Švarnas

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Švarnas
Granduca di Lituania
In carica 1267 –
1269
Predecessore Vaišvilkas
Successore Traidenis
Principe di Galizia-Volinia
In carica 1264 –
1269
Predecessore Danilo di Galizia
Successore Lev I di Galizia
Nascita Halyč, 1230 circa
Morte Khelm, 1269
Casa reale Monomachi[1]
Padre Danilo di Galizia
Madre Anna Mstislavna di Novgorod (figlia di Mstislav Mstislavič)
Consorte NN (sorella di Vaišvilkas, figlia di re Mindaugas)

Švarnas o Shvarn (talvolta Shvarno o Svaromir Daniilovič[2]; Halyč, 1230 circa – Khelm, 1269) è stato principe di Galizia-Volinia dal 1264 al 1269 e quarto granduca di Lituania dal 1267 al 1269[3].

Da quando ricoprì la carica di knyaz delle parti occidentali della Galizia, fu coinvolto in lotte interne di potere che riguardavano il vicino Granducato di Lituania. Leader influente, riuscì a mantenere sotto il suo controllo l'ambita città di Kholm (moderna Chełm, Polonia).

Nome[modifica | modifica wikitesto]

Di Shvarn si sa poco e persino il vero nome resta incerto.[4] I documenti contemporanei relativi a questo sovrano sono scarsi e si riferiscono a lui con vari appellativi.[5] Ad esempio, la prima edizione delle Cronache lituane lo riporta come Shkvarno, ma le seguenti edizioni usano le varianti Skirmont e Skirmunt, forse una rutenizzazione del lituano Skirmantas.[6] Fonti contemporanee menzionano anche il suo nome di battesimo Ioann (Іоанн), ovvero Giovanni o Giorgio.[7] Nei testi delle storiografie odierne, il sovrano viene indicato con una varietà di appellativi che variano dal lituano Švarnas[8] alla versione ucraina варно Данилович, a quella russa e bielorussa Шварн e a quella polacca Szwarno Daniłowicz. Sono tutte variazioni del nome Shvarn, il quale probabilmente è un diminutivo del nome slavo Svaromir.[9]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Švarnas era uno dei figli di Danilo di Galizia, della casata dei Monomachi.[10] Ereditò le terre nord-occidentali del Principato di Galizia-Volinia, le quali comprendevano la città di Halicz, le due sponde del Bug Occidentale, ovvero la Rutenia rossa con le città di Bełz, Czerwień,[11] Mielnik, Drohiczyn e infine anche Kholm dal 1264, assegnata prima a un altro fratello.[12] Suo fratello maggiore Lev ereditò le regioni meridionali, i cui centri principali erano Leopoli e Przemyśl, mentre a Roman spettarono i ducati di Luc'k e Terebovlja.[10]

Evoluzione dei rapporti tra lituani e polacchi[modifica | modifica wikitesto]

Durante il regno di Danilo, i signori galiziani si accordarono con i loro pari polacchi per fronteggiare il nemico comune costituito dalle tribù lituane, le quali spesso saccheggiavano e depredavano le terre ad ovest. La situazione mutò quando nel 1255 (o nell'anno precedente) Švarnas sposò una figlia la cui identità è ignota di Mindaugas, allora re della Lituania.[13] Tale evento sancì la formazione di un'alleanza: insieme, i sovrani di ambedue gli stati intrapresero numerose campagne militari contro il Regno di Polonia. Nello stesso 1255 riuscirono a superare le mura di Lublino, mentre nel 1262 ebbe luogo una grande campagna verso la Masovia. Shvarn e Treniota, cognato di Mindaugas, conquistarono la città di Płock e posero sotto assedio il cognato del primo, Siemowit I di Masovia a Jazdów (moderna Varsavia). Gli scontri terminarono con la morte di Siemowit per mano dei soldati di Švarnas e suo figlio Corrado II fu fatto prigioniero. I rinforzi polacchi non giunsero abbastanza in fretta e furono successivamente sconfitti in una battaglia avvenuta a Długosiodło il 5 agosto 1262.[14]

