Vytenis

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Vytenis
Witenes.PNG
Ritratto immaginario di Vytenis nella Genealogia di Sapieha conservata presso Kodeń, Polonia (1709)
Granduca di Lituania
In carica 1295 –
1316
Incoronazione 1295
Predecessore Butvydas
Successore Gediminas
Nascita 1260
Morte 1316
Casa reale Gediminidi
Padre Butvydas
Consorte Vikinda
Figli Žvelgutis
Religione paganesimo

Vytenis (in bielorusso: Віцень, Vicień; in polacco: Witenes) (12601316) fu granduca di Lituania dal 1295 al 1316[1].

Fu il primo sovrano della dinastia gediminide a governare per un considerevole lasso di tempo. All'inizio del XIV secolo la sua reputazione superava quella di Gediminas, considerato dagli storici moderni uno dei più influenti sovrani lituani.[2] Il dominio di Vytenis fu segnato da guerre costanti nel tentativo di espandere il Granducato di Lituania a danno dei ruteni, i masoviani e l'Ordine teutonico.

Le battaglie[modifica | modifica wikitesto]

Vytenis viene menzionato per la prima volta nel 1292 durante, la campagna in Masovia scatenata da parte di suo padre Butvydas: un esercito di 800 uomini giunse fino a Łęczyca.[3] Dopo la morte di Butvydas, nel 1295 circa, Vytenis gli succedette nella carica di Granduca. Il nuovo sovrano fu presto coinvolto in dispute di successione in Polonia e si schierò al fianco di Boleslao II di Masovia, sposato con la duchessa lituana Gaudemunda: l'altra fazione era guidata da Ladislao I di Polonia.[2] In Rutenia, Vytenis riuscì a riconquistare le terre perdute dopo l'assassinio di Mindaugas e a sottomettere i principati di Pinsk e Turaŭ.[4]

Espansioni del Granducato di Lituania dal XIII al XV secolo

La crociata contro la Lituania pagana e la Samogizia si intensificò e un nuovo capitolo iniziò quando nel 1290 i prussiani e le altre tribù baltiche furono conquistati dai Cavalieri Teutonici e dall'Ordine di Livonia. Durante il regno di Vytenis fu istituita e rafforzata una rete di castelli difensivi lungo le rive dei fiumi Neman e Jūra; i Cavalieri avevano costruiti i propri castelli esattamente sulla riva opposta.[2] Durante questo periodo, l'Ordine Teutonico stava tentando di stabilire un corridoio lungo il mar Baltico, in Samogizia, per congiungersi con l'Ordine Livoniano a nord. Durante il regno di Vytenis, i Cavalieri Teutonici organizzarono circa 20 incursioni in Samogizia.[5] Il Granduca assunse delle contromisure per minare l'influenza dei nobili samogiti locali, come dimostra un numero crescente di traditori e rifugiati.[6] Sembra che Gediminas stesse aiutando Vytenis a controllare i nobili, i quali consideravano seriamente l'idea di reinsediarsi in Prussia come vassalli dei Cavalieri Teutonici. L'Ordine consolidò anche il suo controllo sulla Semigallia, dove i lituani avevano stazionato le loro guarnigioni dopo la battaglia di Aizkraukle. L'Ordine catturò il castello di Dynaburg, controllato dai lituani dal 1281, nel 1313.[4]

Alleanza con Riga[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei traguardi più importanti raggiungi di Vytenis fu l'alleanza con la città di Riga. Nel 1297 le divergenze tra l'Arcivescovo di Riga, la borghesia di Riga e l'Ordine Livoniano scatenarono una guerra intestina. Vytenis offrì aiuto ai cittadini di Riga e fece perfino vaghe promesse di convertirsi al cristianesimo, per allentare le tensioni religiose tra i soldati pagani e i residenti cristiani.[2] Vytenis invase con successo la Livonia, distrusse il castello di Karkus a nord di Riga e sconfisse l'ordine nella battaglia di Turaida, in cui morì anche il Landmeister livoniano Bruno e 22 cavalieri.[6] Quando la Livonia fu messa in sicurezza, Vytenis eseguì undici campagne nei territori dei Cavalieri Teutonici in Prussia nel 1298-1313,[4] incluso una particolarmente cruenta a Brodnica, dove l'intera popolazione fu massacrata.[7] Il Granduca fu aiutato da un evento storico avvenuto nel 1308 che coinvolgeva i Cavalieri Teutonici: quando questi conquistarono la Pomerania, sorsero delle contese territoriali con la Polonia.

