On Every Street

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On Every Street
ArtistaDire Straits
Tipo albumStudio
Pubblicazione9 settembre 1991
Durata60:45
Dischi1
Tracce12
GenereRoots rock[1][2]
Country rock[1][2]
Blues rock[1][2]
Elementi folk rock[1]
EtichettaVertigo Records
ProduttoreMark Knopfler, Alan Clark
Registrazionenovembre 1990-maggio 1991, AIR Studios di Londra
Certificazioni
Dischi di platinoAustralia Australia (2)[3]
(vendite: 140 000+)
Austria Austria[4]
(vendite: 50 000+)
Canada Canada (2)[5]
(vendite: 200 000+)
Finlandia Finlandia[6]
(vendite: 90 664[7])
Germania Germania[8]
(vendite: 500 000+)
Italia Italia (6)[9]
(vendite: 600 000+)
Regno Unito Regno Unito (2)[10]
(vendite: 600 000+)
Spagna Spagna (4)[11]
(vendite: 400 000+)
Stati Uniti Stati Uniti[12]
(vendite: 1 000 000+)
Svizzera Svizzera (4)[13]
(vendite: 200 000+)
Dischi di diamanteFrancia Francia[14]
(vendite: 1 000 000+)
Dire Straits - cronologia
Album precedente
(1988)
Album successivo
(1993)
Singoli
  1. Calling Elvis
    Pubblicato: 19 agosto 1991
  2. Heavy Fuel
    Pubblicato: 21 ottobre 1991
  3. On Every Street
    Pubblicato: 17 febbraio 1992
  4. The Bug
    Pubblicato: 15 giugno 1992
  5. You and Your Friend
    Pubblicato: 1992
  6. Ticket to Heaven
    Pubblicato: 1994

On Every Street è il sesto e ultimo album in studio del gruppo rock britannico Dire Straits, pubblicato nel 1991.

Si stima che abbia venduto oltre 10 milioni di copie in tutto il mondo. Fu l'ultimo album di inediti pubblicato dal gruppo, prima del definitivo scioglimento e dell'inizio della carriera solista del leader Mark Knopfler.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Le sonorità di quest'album abbandonano parzialmente quel rock'n'roll classico caratterizzato da una chitarra molto pulita che si era vista nei precedenti album, abbracciando invece suoni leggermente distorti. Gran parte dei pezzi sono chiaramente influenzati dal rock-country americano classico e quello anni '80, un pezzo blues e un rockabilly molto raffinato e un pezzo rock-country molto innovativo.

In seguito alla pubblicazione, la band inizia un lungo tour (l'ultimo dei Dire Straits) che terminerà nel 1993; alcune date del concerto vennero registrate e inserite nell'album live On The Night pubblicato nel 1993.

On Every Street è stato pubblicato a distanza di sei anni dal penultimo album Brothers in Arms del 1985; pur non eguagliando il record di vendite ottenuto con il precedente disco, l'album raccoglie un ottimo successo e raggiunge la prima posizione nel Regno Unito, in Italia, Francia, Australia, Svizzera (per 2 settimane), Austria (per 4 settimane), Paesi Bassi (per 10 settimane), Svezia, Norvegia (per 2 settimane) e Nuova Zelanda.

I brani[modifica | modifica wikitesto]

Calling Elvis[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Calling Elvis.

On Every Street[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: On Every Street (singolo).

La title track – costantemente riproposta nei concerti del 1991-1992 con un riarrangiamento della lunga coda strumentale – rappresenta uno dei brani più significativi dell'album; il testo riflette le considerazioni amare di un uomo esasperato dalla solitudine e impegnato nella difficile ricerca dell'anima gemella[15].

Fade to Black[modifica | modifica wikitesto]

Il tono introspettivo e malinconico del brano – connotato da marcate tinte blues – enfatizza lo stato d'animo del narratore, profondamente deluso e ferito dall'atteggiamento spregiudicato della figura femminile che viene ritratta nei versi iniziali della canzone[16].

When It Comes to You[modifica | modifica wikitesto]

The Bug[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: The Bug.

Nel brano The Bug, l'andamento allegro della musica – che presenta evidenti ascendenze rockabilly e country rock – accompagna un testo che con ironia invita a riflettere sulla precarietà dell'esistenza e la mutevolezza delle vicende umane[17]. La canzone è stata suonata dal vivo nel corso dell'On Every Street World Tour.

You and Your Friend[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: You and Your Friend.

Heavy Fuel[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Heavy Fuel.

