Lawrence d'Arabia (film)
Lawrence d'Arabia (Lawrence of Arabia) è un film del 1962 diretto da David Lean.
La pellicola è un colossal storico biografico che ha vinto sette premi Oscar, tra cui quelli per il miglior film e la miglior regia.
Trama
[modifica | modifica wikitesto]Regno Unito, 1935. Un uomo in motocicletta percorre una strada di campagna inglese, accelerando. All'improvviso, si trova di fronte alcuni ciclisti che procedono in senso contrario; cercando di evitarli, esce di strada e la caduta gli è fatale.
Una folla composta da importanti personalità militari, politiche e della stampa, insieme a gente comune, partecipa commossa ai suoi funerali nella cattedrale di San Paolo, a Londra: l'uomo perito nell'incidente è Thomas Edward Lawrence e un giovane giornalista chiede ai presenti notizie su di lui. Tutti gli intervistati concordano sulla straordinarietà del personaggio, ma nessuno si sbilancia.
La storia torna indietro di vent'anni, al Cairo, in Egitto, dove, durante la prima guerra mondiale, il tenente Lawrence ricopre l'incarico di cartografo e corrispondente nello stato maggiore del generale Archibald Murray, a capo dell'Ufficio Arabo (Arab Bureau). Lawrence è interessato ai movimenti delle tribù arabe, tanto da riportare sulla rivista dell'Esercito il loro tentativo di attacco alla città di Medina, presidiata dai turchi, che è passato quasi inosservato al comando britannico. Egli ha conseguito un dottorato di ricerca in archeologia e possiede, pertanto, una solida preparazione umanistica, conosce l'arabo e la cultura islamica, tanto da ritenere che le tribù, se indirizzate verso un obiettivo comune, possano costituire un prezioso alleato nella guerra contro l'Impero ottomano.

L'occasione arriva nel momento in cui, su richiesta di Mr. Dryden, consulente politico e diplomatico, Lawrence è convocato dal generale Murray il quale, non senza reticenze e con un certo scetticismo, gli affida l'incarico di raggiungere il colonnello Harry Brighton, che sta svolgendo l'incarico di consigliere dell'Emiro arabo Fayṣal, per capire e valutare le sue intenzioni sul ruolo degli arabi nella guerra e nel quadro politico che potrebbe delinearsi in futuro. Dryden, al pari di Lawrence, ha ricevuto le stesse impressioni dal loro tentativo di attacco a Medina, e intende scoprire se, e come, essi possano essere utilizzati contro i turchi.
Lawrence intraprende il viaggio nel deserto, accompagnato da un beduino che funge da guida, e insieme attraversano le terre delle varie tribù, che sembrano vivere ancora secondo le loro consuetudini secolari. Durante la traversata stringono amicizia, ma durante la sosta presso un pozzo d'acqua il nomade viene ucciso dallo Sharīf ʿAlī ibn al-Kharīsh, per aver attinto acqua senza permesso da un pozzo di proprietà della sua tribù. Il duro scambio di opinioni che segue tra Lawrence e Alī, fa capire al tenente quanto vivi siano ancora gli usi e gli attriti tribali in Arabia e lo induce a proseguire da solo. Per sua fortuna l'accampamento di Faysal è ormai vicino.
La sera stessa ʿAlī raggiunge Lawrence, il colonnello britannico e Fayṣal nella tenda di questi e tutti espongono le loro valutazioni sulle possibilità degli arabi di condurre una guerra contro un esercito moderno: il colonnello insiste perché l'armata araba ripieghi a Yanbuʿ, al riparo dalle incursioni turche, mentre Lawrence suggerisce la creazione di unità mobili che possano colpire velocemente nel deserto, utilizzando la tattica che i beduini da sempre conoscono, rendendo possibile la conquista di Damasco, antica capitale omayyade, argomento suggestivo per un discendente di Maometto come l'Emiro. Il principe rimane favorevolmente impressionato sia dalle parole del giovane ufficiale sia dal suo atteggiamento apertamente filo-arabo, nonché dalla sua conoscenza del Corano, ma prudentemente accoglie il consiglio del colonnello.
Dopo un breve ritiro solitario nel deserto, Lawrence capisce che bisogna prendere Aqaba, la piazzaforte costiera turca, imprendibile dal mare a causa dei cannoni da 305 mm messi a sua difesa. Essi sono però in postazioni fisse, non orientabili per respingere un attacco dall'entroterra. Comunica il suo piano ad ʿAlī, ma questi sa bene che per raggiungerla via terra l'unica strada è il deserto del Nefud e gli fa presente che l'impresa sarebbe in ogni caso impossibile con i soli 50 uomini che il principe è disposto a concedere al tenente. Questo tuttavia non scoraggia Lawrence, che è disponibile a rischiare contando sul fatto che, al di là del deserto, si estende il territorio degli Howeytat, una tribù che spesso ricorre a razzie per sopravvivere, composta da guerrieri di grande valore, che certamente si uniranno a loro per la conquista della città.

L'attraversamento del Nefud, dopo grandi difficoltà, è un successo e Lawrence, divenuto un mito agli occhi dei compagni, con il nome di El Orens o semplicemente Orens, trova in Awda Abu Tayi, condottiero degli Howeytat, il combattente ideale e Aqaba viene conquistata con un attacco a sorpresa da terra.
