Love over Gold

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Love over Gold
Artista Dire Straits
Tipo album Studio
Pubblicazione 20 settembre 1982
Durata 41 min : 30 s
Dischi 1
Tracce 5
Genere Rock progressivo[1][2]
Roots rock[3]
Elementi jazz[3]
Etichetta Warner Bros. Records, Vertigo Records, Mercury Records
Produttore Mark Knopfler
Registrazione giugno 1982 ai Power Station di New York
Certificazioni
Dischi d'oro 4 Spagna Spagna[4]
(vendite: 50 000+)
Dischi di platino 9
Dire Straits - cronologia
Album precedente
(1980)
Album successivo
(1984)

Love over Gold è un album dei Dire Straits registrato nel giugno 1982 ai Power Station di New York.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Con 10 milioni di copie vendute, è uno dei dischi di maggior successo dei Dire Straits ed è spesso considerato uno degli album migliori nella produzione della band di Mark Knopfler. L'album arriva in prima posizione nella UK Albums Chart (per quattro settimane), in Italia, Austria, Paesi Bassi (per sei settimane), Norvegia (per cinque settimane) e Nuova Zelanda (per dodici settimane), in seconda in Svezia ed in quarta in Germania.

Telegraph Road è un lungo brano rock che caratterizza l'album con il suo assolo di chitarra. Il singolo di lancio in Europa, Private Investigations, è invece un brano ricco di sperimentazione: Mark Knopfler registra e fa mixare nel brano il rumore della sua camminata, di una monetina che gira su un tavolo e di un bicchiere che si rompe.

La copertina dell'album raffigura un lampo di tuono nel buio della notte.

Il videoclip di Love over Gold è stato il primo mai trasmesso in Italia, e comparve per la prima volta nella trasmissione Mister Fantasy di Carlo Massarini.

I brani[modifica | modifica wikitesto]

Telegraph Road[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Telegraph Road.

Private Investigations[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Private Investigations.

Industrial Disease[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Industrial Disease.

A dispetto del tono apparentemente disimpegnato suggerito dalla vivace melodia dell'organo, Industrial Disease è un brano segnato da una forte connotazione politica: il testo della canzone, denunciando i problemi della società contemporanea, critica il consumismo, il capitalismo e di riflesso il liberismo[5]. Il pezzo è stato proposto in concerto nel corso delle tournée Dire Straits 1982/3 e Live in 85/6.

Love over Gold[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Love over Gold (brano musicale).

Protagonista della title track è una figura femminile fragile, incoerente e scostante[6]. Dal punto di vista musicale, la canzone presenta evidenti ascendenze jazz e un arrangiamento estremamente elegante, costruito intorno al dialogo tra la chitarra di Knopfler e il vibrafono di Mike Mainieri[6]. Una breve versione dal vivo di Love over Gold, tratta dall'album Alchemy: Dire Straits Live, è stata distribuita come singolo[7].

It Never Rains[modifica | modifica wikitesto]

It Never Rains è un brano affine a Telegraph Road per impostazione stilistica[8]. Il testo si configura come una sorta di invettiva dell'io lirico nei confronti di una figura femminile che si è comportata in modo cinico verso di lui, ferendo i suoi sentimenti; il tono del narratore – inizialmente pacato – si fa progressivamente più aspro, lasciando spazio infine ad una lunga coda strumentale sostenuta dai fraseggi chitarristici di Knopfler[8].

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Telegraph Road - 14:30
  2. Private Investigations - 6:50
  3. Industrial Disease - 5:50
  4. Love over Gold - 6:20
  5. It Never Rains - 8:00

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Dire Straits[modifica | modifica wikitesto]

Altri musicisti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Stephen Thomas Erlewine, Dire Straits – Love over Gold, allmusic.com. URL consultato il 10 marzo 2013.
  2. ^ (EN) Dire Straits – Love over Gold, herbmusic.net. URL consultato il 10 marzo 2013.
  3. ^ a b Nannini e Ronconi, pp. 69-85.
  4. ^ Productores de Música de España, Solo Exitos 1959–2002 Ano A Ano: Certificados 1991–1995, 1ª ed., ISBN 84-8048-639-2.
  5. ^ Nannini e Ronconi, pp. 78-81.
  6. ^ a b Nannini e Ronconi, pp. 81-83.
  7. ^ Giancarlo Passarella, Discografia, in Nannini e Ronconi, p. 227.
  8. ^ a b Nannini e Ronconi, pp. 83-85.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Del Castello, Mark Knopfler. Il crogiolo dei generi culturali, Lanciano, Move Editore, 2005, ISBN non esistente, ..
  • Colin Irwin, Dire Straits, Bresso, Gruppo Editoriale Futura, 1994, ISBN 1-85797-584-7, ..
  • Giulio Nannini, Mauro Ronconi, Le canzoni dei Dire Straits, Milano, Editori Riuniti, 2003, ISBN 88-359-5319-7, ..
  • (EN) Michael Oldfield, Dire Straits, Londra, Sidgwick & Jackson, 1984, ISBN 0-283-98995-5, ..
  • Giancarlo Passarella, Dire Straits – Solid Rock, Bresso, Music Makers, 2000, ISBN 88-86129-02-5, ..
  • Giancarlo Passarella, Manuali rock: Dire Straits – Storie e interviste, Roma, Arcana editrice, 1994, ISBN 978-88-7966-042-6, ..
  • Betty Shapiro, Dire Straits – Studio su testi e musiche, Milano, Kaos Edizioni, 1989, ISBN non esistente, ..
  • Alessandra Ziliani, Dire Straits & rock-poesia, Milano, Arti grafiche AGEL, 1982. ISBN non esistente.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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