Love over Gold

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Love over Gold
ArtistaDire Straits
Tipo albumStudio
Pubblicazione20 settembre 1982
Durata41:30
Dischi1
Tracce5
GenereRock progressivo[1][2]
Roots rock[3]
Elementi jazz[3]
EtichettaWarner Bros. Records, Vertigo Records, Mercury Records
ProduttoreMark Knopfler
Registrazionegiugno 1982 ai Power Station di New York
Certificazioni
Dischi d'oroSpagna Spagna[4]
(vendite: 50 000+)
Stati Uniti Stati Uniti[5]
(vendite: 500 000+)
Dischi di platinoCanada Canada (2)[6]
(vendite: 200 000+)
Finlandia Finlandia[7]
(vendite: 64 912[8])
Francia Francia[9]
(vendite: 300 000+)
Germania Germania[10]
(vendite: 500 000+)
Regno Unito Regno Unito (2)[11]
(vendite: 600 000+)
Dire Straits - cronologia
Album precedente
(1980)
Singoli
  1. Private Investigations
    Pubblicato: 23 agosto 1982
  2. Industrial Disease
    Pubblicato: 1982

Love over Gold è un album dei Dire Straits registrato nel giugno 1982 ai Power Station di New York.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Con 10 milioni di copie vendute, è uno dei dischi di maggior successo dei Dire Straits ed è spesso considerato uno degli album migliori nella produzione della band di Mark Knopfler. L'album debuttò al primo posto nella UK Albums Chart (mantenendo la vetta per quattro settimane) e raggiunse anche la prima posizione in Italia, Austria, Paesi Bassi (per sei settimane), Norvegia (per cinque settimane) e Nuova Zelanda (per dodici settimane), la seconda in Svezia e la quarta in Germania.

Per la prima volta figurano su disco i contributi del chitarrista ritmico Hal Lindes e del tastierista Alan Clark, che avevano in precedenza accompagnato la band durante il On Location: The World Tour nel 1981.

Telegraph Road è un lungo brano rock che caratterizza l'album con il suo assolo di chitarra. Il singolo di lancio in Europa, Private Investigations, è invece un brano ricco di sperimentazione: Mark Knopfler registra e fa mixare nel brano il rumore della sua camminata, di una monetina che gira su un tavolo e di un bicchiere che si rompe.

La copertina dell'album raffigura un lampo di un fulmine nel buio della notte.

Il videoclip di Love over Gold è stato il primo mai trasmesso in Italia, e comparve per la prima volta nella trasmissione Mister Fantasy di Carlo Massarini.

I brani[modifica | modifica wikitesto]

Telegraph Road[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Telegraph Road.

Private Investigations[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Private Investigations.

Industrial Disease[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Industrial Disease.

A dispetto del tono apparentemente disimpegnato suggerito dalla vivace melodia dell'organo, Industrial Disease è un brano segnato da una forte connotazione politica: il testo della canzone, denunciando i problemi della società contemporanea, critica il consumismo, il capitalismo e di riflesso il liberismo[12]. Il pezzo è stato proposto in concerto nel corso delle tournée Dire Straits 1982/3 e Live in 85/6.

Love over Gold[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Love over Gold (brano musicale).

Protagonista della title track è una figura femminile fragile, incoerente e scostante[13]. Dal punto di vista musicale, la canzone presenta evidenti ascendenze jazz e un arrangiamento estremamente elegante, costruito intorno al dialogo tra la chitarra di Knopfler e il vibrafono di Mike Mainieri[13]. Una breve versione dal vivo di Love over Gold, tratta dall'album Alchemy: Dire Straits Live, è stata distribuita come singolo[14].

It Never Rains[modifica | modifica wikitesto]

It Never Rains è un brano affine a Telegraph Road per impostazione stilistica[15]. Il testo si configura come una sorta di invettiva dell'io lirico nei confronti di una figura femminile che si è comportata in modo cinico verso di lui, ferendo i suoi sentimenti; il tono del narratore – inizialmente pacato – si fa progressivamente più aspro, lasciando spazio infine ad una lunga coda strumentale sostenuta dai fraseggi chitarristici di Knopfler[15].