Iron Hand[modifica | modifica wikitesto]

Il brano folk rock Iron Hand si configura come un'autentica canzone di protesta riferita all'episodio dello sciopero dei minatori inglesi del 1989, che venne represso con violenza dalla polizia; pur senza citarla esplicitamente, il testo manifesta una forte critica all'operato del primo ministro Margaret Thatcher, soprannominata «the Iron Lady» (da cui il titolo del brano)[18].

Ticket to Heaven[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ticket to Heaven.

Ticket to Heaven denuncia l'ipocrisia di certi predicatori religiosi, apparentemente dediti al lusso più che alla spiritualità[19].

My Parties[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un altro testo sarcastico, simile nei toni a Heavy Fuel, che prende di mira la superficialità di chi si cura solamente delle apparenze e del benessere materiale[20].

Planet of New Orleans[modifica | modifica wikitesto]

Sotto il profilo compositivo è uno dei brani più ambiziosi dell'album, essendo costruito intorno a un dialogo articolato fra la Pensa-Suhr di Mark Knopfler, la pedal steel guitar di Paul Franklin e il sassofono di Chris White[21]. Il testo, invero piuttosto ermetico, esprime il rimpianto e la sofferenza dell'io lirico per la fine di un amore; come si desume dal titolo, la vicenda è ambientata a New Orleans[21].

How Long[modifica | modifica wikitesto]

Il disco si conclude con il country rock di How Long[22].

Accoglienza critica[modifica | modifica wikitesto]

Recensioni professionali
Recensione Giudizio
AllMusic[23] 2/5 stelle
Rolling Stone[24] 3/5 stelle

Pubblicato più di sei anni dopo il grande successo internazionale di Brothers in Arms, il disco secondo la critica rispettò solo in parte le aspettative. Nella recensione retrospettiva per AllMusic, William Ruhlmann ha dato all'album un giudizio poco positivo di due stelle su cinque, definendolo «una delusione» e «non il ritorno che ci si aspettava»[23].

Nella sua recensione per la rivista Rolling Stone, Don McLeese scrisse che «Knopfler ha realizzato un album che si colloca a metà strada tra una radicale reinvenzione dei Dire Straits e il passo successivo verso un continuum del mega-platino Brothers in Arms»[24]. Il critico notò che «mentre il materiale più accessibile offre i maggiori piaceri musicali, alcuni dei pezzi più lunghi sembrano semplici esercizi di stile»[24]. Concluse che l'album «riconferma che Knopfler è un chitarrista impeccabile, un musicista di gusto squisito - ma in parte dimostra che l'impeccabilità nel rock è spesso una virtù minore e il buon gusto è un percorso scorrevole verso la noia»[24].

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Calling Elvis – 6:27
  2. On Every Street – 5:04
  3. When It Comes to You – 5:01
  4. Fade to Black – 3:50
  5. The Bug – 4:16
  6. You and Your Friend – 6:00
  7. Heavy Fuel – 5:01
  8. Iron Hand – 3:10
  9. Ticket to Heaven – 4:25
  10. My Parties – 5:32
  11. Planet of New Orleans – 7:50
  12. How Long – 3:50

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Dire Straits[modifica | modifica wikitesto]

Altri musicisti[modifica | modifica wikitesto]

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifiche di fine anno[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (1991) Posizione
Australia[34] 25
Austria[35] 15
Canada[36] 20
Francia[37] 5
Germania[38] 12
Italia[30] 10
Nuova Zelanda[39] 26
Paesi Bassi[40] 1
Regno Unito[41] 14
Spagna[32] 7
Svizzera[42] 36

