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Josef Koudelka

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Josef Koudelka nel 2014

Josef Koudelka (Boskovice, 10 gennaio 1938) è un fotografo ceco con cittadinanza francese.

Inizialmente diede sfogo al suo interesse servendosi di un apparecchio 6x6 in bakelite che utilizzava per fotografare la famiglia e i dintorni dell'abitazione. Nel 1961 conseguì un titolo accademico presso l'Università tecnica di Praga (CVUT-České Vysoké Učení Technické), tenendo in quello stesso anno la prima mostra di fotografie. In seguito lavorò come ingegnere aeronautico a Praga e Bratislava.

Iniziò a ottenere commissioni da riviste di teatro, e in questo modo, con una vecchia Rolleiflex, iniziò a fotografare con regolarità il dietro le quinte delle produzioni sceniche del Teatro di Praga. Nel 1967 Koudelka decise di rinunciare alla carriera di ingegnere per dedicarsi completamente alla fotografia.

La Primavera di Praga

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Josef Koudelka durante la processione del Venerdì Santo a Collesano - Pasqua 1987

È molto nota la testimonianza fotografica che ha offerto sulla fine della Primavera di Praga: Koudelka era rientrato da un viaggio per un servizio fotografico sugli zingari della Romania, appena due giorni prima dell'invasione sovietica, nell'agosto 1968. Svegliato da una telefonata si precipitò in strada mentre le forze militari del Patto di Varsavia entravano a Praga per soffocare il riformismo ceco. I negativi di Koudelka lasciarono Praga seguendo canali clandestini, nelle mani dell'agenzia Magnum Photos, e finirono per essere pubblicate sul periodico The Sunday Times, in maniera anonima, contrassegnate unicamente dalle iniziali P.P., sigla di Prague Photographer ("fotografo di Praga"), nel timore di rappresaglie contro di lui e la sua famiglia.

Le sue immagini di quegli eventi divennero drammatici simboli internazionali. Nel 1969 l'"anonimo fotografo ceco" fu premiato con la Robert Capa Gold Medal dell'Overseas Press Club, per la realizzazione di fotografie che richiedevano un eccezionale coraggio.

Asilo politico in Europa

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Josef Koudelka a Venezia nel 1986

Grazie all'interessamento della Magnum presso le autorità britanniche, poté ottenere un visto di lavoro di tre mesi con cui volò nel 1970 in Inghilterra, dove fece richiesta di asilo politico. Nel 1971 entrò nell'agenzia fotografica Magnum Photos e vi rimase per più di una decade. Nomade nel cuore, continuò a vagare per l'Europa armato della sua fotocamera e con poco altro.

Negli anni settanta e ottanta, Koudelka proseguì il suo lavoro grazie al sostegno di numerosi riconoscimenti e premi, continuando ad esporre e pubblicare importanti progetti come Gypsies (1975, il suo primo libro) e Exiles (1988, il secondo). Dal 1986 ha lavorato con una fotocamera panoramica e una selezione delle foto ottenute è stata pubblicata nel libro Chaos, del 1999. Koudelka ha pubblicato oltre una dozzina di libri di sue fotografie, inclusa la più recente opera, il volume retrospettivo Koudelka, del 2006.

Nel 1987 divenne cittadino francese, mentre poté tornare per la prima volta in Cecoslovacchia solo nel 1991. Il risultato del suo rientro in patria fu Black Triangle, un'opera in cui documentava il paesaggio devastato del suo paese.

Nel 1994 fu invitato al seguito del regista Theo Angelopoulos, impegnato nelle riprese del film Lo sguardo di Ulisse, compiendo con lui, fino alla morte di Gian Maria Volonté, un itinerario attraverso Grecia, Albania, Jugoslavia e Romania[1][2][3].