Accoglienza critica[modifica | modifica wikitesto]

Recensioni professionali
Recensione Giudizio
AllMusic[1] 4/5 stelle
Rolling Stone[16] 4/5 stelle

Nella recensione retrospettiva per AllMusic, Stephen Thomas Erlewine ha dato all'album un giudizio di quattro stelle su cinque, osservando che l'aggiunta di un nuovo chitarrista ritmico «espande i suoni e le ambizioni [della band]»[1]. Il critico ha aggiunto che «in un certo senso, l'album è il loro impegno nel prog rock, contenente solo cinque canzoni, tra cui l'apertura di 14 minuti Telegraph Road»[1].

Nella sua recensione per la rivista Rolling Stone, David Fricke definì l'album «una dichiarazione di intenti» e «un disco ambizioso, a tratti difficile, esilarante nei suoi successi e, in definitiva, affascinante nelle sue indulgenze»[16]. Definì inoltre Telegraph Road «una sfida per l'attenzione media del fan del pop» con la sua «avanzata storica e tensione intima»[16].

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Telegraph Road - 14:30
  2. Private Investigations - 6:50
  3. Industrial Disease - 5:50
  4. Love over Gold - 6:20
  5. It Never Rains - 8:00

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Dire Straits[modifica | modifica wikitesto]

Altri musicisti[modifica | modifica wikitesto]

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifiche di fine anno[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (1982) Posizione
Australia[17] 12
Austria[26] 20
Canada[27] 54
Francia[28] 13
Italia[22] 6
Nuova Zelanda[29] 2
Paesi Bassi[30] 2
Regno Unito[31] 6
Classifica (1983) Posizione
Australia[17] 6
Austria[32] 18
Canada[33] 36
Germania[34] 26
Nuova Zelanda[35] 5
Regno Unito[31] 55