Per portare la notizia della conquista di Aqaba a conoscenza del comando britannico al Cairo, Lawrence fa velocemente ritorno nella capitale egiziana, attraversando il deserto del Sinai, in modo da dare ai superiori il tempo di studiare una nuova strategia e di corrispondere ad Awda il premio che gli era stato promesso per la conquista di Aqaba. Quando, stremato e ormai senza forze, Lawrence arriva al canale di Suez, raggiunge il Quartier Generale britannico e viene ricevuto dal nuovo comandante dell'Ufficio arabo, il generale Allenby, che si mostra entusiasta per la sua impresa, lo promuove al grado di maggiore e acconsente a fornirgli tutto l'equipaggiamento necessario per formare un'armata araba che affiancherà le forze inglesi nella guerra per la conquista della Palestina. A insaputa di Lawrence, però, il generale è al corrente che il governo di Londra ha già deciso che i possedimenti turchi diverranno protettorato britannico.
Tornato tra gli arabi, Lawrence, ormai figura carismatica, intraprende la lotta con i metodi che aveva in precedenza suggerito all'Emiro, dimostrandosi particolarmente efficace nel colpire la ferrovia costruita dall'Impero tedesco, che collega Medina a Damasco, fondamentale per il trasporto dei rifornimenti turchi. Lawrence è sempre più conquistato dallo spirito di indipendenza arabo e dal fascino di quella terra. Le tribù arabe sono unite saldamente a lui nel nome dell'emiro Faysal e combattono sempre più tenacemente per la propria indipendenza, tanto che le sue gesta attirano l'attenzione della stampa mondiale, affascinata dall'idea di un eroe romantico alla guida di un popolo che sta risorgendo. È da questo momento che Lawrence viene seguito dal giornalista del Chicago Tribune Jackson Bentley, il quale è in cerca di un personaggio suggestivo, capace di convincere gli Stati Uniti, finora neutrali, a scendere in guerra.
Le azioni proseguono con successo, ma l'armata lentamente inizia a dissolversi poiché le tribù, terminata la loro "stagione di caccia", rientrano una dopo l'altra ai loro campi invernali. Lawrence, rimasto con una ventina di uomini, punta verso Dar'a, anche se i pochi rimasti sono scettici sulla possibilità di conquistarla. In compagnia di ʿAlī, vi si reca con l'intenzione di suscitare una rivolta tra gli abitanti, ma viene fermato da una pattuglia di soldati turchi e condotto al comando locale. Non viene riconosciuto ma, tentando di ribellarsi alle molestie sessuali del comandante, viene frustato. Rilasciato durante la notte Lawrence è ora un uomo distrutto e umiliato e abbandona ʿAlī e i suoi seguaci per fare ritorno al Cairo, sperando di ricevere un altro incarico, lontano dall'attenzione dei suoi superiori e dell'opinione pubblica.
In Egitto, apprende che il governo britannico e quello francese hanno stipulato l'accordo Sykes-Picot per spartirsi l'Impero ottomano e che l'Arabia è compresa in quell'accordo. Sdegnato da queste rivelazioni, e ancora sconvolto per quanto gli è successo durante la breve prigionia, chiede il trasferimento, ma il generale Allenby, dopo averlo persuaso ad aprirsi su quanto gli è accaduto, lo convince a rimanere perché è prevista a breve l'offensiva contro Damasco e un'armata araba che tenga impegnati i turchi è assolutamente necessaria per la riuscita del piano, tanto da essere disponibile a fornire a Lawrence qualsiasi somma di denaro occorra per riunire tutte le tribù per realizzare l'impresa.

Lawrence, tornato tra gli arabi, riesce nel tentativo di radunarli, promettendo loro Damasco, ma il suo atteggiamento è ora differente: si crea una guardia del corpo, composta da fuorilegge e assassini, suscitando le perplessità di ʿAlī e degli altri capi. La sua offensiva è tanto brutale quanto veloce, tanto da suscitare la preoccupazione nel comando britannico che l'armata araba possa arrivare a Damasco prima dell'esercito inglese. Allenby, per cercare di rallentarlo, gli fornisce informazioni su una brigata turca in ritirata e, nonostante le suppliche di ʿAlī per proseguire verso Damasco, Lawrence attacca le truppe turche, senza fare prigionieri.[1] Nonostante il ritardo, riesce comunque ad arrivare a Damasco per primo.
Allenby e Dryden raggiungono dopo pochi giorni la città, dove nel frattempo Lawrence, insieme ai capi tribù, ha costituito un Consiglio Arabo per governare in nome di Faysal, in attesa della sua incoronazione; la politica tuttavia è cosa sconosciuta ai beduini e gli antichi odi tribali, mai sopiti, hanno la meglio, tanto che, impossibilitati a gestire una città in preda al caos dopo la fine della battaglia, la abbandonano, gettando Lawrence nello sconforto.

Il colpo di grazia avviene nella riunione tra Allenby, Dryden e l'emiro Faysal, nel frattempo sopraggiunto. L'azione di Lawrence, promosso al grado di colonnello, viene sacrificata alla politica ed egli stesso viene abbandonato anche dall'Emiro, che sospetta una doppiezza nei suoi confronti e un allineamento agli intenti britannici. Faysal sembra ritenerlo un personaggio ormai scomodo per le future trattative,[2] suscitando la reazione del colonnello Brighton. Questi, abbandonata la riunione, cerca di raggiungere Lawrence, ma egli si è già allontanato e, percorrendo a ritroso la strada che lo aveva visto dirigersi verso la vittoria, con sguardo assente osserva per l'ultima volta il deserto.