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Nannini e Ronconi, pp. 105-125.
  2. ^ a b c (EN) Dire Straits – On Every Street, herbmusic.net. URL consultato il 10 marzo 2013.
  3. ^ (EN) Gavin Ryan, Australia's Music Charts 1988-2010, Mt. Martha, VIC, Australia, Moonlight Publishing, 2011.
  4. ^ (DE) Verband der Österreichischen Musikwirtschaft, IFPI Austria. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  5. ^ (EN) Gold/Platinum, Music Canada. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  6. ^ Kultalevyjen myöntämisrajat, Musiikkituottajat.
  7. ^ Dire Straits, Musiikkituottajat.
  8. ^ (DE) Gold/Platin Datenbank, Bundesverband Musikindustrie. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  9. ^ Concerti: dopo nove anni i Dire Straits tornano in Italia, Adnkronos, 31 luglio 1992. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  10. ^ (EN) BRIT Certified, British Phonographic Industry. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  11. ^ Productores de Música de España, Solo Exitos 1959–2002 Ano A Ano, 1ª ed., ISBN 84-8048-639-2.
  12. ^ (EN) Dire Straits, On Every Street – Gold & Platinum, RIAA. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  13. ^ (DE) Edelmetall, Schweizer Hitparade. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  14. ^ (FR) Les Certifications depuis 1973, Infodisc.fr. URL consultato il 14 febbraio 2016. Selezionare "DIRE STRAITS" e premere "OK".
  15. ^ Nannini e Ronconi, pp. 110-111.
  16. ^ Nannini e Ronconi, pp. 113-114.
  17. ^ Nannini e Ronconi, pp. 114-115.
  18. ^ Nannini e Ronconi, pp. 118-119.
  19. ^ Nannini e Ronconi, pp. 120-121.
  20. ^ Nannini e Ronconi, pp. 121-123.
  21. ^ a b Nannini e Ronconi, pp. 123-125.
  22. ^ Nannini e Ronconi, p. 125.
  23. ^ a b (EN) William Ruhlmann, On Every Street, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 10 marzo 2013.
  24. ^ a b c d (EN) Don McLeese, On Every Street, in Rolling Stone, 17 ottobre 1991. URL consultato il 4 dicembre 2012.
  25. ^ a b c d e f g h (NL) Dire Straits - On Every Street, Ultratop. URL consultato il 19 maggio 2015.
  26. ^ (EN) Top Albums (PDF), su Collectionscanada.gc.ca, Library and Archives Canada. URL consultato il 19 maggio 2015.
  27. ^ (EN) Album artist - Dire Straits, Tsort. URL consultato il 19 maggio 2015.
  28. ^ (FI) Timo Pennanen, Sisältää hitin - levyt ja esittäjät Suomen musiikkilistoilla vuodesta 1972, 1ª ed., Helsinki, Kustannusosakeyhtiö Otava, 2006, ISBN 978-951-1-21053-5.
  29. ^ (FR) Le Détail des Albums de chaque Artiste, Infodisc.fr. URL consultato il 19 maggio 2015. Selezionare "DIRE STRAITS" e premere "OK".
  30. ^ a b Gli album più venduti del 1991, hitparadeitalia.it. URL consultato il 19 maggio 2015.
  31. ^ (EN) Official Albums Chart Top 75: 15 September 1991 - 21 September 1991, Official Charts Company. URL consultato il 19 maggio 2015.
  32. ^ a b (ES) Fernando Salaverri, Sólo éxitos: año a año, 1959–2002, 1ª ed., Spagna, Fundación Autor-SGAE, settembre 2005, ISBN 84-8048-639-2.
  33. ^ (EN) Dire Straits - Chart history, Billboard. URL consultato il 19 maggio 2015.
  34. ^ (EN) ARIA Charts - End Of Year Charts - Top 50 Albums 1991, Australian Recording Industry Association. URL consultato il 19 maggio 2015.
  35. ^ (DE) Austriancharts – Jahreshitparade 1991, austriancharts.at. URL consultato il 19 maggio 2015.
  36. ^ (EN) Top 100 Albums of 1991, su collectionscanada.gc.ca, Library and Archives Canada. URL consultato il 19 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 2 maggio 2015).
  37. ^ (FR) Les Albums (CD) de 1991 par InfoDisc, Infodisc.fr. URL consultato il 19 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 6 gennaio 2013).
  38. ^ (DE) Album – Jahrescharts 1991, offiziellecharts.de. URL consultato il 19 maggio 2015.
  39. ^ (EN) Top Selling Albums of 1991, Recording Industry Association of New Zealand. URL consultato il 19 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  40. ^ (NL) Jaaroverzichten 1991, dutchcharts.nl. URL consultato il 19 maggio 2015.
  41. ^ (EN) Complete UK Year-End Album Charts, chartheaven. URL consultato il 19 maggio 2015 (archiviato dall'url originale l'11 gennaio 2012).
  42. ^ (DE) Schweizer Jahreshitparade 1991, hitparade.ch. URL consultato il 19 maggio 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Del Castello, Mark Knopfler. Il crogiolo dei generi culturali, Lanciano, Move Editore, 2005, ISBN non esistente.
  • Colin Irwin, Dire Straits, Bresso, Gruppo Editoriale Futura, 1994, ISBN 1-85797-584-7.
  • Giulio Nannini, Mauro Ronconi, Le canzoni dei Dire Straits, Milano, Editori Riuniti, 2003, ISBN 88-359-5319-7.
  • Giancarlo Passarella, Dire Straits – Solid Rock, Bresso, Music Makers, 2000, ISBN 88-86129-02-5.
  • Giancarlo Passarella, Manuali rock: Dire Straits – Storie e interviste, Roma, Arcana editrice, 1994, ISBN 88-7966-042-X.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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