Nicolai Lilin

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Nicolai Lilin

Nicolai Lilin, pseudonimo di Nicolaj Veržbickij (come da traslitterazione sui suoi documenti di identità italiani) (in russo: Николай Вержбицкий?; Bender, 12 febbraio 1980), è uno scrittore russo naturalizzato italiano. La Transnistria, sua regione di nascita, oggi appartiene alla Moldavia ma nel 1980 faceva ancora parte dell'URSS.[1] Lilin proviene da una famiglia con tradizione e origini siberiane.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Lilin è il suo pseudonimo da scrittore, scelto in omaggio alla madre dell'autore, Lilia. Il suo vero nome, così come riportato all'anagrafe italiana, è Nicolai Verjbitkii.[1] La trascrizione corretta del nome sarebbe, come riportato in una nota del suo romanzo Educazione Siberiana, Nikolaj, tuttavia egli decise di optare per un'italianizzazione coincidente con quella registrata all'anagrafe italiana.

Secondo quanto da lui stesso raccontato, i suoi antenati sarebbero appartenuti a una grande famiglia siberiana di esploratori, fuorilegge, cacciatori e mercanti, che aveva origini russe, polacche, ebree e tedesche. Sempre secondo il suo racconto, dopo la rivoluzione comunista del 1917 gran parte della famiglia sarebbe stata trucidata dai militari dell'armata rossa perché alcuni dei suoi membri erano accusati di brigantaggio. Nicolai avrebbe ricevuto il nome di uno dei suoi bisnonni, che sarebbe morto fucilato di fronte ai suoi familiari. Per sfuggire alle persecuzioni, il resto della famiglia si sarebbe trasferito nell'attuale Transnistria.

Secondo quanto dichiarato in un'intervista, Lilin avrebbe vissuto il battesimo della guerra a 12 anni, durante la guerra civile che scoppiò nel 1992 tra Moldavia e la Transnistria, che si era autoproclamata indipendente.[2] Questo evento, insieme al dover crescere in un quartiere periferico considerato difficile, poiché ad alta concentrazione di criminalità, l'avrebbero costretto ad assumere un atteggiamento violento, anche se lui stesso non si è mai definito tale. Alla fine del conflitto, nella sua città era stata applicata una legge militare che per diversi anni successivi si era rivelata una forma di brutale repressione.

Nicolai era molto legato agli anziani della sua comunità, in particolare al nonno paterno Boris, l'uomo che dà l'impronta ad alcuni dei personaggi più carismatici dei suoi romanzi. Il nonno Boris, che sarebbe stato membro di una criminalità organizzata di stampo antico, avrebbe trasmesso al nipote le storie sugli Urka, una casta criminale dell'epoca zarista descritta da Nicolai nei suoi romanzi come un popolo di ribelli. Trascorrendo molto tempo con gli anziani, avrebbe appreso dai loro insegnamenti, e poi trasfusi nei romanzi, i valori dei "criminali onesti", presunti fuorilegge la cui azione sarebbe informata al rispetto un'etica, secondo un rigido codice morale con cui opporsi all'oppressione di quello che era giudicato come il potere corrotto.[3]

Secondo quanto da lui dichiarato, all'età di diciotto anni avrebbe prestato servizio militare in Cecenia, nelle strutture di antiterrorismo. In seguito ha lavorato per diversi anni nelle strutture di sicurezza privata come consulente di antiterrorismo, in diverse zone di guerra, come Afghanistan e Iraq[4][5]. A 24 anni si sarebbe imbarcato come marinaio in Irlanda[5].

Nel 2004 si trasferisce in Italia. In Piemonte prima, tra Torino e Cuneo, poi dal 2010 a Milano.[2]

Oltre a dedicarsi alla scrittura di romanzi, ha fondato un progetto culturale a Milano chiamato Kolima Contemporary Culture, e un laboratorio di disegno e tatuaggio a Solesino (in provincia di Padova) chiamato Marchiaturificio[6]. Scrive per L'Espresso, XL di Repubblica e per altre testate e collabora con diversi artisti. Tiene un corso di scrittura creativa allo IED (Istituto Europeo di Design) di Milano, collabora con la ditta di abbigliamento Happines e progetta coltelli. Collabora anche con Tadpoles Tactics - USS The University of Strategic Shooting per la realizzazione di materiale didattico e informativo.