Personaggi
[modifica | modifica wikitesto]- Thomas Edward Lawrence, interpretato da Peter O'Toole: militare, avventuriero, spia e condottiero enigmatico e dotato di grande carisma, che vede frustrato il suo sogno di un regno arabo unito.
- Il Principe Faysal, interpretato da Alec Guinness: dotato di grande lungimiranza politica e di una moderna visione dei media, che utilizza per i suoi scopi.
- Lo Sceriffo ʿAlī ibn al-Kharīsh, interpretato da Omar Sharif: leader della tribù degli Harith, profondamente legato alla sua terra e alle sue tradizioni ma desideroso di conoscere il "mondo moderno"; segue Lawrence in tutta la sua epopea diventandone amico e condividendone il successo militare e la frustrazione politica. È un personaggio di fantasia ispirato a vari leader arabi citati nei Sette pilastri della saggezza, tra cui un vero capo degli Harith, lo Sharīf Ali ibn el Hussein[3].
- Awda Abu Tayy, interpretato da Anthony Quinn: capo della tribù degli Howeytat e guerriero beduino di grande valore, segue Lawrence, ma si rifiuta di "imparare" la politica preferendo, dopo la conquista di Damasco, tornare alla sua tribù per continuare a vivere come ha sempre fatto.
- Il generale Edmund Allenby, interpretato da Jack Hawkins: pragmatico e dotato di grande intelligenza strategica, capace di trovare una sintesi tra l'illusione del mondo arabo e il progetto politico che vede la luce dopo la conquista di Damasco.
- Il colonnello Harry Brighton, interpretato da Anthony Quayle: ligio al dovere, esegue fedelmente tutti gli ordini provenienti dal suo Stato Maggiore, ma non rimane indifferente al trattamento subito da Lawrence. È un personaggio di fantasia, ispirato ai numerosi ufficiali britannici che hanno prestato servizio in Medio Oriente con Lawrence, in particolare il tenente colonnello Stewart Francis Newcombe.[3][4]
- Mr. Dryden, interpretato da Claude Rains: politico e diplomatico che svolge la sua missione utilizzando e muovendo le persone in un disegno prestabilito che lui e pochi altri conoscono e che si rivela solo alla fine delle ostilità. È un personaggio di fantasia basato su diverse figure storiche, principalmente Henry McMahon, alto commissario inglese in Egitto che negoziò la corrispondenza Husayn-McMahon con cui diede inizio alla rivolta araba, e Mark Sykes, che contribuì a redigere l'accordo Sykes-Picot che divise il Medio Oriente del primo dopoguerra. Lo sceneggiatore Robert Bolt affermò che il personaggio fu creato per "rappresentare l'ala civile e politica degli interessi britannici, per bilanciare gli obiettivi militari di Allenby".[3]
- Jackson Bentley, interpretato da Arthur Kennedy: giornalista americano, ambizioso, ma allo stesso tempo ingenuo; fa conoscere al mondo le gesta di Lawrence, creandone il personaggio, ma non condividendone, non riuscendo a comprenderli, la crudeltà e l'istrionismo di cui è testimone. È anche lui un personaggio di fantasia, in parte basato sul giornalista e scrittore americano Lowell Thomas.[5]
- Il Bey turco, interpretato da Josè Ferrer: comandante della guarnigione turca di Dar'a, frustrato e perverso, fa fustigare Lawrence dai suoi uomini dopo che quest'ultimo ha rifiutato le sue avances sessuali.
Produzione
[modifica | modifica wikitesto]Sviluppo
[modifica | modifica wikitesto]Il regista David Lean e il produttore Sam Spiegel, che avevano lavorato insieme al grande successo de Il ponte sul fiume Kwai (1957), decisero di collaborare per un nuovo film. Fu Lean che propose di realizzare una pellicola su Thomas E. Lawrence, meglio conosciuto come Lawrence d'Arabia. La Columbia Pictures era interessata a produrre un film incentrato su Lawrence fin dai primi anni '50 ma il progetto si concretizzò quando Spiegel convinse un riluttante Arnold W. Lawrence a vendere i diritti dell'autobiografia del defunto fratello, I sette pilastri della saggezza, per 22.500 sterline.[5]
Lo sceneggiatore Michael Wilson scrisse la bozza originale della sceneggiatura basata sul libro autobiografico di Lawrence. Tuttavia a Lean non piacque il lavoro di Wilson, e quindi Spiegel assunse il drammaturgo Robert Bolt per riscrivere tutti i dialoghi del film[5]. Wilson, che era stato inserito nella lista nera di Hollywood durante il maccartismo, fu in seguito riconosciuto come co-autore della sceneggiatura ed inserito nei titoli di testa insieme a Bolt soltanto nel 2002 nelle versioni home video.[6][7]
Cast
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- A seguito del rifiuto di Marlon Brando e Albert Finney per il ruolo del protagonista Thomas E. Lawrence, Lean scelse l'allora poco conosciuto (per il cinema, ma non per il teatro) Peter O'Toole, che si preparò al ruolo studiando la cultura beduina ed imparando a cavalcare il cammello[5][8]. Durante le riprese, l'attore riportò diversi infortuni (tra cui fratture ai pollici e persino un morso di cammello)[9] e dichiarò in un'intervista: «Ho trascorso due anni e tre mesi su quel film, due anni e tre mesi pensando solo a Lawrence. Diventando lui. È una cosa che mi ha fatto male dal punto di vista personale e che avrebbe ucciso la mia carriera di attore».[8]
