Ponte della Maddalena (Borgo a Mozzano)

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Ponte della Maddalena
Ponte di Diavolo.jpg
Localizzazione
StatoItalia Italia
CittàBorgo a Mozzano
AttraversaSerchio e ferrovia Lucca-Aulla
Coordinate43°59′08.4″N 10°33′06.54″E / 43.985667°N 10.551817°E43.985667; 10.551817
Dati tecnici
TipoPonte ad arco
Materialepietra
Lunghezza95 m
Larghezza3,7 m
Realizzazione
CostruzioneXI secolo - prima costruzione-inizio del XIV secolo - ricostruzione
Intitolato adiavolo
Mappa di localizzazione

Il Ponte della Maddalena (detto Ponte del Diavolo) attraversa il fiume Serchio nei pressi di Borgo a Mozzano, in provincia di Lucca.

A seguito della sua forma, del suo arco più alto, ampio e particolare, quasi inumano, questa perla dell'ingegneria è oggetto di molti racconti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione di un ponte nel XI secolo che mettesse in collegamento la due sponde del Serchio si deve alla volontà della contessa Matilde di Canossa a cavallo tra l'XI e il XII secolo,[1] ma le fattezze attuali si devono al rifacimento di Castruccio Castracani, signore di Lucca all'inizio del XIV secolo.[2] Il ponte, pur con vari rimaneggiamenti, rimase intatto almeno fino al 1836 quando una violenta piena del Serchio arrecò gravi danni. All'inizio del 1900 fu invece aperto un nuovo arco nella parte terminante ad ovest per il passaggio della ferrovia Lucca-Aulla modificandone pesantemente la forma originaria.[3]

Deve il suo nome ad una cappella o oratorio che si trovava sulla sponda a sinistra del ponte.[4]

Leggenda[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione[modifica | modifica wikitesto]

Il ponte in una incisione del XVI secolo.

Il Ponte della Maddalena è comunemente identificato come "Ponte del diavolo". Come molte altre imprese che ai coevi parevano impossibili, la leggenda popolare ne attribuisce la costruzione al diavolo, il quale vien poi truffato in vari modi[5]. La leggenda narra del capo muratore impegnato nella costruzione del ponte che era molto preoccupato del ritardo accumulato nella stessa opera, date le continue ed impetuose piene del fiume. Una sera preso dalla disperazione cominciò a pronunciare sacrilegi tali da evocare Satana. Allora il diavolo disse al capomastro che avrebbe completato lui stesso l'opera in una sola notte in cambio della prima anima che avesse attraversato il ponte; capo muratore accettò e la costruzione fu ultimata. Il capomastro, disperato per l'imminenza del pesante tributo al diavolo, corse dal parroco del paese, il quale, ascoltata la confessione, escogitò uno stratagemma: fece attraversare il ponte ad un cane. Il diavolo, infuriato per il gesto scaltro, lo prese e si buttò nelle acque del fiume senza mai più farsi rivedere. Si racconta inoltre che il cane, un pastore maremmano del tutto bianco, ogni tanto si veda passeggiare sul ponte nelle ultime sere di ottobre e che rappresenti il diavolo che ancora cerca l'anima del capocantiere. Si dice anche di poter osservare sul fondo del fiume il corpo pietrificato del povero animale.

Leggende simili si narrano per altri ponti come il Ponte Gobbo sul fiume Trebbia nella località di Bobbio o il Puente del Diablo a Martorell in Spagna. Il ponte del diavolo nel santuario di San Francesco di Paola (Cosenza).

Ci sono altre versioni che parlano di un maiale che rincorreva una mela in cui il maligno adirato dalla beffa subita, si gettò nel Serchio, aprendo così un varco con gli inferi e scatenando un pandemonio tale da lasciare segni sul fondo del fiume e nella mente degli abitanti.

Lucida Mansi[modifica | modifica wikitesto]

Un altro fatto che porterebbe una giustificazione ulteriore al nome che porta è la storia di Lucida Mansi. La nobildonna lucchese era bella, prestante, potente, ricca e giovane con una tremenda paura per la vecchiaia. Ella faceva di tutto per evitare l'avanzare dell'età: alchimie, viaggi alla ricerca di saggi, fonti mistiche ed altro per non invecchiare. Una mattina, nella sua residenza di Monsagrati a Pescaglia, scoprì che sul suo viso era apparsa una lieve ruga. In preda alla disperazione cominciò a piangere ed urlare. La sera di quello stesso giorno Lucida (o Lucilla) mentre vagava nervosamente per le vie di Borgo a Mozzano, passò presso il Ponte della Maddalena (allora ancora così conosciuto) dove ebbe un incontro con un bellissimo ragazzo il quale le propose trenta anni di giovinezza in cambio della propria anima. La sciagurata accettò. Così Lucida venne portata dal giovane sul punto più alto del Ponte, a quel punto il ragazzo prese le sembianze di Lucifero e staccò l'anima della nobildonna dal suo corpo, gettandola nel Serchio.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Michéle K. Spike, Scritto nella pietra: le "Cento Chiese", programma gregoriano di Matilda di Canossa, in Centro studi matildici San Benedetto Po, Atti del Convegno Internazionale 9-10 novembre 2012, Bologna, 2014, pp. 15-16.
  2. ^ Ponte della Maddalena (detto 'Ponte del Diavolo'), su castellitoscani.com. URL consultato il 18 aprile 2019.
  3. ^ La leggenda del ponte del Diavolo (e perché dovreste visitarlo), su FirenzeToday, 2 marzo 2015. URL consultato il 18 aprile 2019.
  4. ^ Borgo a Mozzano, i segreti del Ponte del Diavolo, su LaStampa.it, 12 settembre 2016. URL consultato il 18 aprile 2019.
  5. ^ Si veda la leggenda della fondazione della Cappella Palatina di Aquisgrana in cui la statua bronzea di un lupo conservata nel Westwerk ha fatto sorgere la leggenda che al diavolo fosse stato consegnato un lupo anziché un uomo con l'inganno

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Natale Gucci e Anna De Falco, Il fascino e la funzione. Il ponte della Maddalena detto “del Diavolo”, Pacini Fazzi, 2010, ISBN 978-88-7246-992-7.

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