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) Stephen Thomas Erlewine, Love Over Gold, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 10 marzo 2013.
  2. ^ (EN) Dire Straits – Love over Gold, herbmusic.net. URL consultato il 10 marzo 2013.
  3. ^ a b Nannini e Ronconi, pp. 69-85.
  4. ^ Productores de Música de España, Solo Exitos 1959–2002 Ano A Ano, 1ª ed., ISBN 84-8048-639-2.
  5. ^ (EN) Dire Straits, Love Over Gold – Gold & Platinum, RIAA. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  6. ^ (EN) Gold/Platinum, Music Canada. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  7. ^ Kultalevyjen myöntämisrajat, Musiikkituottajat.
  8. ^ Dire Straits, Musiikkituottajat.
  9. ^ (FR) Les Certifications depuis 1973, Infodisc.fr. URL consultato il 14 febbraio 2016. Selezionare "DIRE STRAITS" e premere "OK".
  10. ^ (DE) Gold/Platin Datenbank, Bundesverband Musikindustrie. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  11. ^ (EN) BRIT Certified, British Phonographic Industry. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  12. ^ Nannini e Ronconi, pp. 78-81.
  13. ^ a b Nannini e Ronconi, pp. 81-83.
  14. ^ Giancarlo Passarella, Discografia, in Nannini e Ronconi, p. 227.
  15. ^ a b Nannini e Ronconi, pp. 83-85.
  16. ^ a b c (EN) David Fricke, Love Over Gold, in Rolling Stone, 11 novembre 1982. URL consultato il 4 dicembre 2012.
  17. ^ a b c (EN) David Kent, Australian Chart Book 1970–1992, Australian Chart Book, St Ives, N.S.W, 1993, ISBN 0-646-11917-6.
  18. ^ a b c d e f g (DE) Dire Straits - Love Over Gold, Schweizer Hitparade. URL consultato il 19 maggio 2015.
  19. ^ (EN) Top Albums (PDF), su Collectionscanada.gc.ca, Library and Archives Canada. URL consultato il 19 maggio 2015.
  20. ^ (FI) Timo Pennanen, Sisältää hitin - levyt ja esittäjät Suomen musiikkilistoilla vuodesta 1972, 1ª ed., Helsinki, Kustannusosakeyhtiö Otava, 2006, ISBN 978-951-1-21053-5.
  21. ^ (FR) Le Détail des Albums de chaque Artiste, Infodisc.fr. URL consultato il 19 maggio 2015. Selezionare "DIRE STRAITS" e premere "OK".
  22. ^ a b Gli album più venduti del 1982, hitparadeitalia.it. URL consultato il 19 maggio 2015.
  23. ^ (EN) Official Albums Chart Top 100: 26 September 1982 - 02 October 1982, Official Charts Company. URL consultato il 19 maggio 2015.
  24. ^ (ES) Fernando Salaverri, Sólo éxitos: año a año, 1959–2002, 1ª ed., Spagna, Fundación Autor-SGAE, settembre 2005, ISBN 84-8048-639-2.
  25. ^ (EN) Dire Straits - Chart history, Billboard. URL consultato il 19 maggio 2015.
  26. ^ (DE) Austriancharts – Jahreshitparade 1982, austriancharts.at. URL consultato il 19 maggio 2015.
  27. ^ (EN) Top 100 Albums of 1982, su collectionscanada.gc.ca, Library and Archives Canada. URL consultato il 19 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2012).
  28. ^ (FR) Les Albums (CD) de 1982 par InfoDisc, Infodisc.fr. URL consultato il 19 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 18 dicembre 2012).
  29. ^ (EN) Top Selling Albums of 1982, Recording Industry Association of New Zealand. URL consultato il 19 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 10 luglio 2017).
  30. ^ (NL) Jaaroverzichten 1982, dutchcharts.nl. URL consultato il 19 maggio 2015.
  31. ^ a b (EN) Complete UK Year-End Album Charts, chartheaven. URL consultato il 19 maggio 2015 (archiviato dall'url originale l'11 gennaio 2012).
  32. ^ (DE) Austriancharts – Jahreshitparade 1983, austriancharts.at. URL consultato il 19 maggio 2015.
  33. ^ (EN) Top 100 Albums of 1983, su collectionscanada.gc.ca, Library and Archives Canada. URL consultato il 19 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 24 luglio 2012).
  34. ^ (DE) Album – Jahrescharts 1983, offiziellecharts.de. URL consultato il 19 maggio 2015.
  35. ^ (EN) Top Selling Albums of 1983, Recording Industry Association of New Zealand. URL consultato il 19 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 25 marzo 2016).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Del Castello, Mark Knopfler. Il crogiolo dei generi culturali, Lanciano, Move Editore, 2005, ISBN non esistente, ..
  • Colin Irwin, Dire Straits, Bresso, Gruppo Editoriale Futura, 1994, ISBN 1-85797-584-7, ..
  • Giulio Nannini, Mauro Ronconi, Le canzoni dei Dire Straits, Milano, Editori Riuniti, 2003, ISBN 88-359-5319-7, ..
  • (EN) Michael Oldfield, Dire Straits, Londra, Sidgwick & Jackson, 1984, ISBN 0-283-98995-5, ..
  • Giancarlo Passarella, Dire Straits – Solid Rock, Bresso, Music Makers, 2000, ISBN 88-86129-02-5, ..
  • Giancarlo Passarella, Manuali rock: Dire Straits – Storie e interviste, Roma, Arcana editrice, 1994, ISBN 978-88-7966-042-6, ..
  • Betty Shapiro, Dire Straits – Studio su testi e musiche, Milano, Kaos Edizioni, 1989, ISBN non esistente, ..
  • Alessandra Ziliani, Dire Straits & rock-poesia, Milano, Arti grafiche AGEL, 1982. ISBN non esistente.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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