- Alec Guinness fu truccato in modo da assomigliare il più possibile al vero Principe Faysal; raccontò nei suoi diari che durante le riprese in Giordania incontrò diverse persone che avevano conosciuto Faysal e che lo scambiarono per il defunto principe[10]. Guinness imparò a parlare con l'accento arabo da Omar Sharif.[5]
- Per la parte dello Sceriffo ʿAlī furono selezionati inizialmente Horst Buchholz, Alain Delon e Maurice Ronet ma rinunciarono e, alla fine, Lean scelse Omar Sharif, attore molto popolare in Medio Oriente ma del tutto sconosciuto in occidente.[5]
- Per il ruolo del giornalista Jackson Bentley era stato scelto inizialmente Edmond O'Brien, che però ebbe un infarto dopo l'inizio delle riprese e fu quindi sostituito da Arthur Kennedy.[5]
- Degna di nota è la mancanza totale nel cast di personaggi femminili per tutta la durata del film, a parte una scena nella tenda di Awda Abu Tayy il cui si intravede una ragazza, e la scena di massa in cui si vede da lontano un gran numero di donne sulle colline accompagnare con ululati la partenza dei guerrieri arabi verso la conquista di Aqaba.[9]
Riprese
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Le riprese iniziarono il 15 maggio 1961 e terminarono il 21 settembre 1962.[11]
Lawrence d'Arabia fu girato usando il processo Panavision in 65mm.[4] Il direttore della fotografia Freddie Young fece realizzare dalla Panavision una speciale lente, la Sphero Panatar da 450mm, per filmare una scena diventata iconica: l'entrata in scena di ʿAlī (interpretato da Omar Sharif), che, avvicinandosi al pozzo dove si trovano Lawrence e il suo accompagnatore, appare loro come se fosse un miraggio all'orizzonte.[12] Sharif provò la scena da solo per tutta la notte prima di girarla e fu costretto a cucirsi ai vestiti il fucile perché continuava a cadergli.[5][13]
Le scene nel deserto furono girate nel Uadi Rum (Giordania), a Ait-Ben-Haddou (Marocco), nella Provincia di Almería (Spagna) e nel Parco nazionale di Doñana (Spagna). Il governo di Re Hussein di Giordania fu estremamente disponibile nel fornire assistenza logistica, ricerca delle location, trasporti e comparse, molti dei quali soldati del suo esercito[9]. Hussein visitò il set diverse volte durante le riprese (dove conobbe la sua seconda moglie Antoinette Gardiner, assistente di segreteria della produzione)[14] e mantenne rapporti cordiali con il cast e la troupe.[5][9]

Le scene ambientate al Cairo, a Damasco e a Gerusalemme furono in realtà girate nella città di Siviglia (Spagna) in suggestive location: il Parco di María Luisa con Plaza de España e Plaza de América (in particolar modo le riprese in esterna), la Casa de Pilatos (gli interni del quartier generale britannico e il club degli ufficiali), il Casino de la Exposición (la scena del Consiglio Arabo) e il Real Alcázar (altre scene in interni).[11][15]
Aqaba fu ricostruita sulla foce di un fiume prosciugato a Playa del Algarrobico, nella Spagna meridionale (37°01′25″N 1°52′53″W).[5][11] La scena della presa di Aqaba necessitò di un migliaio di comparse e, durante le sue riprese, il protagonista Peter O'Toole cadde dal cammello, che gli fece da scudo con il suo corpo ed impedì così alla carica di travolgerlo.[5]
Effetti speciali
[modifica | modifica wikitesto]Durante le riprese nel deserto in Giordania, Eddie Fowlie, il "mago" degli effetti speciali, costruì delle particolari spazzole per eliminare le impronte di scarpa lasciate dalla troupe sulla sabbia per andare a recuperare i bicchierini di plastica utilizzati sul set e portati via dal forte vento che rovinavano la realizzazione di diverse scene, tanto che Lean si vide costretto ad imporre l'utilizzo di tazze in ceramica.[5][9]
Un altro trucco inventato da Fowlie fu quello delle sabbie mobili nella scena in cui inghiottiscono il giovane servitore di Lawrence, Daud: fece inserire nella sabbia una scatola di legno profonda un metro e venti con un diaframma in gomma montato sulla sommità e, dal suo interno, tirò giù il ragazzo per le gambe, creando l'effetto dello sprofondamento.[5]
Montaggio
[modifica | modifica wikitesto]Per quanto riguarda il montaggio, Lean, su consiglio della montatrice Anne V. Coates, si convinse ad inserire delle transizioni tipiche della nascente Nouvelle Vague, come ad esempio il match-cut considerato uno dei più celebri della storia del cinema: il protagonista Lawrence, apprestandosi ad attraversare il deserto per raggiungere Fayṣal, accende un fiammifero e spegne con un soffio la fiamma, che si trasforma istantaneamente nel paesaggio desertico infiammato dal tramonto teatro del suo viaggio.[5]
Colonna sonora
[modifica | modifica wikitesto]La colonna sonora del film fu composta da Maurice Jarre, poco conosciuto all'epoca e selezionato solo dopo che sia William Walton che Malcolm Arnold si erano rivelati indisponibili.[5] A Jarre furono concesse solo sei settimane per comporre due ore di musica orchestrale.[16] La colonna sonora fu eseguita dalla London Philharmonic Orchestra.
