Kęstutis

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Kęstutis

Kęstutis (1297 circa – Kreva, 3 o 15 agosto 1382) fu sovrano della Lituania e del granducato di Trakai. Governò il Granducato di Lituania dal 1342 al 1382 insieme al fratello Algirdas e alla morte di questi con il nipote Jogaila. Il nome Kęstutis deriva da un'antica forma del nome Kęstas che è a sua volta il diminutivo di nomi lituani quali Kęstaras e Kęstautas dove il Kęs-ti sta per far fronte.

I due domini[modifica | modifica wikitesto]

Kęstutis nacque attorno al 1297 dal granduca Gediminas e fu suo fratello minore Jaunutis (1300circa-dopo il 1366) ad ereditare il titolo di Granduca di Lituania alla morte del padre. Insieme al fratello Algirdas Kęstutis cospirò per togliergli il trono e il loro tentativo ebbe successo tanto che divisero il territorio in due sfere distinte, una concentrata sulla parte ovest e una sulla parte est e il ducato di Trakai ne fu il risultato. Mentre Algirdas consolidava il proprio potere a est Kęstutis organizzò le difese della Lituania occidentale e della Samogizia in modo da poter resistere agli assalti dei Cavalieri Teutonici e organizzò dei raid contro le popolazioni germaniche confinanti.

Egli impiegò sia le armi che la diplomazia nella difesa dei confini occidentali del proprio paese e nel 1349, per evitare ulteriori scontri con i cavalieri teutonici strinse un accordo con Papa Clemente VI per la Cristianizzazione della Lituania ricevendo in cambio promesse di corone reali sia per sé che per i propri figli. Algirdas rimase volontariamente in disparte durante queste negoziazioni tanto era preso nel mantenere l'ordine nella parte rutena dei propri domini.

L'intermediario nei negoziati fu Casimiro III di Polonia che fece un inaspettato assalto contro la Volinia e Brėst nell'ottobre del 1349, cosa che rovinò i piani di Kęstutis. Durante la guerra che seguì con i polacchi Luigi I d'Ungheria strinse un accordo di pace con Kęstutis che venne formalizzato il 15 agosto 1351 secondo il quale Kęstutis garantiva che si sarebbe convertito al Cristianesimo e avrebbe dato al Regno d'Ungheria l'aiuto militare necessario in cambio della corona reale. L'accordo venne ratificato con un rito pagano, ma Kęstutis non aveva intenzione di conformarsi agli accordi presi e scappò sulla strada per Buda[1].

La guerra infinita[modifica | modifica wikitesto]

Algirdas morì nel 1377 e gli succedette al comando il figlio maggiore Jogaila nato dal suo secondo matrimonio con Uliana di Tver'. Kęstutis e suo figlio Vitoldo continuarono a riconoscere l'autorità del nipote e cugino anche quando questi venne apertamente sfidato dal fratellastro Andrea di Polack nato dal primo matrimonio di Algirdas con Maria di Vitebsk (morta prima del 1349)[2]. Intanto i cavalieri teutonici continuarono la loro crociata contro i lituani pagani e sia Jogalia che suo zio cercarono l'opportunità per stabilire una tregua. Il 29 settembre 1379 a Trakai Kęstutis e Jogaila segnarono una tregua, l'ultimo accordo che i due avrebbero stretto insieme, che sarebbe dovuta durare per dieci anni[3]. Nel febbraio 1380 Jogaila strinse un accordo con l’Ordine livoniano della durata di cinque mesi perché venissero protetti i suoi confini[2].

Sempre nello stesso anno Jogaila siglò un accordo con il gran maestro dei cavalieri teutonici Winrich von Kniprode che prese il nome di trattato di Dovydiškės e, secondo il quale, Jogaila si impegnava a non intervenire in difesa di Kęstutis e dei suoi figli quando i cavalieri li avrebbero attaccati. Non sarebbe stata considerata una violazione del trattato il fornire l'aiuto considerato necessario perché suo zio e i suoi cugini non s'insospettissero[4]. Il motivo reale per cui questo accordo venne stretto non è mai stato del tutto chiaro, qualche storico biasima sua madre Uliana, mentre altri puntano il dito contro il suo consigliere Vaidila (morto 1381)[5] mentre altri puntano lo sguardo sulla differenza generazionale, Kęstutis era vicino agli ottanta ed era determinato a non accettare il cristianesimo, mentre suo nipote era sui trent'anni ed era altrettanto determinato a trovare un modo per modernizzare il proprio paese e a convertirlo[6]. Altri credono che il trattato mirasse a indebolire il fratellastro Andrei e l'altro fratellastro Demetrius I Starshy e il granduca di Mosca Demetrio di Russia[7]. Messo in sicurezza il fronte occidentale Jogaila si alleò con il Khanato dell'Orda d'Oro contro il Granducato di Mosca in quella che sarebbe poi divenuta nota come la Battaglia di Kulikovo[2].