Koudelka risiede in Francia e a Praga. È padre di tre figli, ciascuno nato in un paese diverso: una figlia in Inghilterra, un'altra figlia in Francia, Lucina Koudelka e un figlio in Italia, Nicola Koudelka.

Opera fotografica

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Le prime esperienze hanno influenzato in maniera significativa la sua successiva opera fotografica, e l'enfasi da lui posta sui rituali sociali e culturali e sulla morte. Ben presto, nella sua carriera, giunse a un profondo e più personale studio fotografico sugli Gitani della Slovacchia e, in seguito, della Romania. I risultati di questi lavori furono esposti a Praga nel 1967. Lungo tutta la sua carriera, Koudelka è stato lodato per la capacità nel catturare la presenza dello spirito umano sullo sfondo di paesaggi malinconici. Desolazione, abbandono, partenza, disperazione e alienazione, sono temi costanti nel suo lavoro. I suoi soggetti sembrano talvolta uscire da un mondo fiabesco. Tuttavia, qualcuno legge nel suo lavoro una speranza: la persistenza dell'attività dell'uomo, a dispetto della sua fragilità. I suoi lavori più recenti focalizzano l'interesse sul paesaggio vuoto della presenza dell'uomo.

Riconoscimenti

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Ha vinto premi significativi come un Prix Nadar (1978), un Grand Prix National de la Photographie (1989), un Grand Prix Cartier-Bresson (1991), e l'Hasselblad Foundation International Award in Photography (1992). Importanti mostre dei suoi lavori sono state ospitate al Museum of Modern Art e all'International Center of Photography di New York; alla Hayward Gallery di Londra; allo Stedelijk Museum of Modern Art di Amsterdam; al Palais de Tokyo di Parigi.

Per il suo contributo artistico e culturale, è stato insignito della Medaglia al Merito di II Grado della Repubblica Ceca (2002) ed è stato nominato Commendatore dell'Ordine delle Arti e delle Lettere dal Ministero della Cultura francese (2012).

Lui e il suo lavoro hanno ricevuto grande supporto e considerazione dal famoso fotografo francese Henri Cartier-Bresson, suo amico. Fu anche sostenuto, tra gli altri, dalla storica dell'arte ceca Anna Fárová.

  • 1967 – Premio dell'Unione degli artisti cecoslovacchi, Cecoslovacchia
  • 1969 – Robert Capa Gold Medal Award, National Press Photographers Association, USA
  • 1972 – British Arts Council Grant to cover Kendal and Southend, Regno Unito
  • 1973 – British Arts Council Grant to cover Gypsy life in Britain, Regno Unito
  • 1976 – British Arts Council Grant to cover life in the British Isles, Regno Unito
  • 1978 – Prix Nadar, Francia
  • 1980 – National Endowment for the Arts Council, USA
  • 1987 – Grand Prix National de la Photographie, Ministero della cultura di Francia
  • 1991 – Grand Prix Henri Cartier-Bresson, Francia
  • 1992 – Erna and Victor Hasselblad Foundation Photography Prize, Svezia
  • 1998 – Centenary Medal, Royal Photographic Society, Regno Unito [4]
  • 2004 – Cornell Capa Award, International Center of Photography, USA
  • 2002 – Medaglia al merito della Repubblica Ceca, II Grado, (Cecoslovacchia) [5]
  • 2012 – Commendatore dell'Ordine delle Arti e delle Lettere, (Francia) [6]