Tracce
[modifica | modifica wikitesto]- Overture (Intro: "The Voice Of The Guns") – 4:14
- Main Title – 1:54
- Miracle – 3:08
- Nefud Mirage – 2:20
- Rescue Of Gasim And Bringing Gasim Into Camp – 5:46
- Arrival At Auda's Camp – 2:01
- The Voice Of The Guns – 1:58
- Continuation Of The Miracle – 2:13
- Suns Anvil – 3:04
- Lawrence & Body Guard – 2:04
- That Is The Desert – 2:51
- End Title – 1:05
Durata totale: 15:16
Distribuzione
[modifica | modifica wikitesto]Il film fu presentato in anteprima mondiale nella versione di 222 minuti all'Odeon Leicester Square di Londra il 10 dicembre 1962 alla presenza della Regina Elisabetta II[17] ed uscì negli Stati Uniti il 16 dicembre 1962.[18]
Date di uscita
[modifica | modifica wikitesto]Le date di uscita internazionali sono state:
- 11 dicembre 1962 in Regno Unito;
- 16 dicembre 1962 negli USA a New York;
- 21 dicembre 1962 negli USA a Los Angeles;
- 30 gennaio 1963 in Canada;
- 4 febbraio 1963 in Brasile;
- 14 febbraio 1963 in Giappone;
- 15 marzo 1963 in Belgio;
- 15 marzo 1963 in Francia;
- 15 marzo 1963 in Germania Ovest;
- 20 marzo 1963 in Argentina;
- 22 marzo 1963 in Svezia;
- 5 luglio 1963 in Sudafrica;
- 18 luglio 1963 nei Paesi Bassi;
- 26 luglio 1963 in Irlanda;
- 22 agosto 1963 in Uruguay;
- 13 settembre 1963 in Finlandia;
- 1º ottobre 1963 in Spagna;
- 1º ottobre 1963 in Grecia;
- 15 ottobre 1963 in Danimarca;
- 18 ottobre 1963 in Italia a Roma;
- 26 ottobre 1963 in Israele;
- 29 ottobre 1963 in Italia;
- 31 ottobre 1963 in Australia a Sydney;
- 1º novembre 1963 in Australia;
- 28 novembre 1963 in Portogallo;
- 14 maggio 1964 in Messico.[18]
Versioni
[modifica | modifica wikitesto]Il film, inizialmente di oltre 222 minuti, fu portato a 210 minuti perché, per la sua lunghezza, non poteva essere proiettato più di due volte al giorno nelle sale cinematografiche e nel 1971 fu tagliato ulteriormente a 185 minuti. Nel 1989 Steven Spielberg e Martin Scorsese collaborarono con il regista David Lean al restauro cromatico della pellicola, con il tempo virata a una vistosa dominante gialla, nonché al ripristino dei 21 minuti mancanti.[19] Gli attori del film furono chiamati per doppiarsi nelle scene aggiunte perché in alcuni casi l'audio era andato perduto e Jack Hawkins (morto nel 1973) fu doppiato da Charles Gray, che gli aveva già prestato la voce in diversi film dopo che l'attore si era ammalato di cancro alla gola[20]. Questa versione estesa fu presentata fuori concorso al Festival di Cannes 1989.
Quella estesa del 1989[4] è la versione utilizzata da allora in tutte le edizioni home video e nei passaggi televisivi[7]. Nel 2012 la versione estesa è stata restaurata in 4K da Sony Pictures in occasione del 50° anniversario del film.[21]
Edizione italiana
[modifica | modifica wikitesto]In Italia il film venne presentato in anteprima a Roma il 18 ottobre 1963 ed uscì nelle sale il 29 ottobre successivo.[18] Il doppiaggio italiano venne eseguito dalla C.D.C.[22] e diretto da Giulio Panicali[23].
Nel 2012, in occasione del restauro in 4K della pellicola, le scene inedite inserite nella versione estesa del 1989 (fino ad allora rimaste sottotitolate) sono state doppiate: tra le altre, nella scena di dialogo fra il principe Faysal e il giornalista Bentley i due personaggi infatti parlano a intermittenza con voci differenti. Il doppiaggio delle scene aggiunte è stato effettuato dalla Technicolor spa (che si è occupata anche della sonorizzazione) sotto la direzione di Fabrizio Pucci e su dialoghi di Eva Cavaciocchi.[22]
Accoglienza
[modifica | modifica wikitesto]Incassi
[modifica | modifica wikitesto]Il film ebbe un grande successo al botteghino, registrando incassi significativi per l'epoca (circa 70 milioni di dollari in tutto il mondo) e diventando così il film più redditizio dell'annata 1962.[24]
In Italia si classificò al quarto posto tra i primi 100 film di maggior incasso della stagione cinematografica 1963-1964.[25]
Polemiche
[modifica | modifica wikitesto]In molti Paesi del Medio Oriente ne fu vietata la proiezione perché accusato di rappresentare le popolazioni arabe in maniera falsa. In Egitto fu Omar Sharif a convincere il presidente Nasser a distribuire il film, che anche lì riscosse un'enorme successo.[9][26]
Dopo la sua uscita, il film fu criticato dal punto di vista della ricostruzione storica: Arnold W. Lawrence, fratello minore di T.E. Lawrence, lo giudicò "pretenzioso e falso" riguardo alla rappresentazione della figura del fratello.[27] Anche i familiari del generale Edmund Allenby definirono la pellicola "calunniosa" nei riguardi del parente defunto.[27] Altre critiche giunsero dai biografi di T.E. Lawrence riguardo alla caratterizzazione del personaggio, ritenuta distorta e parziale.[28] Lo sceneggiatore Robert Bolt difese il suo lavoro affermando: «Comprendo i parenti di Lawrence ma nessun film poteva sperare di soddisfarli. È vero, volevo scrivere qualcosa di più di una 'opera sui cammelli'. Volevo entrare nei panni di Lawrence; e se ho perpetuato un mito, è un mito che si trova nel libro di Lawrence stesso».[27]
