Dire Straits (album)

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Dire Straits
Artista Dire Straits
Tipo album Studio
Pubblicazione 8 giugno 1978
Durata 42 min : 12 s
Dischi 1
Tracce 9
Genere Roots rock[1][2][3]
Pub rock[1][2][3]
Blues rock[1][2]
Elementi country e jazz[2]
Etichetta Vertigo Records
Produttore Muff Winwood
Registrazione 1978
Note rimasterizzato da Bob Ludwig nel 1996
Certificazioni
Dischi d'oro Italia Italia[4]
(vendite: 25 000+)
Dischi di platino Canada Canada (4)[5]
(vendite: 400 000+)
Francia Francia[6]
(vendite: 400 000+)
Germania Germania[7]
(vendite: 500 000+)
Nuova Zelanda Nuova Zelanda[8]
(vendite: 15 000+)
Regno Unito Regno Unito (2)[9]
(vendite: 600 000+)
Stati Uniti Stati Uniti (2)[10]
(vendite: 2 000 000+)
Svizzera Svizzera (2)[11]
(vendite: 100 000+)
Dire Straits - cronologia
Album precedente
Album successivo
(1979)
Singoli
  1. Sultans of Swing
    Pubblicato: maggio 1978

Dire Straits è il primo album in studio dell'omonimo gruppo musicale inglese.

Il suo immediato successo di critica e di vendite (12 milioni di copie vendute) sancì l'inizio della fortunata carriera del gruppo e soprattutto del suo leader Mark Knopfler.

L'album arriva in prima posizione in Australia per tre settimane ed in Francia, in seconda nella Billboard 200 ed in Nuova Zelanda, in terza in Germania e Paesi Bassi, in quinta nella UK Albums Chart, in sesta in Svezia ed in decima in Norvegia.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

L'album venne registrato nel mese di febbraio 1978 ai Basing St. Studios di Londra; il tecnico del suono è Rhett Davies.

Quasi tutto il materiale è tratto da quanto i Dire Straits avevano fino ad allora proposto nelle loro esibizioni in piccoli locali e club londinesi.

Le sonorità un po' déjà vu ma sempre molto fresche e le liriche moderne, pur non rispecchiando la temperie punk all'epoca imperante, resero l'album piacevole e facilmente fruibile in particolar modo al pubblico radiofonico che ne decretò immediatamente il successo. La copertina dell'album raffigura un quadro di Chuck Loyola.

I brani[modifica | modifica wikitesto]

Down to the Waterline[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Down to the Waterline.

Water of Love[modifica | modifica wikitesto]

Il brano fu prescelto per il primo demo della band insieme a Sultans of Swing, Down to the Waterline, Wild West End e Sacred Loving, una canzone di David Knopfler successivamente accantonata. Il testo di Water of Love è costruito sul monologo di un uomo tormentato dalla solitudine, che paragona il suo bisogno di essere amato alla necessità vitale di un elemento indispensabile come l'acqua[12]. Un'esecuzione dal vivo della canzone è stata inserita nell'album Live at the BBC[13]. Il pezzo è stato suonato anche dai Notting Hillbillies.

Setting Me Up[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un brano dalle sonorità country rock, connotato da una marcata spontaneità espressiva; il testo mette a tema una relazione sentimentale travagliata[14]. Setting Me Up è stata la prima canzone dei Dire Straits ad essere interpretata da altri artisti (Albert Lee ed Eric Clapton) ed è entrata anche nel repertorio dei Notting Hillbillies[14].

Six Blade Knife[modifica | modifica wikitesto]

Vicino a Setting Me Up per tematiche, ma caratterizzato da un andamento musicale più tranquillo[15], il brano Six Blade Knife ha costituito una presenza fissa nelle scalette delle prime due tournée del gruppo; è contenuto anche nell'album Live at the BBC[13]. Il titolo della canzone viene richiamato nel testo di Tunnel of Love e in alcune versioni dal vivo di Walk of Life[15].

Southbound Again[modifica | modifica wikitesto]

Southbound Again è un brano contraddistinto da un tono introspettivo e da una forte impronta autobiografica: il protagonista della canzone è costretto a trasferirsi più volte verso sud esattamente come Mark Knopfler, spostatosi dapprima da Glasgow a Blyth quando era bambino, poi a Leeds per studiare e lavorare, ed infine a Londra per coltivare le proprie aspirazioni di musicista[16].

