KV55

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KV55
Tomba KV 55 in modello 3d
Tomba KV 55 in modello 3d
Civiltà Antico Egitto
Utilizzo Tomba
Epoca XVIII
Localizzazione
Stato Egitto Egitto
Località Luxor
Scavi
Date scavi 1º gennaio 1907
Archeologo Ayrton e Davis

KV55 è la sigla di una tomba egiziana della Valle dei Re, presso l'antica Tebe (Luxor).

È ubicata a poca distanza da quella di Ramses IX e quasi di fronte all’area in cui, 15 anni più tardi, Howard Carter scoprirà la Tomba di Tutankhamon.

Nonostante precisi indizi del contrario, Ayrton e Davis (nel 1907) considerarono la tomba intatta; ciononostante, operarono una campagna di scavo che può, a buona ragione, essere presa ad esempio di come non si esegua uno scavo archeologico.[1]

Quasi non esiste documentazione delle operazioni svolte all’epoca e poco, o nulla, esiste che consenta di stabilire i metodi impiegati per non disperdere tracce (ma, considerati i risultati, si può ritenere che nulla, appunto, sia stato fatto) e le poche descrizioni, disordinate ed incomplete, sono spesso tra loro difformi e talvolta contrastanti.

Sulle prime sembra si tratti di una sepoltura femminile, nel corridoio, ingombro di macerie, compare, infatti, il nome della Regina Tye, madre di Amenhotep IV/Akhenaton.

Nella camera funebre, regna il caos più totale sia a causa di infiltrazioni d’acqua susseguitesi nei millenni sia, e specialmente, per i danni che sono stati palesemente, e volontariamente, causati da esseri umani; si tratta, infatti, di danneggiamenti selettivi che non possono essere annoverati ne’ tra quelli dovuti alle intemperie, ne’ a saccheggiatori.

Vengono rinvenute le "macerie" di una cappella funeraria rivestita in foglia d'oro (probabilmente dello stesso tipo di quella che sarà poi rinvenuta nella tomba di Tutankhamon) ed uno splendido sarcofago; i nomi sono stati abrasi ed anche le fasce d’oro che circondano le bende sono state tagliate là dove solitamente si trovano i cartigli.

Nonostante l'Ureo sulla fronte, la presenza del cartiglio di Akhenaton su almeno due dei quattro “mattoni magici” presenti nella tomba, la presenza di vasellame intestato ad Amenhotep III e di piccoli cartigli con il nome di Tutankhamon, per Davis non ci sono dubbi, si tratta della Regina Tye; di tutt'altro avviso altri studiosi che ritengono invece trattarsi della sepoltura di Akhenaton qui traslato dalla sua tomba di Akhetaton a cura, forse, dello stesso Tutankhamon.

I vasi canopi, da cui pure sono stati asportati gli urei, sono di chiaro stile amarniano, e su un pannello di legno marcio Tye appare alle spalle di Akhenaton che adora Aton; sono inoltre presenti frammenti di mobilio che recano i nomi di Amenhotep III e della regina Tye.

La maschera d'oro del sarcofago, molto malridotto per l’umidità, è stata intenzionalmente strappata e non rimane che il sopracciglio e una parte dell'occhio destro.

Per avere idea di quale scempio sia stato perpetrato, si consideri che, a tomba ormai vuota, Davis la fa visitare ad alcuni suoi ospiti che autorizza, per souvenir, ad asportare frammenti della foglia d'oro che, secondo un testimone, si trova sparsa nei locali e su cui, letteralmente, si cammina![1]

La mummia contenuta nel sarcofago è molto malridotta e viene ulteriormente danneggiata dallo stesso Davis che ne fa cadere i denti. L'esame delle ossa cui viene sottoposta, in maniera molto empirica nel 1907, conferma, alla luce delle conoscenze dell'epoca, che si tratta proprio del corpo di una donna il che concorda, peraltro, con la posizione delle braccia (braccio sinistro poggiato sul petto, mentre l'altro è disteso lungo il fianco).