Critica
[modifica | modifica wikitesto]La critica statunitense accolse bene il film. Il critico e giornalista Bosley Crowther, sul New York Times, definì il film "vasto, maestoso, bellissimo con sfumature in continua evoluzione, estenuante e privo di umanità". Scrisse inoltre che la caratterizzazione di Lawrence si perdeva nello spettacolo, affermando che il film "riduce una figura leggendaria alle dimensioni convenzionali di un eroe cinematografico, in mezzo a scenari magnifici ed esotici, ma con un sacco di cliché convenzionali da film d'azione".[29] Analogamente, la rivista statunitense Variety definì il film "un lavoro di produzione, regia e fotografia di grande impatto. Location desertiche autentiche, un cast stellare e un soggetto intrigante si combinano per collocarlo nella categoria dei blockbuster". Tuttavia, osservò poi che la sceneggiatura di Bolt "non dice al pubblico nulla di nuovo su Lawrence d'Arabia né offre alcuna opinione o teoria sul carattere di quest'uomo o sulle motivazioni delle sue azioni".[30] Una recensione sulla rivista Time affermò che, sebbene la pellicola "sia ben al di sotto de Il ponte sul fiume Kwai in termini di impatto drammatico, offre comunque uno spettacolo vivido e intelligente" ed inoltre elogiò la performance di Peter O'Toole, scrivendo che "domina continuamente lo schermo, e lo fa con abilità professionale, fascino irlandese e un aspetto strepitoso".[31]
Morando Morandini, nel suo dizionario dei film, gli da un giudizio di quattro stelle su cinque e lo definisce "un sontuoso megafilm epico" in cui "il vero protagonista è il deserto", lodando in particolare l'interpretazione di O'Toole e la fotografia.[32] Per il critico cinematografico e regista Mario Sesti, è "tra i più originali e complessi kolossal della storia del cinema" caratterizzato da "un'alternanza impeccabile di fulminee ellissi e poderose scene madri, sequenze di estasi visionaria e conflitti psicologici risolti con lapidaria sintesi drammatica".[33]
Il sito MYmovies.it gli assegna un giudizio di cinque stelle su cinque.[34] È attualmente uno dei film più apprezzati su Metacritic; ha un punteggio di 100, il massimo possibile, sulla base di otto recensioni.[35] Ha un indice di gradimento del 93% su Rotten Tomatoes sulla base di 132 recensioni, con una valutazione media di 9,30/10. Il consenso critico su Rotten Tomatoes recita: "L'epopea di tutte le epopee, Lawrence d'Arabia consolida lo status del regista David Lean nel pantheon del cinema con quasi quattro ore di grande respiro, interpretazioni brillanti e una splendida fotografia."[36]
Riconoscimenti
[modifica | modifica wikitesto]- 1963 - Premio Oscar
- Miglior film a Sam Spiegel
- Migliore regia a David Lean
- Migliore fotografia a Freddie Young
- Migliore scenografia a John Box, John Stoll e Dario Simoni
- Miglior montaggio a Anne V. Coates
- Miglior sonoro a John Cox
- Miglior colonna sonora a Maurice Jarre
- Candidatura per il miglior attore protagonista a Peter O'Toole
- Candidatura per il miglior attore non protagonista a Omar Sharif
- Candidatura per la miglior sceneggiatura non originale a Robert Bolt e Michael Wilson
- 1963 - Golden Globe
- Miglior film drammatico
- Migliore regia a David Lean
- Miglior attore non protagonista a Omar Sharif
- Miglior attore debuttante a Peter O'Toole e Omar Sharif
- Migliore fotografia a Freddie Young
- Candidatura per il miglior attore in un film drammatico a Peter O'Toole
- Candidatura per il miglior attore in un film drammatico a Anthony Quinn
- Candidatura per la miglior colonna sonora a Maurice Jarre
- 1963 - Premio BAFTA
- Miglior film
- Miglior film britannico
- Miglior attore britannico a Peter O'Toole
- Migliore sceneggiatura britannica a Robert Bolt
- Candidatura per il miglior attore straniero a Anthony Quinn
- 1962 - National Board of Review Award
- 1964 - David di Donatello
- 1964 - Nastro d'argento
- 1963 - American Cinema Editors
- Candidatura per il miglior montaggio a Anne V. Coates
- 1962 - British Society of Cinematographers
- Migliore fotografia a Freddie Young
- 1963 - Directors Guild of America
- Migliore regia a David Lean e Roy Stevens (Assistente Regista)
- 1964 - Grammy Award
- Candidatura per la miglior colonna sonora a Maurice Jarre
- 1964 - Kinema Junpo Awards
- Miglior film straniero a David Lean
- 1963 - Laurel Award
- Top Road Show
- Candidatura per la miglior performance maschile a Peter O'Toole
- Candidatura per il miglior attore non protagonista a Omar Sharif
- Candidatura per il miglior tema della colonna sonora a Maurice Jarre
- 1963 - Writers' Guild of Great Britain
- Migliore sceneggiatura a Robert Bolt e Michael Wilson
AFI's 100 Years
[modifica | modifica wikitesto]L'American Film Institute ha incluso Lawrence d'Arabia nelle liste concernenti i migliori film della storia del cinema e i loro contenuti come canzoni, battute e altro.