Posizionatasi in una fortificazione negli immediati pressi della città, una guarnigione lituana rimase a Riga fino al 1313, quando i residenti della città la consegnarono all'Ordine e mandarono via i pagani. I buoni rapporti con Riga favorirono le relazioni economiche e consolidarono l'influenza lituana nel bacino del Daugava, soprattutto dopo che nel 1307 Polack, un importante centro di commercio, si arrese alla Lituania.[6] Grazie agli stretti contatti con Riga, Vytenis invitò i frati francescani a non chiudere la chiesa cattolica situata a Navahrudak perché potessero recarvisi i mercanti tedeschi nel 1312.[2] In ambito religioso, sembra che Vytenis avesse gettato le basi per la creazione della sede metropolitana della Lituania tra il 1315 e il 1317.[2] La carica di metropolita era funzionale nella competizione tra Vilnius e Mosca per la supremazia religiosa in Rutenia.

Morte e successione[modifica | modifica wikitesto]

Vytenis si spense nel 1315 circa senza eredi. Le circostanze della sua morte non sono note. Per molto tempo gli storici russi hanno affermato che fosse stato colpito da un fulmine, sulla base di una fonte del tempo. Tuttavia, è possibile si sia trattato di un errore di ortografia da parte dello scriba, il quale riprendeva una versione della vicenda filo-teutonica secondo cui Gediminas uccise il suo maestro Vytenis per usurpArne il trono.[5] Vytenis viene menzionato per l'ultima volta nel settembre 1315 durante l'infruttuoso assedio di Christmemel, il primo castello costruito dai Cavalieri Teutonici sulla riva destra del fiume Nemunas. Gli storici conoscono solo un figlio di Vytenis, tale Žvelgutis (talvolta Swalegote), che probabilmente morì prima di suo padre.[2] Dato il contesto, Gediminas, fratello di Vytenis, fu in grado di diventare il Granduca di Lituania. Durante il suo regno il Granducato divenne un importante potenza militare e politico nell'Europa orientale.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Saulius A. Suziedelis, Historical Dictionary of Lithuania, 2ª ed., Scarecrow Press, 2011, p. 341, ISBN 978-08-10-87536-4.
  2. ^ a b c d e f g h (EN) S.C. Rowell, Lithuania Ascending, Cambridge University Press, 2014, pp. 54-59, ISBN 978-11-07-65876-9.
  3. ^ (EN) Mary Fischer, The Chronicle of Prussia by Nicolaus von Jeroschin: A History of the Teutonic Knights in Prussia, 1190–1331, Routledge, 2016, p. 311, ISBN 978-13-17-03840-5.
  4. ^ a b c (LT) Edvardas Gudavičius e Rokas Varakauskas, Vytenis, in Lietuvos valdovai (XIII-XVIII a.): enciklopedinis žinynas, Vilnius, Mokslo ir enciklopedijų leidybos institutas, 2004, pp. 32-33, ISBN 5-420-01535-8.
  5. ^ a b (LT) Simas A. Suziedelis, Vytenis, in Encyclopedia Lituanica, VI, Boston, pp. 221-222.
  6. ^ a b c (EN) Zigmantas Kiaupa, Jūratė Kiaupienė e Albinas Kunevičius, The History of Lithuania Before 1795, Vilnius, Istituto di Storia Lituana, 2000, pp. 112-114, ISBN 9986-810-13-2.
  7. ^ (EN) Eric Christiansen, The Northern Crusades, 2ª ed., Penguin Books, 1997, pp. 146-147, ISBN 0-14-026653-4.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Granduca di Lituania Successore
Butvydas 12951316 Gediminas