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Nicolai Lilin nato nella regione della Transnistria, scrive in lingua italiana.

Nel suo romanzo d'esordio, Educazione siberiana (Einaudi, aprile 2009), racconta la crescita e formazione del protagonista all'interno di una comunità criminale di origine siberiana (Urka Siberiani) stanziata in Transnistria (regione della Moldavia autoproclamatasi indipendente nel 1990, ma non riconosciuta da nessuno stato). Educazione siberiana fa guadagnare a Lilin gli elogi di Roberto Saviano[7], che stringe con lui un rapporto di stima reciproca. Il libro ha avuto una trasposizione cinematografica con la regia di Gabriele Salvatores ed è stato pubblicato in 24 lingue e distribuito in 26 paesi del mondo.

Il secondo romanzo, Caduta libera (aprile 2010) racconta l'esperienza del protagonista nella guerra in Cecenia. Caduta libera si aggiudica il Premio Minerva per la “Letteratura di impegno Civile”[8] e il premio La Magna Capitana di Foggia[9].

Nel 2011 pubblica il suo terzo romanzo Il respiro del buio (Einaudi), nel quale descrive le difficoltà che ha il suo personaggio nel reinserimento nella società una volta tornato dalla guerra in Cecenia.

Nel 2012 pubblica il suo quarto romanzo, Storie sulla pelle (Einaudi), sei racconti che hanno come filo conduttore la pratica del tatuaggio e l'etica dei "criminali onesti".

Nel 2014 vien pubblicato il suo quinto romanzo, Il serpente di Dio (Einaudi), dove racconta la storia di due giovani amici appartenenti a diverse etnie religiose.

Nel 2016 pubblica il suo sesto romanzo, Spy story love story (Einaudi), dove narra le vicende di uno spietato killer che finisce con l'innamorarsi.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

La Cattleya in collaborazione con Universal Pictures ha prodotto la trasposizione per il cinema di Educazione siberiana, con Gabriele Salvatores alla regia e la partecipazione di John Malkovich[10]. Le riprese sono cominciate nel marzo 2011[11] e il film è uscito nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 28 febbraio 2013[12]. A settembre 2013 è uscito il DVD in anteprima per il settimanale Panorama.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013 conduce il programma di reportage Le regole del gioco su DMAX[13]. Dal 12 luglio fino al 16 agosto 2013 ha condotto il programma Mankind - La storia secondo Italia 1 su Italia1.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

In occasione dell'uscita di Educazione siberiana, è stata messa in dubbio la veridicità del personaggio Nicolai Lilin e delle storie narrate nei suoi romanzi, visto che lo stesso autore ne afferma la natura autobiografica[14] sebbene molti degli eventi narrati sono realmente accaduti[15]; in particolar modo, è stata smentita l'esistenza stessa degli Urka (che non sarebbero né un'etnia, né una tribù esistente), e delle vicende pseudostoriche che la riguardano, come l'inesistente[16] deportazione di questa popolazione in Ucraina (le deportazioni staliniane seguivano il flusso opposto, ossia le persone venivano trasferite forzatamente in Siberia e non dalla Siberia).

Lo stesso autore si è trovato successivamente costretto a prendere le distanze dalle storie più rilevanti e sostanziali descritte nel libro, come ad esempio i combattimenti in luoghi urbani, definendoli racconti per interposta persona. In particolare, l'autore non conferma le informazioni scritte riguardo l'uccisione di tredici colonnelli sovietici ma al contrario si spinge a definire l'opera un "falso memoriale" di cui quasi niente è stato vissuto in prima persona[17].