Il film in questione è situato in ben quattro classifiche:
- Nel 1998 è giunto al quinto posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi,[37] mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è sceso al settimo posto.[38]
- Nella lista dei cento film thriller più coinvolgenti e avvincenti, Lawrence d'Arabia appare in 23ª posizione.
- Nella classifica dei cento film più commoventi e ispiratori della storia degli Stati Uniti è arrivato 30º.
- Nelle liste dei 10 migliori film per genere, la pellicola è medaglia d'oro nella lista dei film epici.
Per quanto riguarda i contenuti come canzoni, personaggi e battute:
- Nella lista dei 50 migliori eroi e cattivi della storia, T.E. Lawrence si posiziona decimo nei migliori eroi.
- La colonna sonora del film è medaglia di bronzo nella lista delle 25 migliori colonne sonore della storia del cinema.
- Va segnalata la sua assenza nella lista delle 100 migliori battute della storia del cinema, rendendolo il primo film, per posizione nella AFI's 100 Years... 100 Movies, non inserito nella lista.
Nel 1962 il National Board of Review of Motion Pictures l'ha inserito nella lista dei migliori dieci film dell'anno e ha premiato David Lean come miglior regista.
Nel 1991 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[39]
Nel 1999 il British Film Institute l'ha inserito al terzo posto della lista dei migliori cento film britannici del XX secolo.[40]
Influenza culturale
[modifica | modifica wikitesto]Il film ha influenzato un'intera generazione di cineasti, tra cui George Lucas, Martin Scorsese, Ridley Scott, Brian De Palma, Oliver Stone, Denis Villeneuve e, in particolare, Steven Spielberg, che lo considera il suo film preferito in assoluto e quello che lo ha ispirato a diventare regista: «Un miracolo di film. Prima di cominciare delle riprese, riguardo sempre Lawrence d'Arabia».[41]
Il regista giapponese Akira Kurosawa lo ha inserito tra i suoi 100 film preferiti.[42] Anche la regista Kathryn Bigelow lo considera uno dei suoi film preferiti, affermando che l'ha ispirata per girare The Hurt Locker in Giordania.[43]
Lawrence d'Arabia ha ispirato anche numerose altre storie di avventura, fantascienza e fantasy nella cultura pop, tra cui i romanzi del Ciclo di Dune di Frank Herbert, il franchise di Star Wars di George Lucas, il franchise di Avatar di James Cameron, Prometheus (2012) di Ridley Scott e Mad Max: Fury Road (2015) di George Miller.[44]
Parodia
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1965 fu realizzata la parodia Totò d'Arabia, diretta da José Antonio de la Loma ed interpretata dal celebre Totò.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Il film differisce in questo dalla realtà: Lawrence tornò verso Dar'a con l'obbiettivo di conquistarla e, una volta ottenuto il successo, non lasciò nessun sopravvissuto nella guarnigione. Cfr. AA.VV., La prima guerra mondiale, Giunti, 1997, p. 88.
- ↑ In realtà Lawrence fu chiamato al proprio fianco dall'Emiro nei successivi colloqui che ebbero luogo con la conferenza di pace di Parigi.
- 1 2 3 Lawrence of Arabia or Smith in the Desert?, su telawrence.info. URL consultato l'8 marzo 2021 (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2011).
- 1 2 3 Lawrence Of Arabia | Il Cinema Ritrovato Festival, su festival.ilcinemaritrovato.it. URL consultato il 10 dicembre 2025.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 Tratto dal documentario Making of Lawrence of Arabia (2000), regia di Laurent Bouzereau.
- ↑ (EN) Lawrence of Arabia | Plot, Cast, Awards, & Facts | Britannica, in Encyclopedia Britannica. URL consultato il 9 dicembre 2025.
- 1 2 Lawrence d'Arabia (1962) - Versioni alternative - IMDb. URL consultato il 10 dicembre 2025.
- 1 2 Quegli occhi azzurri così inafferrabili, su il manifesto, 16 dicembre 2013. URL consultato il 10 dicembre 2025.
- 1 2 3 4 5 6 Eva Cabras, “Lawrence d’Arabia” ha 60 anni: O Toole morso da un cammello, non c’è neanche una donna, su Corriere della Sera, 12 ottobre 2022. URL consultato il 10 dicembre 2025.
- ↑ Access Restricted, su telegraph.co.uk. URL consultato il 10 dicembre 2025.
- 1 2 3 Lawrence d'Arabia (1962) - Riprese e produzione - IMDb. URL consultato il 9 dicembre 2025.
- ↑ (EN) Celebrating 70 Years of Optical Innovation, su Panavision. URL consultato il 13 dicembre 2025.
- ↑ Oriana Fallaci, Intervista con il mito, Milano, Rizzoli, 2010, ISBN 978-88-17-04560-5.
- ↑ (EN) Stephanie Bridger-Linning, How royal romance blossomed on the set of Lawrence of Arabia when a Suffolk-born officer's daughter fell in love with the King of Jordan, su Tatler, 16 marzo 2023. URL consultato il 10 dicembre 2025.
- ↑ Yuri G, Movie Tourist: Lawrence of Arabia (1962), su Movie Tourist, 30 maggio 2016. URL consultato il 12 dicembre 2025.
- ↑ Obituary: Maurice Jarre, in The Economist, 16 aprile 2009 (archiviato dall'url originale il 25 luglio 2023).
- ↑ Le foto più belle di Peter O’Toole, su Il Post, 15 dicembre 2013. URL consultato il 10 dicembre 2025.
- 1 2 3 Lawrence d'Arabia (1962) - Informazioni sull’uscita - IMDb. URL consultato il 10 dicembre 2025.