Forti del trattato siglato i cavalieri teutonici razziarono il granducato di Trakai e la Samogizia per ben due volte[2] e nell'agosto del 1381 la Commanderia di Ostróda fu in grado di comunicare a Kęstutis l'accordo segreto che avevano stretto suo nipote e i suoi nemici. Nello stesso mese egli si fece forte della ribellione di Polack contro Skirgaila, uno dei fratelli di Jogaila, che era troppo lontano per poter sedare la rivolta e la sua assenza creò l'occasione per prendere Vilnius allora capitale del granducato[5]. Kęstutis divenne granduca e suo nipote venne catturato sulla strada del ritorno, questi supplicò perché fosse riconosciuta la sua realtà ed ebbe successo tanto che non solo venne rilasciato e gli venne restituito il patrimonio, ma gli vennero date anche le città di Kreva e Vicebsk[2]. Kęstutis riprese intanto la sua antica guerra contro i cavalieri teutonici razziando la Varmia e tentando d prendere la città di Jurbarkas[7].

Il 12 giugno 1382 mentre Kęstutis era lontano a combattere un altro dei suoi nipoti, Kaributas (dopo il 1350-dopo il 1404) nella città di Novhorod-Siverskyi e suo figlio Vytautas era a Trakai i residenti di Vilnius, guidati dal mercante Hanul di Riga, (morto fra il 25 febbraio 1417 e il 12 dicembre 1418) permisero alle armate di Jogaila di entrare in città[2]. I mercanti erano infatti del tutto insoddisfatti delle politiche mercantili di Kęstutis e Jogaila ebbe il tempo di riprendersi il trono e riallearsi con i cavalieri teutonici. Nel frattempo Kęstutis raccolse i propri alleati nella Samogizia, mentre suo figlio raccoglieva armate a Hrodna e suo fratello minore Liubartas raccoglieva soldati nel Principato di Galizia-Volinia.

Nell'agosto del 1382 le armate di Kęstutis e Jogaila si incontrarono a Trakai per una battaglia che non iniziò mai[2], perché entrambe le parti acconsentirono a negoziare. Kęstutis e Vyatutas si recarono nel campo di Jogaila dove vennero immediatamente arrestati e spediti al castello di Kreva. Il 15 agosto circa Kęstutis fu trovato morto nella sua cella, suo nipote organizzò per lui un funerale pagano in grande stile e il suo corpo venne bruciato insieme ai suoi cavalli e alle sue armi a Vilnius. Vyatutas riuscì a scappare e continuò a combattere contro il cugino fino a che non divenne granduca nel 1392.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ articolo, su lrytas.lt.
  2. ^ a b c d e f g Kiaupa, Zigmantas; Jūratė Kiaupienė, Albinas Kunevičius (2000) [1995]. The History of Lithuania Before 1795 (English ed.). Vilnius: Lithuanian Institute of History
  3. ^ Ivinskis, Zenonas (1988) [1930]. "Vytauto jaunystė ir jo veikimas iki 1392 m.". In Paulius Šležas. Vytautas Didysis. Vilnius: Vyriausioji enciklopedijų redakcija
  4. ^ Jonynas, Ignas (1937). "Dovydiškės sutartis". In Vaclovas Biržiška. Lietuviškoji enciklopedija VI. Kaunas: Spaudos Fondas
  5. ^ a b Koncius, Joseph B. (1964). Vytautas the Great, Grand Duke of Lithuania. Miami: Franklin Press
  6. ^ Jakštas, Juozas (1984). "Lithuania to World War I". In Ed. Albertas Gerutis. Lithuania: 700 Years. tradotto da Algirdas Budreckis (6th ed.). New York: Manyland Books
  7. ^ a b Ivinskis, Zenonas (1978). Lietuvos istorija iki Vytauto Didžiojo mirties. Rome: Lietuvių katalikų mokslo akademija

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