Hanno suscitato parecchie perplessità anche il presunto arruolamento nell'esercito russo e presunta partecipazione alla guerra in Cecenia (Lilin è cittadino russo, il cui vero cognome è Verjbitkii, ma è nato in Transnistria, territorio moldavo, perciò è poco credibile un arruolamento forzato tra i russi[18]. Altrettanto improbabile è l'arruolamento, da lui dichiarato in un'intervista a Rolling Stone, in un'agenzia israeliana che operava nel teatro di guerra dell'Iraq.

Non è credibile nemmeno il collage di intense esperienze di vita raccontate dall'autore in interviste e convegni: mettendole insieme si ricostruisce la biografia di una persona che è riuscita, nello spazio di 23 anni di vita, a "finire due volte in carcere in Transnistria ed essere processato in Russia", per poi fare il "militare per tre anni come cecchino in Cecenia e un altro paio d’anni in Israele, Iraq e Afghanistan"[5].

Anche la decisione dell'autore di non tradurre "Educazione Siberiana" in russo (a detta dell'autore, come forma di "rispetto" per il popolo Urka[18]) non ha fatto altro che rinfocolare le polemiche al riguardo[5][16][18][19].

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Note biografiche sul sito ufficiale di Nicolai Lilin Url consultato il 14.52014
  2. ^ a b Alberto Motta, Face to Face Writer, Maxim, marzo 2012, pagg. 24-28
  3. ^ Luca Beatrice, «Incido sulla pelle la saggezza dei nostri anziani», ilgiornale.it, 1º dicembre 2012, p. 30. URL consultato il 28 gennaio 2015.
  4. ^ Raffaele Panizza, Le mie paranoie, un format di successo, in «Panorama», 16 gennaio 2013, pag. 110-111
  5. ^ a b c d Elena Černenko, BUFALA TATUATA (A proposito di Lilin), Memorial, 11 luglio 2012
  6. ^ Il Mattino di Padova, 3 ottobre 2013
  7. ^ Roberto Saviano, Il ragazzo guerriero della mafia siberiana, in la Repubblica, 3 aprile 2009. URL consultato il 17 agosto 2011.
  8. ^ Premio Minerva, Letteratura di Impegno Civile: a Nicolai Lilin, in InterNapoli.it, 4 novembre 2010. URL consultato il 17 agosto 2011.
  9. ^ Foggia – Premio La Magna Capitana: Nicolai Lilin vince con “Caduta libera”, in MostOnLine.it, 16 ottobre 2010. URL consultato il 17 agosto 2011.
  10. ^ Lilin ha seguito da vicino la realizzazione del film, in particolare dando consigli sulla sceneggiatura e creando i tatuaggi di tutti i personaggi. Cfr. John Malkovich nel film Educazione Siberiana di Gabriele Salvatores.
  11. ^ Remake Universal per la Cattleya?. BadTaste, 12-09-2010 (ultimo accesso il 12-09-2010)
  12. ^ Educazione Siberiana ( 2013 )
  13. ^ DMAX: dal 2 febbraio Nicolai Lilin ci spiega “Le regole del gioco”, in dtti.it, 23 gennaio 2013. URL consultato il 30 gennaio 2013.
  14. ^ "Sulla mia pelle" - Intervista a Nicolai Lilin
  15. ^ “Educazione siberiana”: intervista a Nicolai Lilin, su Corriere Spettacolo
  16. ^ a b Anna Zafesova, Indagine su un libro culto della mafia post sovietica. Sembrava tutto vero su memoralitalia.it (in origine, su La Stampa del 23 giugno 2009). Url consultato il 29.4.2014
  17. ^ Oliver Bullough, When does a soldier's 'memoir' count as fact, and when as fiction?, The Guardian, 12 agosto 2011.
  18. ^ a b c Antonio Armano, Lilin, la bufala che venne dal freddo. Il Fatto Quotidiano, 12 maggio 2011.
  19. ^ (EN) Michael Bobick, Bending the Truth. A newly translated account of life in a Transdniestrian town tramples the line between nonfiction and salacious yarn, TOL-Transitions Online, 28 ottobre 2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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