Tiy

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Tiy
Annales du Service des antiquités de l'Egypte (1900) (14774425651).jpg
La regina Tiy da un rilievo nella tomba di Userhat. Luxor
Regina consorte d'Egitto, Grande Sposa Reale
In carica 1390 a.C. –
ca. 1353/1352 a.C.
Predecessore Nefertari, Iaret (Grandi Spose Reali di Thutmose IV)
Successore Nefertiti
Nascita Akhmin, ca. 1398 a.C.
Morte Akhetaton?, ca. 1339/1338 a.C.?
Luogo di sepoltura Tomba KV35 nella Valle dei Re
Dinastia XVIII dinastia
Padre Yuya
Madre Tuia
Consorte Amenofi III
Figli Sitamon, Iside, Henuttaneb, Nebetah, Thutmose, Akhenaton, Smenkhara, Kiya, Baketamon

Tiy (o Ty o anche, in tedesco, Teje; da evitare la pronuncia inglese /tai/) (Akhmim, ca. 1398 a.C. – Akhetaton, ca. 1339/1338 a.C.?) è stata una regina egizia, Grande Sposa Reale, ossia moglie principale, di Amenofi III, sovrano della XVIII dinastia egizia.

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Tjy - Tiy

Famiglia e primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Tiy era figlia di Yuya, ricco possidente terriero di non nobili origini[1] oriundo di Akhmin, ove ricopriva anche i ruoli di sacerdote, soprintendente dei buoi, comandante della cavalleria. La madre,Tuia, oltre che responsabile dell'harem di Min[2], era soprattutto inserita nella gerarchia di vari culti religiosi, come attestano i suoi titoli (fra cui, Cantrice di Hathor, Capo degli Intrattenitori sia del culto di Amon che di Min etc.), per cui si sono ipotizzati legami di parentela di Tuia con la famiglia reale. Tiy aveva anche un fratello, Anen, che fu Secondo Profeta di Amon. Alcuni studiosi hanno speculato che l'alto funzionario Ay, successore di Tutankhamon dopo la morte prematura di questi nel 1323 a.C., avrebbe potuto essere congiunto di Tiy. Non vi sono iscrizioni o monumenti che esplichino questo legame, ma alcuni lo ritengono probabile perché Ay, Yuya e Tuia erano tutti nativi di Akhmin, e perché Ay ereditò i titoli e le onorificenze di cui Yuya si fregiava alla corte di Amenofi III.

Alcuni egittologi hanno suggerito che il padre di Tiy fosse uno straniero, soprattutto dall'osservazione del lineamenti della sua mummia e dalla svariate pronunce del suo nome, la qual cosa potrebbe implicare che "Yuya" non sia un nome egiziano, ma straniero, adattato di volta in volta alle cadenze egizie.[3] Alcuni hanno pensato che le forti e anticonvenzionali opinioni religiose della regina Tiy fossero dovute a un retaggio straniero, più che al suo forte carattere.

Testa della regina Tiy. Berlino, Neues Museum.

Nonostante non fosse di sangue regale, fu elevata al rango di Grande Sposa Reale, ossia di regina d'Egitto, da Amenofi III; il matrimonio risale al 2° anno di regno, ossia al 1390 a.C. circa, e gli sposi erano ancora bambini: forse Tiy non aveva nemmeno dieci anni, e Amenofi sicuramente meno di dodici. Ebbe numerosi figli da Amenofi:

  • Thutmose, Principe ereditario e Sommo Sacerdote di Ptah, che ancora giovane premorì al padre;
  • Amenofi, che sarebbe poi divenuto faraone, famoso come Akhenaton;
  • Sitamon, che divenne consorte del padre e regina;
  • Iside, che divenne consorte del padre e regina;
  • Henuttaneb, che non pare sia mai stata elevata a regina dal padre
  • Baketamon
  • Smenkhara, che divenne faraone e immediato successore di Akhenaton;
  • Kiya, che divenne sposa secondaria di Akhenaton e madre di Tutankhamon.