Principe di Galizia-Volinia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1264 Danilo di Galizia morì e Švarnas divenne il legittimo erede di tutto il Principato di Galizia-Volinia in qualità di duca. Uno dei primi compiti eseguiti fu organizzarsi per una grande campagna contro la Piccola Polonia.[15] Tuttavia, anche se i guerrieri ruteni e lituani riuscirono a saccheggiare Skaryszew, Tarczek e Wiślica, furono in seguito respinti. Gli alleati iotvingi furono sconfitti da Boleslao V il Timido nella battaglia di Brańsk.[15] L'anno seguente Boleslao coalizzò le forze a sue disposizione contro Švarnas e suo zio Vasilko Romanovič e sconfisse il primo il 19 giugno 1266 a Wrota,[15] indebolendo la sua posizione nella Galizia-Volinia.

Granduca di Lituania[modifica | modifica wikitesto]

Nel frattempo, a seguito di una congiura, Mindaugas era stato assassinato in Lituania.[16] Il potere fu assunto da Treniota, ma il Granducato visse un periodo di disordine.[16] Švarnas offrì il suo appoggio a Vaišvilkas, uno dei figli di Mindaugas e suo cognato.[15] Insieme riuscirono a deporre Treniota e a ricacciare Daumantas verso Pskov. Quando Vaišvilkas decise di tornare alla vita monastica nel 1267, il Granducato fu ceduto a Švarnas.[17] Non si conoscono i dettagli sul periodo in cui Švarnas amministrò la Lituania:[18] è probabile che non fosse riuscito ad ingraziarsi il popolo lituano in virtù delle sue origini straniere.[19] Ciononostante, ebbe abbastanza successo nell'espandere i confini del Granducato. Tra le battaglie vinte, una delle più celebri è quella in cui sconfisse nel 1267 suo fratello Mstislav presso il fiume Yaselda ed espugnò Turaŭ e Pinsk.[15] Quindi si diresse versi i Tatari del Volga e prevalse sul khan Balaklay nella battaglia di Kojdanow (odierna Dziaržinsk, Bielorussia). Grazie alla vittoria riportata, il Granduca poté acquisire Mazyr, Černihiv, Karačev e Starodub.[6]

Frattanto, la lotta per il potere in Lituania divenne rapidamente più accesa. Prima che potesse emergere un chiaro vincitore, Švarnas si spense a Kholm (odierna Chełm, in Polonia) tra il 1269 e il 1271. Fu sepolto in una cattedrale ortodossa che un tempo sorgeva in un luogo ora occupato dalla Basilica di Nascita della Vergine Maria. Dopo la sua morte gran parte delle sue terre furono integrate alla Lituania[20] e passarono in mano a Traidenis, un nobile dell'Aukštaitija.[15]

