Nicolai Lilin

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Nicolai Lilin

Nicolai Lilin, pseudonimo di Nicolai Verjbitkii (come da traslitterazione sui suoi documenti di identità italiani, in russo: Николай Вержбицкий?) (Bender, 12 febbraio 1980[1]), è uno scrittore moldavo con cittadinanza italiana di origine russa.

Lilin proviene da una famiglia di tradizioni e origini siberiane.[2] L'attendibilità della biografia dello scrittore e dei suoi romanzi di ispirazione autobiografica è stata messa in dubbio da alcuni giornalisti e studiosi, come l'antropologo americano Michael Bobick e lo storico russo Pavel Polian.[3][4][5][6]

In seguito a queste speculazioni nel 2015 Lilin ha pubblicato il libro "Un Tappeto di Boschi Selvaggi: Il Mondo in un cuore Siberiano" dove riporta documenti e foto inerenti all'archivio della sua famiglia a conferma della componente autobiografica delle sue opere, che in ogni caso lui ha sempre presentato come romanzi.

Lo stesso Lilin ha affermato che i suoi libri sono romanzi basati su esperienze vissute ed è quindi estremamente sbagliato trattare queste opere come vere e proprie autobiografie con un approccio di cronaca.

A riprova del valore letterario delle sue opere ci sono molti cittadini russi o di origine tale che si sono esposti in suo favore e apprezzano i suoi libri.


Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Lilin è lo pseudonimo da scrittore, scelto in omaggio alla madre dell'autore, Lilia. Le generalità complete sono registrate sui registri dell'anagrafe italiana come Nicolai Verjbitkii.[2]

Il romanzo che lo ha portato alla ribalta del pubblico italiano è Educazione Siberiana, uscito nel 2009 per Einaudi.

Nonostante i dubbi sollevati sulla veridicità dei racconti Nicolai ha sempre dichiarato che il romanzo prende solo ispirazione da alcune vicende realmente vissute, ma rimane comunque una narrazione letteraria non basata su fatti di cronaca.

I suoi antenati sono appartenuti a una grande famiglia siberiana di esploratori, fuorilegge, cacciatori e mercanti, che aveva origini russe, polacche, ebree e tedesche.

Lo stesso cognome Verjbtikii è di origine nobile polacca iscritta nel registro della nobiltà russa.

Dopo la rivoluzione comunista del 1917 gran parte della famiglia è stata trucidata dai militari dell'armata rossa perché alcuni dei suoi membri erano accusati di brigantaggio.

Nicolai ha ricevuto il nome di uno dei suoi bisnonni, che è stato fucilato dal regime. Per sfuggire alle persecuzioni, il resto della famiglia si trasferì in Bessarabia, l'attuale Transnistria.

Nicolai era molto legato agli anziani della sua comunità, in particolare al nonno paterno Boris, l'uomo che ha ispirato alcuni dei personaggi più carismatici dei suoi romanzi. Il nonno è stato membro della criminalità organizzata di stampo antico e ha trasmesso al nipote le storie sugli Urka, una casta criminale dell'epoca zarista descritta da Nicolai nei suoi romanzi come un popolo di ribelli. Trascorrendo molto tempo con gli anziani, ha appreso dai loro insegnamenti, e poi trasfuso nei romanzi, i valori dei "criminali onesti", fuorilegge la cui azione sarebbe conformata al rispetto di un'etica, secondo un rigido codice morale con cui opporsi all'oppressione di quello che era giudicato come il potere corrotto.[7]

Nel 2004 si trasferisce in Italia, in Piemonte tra Cuneo e Torino, a Cavallerleone, poi dal 2010 a Milano.[8]

Oltre a dedicarsi alla scrittura di romanzi, ha un laboratorio artistico a Milano, Kolima Art Studio. Ha scritto per L'Espresso, XL di Repubblica e per altre testate e collabora con diversi artisti. Progetta coltelli con la ditta Maserin e Paolo Pinna. Collabora anche con Tadpoles Tactics - USS The University of Strategic Shooting per la realizzazione di materiale didattico e informativo, con la Bcm Europearms e con ADC Armi Dallera Custom come consulente di tiro a lunga distanza.

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 pubblica il suo romanzo d'esordio, Educazione siberiana (Einaudi), che racconta la crescita e la formazione del protagonista all'interno di una comunità criminale di origine siberiana (Urka Siberiani) stanziata in Transnistria (regione della Moldavia autoproclamatasi indipendente nel 1990, ma con uno status non riconosciuto dalla comunità internazionale). Educazione siberiana fa guadagnare a Lilin gli elogi di Roberto Saviano[9], Irvine Welsh lo ha elogiato con un articolo sul The Guardian e l'autore di bestseller norvegese Jo Nesbø lo ha ringraziato nel suo romanzo Pettirosso.

Il libro ha avuto una trasposizione cinematografica con la regia di Gabriele Salvatores ed è stato pubblicato in 28 lingue e distribuito in 43 paesi del mondo.

Nel 2010 pubblica il suo secondo romanzo, Caduta libera (Einaudi), che racconta l'esperienza del protagonista nella guerra in Cecenia. Caduta libera si aggiudica il Premio Minerva per la "Letteratura di impegno Civile"[10] e il premio La Magna Capitana di Foggia[11].

Nel 2011 pubblica il suo terzo romanzo Il respiro del buio (Einaudi), nel quale descrive le difficoltà che ha il suo personaggio nel reinserimento nella società una volta tornato dalla guerra in Cecenia.