Purtuttavia qualcosa non convince altri studiosi e la mummia viene trasferita all’Istiuto di Medicina del Cairo dove il Dr. Smith dichiara trattarsi non di una donna, bensì di un uomo dell’apparente età di 23-25 anni: nonostante la diversità di età, considerando la presenza del suo nome all’interno della tomba, la mummia viene perciò assegnata, da Gaston Maspero, ad Akhenaton (che alla morte avrebbe dovuto avere almeno 10 anni di più), giustificando così, peraltro, l’opera di danneggiamento cui la tomba ed il corpo sono stati sottoposti in epoca antica.

Ma la polemica non si placa e la cosa si complica ancor più quando Norman de Garis Davier, considerando che all’epoca della morte Akhenaton avrebbe dovuto avere almeno 30-35 anni, assegna invece la mummia a Smenkhara che, quale coreggente dell’”eretico” certamente ne seguì la sorte della "damnatio memoriae".

Nel frattempo, a complicare ulteriormente le cose, sono state trafugate o perse nel Museo del Cairo anche le fasce d’oro, dette bandelettes, che stringevano le bende della mummia e non è più possibile alcuna verifica delle iscrizioni neanche su quelle.[2]

Si tenta, allora, di risalire all’identità della mummia tentando di ricostruire la storia delle suppellettili funerarie, estremamente danneggiate anche dai lavori di "recupero" e spesso non più restaurabili, e si "conclude", perciò, che la tomba era originariamente stata preparata per Tye (il che giustificherebbe la presenza del suo nome sulla cappella d’oro); dedicati ad Amenhotep IV, prima che cambiasse il proprio nome, sarebbero stati, invece, i vasi canopici, mentre il sarcofago era stato originariamente concepito per Nefertiti.

La posizione delle braccia, infine, potrebbe rientrare tra quelle "regole" imposte da Akhenaton secondo cui il faraone eretico sommerebbe in se i due principi sessuali, maschile e femminile, e quindi, da solo, simboleggerebbe la coppia reale.

Si obietta comunque, come abbiamo sopra accennato, che il cadavere sarebbe troppo giovane per essere quello di Akhenaton (nonostante la certezza di due dei più grandi studiosi di egittologia, Sir Alan Gardiner e Cyril Aldred) e pochi sembrano essere gli elementi a suffragio di tale ipotesi.

Considerando, invece, Smenkhara, si fa notare che tale personaggio avrebbe, negli ultimi anni, rivestito il ruolo simbolico della defunta (?) Nefertiti, ciò giustificherebbe anche la postura tipicamente femminile; purtuttavia, nessuna iscrizione viene a dare un qualsivoglia elemento di positività a questa ipotesi.

Ulteriori esami clinici cui la mummia venne sottoposta nel 1963 consentirebbero oggi definitivamente di chiarire, a meno di ulteriori sviluppi, che il corpo appartiene ad un maschio morto intorno ai 20 anni il che ha fatto dichiarare allo stesso Aldred (che, come sopra detto, si era espresso altrimenti) che si tratta senza alcun dubbio del corpo di Smenkhara.

Tuttavia il sarcofago, che ricorda come perfezione della fattura quello di Tutankhamon e del quale solo di recente è stato ultimato il restauro, ha continuato a suscitare dubbi; si ritiene infatti che fosse, comunque, destinato ad una donna, la stessa Tye, Nefertiti o la sposa secondaria di Akhenaton Kiya, o una delle figlie del Faraone. In quest’ultimo caso potrebbe trattarsi di Merytaton moglie di Smenkhara, quindi adattato al corpo del Re.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Graziella S. Busi, Nefertiti l'ultima dimora - Giallo della tomba KV 55, pag. 73 e segg.
  2. ^ Graziella S. Busi, Nefertiti l'ultima dimora - Giallo della tomba KV 55, pag.99

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Graziella S. Busi, Nefertiti l'ultima dimora - Giallo della tomba KV 55, Ananke, 88-7325-003-3
  • Enrichetta Leospo, Mario Tosi, Il potere del re, il predominio del dio:Amenhotep III ed Akhenaten, Ananke, ISBN 88-7325-104-8

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Coordinate: 25°45′00″N 32°36′51.48″E / 25.75°N 32.6143°E25.75; 32.6143