Per quanto riguarda la questione religiosa, la cristianizzazione del Paese rimase a un punto morto. Eccettuati infatti i casi di Švarnas e del suo predecessore, tutti i duchi lituani continuarono a rimanere fedeli agli antichi culti.[21]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) K. McCoy, Hardwick, This Book Will Send You to Sleep, Random House, 2018, ISBN 978-14-73-5578-5, p. 139: "è l'unico di questa dinastia nella storia del Granducato di Lituania".
  2. ^ In ucraino: Шварно Данилович, trasl. Shvarno Danylovych: (EN) Danylo Husar Struk, Encyclopedia of Ukraine (vol. 3), University of Toronto Press, 1993, ISBN 978-08-02-03362-8, p. 92.
  3. ^ (EN) Zenonas Norkus, An Unproclaimed Empire: The Grand Duchy of Lithuania, Routledge, 2017, ISBN 978-13-51-66905-4, p. 82.
  4. ^ Secondo la ricostruzione dello storiografo Vladimir Pashuto, è davvero improbabile che siano esistite biografie riguardanti Švarnas e il suo successore, Traidenis: (EN) Associazione degli Studenti Lituani, Lituanus (vol. 9), Secretariate for External Relations, 1963, p. 69.
  5. ^ (EN) Lars Ulwencreutz, Ulwencreutz's The Royal Families in Europe V, Lulu.com, 2013, ISBN 978-13-04-58135-8, p. 80.
  6. ^ a b (PL) Oleg Łatyszonek, Od Rusinów Białych do Białorusinów: u źródeł białoruskiej idei narodowej, Białystok: Wydawnictwo Uniwersytetu w Białymstoku, 2006, ISBN 978-83-7431-120-5, pp. 270-271.
  7. ^ Come sostengono vari autori polacchi: Hieronim Grala, "Chrzestne imię Szwarna Daniłowicza. Ze studiów nad dyplomatyką południoworuską XIII i XIV w.", 1985; Leszek Jaśkiewicz et al., Słowiańszczyzna i dzieje powszechne. Studia ofiarowane Profesorowi Ludwikowi Bazylowowi w siedemdziesiątą rocznicę Jego urodzin, Varsavia: Państwowe Wydawnictwo Naukowe, ISBN 83-01-05859-5. LCC DJK40 .S56 1985, pp. 197–220.
  8. ^ Come riporta pressoché la totalità degli autori baltici. Tra tutti, si segnala: Vytautas Spečiunas, Lietuvos valdovai (XIII-XVIII a.) [Sovrani della Lituania (13-18 secolo)], Vilnius: Mokslo ir enciklopediju leidybos institutas, 2004, ISBN 5-420-01535-8, p. 25.
  9. ^ (EN) Jeremiah Curtin, The Mongols in Russia, Adegi Graphics LLC, 2002, ISBN 978-14-02-10030-7, pp. 327-329.
  10. ^ a b (EN) Saki, H. H. Munro, The History of the Russian Empire, e-artnow, 2018, ISBN 978-80-27-24371-6, p. 117.
  11. ^ Il centro principale della Rutenia rossa (gli insediamenti di Czerwień, o Grody Czerwieńskie in polacco). La sua posizione geografica resta sconosciuta e discussa; era probabilmente situata dove si trova l'odierno insediamento di Czermno.
  12. ^ (EN) Ivan Katchanovski; Zenon E. Kohut; Bohdan Y. Nebesio; Myroslav Yurkevič, Historical Dictionary of Ukraine (ed. 2), Scarecrow Press, 2013, ISBN 978-08-10-87847-1, p. 36.
  13. ^ (EN) Liaudies kultūra, LTSR Mokslinis metodinis kultūros centras, 1996, p. 15.
  14. ^ (EN) Meir Halevi Gover, Yizkor to Jewish Długosiodło, Poland (III ed.), academia.edu, p. 7.
  15. ^ a b c d e f (EN) Andrew Rawson, A Clash of Thrones: The Power-crazed Medieval Kings, Popes and Emperors of Europe, The History Press, 2015, ISBN 978-07-50-96678-8, pp. 142-143.
  16. ^ a b (EN) Rūta Janonienė; Tojana Račiūnaitė; Marius Iršėnas; Adomas Butrimas, The Lithuanian Millenium: History, Art and Culture, VDA leidykla, 2015, ISBN 978-60-94-47097-4, pp. 54-55.
  17. ^ (EN) Sergeĭ Mikhaĭlovich Solovʹev, History of Russia (vol. 4), Academic International Press, 2000, digitalizzato dall'Università del Michigan il 27 giugno 2008, ISBN 978-08-75-69219-7, p. 79.
  18. ^ (PL) Paweł Jasienica, Myśli o dawnej Polsce, Varsavia: Czytelnik, 1990, ISBN 83-07-01957-5, p. 187.
  19. ^ (EN) Zigmas Kiaupa, The history of Lithuania (trad. di S. C. Rowell), Vilnius: Baltos lankos, 2002, ISBN 9955-429-75-5, p. 37.
  20. ^ (EN) John Lister, Illingworth Fennell, The crisis of medieval Russia, 1200-1304, Londra: Longman, ISBN 978-0-582-48150-3, 1983, p. 144.
  21. ^ Claudio Carpini, Storia della Lituania, Città Nuova, 2007, ISBN 978-88-31-10341-1, p. 32.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Granduca di Lituania Successore
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