KV49

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
KV49
KV49.jpg
Isometria, planimetria e alzato di KV49
CiviltàAntico Egitto
Utilizzotitolare sconosciuto
EpocaNuovo Regno (XVIII dinastia)
Localizzazione
StatoEgitto Egitto
LocalitàLuxor
Dimensioni
Superficie46 61 
Altezzamax 2,24 m
Larghezzamax 3,5 m
Lunghezzamax 24,14 m
Volume69,72 m³
Scavi
Data scoperta1906
Date scavi1906
OrganizzazioneTheodore Davis
ArcheologoEdward Russell Ayrton
Amministrazione
PatrimonioTebe (Valle dei Re)
EnteSupreme Council of Antiquities
Sito webwww.thebanmappingproject.com
Mappa di localizzazione

Coordinate: 25°44′27″N 32°36′08″E / 25.740833°N 32.602222°E25.740833; 32.602222

KV49 (King's Valley 49)[N 1] è la sigla che identifica una delle tombe della Valle dei Re in Egitto; sconosciuto il titolare.

Scoperta nel 1906 da Edward Russell Ayrton, per conto di Theodore Davis, si tratta di una tomba non ultimata costituita da una scala che termina in un corridoio in discesa che, a sua volta, termina in quella che doveva essere l’anticamera; da qui si diparte una seconda scala, ma i lavori vennero interrotti[1]. La tomba presenta tracce di muratura della porta, il che ha fatto supporre che sia comunque stata impiegata. Due graffiti al di sopra della porta attestano, tuttavia, che durante la fine del Nuovo Regno la tomba era accessibile ed impiegata come magazzino per stoffe[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le tombe vennero classificate nel 1827, dalla numero 1 alla 22, da John Gardner Wilkinson in ordine geografico. Dalla n.ro 23 la numerazione segue l’ordine di scoperta.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nicholas Reeves e Richard Wilkinson (2000), The complete valley of the Kings, New York, Thames & Hudson, p. 184.
  2. ^ Theban Mapping Project.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Theban Mapping Project, su thebanmappingproject.com. URL consultato l'8 febbraio 2017 (archiviato dall'url originale il 5 dicembre 2006).