- ↑ V. Massimo Sebastiani e Mario Sesti, Lawrence d'Arabia (archiviato dall'url originale il 19 novembre 2011).
- ↑ (EN) Philip French, Lawrence of Arabia – review, in The Guardian, 25 novembre 2012. URL consultato il 10 dicembre 2025.
- ↑ Brandon DuHamel, Lawrence of Arabia on Blu-ray Later This Year, in Blu-rayDefinition.com, 12 giugno 2012. URL consultato il 9 agosto 2025 (archiviato dall'url originale il 18 giugno 2012).
- 1 2 AntonioGenna.net presenta: IL MONDO DEI DOPPIATORI - ZONA CINEMA: "Lawrence d'Arabia", su antoniogenna.net. URL consultato il 9 dicembre 2025.
- ↑ Vix Vocal, su Vix Vocal. URL consultato il 9 dicembre 2025.
- ↑ (EN) Lawrence of Arabia, su The Numbers. URL consultato il 27 gennaio 2024.
- ↑ Box Office Italia 1963-64, su hitparadeitalia.it. URL consultato il 9 dicembre 2025.
- ↑ Lawrence d'Arabia (1962) ⭐ 8.3 | Avventura, Biografico, Drammatico. URL consultato il 10 dicembre 2025.
- 1 2 3 (EN) BROTHER REJECTS LAWRENCE FILM, in New York Times, 5 gennaio 1963. URL consultato il 13 dicembre 2025.
- ↑ Il vero Lawrence d'Arabia, su Storica National Geographic, 16 agosto 2023. URL consultato il 13 dicembre 2025.
- ↑ (EN) Bosley Crowther, Screen: A Desert Warfare Spectacle:'Lawrence of Arabia' Opens in New York (New York Times), 17 dicembre 1962. URL consultato il 14 dicembre 2025.
- ↑ Media History Digital Library, Variety (December 1962), Variety Inc., 1962-12. URL consultato il 14 dicembre 2025.
- ↑ (EN) Cinema: The Spirit of the Wind, in Time, 4 gennaio 1963. URL consultato il 14 dicembre 2025.
- ↑ Morando Morandini e Luisa Morandini, Il Morandini 2011. Dizionario dei film, Bologna, Zanichelli, 2010, ISBN 978-88-081-2705-1, pag. 798.
- ↑ Lawrence of arabia - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 14 dicembre 2025.
- ↑ MYmovies.it, Lawrence d'Arabia, su MYmovies.it. URL consultato il 14 dicembre 2025.
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- ↑ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies, su afi.com, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014 (archiviato il 29 maggio 2015).
- ↑ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies - 10th Anniversary Edition, su afi.com, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014 (archiviato il 18 agosto 2015).
- ↑ (EN) National Film Registry, su loc.gov, National Film Preservation Board. URL consultato il 20 febbraio 2014 (archiviato il 9 gennaio 2012).
- ↑ (EN) The BFI 100, su britishpictures.com. URL consultato il 20 febbraio 2014 (archiviato il 2 febbraio 2014).
- ↑ Lawrence D'Arabia Collector's Edition, Sony, Lawrence of Arabia: A Conversation with Steven Spielberg regia Laurent Bouzereau (2000)
- ↑ Lee Thomas-Mason, From Stanley Kubrick to Martin Scorsese: Akira Kurosawa once named his top 100 favourite films of all time, su Far Out Magazine, 12 gennaio 2021. URL consultato il 23 gennaio 2023 (archiviato dall'url originale il 10 giugno 2021).
- ↑ (EN) Aimee Ferrier, Kathryn Bigelow's 5 favourite films, su faroutmagazine.co.uk, 3 aprile 2022. URL consultato il 10 dicembre 2025.
- ↑ 'Lawrence Of Arabia' Is The Unlikely Prequel To 'Star Wars,' 'Dune,' And All Your Favorite Fantasy Epics, su Decider.com, New York Post, 3 dicembre 2015. URL consultato il 14 giugno 2019 (archiviato dall'url originale il 16 giugno 2019).
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- AA.VV., La prima guerra mondiale, 1997, Giunti.
- Ilaria Nannini, in Istituto Niels Stensen - Istituto Culturale, Firenze.
- Paolo Mereghetti, Dizionario dei film 2008, Lawrence d'Arabia, 2008, Baldini e Castoldi.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
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Lawrence Of Arabia, su YouTube, 10 aprile 2013. - (EN) Pat Bauer, Lawrence of Arabia, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- Lawrence d'Arabia, su Cinematografo, Fondazione Ente dello Spettacolo.
- Lawrence d'Arabia, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
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- Mario Sesti, Lawrence of Arabia, in Enciclopedia del cinema, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2004.
- (EN) Lawrence d'Arabia, su IMDb, IMDb.com.
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- (EN, ES) Lawrence d'Arabia, su FilmAffinity.
- (EN) Lawrence d'Arabia, su Metacritic, Red Ventures.
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- (EN) Lawrence d'Arabia, su TV.com, Red Ventures (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2012).
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- (EN) Lawrence d'Arabia, su BFI Film & TV Database, British Film Institute (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2018).
- Massimo Sebastiani e Mario Sesti, Recensione del film: Lawrence D'Arabia, su FilmFilm.it (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 203737708 · LCCN (EN) n92073431 · GND (DE) 4439564-4 · BNE (ES) XX6236410 (data) · BNF (FR) cb13756806j (data) · J9U (EN, HE) 987007512636405171 |
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- Film britannici del 1962
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