL consultato il 1º marzo 2022 (archiviato il 21 febbraio 2022).
  2. ^ (EN) Azov Regiment commander calls Olenivka attack ‘act of public execution,’ vows to avenge it., in The Kyiv Indipendent, 30 luglio 2022. URL consultato il 7 settembre 2022.
  3. ^ (EN) White House: Russia Looking To Fabricate Evidence In POW Killings, su overtdefense.com, 5 agosto 2022. URL consultato il 7 settembre 2022.
  4. ^ Russia, i prigionieri del battaglione Azov verso il processo, su tgcom24.mediaset.it.
  5. ^ "Darya Dugina uccisa da una donna del battaglione Azov ora fuggita in Estonia". Usata bomba attivata a distanza. Putin: "Atto vile", su ilfattoquotidiano.it.
  6. ^ Ucraina: fornì a russi ubicazione battaglione Azov, condannato a 16 anni per spionaggio, su laragione.eu.
  7. ^ Battaglione Azov e dintorni, su contropiano.org.
  8. ^ a b Mariupol’s outnumbered defenders refuse to give in, su economist.com.
    «Clearly, surrendering is not an option for Mr Prokopenko or his soldiers, given the Kremlin’s public promise to “destroy” Ukrainian national battalions. “We understand the predicament,” says Andriy Biletsky, a founder of the Azov Battalion, who says he is in daily contact with Mr Prokopenko and other soldiers in Mariupol. “We always told our guys they had no place fighting for us if they planned on going into captivity.”»
  9. ^ Fonti per "neonazismo" e "neonazista":
  10. ^ Baci di guerra. Partono i volontari del battaglione Azov, in la Repubblica, 17 agosto 2014. URL consultato il 21 dicembre 2014.
  11. ^ Francesco Battistini, Milena Gabanelli e Andrea Nicastro, Mercenari e guerra: gli Stati che appaltano il lavoro sporco, in Corriere della Sera - DATAROOM, 4 marzo 2022. URL consultato il 10 marzo 2022.
  12. ^ Jean Marie Reure e Paolo Mauri, Non solo Wagner: l'universo dei contractors russi nel mondo, in InsideOver, 1º dicembre 2021.
  13. ^ Luciano Pollichieni, La cavalcata del Wagner, in limesonline.com, 25 maggio 2020. URL consultato il 10 marzo 2022.
  14. ^ a b c (EN) Gabriela Baczynska, Ultra-nationalist Ukrainian battalion gears up for more fighting, in Reuters, 25 marzo 2015. URL consultato il 15 giugno 2015.
  15. ^ www.vice.com
  16. ^ (EN) Shaun Walker, Azov fighters are Ukraine's greatest weapon and may be its greatest threat, in The Guardian, 10 settembre 2014. URL consultato il 24 aprile 2022 (archiviato il 30 marzo 2022).
  17. ^ a b OSCE SUPPLEMENTARY HUMAN DIMENSION MEETING. APRIL 2016, su osce.org.
  18. ^ (EN) Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, Report on the human rights situation in Ukraine 16 February to 15 May 2016 (PDF), su ohchr.org. URL consultato il 24 aprile 2022 (archiviato il 15 marzo 2022).
    «A man with a mental disability was subject to cruel treatment, rape and other forms of sexual violence by eight to 10 members of the ‘Azov’ and ‘Donbas’ battalions in August-September 2014. The victim’s health subsequently deteriorated and he was hospitalized in a psychiatric hospital. [...] A resident of Mariupol was detained by three servicemen of the ‘Azov’ battalion on 28 January 2015 for supporting the ‘Donetsk people’s republic’. He was taken to the basement of Athletic School No. 61 in Mariupol, where he was held until 6 February 2015. He was continuously interrogated and tortured. He complained about being handcuffed to a metal rod and left hanging on it, he was reportedly tortured with electricity, gas mask and subjected to waterboarding and he was also beaten in his genitals. As a result he confessed about sharing information with the armed groups about the locations of the Government checkpoints. Only on 7 February, he was taken to the Mariupol SBU, where he was officially detained.»
  19. ^ (EN) Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, Report on the human rights situation in Ukraine 16 November 2015 to 15 February 2016 (PDF), su ohchr.org, 3 marzo 2016. URL consultato il 24 aprile 2022 (archiviato il 18 aprile 2022).
    «OHCHR met with four detainees held in Mariupol SIZO for their alleged involvement in the 9 May events. They complained that they had been ill-treated by SBU officials and members of the Azov regiment in Mariupol, detained incommunicado for some time in September 2014, and that evidence extracted through torture was being used in their trial. They added that they had been denied medical assistance for the injuries sustained through torture, and had ineffective legal representation. [...] In Shyrokyne, a key location in the ‘grey zone’ between the Government-controlled city of Mariupol and the town of Novoazovsk controlled by the armed groups, OHCHR documented extensive use of civilian buildings and locations by the Ukrainian military and the Azov regiment, and looting of civilian property, leading to displacement. [...] During the reporting period, OHCHR collected detailed information about the conduct of hostilities by Ukrainian armed forces and the Azov regiment in and around Shyrokyne (31km east of Mariupol), from the summer of 2014 to date. Mass looting of civilian homes was documented, as well as targeting of civilian areas between September 2014 and February 2015.»
