Ponte del Diavolo

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La definizione di Ponte del Diavolo (o, talvolta, Ponte dei Diavoli) viene applicata a numerosi ponti di origine naturale o artificiale, più o meno antichi, situati principalmente in Europa, ma presenti quasi in ogni parte del mondo. La relazione con il diavolo si associa solitamente a una leggenda.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il nome è stato accostato a vari manufatti in diversi Paesi; sovente furono così definiti poiché le loro strutture erano ritenute talmente complesse e ardite che la loro realizzazione fosse stata resa possibile solamente per mezzo di un artificio del diavolo, dando così adito a numerose leggende.[1]

Ponte Gobbo detto Ponte del Diavolo a Bobbio
Puente del Diablo, Martorell
Teufelsbrücke a Finkenberg
Ponte del Diavolo a Kirkby Lonsdale
Ponte del Diavolo nel Parco delle azalee e rododendri di Kromlau a Gablenz
Ponte del Diavolo sull'isola di Antigua
Ponte del Diavolo a Sedona, in Arizona

Leggende associate[modifica | modifica wikitesto]

Ponti del Diavolo nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Algeria Algeria[modifica | modifica wikitesto]

Antigua e Barbuda Antigua e Barbuda[modifica | modifica wikitesto]

Austria Austria[modifica | modifica wikitesto]

Belgio Belgio[modifica | modifica wikitesto]

Bolivia Bolivia[modifica | modifica wikitesto]

Bulgaria Bulgaria[modifica | modifica wikitesto]

Costa Rica Costa Rica[modifica | modifica wikitesto]

Estonia Estonia[modifica | modifica wikitesto]

Francia Francia[modifica | modifica wikitesto]

Germania Germania[modifica | modifica wikitesto]

Italia Italia[modifica | modifica wikitesto]

Messico Messico[modifica | modifica wikitesto]

Portogallo Portogallo[modifica | modifica wikitesto]

Regno Unito Regno Unito[modifica | modifica wikitesto]

Rep. Ceca Rep. Ceca[modifica | modifica wikitesto]

Russia Russia[modifica | modifica wikitesto]

Slovenia Slovenia[modifica | modifica wikitesto]

Spagna Spagna[modifica | modifica wikitesto]