Mostre ed esibizioni

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  • 2018 – Josef Koudelka: De-creazione, Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma
  • 2018 – Koudelka: Návraty (Retours), Museo delle Arti Decorative (UPM), Praga
  • 2020 – Josef Koudelka: Industriia, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Roma
  • 2020 – Josef Koudelka: Ruins, Ara Pacis, Roma
  • 2022 – Koudelka: Ikonar. Archival Constellations, Photo Elysée, Losanna, Svizzera
  1. "Le Regard d'Ulysse", 1994 Magnum Photos, album dalle riprese del film Lo sguardo di Ulisse di Theo Angelopoulos
  2. (EN) Josef Koudelka, su profotos.com.
  3. Josef Koudelka Archiviato il 7 ottobre 2008 in Internet Archive. da Photo culture
  4. (EN) History and Recipients, su rps.org.
  5. (CS) Seznam vyznamenaných, su hrad.cz.
  6. (FR) Nomination dans l'ordre des Arts et des Lettres - septembre 2012, su culture.gouv.fr (archiviato dall'url originale il 14 febbraio 2021).
  • 1965 – Diskutujeme o moralce dneska, Nakladatelstvi Politické Literatury, Cecoslovacchia.
  • 1966 – Kral Ubu: Rozbor inscenace Divadla Na Zabradli v Praze (with Alfred Jarry), Divadelni Ustav, Cecoslovacchia.
  • 1975 – Gitans : la fin du voyage, Delpire, Francia; (Gypsies), Aperture, USA.
  • 1982 – Josef Koudelka: I Grandi Fotografi, Gruppo editoriale Fabbri, Italia.
  • 1984 – Photo Poche, Centre National de la Photographie, Francia.
  • 1988/97 – Exiles, Centre National de la Photographie, Francia; Delpire éditeur, Francia (Exiles), Aperture, USA; Thames & Hudson, UK.
  • 1989 – Mission Photographique Transmanche, Editions de la Différence, Francia.
  • 1990 – Animal, Trois Cailloux/maison de la Culture d'Amiens, Francia.
  • 1990 – Prague 1968, Centre National de la Photographie, Francia.
  • 1993 – Josef Koudelka: Fotografie Divadlo za branou 1965-1970, Divadlo za Branou II, Repubblica ceca.
  • 1993 – Josef Koudelka, Hasselblad Center, Sweden.
  • 1994 – Cerný Trojuhelník - Podkrušnohorí : Fotografie 1990-1994 (The Black Triangle: The Foothills of the Ore Mountain) Vesmir, Czech Republic.
  • 1998 – Reconnaissance Wales, Fotogallery/ National Museums and Galleries of Wales, Cardiff, UK.
  • 1999 – Chaos, Nathan/Delpire, Francia; Phaidon Press, UK; Federico Motta Editore, Italia.
  • 2001 – Lime Stone, La Martinière, Francia.
  • 2002 – Josef Koudelka - monograph, 80-7215-166-5, Torst, Czech Republic, edition Fototorst.
  • 2003 – Théâtre du Temps, Actes Sud, Francia; (Teatro del Tempo), Peliti Associati, Italia; Apeiron, Greece.
  • 2004 – L'épreuve totalitaire (essay by Jean-Pierre Montier), Delpire, Francia.
  • 2006 – Koudelka: Camargue, Actes Sud, France.
  • 2006 – Koudelka, Delpire, France; Contrasto, Italia; Aperture, USA; Thames & Hudson, UK; Braus, Germany; Lunwerg, Spain; Fototorst, Repubblica ceca.
  • 2008 – Invasion 68: Prague, Aperture, USA; (Praga 68), Contrasto, Italia.
  • 2010 – Koudelka: Piemonte, Contrasto, Italia.
  • 2012 – Lime, Editions Xavier Barral, Francia.
  • 2013 – Wall, Aperture, USA.
  • 2017 – La fabrique d'Exiles, Centre Pompidou, Francia.
  • 2020 – Ruins, Thames & Hudson, UK; (Rovine), Contrasto, Italia.
  • 2020 – Koudelka: Industriia, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Italia.
  • 2022 – Koudelka: Ikonar. Archival Constellations, Spector Books, Germania; Fondazione MAST, Italia.
  • 2022 – Deníky (Diari), Torst, Repubblica Ceca.
  • 2023 – Koudelka: Next (a cura di Melissa Harris), Aperture, USA; (Next).

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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