  20. ^ “You Don’t Exist” Arbitrary Detentions, Enforced Disappearances, and Torture in Eastern Ukraine (PDF), su hrw.org, 2016.
    «Amnesty International and Human Rights Watch have received numerous allegations of unlawful detention and the use of torture and other abuses by the Azov battalion and will be reporting on them in the near future. [...] Five cases in which the victims were initially detained and tortured by the Azov battalion at the Mariupol airport and which will be covered by Amnesty International and Human Rights Watch in a separate briefing late this year.»
  21. ^ Al via l'evacuazione dei difensori di 1Azovstal. Zelensky:"Abbiamo bisogno di eroi vivi", in AGI, 17 maggio 2022.
  22. ^ Ucraina, il governo in difficoltà manda battaglioni “volontari” a combattere contro i filorussi, in Secolo d'Italia, 23 giugno 2014. URL consultato il 26 dicembre 2014.
  23. ^ (EN) Damien Sharkov, Ukrainian Nationalist Volunteers Committing 'ISIS-Style' War Crimes, in Newsweek, 9 ottobre 2014. URL consultato l'8 marzo 2015.
  24. ^ Evgeny Urkin, L'altra verità di Odessa, non "incidente" ma strage, in Panorama, 5 maggio 2014. URL consultato il 9 marzo 2015.
  25. ^ Ucraina, attraversando la linea del fronte, in euronews, 17 ottobre 2014. URL consultato il 22 dicembre 2014.
  26. ^ Fausto Biloslavo, Ucraina: gli uomini neri, in Il Giornale, 2014. URL consultato il 22 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 23 dicembre 2014).
  27. ^ Bombardamenti a Mariupol durante il colloquio in Bielorussia per il 'cessate il fuoco', in LaPresse. URL consultato il 26 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 26 dicembre 2014).
  28. ^ (EN) Fergal Keane, Ukraine crisis: Heavy shelling in hours before ceasefire, in BBC News, 5 settembre 2014.
  29. ^ a b c d (EN) Nolan Peterson, A Ukrainian National Guard Unit Trains to 'Fight to the Death', in Newsweek, 21 aprile 2015.
  30. ^ (EN) Foreigners Who Fight And Die For Ukraine: Russians join Ukrainians to battle Kremlin in Donbas, in Kyiv Post, 24 aprile 2015 (archiviato dall'url originale il 27 aprile 2015).
  31. ^ (EN) NEXTA [nexta_tv], A shipment of NLAW grenade launchers and instructors from NATO countries arrived in Kharkiv (Tweet), su Twitter.
  32. ^ (EL) «Το Τάγμα Αζόφ ενημερώθηκε από εκπαιδευτές ΝΑΤΟϊκών χωρών για τα νέα όπλα», in I Avgi, 8 marzo 2022.
  33. ^ (EN) Steve Sweeney, Concerns as British-made weapons paraded by Ukrainian neonazi battalion in Kharkiv, in Morning Star, 11 marzo 20122.
  34. ^ Battaglione Azov: il comandante "Eroe d'Ucraina", il più alto riconoscimento, su quotidiano.net.
  35. ^ УКАЗ ПРЕЗИДЕНТА УКРАЇНИ №148/2022, su president.gov.ua.
  36. ^ Ucraina, a Roma la moglie del capo del reggimento Azov: «Non siamo nazisti, ecco come si vive nell'acciaieria», su corriere.it, 28 aprile 2022.
  37. ^ Le mogli dei combattenti di Azov in tv. Dietro l’operazione c’è l’ex agente delle Pussy Riot, su secoloditalia.it.
  38. ^ Battaglione Azov, chi ha portato le moglie dei "nazisti ucraini" in Italia. "E' la prova della propaganda", su liberoquotidiano.it.
  39. ^ Kateryna Prokopenko, la moglie del comandante della Brigata Azov: «Denis resiste, ma senza più speranze», su ilmessaggero.it.
  40. ^ Le mogli del reggimento Azov vedono Papa Francesco: «Ci aiuti a salvare i nostri mariti», su corriere.it.
  41. ^ Ucraina, battaglione Azov: "Eseguiamo l’ordine di evacuazione"
  42. ^ the times
  43. ^ (RU) Новым командиром "Азова" назначили эвакуированного из Мариуполя на вертолете Надточия, su Moskovskij Komsomolets, 18 giugno 2022.
  44. ^ MarcoLupis, "Questa è la nuova fortezza di Azov, non permetteremo ai russi di ricongiungere Kharkiv al Donbass", su Huffington Post, 8 luglio 2022.
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