Sultans of Swing[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sultans of Swing.

In the Gallery[modifica | modifica wikitesto]

La canzone è incentrata sulla figura dello scultore Harry Phillips, padre del musicista Steve con il quale Mark Knopfler aveva formato un duo chiamato The Duolian String Pickers[17]. Il testo critica l'ipocrisia di alcuni mercanti d'arte, che per proprio tornaconto personale disprezzavano l'opera di Phillips per poi rivalutarlo soltanto dopo la sua morte[17].

Wild West End[modifica | modifica wikitesto]

Il brano racconta con dovizia di particolari alcune vicissitudini quotidiane ambientate nel West End di Londra[18]. Una versione dal vivo del pezzo è stata inclusa nell'album Live at the BBC[13].

Lions[modifica | modifica wikitesto]

Lions è una delle canzoni più rappresentative dell'approccio stilistico dei primi Dire Straits[19]: regolarmente suonata dal vivo fino al 1981, è presente anche nell'album Live at the BBC[13].

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Down to the Waterline - 4:01
  2. Water of Love - 5:22
  3. Setting Me Up - 3:20
  4. Six Blade Knife - 4:10
  5. Southbound Again - 3:10
  6. Sultans of Swing - 5:48
  7. In the Gallery - 6:15
  8. Wild West End - 4:42
  9. Lions - 4:54

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Nannini e Ronconi, pp. 11-29.
  2. ^ a b c d (EN) Stephen Thomas Erlewine, Dire Straits – Dire Straits, allmusic.com. URL consultato il 10 marzo 2013.
  3. ^ a b (EN) Dire Straits – Dire Straits, herbmusic.net. URL consultato il 10 marzo 2013.
  4. ^ Certificazioni, Federazione Industria Musicale Italiana. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  5. ^ (EN) Gold/Platinum, Music Canada. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  6. ^ (FR) Les Certifications depuis 1973, Infodisc.fr. URL consultato il 14 febbraio 2016. Selezionare "DIRESTRAITS" e premere "OK"
  7. ^ (DE) Gold/Platin Datenbank, Bundesverband Musikindustrie. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  8. ^ (EN) Dean Scapolo, The Complete New Zealand Music Charts: 1966–2006, Wellington, Dean Scapolo and Maurienne House, 2007, ISBN 978-1-877443-00-8.
  9. ^ (EN) Certified Awards, British Phonographic Industry. Digitare "Dire Straits" in "Keywords", dunque premere "Search".
  10. ^ (EN) Gold & Platinum, RIAA. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  11. ^ (DE) Edelmetall, Schweizer Hitparade. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  12. ^ Nannini e Ronconi, pp. 17-18.
  13. ^ a b c d Giancarlo Passarella, Discografia, in Nannini e Ronconi, p. 226.
  14. ^ a b Nannini e Ronconi, pp. 19-20.
  15. ^ a b Nannini e Ronconi, pp. 20-21.
  16. ^ Nannini e Ronconi, pp. 21-22.
  17. ^ a b Nannini e Ronconi, pp. 24-26.
  18. ^ Nannini e Ronconi, pp. 26-28.
  19. ^ Nannini e Ronconi, pp. 28-29.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Del Castello, Mark Knopfler. Il crogiolo dei generi culturali, Lanciano, Move Editore, 2005, ISBN non esistente, ..
  • Colin Irwin, Dire Straits, Bresso, Gruppo Editoriale Futura, 1994, ISBN 1-85797-584-7, ..
  • Giulio Nannini, Mauro Ronconi, Le canzoni dei Dire Straits, Milano, Editori Riuniti, 2003, ISBN 88-359-5319-7, ..
  • (EN) Michael Oldfield, Dire Straits, Londra, Sidgwick & Jackson, 1984, ISBN 0-283-98995-5, ..
  • Giancarlo Passarella, Dire Straits – Solid Rock, Bresso, Music Makers, 2000, ISBN 88-86129-02-5, ..
  • Giancarlo Passarella, Manuali rock: Dire Straits – Storie e interviste, Roma, Arcana editrice, 1994, ISBN 978-88-7966-042-6, ..
  • Betty Shapiro, Dire Straits – Studio su testi e musiche, Milano, Kaos Edizioni, 1989, ISBN non esistente, ..
  • Alessandra Ziliani, Dire Straits & rock-poesia, Milano, Arti grafiche AGEL, 1982. ISBN non esistente.
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