Vita a corte[modifica | modifica wikitesto]

Maschera funeraria della regina Tiy. Berlino, Altes Museum

Tiy ebbe una grande influenza e gestì una parte del potere, sia durante i regni del marito che del figlio. Crescendo, Amenofi III divenne un valente sportivo, un amante della vita all'aperto e un abilissimo governante (il suo regno è considerato l'apogeo del Nuovo Regno). Egli si trovò più volte di fronte a richieste straniere di oro egiziano, così come a reali stranieri, come Tushratta di Mitanni, che chiedevano la mano delle sue figlie. Ma alla corte egiziana il lignaggio regale era trasmesso dalle donne, e il matrimonio con una delle figlie di Amenofi avrebbe significato, per un sovrano straniero, legittime pretese sulla corona dell'Alto e Basso Egitto. In questi come in altri casi, Tiy si segnalò quale importante consigliera e confidente del faraone. Lasciando di sé il ricordo di una regina saggia, intelligente, forte e fiera, Tiy ottenne sempre il rispetto dei dignitari stranieri, e i re stranieri erano disposti a comunicare direttamente con e attraverso di lei, che esercitò un ruolo attivo e costante negli affari esteri: Tiy è la prima regina d'Egitto il cui nome sia stato registrato su atti ufficiali.[4]

Tiye continuò sicuramente a consigliare suo figlio Akhenaton, la cui corrispondenza con re Tushratta è illuminante circa il ruolo e la statura della regina madre a corte. Nella Lettera di Amarna EA26, il re di Mitanni corrisponde direttamente con Tiy per rimembrare le buone relazioni di cui ha goduto col suo sposo allora morto Amenofi III, ed esterna il suo desiderio di continuare in rapporti amichevoli col nuovo faraone Akhenaton.

La mummia di Tiy in una foto del 1912 di G. Elliot Smith

Amenofi III, debilitato nella maturità dall'obesità e da mal di denti probabilmente fortissimi (come emerso da esami sulla mummia), morì intorno al 38° o 39° anno del suo regno, tra il 1353 e il 1351 a.C. e fu inumato nella tomba KV22 della Valle dei Re. Tiy gli sopravvisse all'incirca vent'anni. Presso la nuova città di Akhenaton, Akhetaton, sono stati rinvenuti i resti di un palazzo per Tiy, il cui nome comunque continua a comparire nelle documentazioni degli anni dell'eresia. Tiy, unitamente alla giovane nipote Maketaton, è citata per l'ultima volta in una iscrizione che data al 21 novembre del 12° anno di regno di Akhenaton (1338 a.C.), nel medesimo periodo in cui una grave epidemia sconvolse l'Egitto, e probabilmente anche la famiglia reale: è l'occasione in cui sompaiono dai documenti, oltre a Tiy e Maketaton, anche la regina Nefertiti e altre figlie del faraone.

Morte e mummia[modifica | modifica wikitesto]

Il marito le costruì un tempio funerario a Sedeinga, in Nubia.[2] Il corpo mummificato, completamente sbendato da antichi razziatori, fu ritrovato, assieme a parecchi altri sovrani, nella tomba (KV35) di Amenofi II scoperta da Victor Loret nel marzo del 1898.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tyldesley, Joyce, Chronicle of the Queens of Egypt, Londra, Thames & Hudson, 2006, p. 115.
  2. ^ a b Pascal Vernus e Jean Yoyotte, Dizionario dei Faraoni, pag. 162
  3. ^ O'Connor, David; Cline, Eric H., Amenhotep III: Perspectives on His Reign, University of Michigan Press, 1998, ISBN 978-0-472-08833ISBN non valido (aiuto).
  4. ^ Tyldesley, Joyce, Chronicle of the Queens of Egypt, p. 118.
  5. ^ Pascal Vernus e Jean Yoyotte, Dizionario dei Faraoni, pag. 104

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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