Ankhesenamon

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Ankhesenamon
Tutanchamon (js) 3.jpg
La regina Ankhesenamon e suo marito Tutankhamon in una scena famigliare.
Regina consorte d'Egitto, Grande Sposa Reale
In carica 1333 a.C –
gennaio/febbraio 1323 a.C
Predecessore Merytaton
Successore Tey
Nascita Akhetaton, ca. 1348 a.C.
Morte Tebe, dopo il 1322 a.C.
Sepoltura KV21? KV63?
Dinastia XVIII dinastia
Padre Akhenaton
Madre Nefertiti
Coniugi Akhenaton?
Tutankhamon
Ay?
Figli 2 feti nati morti

Ankhesenamon, (nata Ankhesenpaaton) (Akhetaton, 1348 a.C. circa – Tebe, dopo il 1322 a.C.), è stata una regina egizia della XVIII dinastia.

Ankhsenamon era terza figlia di Akhenaton, decimo faraone della XVIII dinastia egizia, e della regina Nefertiti, Grande Sposa Reale. All'età di circa tredici anni venne data in moglie al fratellastro Tutankhaton (poi conosciuto come Tutankhamon), figlio anch'egli di Akhenaton, e di una moglie secondaria, Kiya.

Il cambio della divinità nel nome (da Aton ad Amon), come anche nel nome dello sposo Tutankhamon, doveva essere il simbolo del proprio impegno a ripristinare gli antichi culti, in particolare quello di Amon, al termine della cosiddetta eresia amarniana intrapresa da Akhenaton e conclusasi con la sua morte, intorno al 1335 a.C.

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S34 S29 N35
G40
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ˁnḫ=s n p3 Jtn
Ankhesenpaaton ("Possa ella vivere per Aton")

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S34 S29 N35 i mn
n
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ˁnḫ=s n Jmn
Ankhesenamon ("Possa ella vivere per Amon")

Malgrado non esistano rilevanze storiche al riguardo, secondo alcuni studiosi sarebbe verosimile che in prime nozze avesse sposato l'immediato successore di suo padre Akhenaton, l'effimero e semisconosciuto faraone Smenkhkhara e, alla morte del secondo sposo Tutankhamon, il suo successore Ay ed il successore di questi Horemheb. Non essendo l'alto funzionario Ay e il generalissimo Horemheb di stirpe reale, infatti, l'unica legittimazione al trono sarebbe potuta venire solo attraverso questi matrimoni. L'ipotesi che abbia sposato Ay però, è stata riconosciuta come poco verosimile poiché nella tomba dell'anziano faraone il cartiglio vicino alla raffigurazione, a cui è caduta la pittura dei geroglifici del nome della moglie, sarebbe troppo piccolo per contenere il nome di Ankhesenamon; la teoria non possiede riscontri al di fuori di un anello, già noto ad Howard Carter, in cui i nomi di Ay e della vedova di Tutankhamon sono affiancati. La questione è tuttora dibattuta. Horemheb inoltre, aveva sposato la sorella di Nefertiti, Mutnodjmet, quindi non v'era necessità che sposasse anche la vedova Ankhesenamon.

Testa di una principessa di Amarna, forse Ankhesenamon. New York, Brooklyn Museum.

In Ankhesenamon sarebbe da individuare, inoltre, la "regina vedova" che, alla morte di Tutankhamon, nel gennaio del 1323 a.C., scrisse al re degli Ittiti Šuppiluliuma I una lettera con cui chiedeva al sovrano straniero di inviarle uno dei suoi figli per sposarlo e renderlo re dell'Egitto.[1] Della lettera si è trovata copia in un archivio reale, nei pressi della moderna cittadina turca di Bogazkoy (nel sito dell'antica capitale hittita Ḫattuša), in quelli che sono meglio noti come gli Annali di Mursili II, tav. VII (KB02003), dal titolo: Gesta di Šuppiluliuma narrate dal figlio Mursili. È noto che la missiva (contenente tra l'altro la frase "...mio marito è morto ed io non ho figli, mentre a te i figli non mancano... Se me ne dessi uno [in matrimonio] lo farei diventare re dell'Egitto... non intendo mescolare il mio sangue sposando un mio servo...")[2] venne recata alla corte ittita da un messaggero di nome Hani e che, per una ovvia diffidenza, trattandosi di un Paese comunque nemico, Šuppiluliuma abbia inviato in Egitto, prima di prendere una decisione, un proprio ambasciatore, Ḫattuša Zitiš. A seguito di tale missione, nuovamente, la "regina vedova" confermò la richiesta; il prescelto fu il principe Zannanzaš che, però, non giunse mai a destinazione, venendo, molto probabilmente, assassinato durante il viaggio.

Il re degli Ittiti, non inviando subito il proprio figlio in Egitto, consentì ad Ay di prendere il potere dopo aver organizzato le cerimonie funebri di Tutankhamon, che richiedevano 70 giorni, e averlo seppellito in una tomba (la KV62) nella Valle dei Re approntata frettolosamente, forse con oggetti sottratti per la necessità ad altre sepolture regali. Infatti, come nella mitologia egizia Horus assurge alla regalità solo dopo aver seppellito Osiride, parimenti chi seppelliva il faraone diventava, nelle usanze egizie, il successivo sovrano.[3] Nelle pitture parietali della camera sepolcrale di Tutankhamon, Ay è rappresentato come sacerdote officiante del rito funebre mentre esegue la cerimonia di apertura della bocca per infondere nella mummia l'uso dei sensi e, appunto, indossa già la corona blu kepresh, segno indiscutibile della sua ascesa al trono.

Non si conosce il destino della vedova-sorellastra di Tutankhamon dopo il suo possibile matrimonio con l'anziano faraone Ay.

Nel 2005 nella Valle dei Re è stata scoperta una nuova tomba, classificata come KV63 in cui, nel giugno 2006, è stata individuato, su uno dei sarcofagi contenuti, un frammento di nome, "...paaton", che ha fatto supporre agli archeologi possa trattarsi proprio della sepoltura di Ankhesenamon.

Lettera a Tutankhamon[modifica | modifica wikitesto]

« Mi riconosci? Sono Ankhesenamon, la sorella tua che tanto hai amato! Perché mi hai lasciata sola in questo mondo? Oh, perché sei partito per questo viaggio senza ritorno verso Occidente senza portare anche me![senza fonte] »

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Kenneth A. Kitchen, Il Faraone trionfante, pagg. 25
  2. ^ Federico A. Arborio Mella, L'Egitto dei faraoni, pag. 189
  3. ^ Kenneth A. Kitchen, Il Faraone trionfante, pag.26

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