Nel 2012 pubblica il suo quarto romanzo, Storie sulla pelle (Einaudi), sei racconti che hanno come filo conduttore la pratica del tatuaggio e l'etica dei "criminali onesti".

Nel 2014 pubblica il suo quinto romanzo, Il serpente di Dio (Einaudi), dove racconta la storia di due giovani amici appartenenti a diverse etnie religiose.

Nel 2015 pubblica il suo sesto romanzo, Un tappeto di boschi selvaggi (Rizzoli), un racconto del suo passato attraverso la raccolta di foto e documenti.

Nel 2016 pubblica il suo settimo romanzo, Spy story love story (Einaudi), dove narra le vicende di uno spietato killer che finisce con l'innamorarsi.

Nel 2017 pubblica il suo ottavo romanzo, Favole fuorilegge (Einaudi), dieci fiabe accompagnate dai disegni-tatuaggi dell'autore.

Nel 2018 pubblica il suo nono romanzo, Marchio ribelle (Einaudi).

Nel 2019 pubblica il suo decimo romanzo,Le leggende della tigre (Einaudi); qui le atmosfere della Siberia, care all’autore, sono ripercorse attraverso le parole di un vecchio che racconta a due viandanti quanto ha capito della vita attraverso le leggende proprie del suo popolo.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

La Cattleya in collaborazione con Universal Pictures ha prodotto la trasposizione per il cinema di Educazione siberiana, con Gabriele Salvatores alla regia e la partecipazione di John Malkovich[12]. Le riprese sono cominciate nel marzo 2011[13] e il film è uscito nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 28 febbraio 2013[14]. A settembre 2013 è uscito il DVD in anteprima per il settimanale Panorama.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013 conduce il programma di reportage Le regole del gioco su DMAX[15]. Dal 12 luglio fino al 16 agosto 2013 ha condotto il programma Mankind - La storia secondo Italia 1 su Italia1. Nel 2016 conduce la seconda stagione del programma "I miei 60 giorni all'inferno" in onda su Crime+ Investigation.

Dal 17 gennaio 2017 conduce una rubrica su TGcom24, intitolata La versione di Lilin.

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Nicolai Lilin è anche conosciuto e apprezzato per la sua produzione artistica[16][17], in particolare disegni, opere a graffite su carta, pitture su tela e riproduzione di icone ortodosse, il tutto ispirato alla simbologia dei tatuaggi. L'artista ha esposto le sue opere tra gli altri alla Triennale di Milano, al Castello di Susans e al Museo del '900.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Educazione siberiana

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Transnistria, sua regione di nascita, oggi appartiene alla Moldavia, ma nel 1980 faceva ancora parte dell'URSS.
  2. ^ a b About, su Sito ufficiale. URL consultato il 14 maggio 2014.
  3. ^ Phoebe Taplin, Educazione siberiana, realtà o fantasia?, in Russia Beyond the Headlines, 4 marzo 2013. URL consultato il 28 luglio 2017.
  4. ^ Fantasie siberiane. Quando Lilin si è inventato tutto - East Journal, in East Journal, 15 aprile 2013. URL consultato il 28 luglio 2017.
    «Assurdo, ride Pavel Polian, storico russo che da 25 anni studia le deportazioni di comunismo e nazismo: Si deportava in Siberia, ma non dalla Siberia, meno che mai in Moldova. E gli Efei non sono mai esistiti».
  5. ^ Blog | Lilin, la bufala che venne dal freddo, su Il Fatto Quotidiano, 12 maggio 2011. URL consultato il 28 luglio 2017.
  6. ^ Ho smascherato Nicolai Lilin, il maleducato siberiano, in ilGiornale.it. URL consultato il 28 luglio 2017.
  7. ^ Luca Beatrice, «Incido sulla pelle la saggezza dei nostri anziani», ilgiornale.it, 1º dicembre 2012, p. 30. URL consultato il 28 gennaio 2015.
  8. ^ Alberto Motta, Face to Face Writer, Maxim, marzo 2012, pagg. 24-28
  9. ^ Roberto Saviano, Il ragazzo guerriero della mafia siberiana, in la Repubblica, 3 aprile 2009. URL consultato il 17 agosto 2011.
  10. ^ Premio Minerva, Letteratura di Impegno Civile: a Nicolai Lilin, in InterNapoli.it, 4 novembre 2010. URL consultato il 17 agosto 2011 (archiviato dall'url originale il 15 ottobre 2011).
  11. ^ Foggia – Premio La Magna Capitana: Nicolai Lilin vince con “Caduta libera” [collegamento interrotto], in MostOnLine.it, 16 ottobre 2010. URL consultato il 17 agosto 2011.
  12. ^ Lilin ha seguito da vicino la realizzazione del film, in particolare dando consigli sulla sceneggiatura e creando i tatuaggi di tutti i personaggi. Cfr. John Malkovich nel film Educazione Siberiana di Gabriele Salvatores.
  13. ^ Remake Universal per la Cattleya?, su BadTaste. URL consultato il 12 settembre 2010.
  14. ^ Educazione Siberiana (2013)
  15. ^ DMAX: dal 2 febbraio Nicolai Lilin ci spiega “Le regole del gioco”, in dtti.it, 23 gennaio 2013. URL consultato il 30 gennaio 2013.
  16. ^ Mostre Nicolai Lilin, su ilgazzettino.it.
  17. ^ Educazione Siberiana, i disegni di Nicolai Lilin - Italian Factory magazine, su italianfactory.info.

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