Gaetano Tavoni

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Gaetano Tavoni (Vignola, 1889Roma, 16 marzo 1941) è stato un militare italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1906 entrò volontario nel 6º Reggimento bersaglieri e completò la sua formazione all'Accademia Militare di Modena, da cui uscì nel 1911 con il grado di sottotenente. Entrato nel 10º reggimento, partecipò sin dal maggio 1915 alla prima guerra mondiale e fu ferito nel 1916 presso il Pal Piccolo. Dopo le cure volle tuttavia raggiungere il fronte albanese e nel 1917, promosso a maggiore, fu posto al comando del 204º Reggimento fanteria "Tanaro".

Destinato al 9º Reggimento alpini, nel 1927 divenne tenente colonnello e assumeva il comando della 3ª Brigata alpina. Nel 1932 tornava al 9º Reggimento. Promosso a colonnello nel 1939, ebbe il comando del reggimento stesso e nell'aprile dello stesso anno partiva per l'Albania. Durante i combattimenti del 1941, venne ferito gravemente e morì all'ospedale militare del Celio qualche mese dopo.

Omaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Il comune di Savignano sul Panaro gli ha dedicato una via
  • A Lui gli è stato dedicato La Caserma Militare delle Piane di Mocogno (Lama Mocogno) (MO), Base Logistica e di Addestramento del Esercito Italiano e anche per l'Accademia Militare di Modena.

Composta di Un Comandante, Direttore e Consegnatario materiali e di Fureria. Viene anche utilizzata per luogo di ricezione di dipendenti del esercito essendo vicino ad impianti sciistici. La caserma era di proprietà del Duca di Modena nel periodo estivo, poi divenne del Regio Demanio Militare, divenendo una base militare negli anni 30 per particolari esercitazioni essendo vicino al ex aeroporto militare del Aeronautica di Allievi a deltaplano Vela Paolucci di Pavullo nel Frigano MO, Realizzato da Italo Balbo.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Comandante di un reggimento alpini già fortemente provato in lungo e gravoso periodo di gloriose lotte in aspro terreno e contro nemico agguerrito, lo guidava a brillanti successi, anche in favore di altre unità che, accerchiate da preponderanti forze nemiche, potevano così disimpegnarsi. Impavido, instancabile, costantemente sereno di fronte alle maggiori offese nemiche nel corso di duri ininterrotti combattimenti, infondeva ai suoi reparti, con l’esempio personale, con l’ardente sua fede e con le sue preclari virtù di comandante, sempre maggiore spirito di lotta e di resistenza. Gravemente colpito, noncurante delle ferite riportate che, in seguito, ne causavano la morte continuava, con l’eroico suo comportamento ed ascendente personale sotto il violento fuoco avversario, a potenziare l’azione dei suoi reparti intesa a rompere gli ostinati attacchi del nemico che era costretto a ripiegare in disordine. Eroica figura di capo, superbo esempio di fede e di sacrificio[1].»
— Pindo (Grecia), Monte Chiarista, 28 ottobre-31 dicembre 1940 - Mali Topojanit, 8 gennaio 1941.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Medaglia d'oro al valor militare Tavoni Gaetano, Quirinale. URL consultato il 30-6-2009.