Stati Uniti Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

Svizzera Svizzera[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) What Is A Devil's Bridge?, su worldatlas.com. URL consultato il 13 aprile 2019.
  2. ^ (EN) Devil's Bridge, su nationalparksantigua.com. URL consultato il 15 aprile 2019.
    «[...] In addition to being a natural phenomenon, Devil's Bridge also holds cultural importance in Antiguan history. [...] Devil's Bridge gets its name from these myths as the stories contend the devil claimed those who leapt off the bridge. [...]».
  3. ^ (ESITEN) Manuel Castillo Martos, Universidad de Castilla-La Mancha, Ingenios y sistema de lagunas en Potosí (Bolivia) para el beneficio de plata por amalgamación, a cura di Luis Mansilla Plaza e Roberto C. Fernández Barba, Actas de la primera sesión científica sobre patrimonio minero metalúrgico, Almadén, 21-22 ottobre 1996, 1ª ed., Cuenca (Spagna), Ediciones de la Universidad de Castilla-La Mancha, 1997, p. 23-36, ISBN 978-84-89492-82-0.
  4. ^ (EN) Devil's Bridge, Bulgaria – Architectural wonders of Europe, su worldatlas.com. URL consultato il 13 aprile 2019.
  5. ^ (EN) Devil's Bridge, Germany – Architectural wonders of Europe, su worldatlas.com. URL consultato il 13 aprile 2019.
  6. ^ Pasquale Sasso, Ponte del Diavolo sul fiume Sele al Barizzo, Napoli, Tipografia di Luigi Gargiulo, 1873.
  7. ^ Giuseppe Barra, L. Bove, Antonio Capano, D. Del Grosso, A. Grisi, F. Manzione, C. Pelliccio e A. Voza, Il ponte del diavolo sul fiume Sele. La piana del Sele: la sua storia, i suoi uomini, il suo destino, Castellabate, Centro culturale studi storici "Il Saggio", 2012, ISBN 9788897387114.
  8. ^ F. G., Borgo a Mozzano, i segreti del Ponte del Diavolo, in La Stampa, 12 settembre 2016. URL consultato il 15 aprile 2019.
  9. ^ Lorenzo Giustiniani (a cura di), Dizionario Geografico ragionato del regno di Napoli, vol. 1, Napoli, Tipografia di Vincenzo Manfredi, 1797, p. 197.
  10. ^ (EN) Thomas Ashby e Robert Gardner, The Via Traiana, in Papers of the British School at Rome, vol. 8, nº 5, Roma, British School at Rome, 1916, pp. 104-171, ISSN 0068-2462 (WC · ACNP).
  11. ^ Vittorio Galliazzo, I ponti romani, vol. 2, p. 112.
  12. ^ AA.VV., Luogosano ieri e oggi, a cura di Elio Ricca, Avellino, Velox print, 2006.
  13. ^ a b Marcella May, Le antiche strade di collegamento tra Abellinum e la Via Appia (PDF), in Il Monte, Anno VII, nº 2, Montella, Tipografia di Aurelio Dragonetti, marzo-aprile 2010, pp. 28-32. URL consultato il 14 aprile 2019.
    «[...] In località Sant'Anna vi sono resti di un ponte romano oggi noto col nome di S. Anna, nel passato, è stato oggetto di numerosi studi, sia per la sua particolare architettura sia per la curiosità che hanno suscitato i numerosi nomi che gli sono stati attribuiti. Da alcuni, infatti, è conosciuto col nome di ponte "Del Diavolo" da altri "Di Annibale" e in ultimo col nome di ponte "Di Sasca". [...] Altro ponte utile per confermare la presenza della strada in età romana è quello di Luogosano, già menzionato da Jannacchini nel 1889 in riferimento all'esistenza della via Domizia. La costruzione, edificata agli inizi dell'età imperiale, collegava le sponde del fiume Calore nei pressi dell'attuale stazione di Luogosano. È anche chiamato "ponte dei diavoli" perché, secondo la tradizione popolare, sotto la volta del ponte, durante la notte, si davano convegno i diavoli per eseguire riti satanici. Jannacchini nel 1889 così descrive il ponte: "Si, è di un arco solo e di fabbrica laterizia, lungo, compresi i pilastri, metri 52 e largo circa metri 8" [...]».
  14. ^ a b Claudia Aveta, Un'eredità culturale nel territorio campano: antichi ponti in muratura tra fonti storico-iconografiche e conservazione, in Eikonocity, vol. 2, nº 2, Napoli, FeDOA Press – Federico II Open Access University Press, 2017, pp. 71-88, DOI:10.6092/2499-1422/5225, ISSN 2499-1422 (WC · ACNP).
  15. ^ Ponti irpini di età romana, su obiettivoirpinia.it, 16 novembre 2015. URL consultato il 14 aprile 2019.
    «[...] il Ponte di Annibale o dei Diavoli (I sec. a.C.) nei pressi di Luogosano lungo il tracciato della Via Napoletana (lungo 52 m con un'unica arcata) [...]».
  16. ^ Luogosano, su obiettivoirpinia.it. URL consultato il 14 aprile 2019.
    «[...] Fra i vari ritrovamenti archeologici [...] spiccano i ruderi del Ponte dei Diavoli, un ponte romano sul fiume Calore Irpino risalente al I sec. [...]».
  17. ^ Luogosano: vigneti, natura generosa, artigianato e folclore, su vinit.net, 21 giugno 2005. URL consultato il 14 aprile 2019.
    «[...] Il ponte dei diavoli / Arrivando a Luogosano, nei pressi della stazione ferroviaria, si attraversa un ponte sul fiume Calore. Esso fu costruito dai romani agli inizi dell'età imperiale. [...] secondo una antichissima leggenda [...] si davano convegno i diavoli. La tradizione popolare racconta ancora che [...] si davano convegno le "janare", [...] in compagnia del diavolo che per l'occasione si copriva con un vello di caprone messo dalle streghe sul ramo di un albero [...]».
  18. ^ Vittorio Bracco, Volcei, p. 65.
  19. ^ Andrea Romanazzi, Guida alle streghe in Italia, cap. VII – I ponti del diavolo.
  20. ^ Il "Pontefice" diabolico ovvero, quando il Diavolo faceva il muratore, su Acam – Associazione culturale archeologia e misteri, 27 luglio 2015. URL consultato l'11 aprile 2019.
    «[...] Anche la Campania, terra di streghe, possiede i suoi ponti del diavolo. A San Lupo, lungo la statale che porta a Guardia Sanframondi, esiste un ponte in pietra bianca che la tradizione vuole realizzato dal diavolo per le sue janare. [...] Sotto il ponte ancora oggi sarebbe visibile una pozza, chiamata "ru vurve re l'infierne" dalla sinistra e tragica fama [...]».
  21. ^ San Mango sul Calore – Storia, su irpinia.info. URL consultato il 14 aprile 2019.
  22. ^ Ponte di Annibale, su avellinotravel.com. URL consultato il 14 aprile 2019.
  23. ^ (EN) Devil's Bridge Trail No. 120, United States Department of AgricultureUnited States Forest Service. URL consultato il 15 aprile 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bianca Maria Galanti, La leggenda del ponte del Diavolo in Italia, in Lares, Nuova serie, vol. 18, Firenze, Leo S. Olschki, 1952, pp. 61-73.
  • Annapaola Mosca, Ponti del diavolo e viabilità romana, in Padusa, vol. 26-27, Pisa-Roma, Fabrizio Serra Editore, 1990-1991, pp. 339-348.
  • Andrea Romanazzi, I ponti del diavolo, in Guida alle streghe in Italia, Roma, Venexia Editrice, 2009, ISBN 9788887944709.
  • Vittorio Bracco, Volcei, in Forma Italiae, Serie I, vol. 25, Firenze, Leo S. Olschki, 1978, ISBN 9788822222985.
  • Vittorio Galliazzo, I ponti romani. Esperienze preromane, storia, analisi architettonica e tipologica, ornamenti, rapporti con l'urbanistica, significato, vol. 1, Treviso, Canova Edizioni, 1995, ISBN 88-85066-66-6.
  • Vittorio Galliazzo, I ponti romani. Catalogo generale, vol. 2, Treviso, Canova Edizioni, 1995.
  • pónte, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
    «P. del diavolo, nome dato in varie località a ponti antichi che, per la loro arditezza o per altri motivi, sono stati creduti nella fantasia popolare opere del diavolo».
  • (FR) Émile Littré (a cura di), diable, in Dictionnaire de la langue française, vol. 2, Parigi, Hachette, 1873-1874, pp. 1144-1145.
    «Pont du diable, Passage du diable, sont les noms de quelques localités de difficile accès».
  • (DE) Jacob e Wilhelm Grimm (a cura di), Teufelsbrücke, in Deutsches Wörterbuch, vol. 21, Lipsia, S. Hirzel Verlag, 1971, pp. 281-282. Ospitato su woerterbuchnetz.de.
    «eine, der sage nach, vom teufel erbaute brücke myth».

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