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Berat

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Berat
municipalità
(SQ) Berati
Berat – Stemma
Berat – Veduta
Localizzazione
Stato Albania Albania
Prefettura Berat
Distretto Berat
Territorio
Coordinate 40°42′17.78″N 19°56′58.82″E / 40.704939°N 19.949673°E40.704939; 19.949673 (Berat)Coordinate: 40°42′17.78″N 19°56′58.82″E / 40.704939°N 19.949673°E40.704939; 19.949673 (Berat)
Altitudine 58 m s.l.m.
Superficie 6,3 km²
Abitanti 36 496[1] (cens. 2011)
Densità 5 793,02 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 5001–5006
Prefisso 032
Fuso orario UTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Albania
Berat
Berat
Sito istituzionale
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Centri storici di Berat e Argirocastro
(EN) Historic Centre of Berat and Gjirokastra
Berat UNESCO 2016 Albania.jpg
Tipo Culturale
Criterio iii, iv
Pericolo Nessuna indicazione
Riconosciuto dal 2005
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Berat è una città situata nella parte meridionale dell'Albania. È il capoluogo dell'omonima prefettura.

Dal 2015 è anche sede della municipalità di Berat.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La città è situata sulla riva destra del fiume Osum poco lontano dalla confluenza fra questi e il fiume Molisht.

Il clima è mediterraneo con inverni miti, in cui difficilmente la temperatura va sotto 0 ed estati in cui si può arrivare a 45 gradi. La neve in media cade una volta ogni cinque anni senza accumuli. Nella città crescono olivi e limoni.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale nome della città in albanese è Berat (o Berati, a secondo del contesto nella lingua albanese). Durante l'antichità il territorio è stato il sito di una Polis Greca, Antipatreia (Greco: Ἀντιπάτρεια, "città di Antipatro"), mentre durante l'era dell'Impero Bizantino il nome della città era Pulcheriopolis (Πουλχεριόπολις, "città di Pulcheria").

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Antichità[modifica | modifica wikitesto]

Berat è una delle città più antiche albanesi, fondata nel IV secolo a.C. dagli Illiri.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1385, Berat venne conquistata dai turchi ottomani, prima della Battaglia dei Campi Sauriani. Secondo alcune fonti, la città divenne una testa di ponte ottomana in preparazione di un assalto ai danni di Valona[2]. Nel 1396, il clan dei Muzaka assunse il controllo a Berat che divenne capitale di una signoria autonoma, il Principato di Berat[3][4]. Entro il 1417, Berat e le sue dipendenze erano però state annesse all'Impero ottomano[5]. Nel 1455, Scanderbeg cinse inutilmente d'assedio la città.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La maggiore attrazione della città è il castello che fu costruito nell'epoca Illirica e ricostruito in difesa degli Ottomani. Sulla roccia sottostante il castello ci sono piccoli monasteri che meritano una visita per gli interessanti affreschi. Peculiare è la Moschea di Piombo, chiamata così per il materiale di rivestimento delle sue cupole, la moschea Re e la Moschea degli Scapoli.

Patrimonio dell'umanità[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Centri storici di Berat e Argirocastro.

Nel 2008 il centro storico di Berat è stato aggiunto ad un preesistente patrimonio dell'umanità, la Città-Museo di Argirocastro, quale "raro esempio di città ottomana ben conservata"[6]. Secondo l'UNESCO, Berat dimostra la pacifica convivenza di varie religioni nei secoli passati.

Persone legate a Berat[modifica | modifica wikitesto]

La municipalità di Berat[modifica | modifica wikitesto]

Costituita nell'ambito della riforma amministrative del 2015 la municipalità di Berat comprende le località di: Berat, Otllak, Roshnik, Sinjë, Velabisht.

La popolazione complessiva è pari a 60.031 abitanti (censimento 2011).

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra principale della città è il Klubi Sportiv Tomori.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) POPULATION AND HOUSING CENSUS 2011 (PDF), instat.gov.al. URL consultato il 9 agosto 2017.
  2. ^ Herbert Adam Gibbons, The Foundation of the Ottoman Empire: A History of the Osmanlis Up To the Death of Bayezid I 1300-1403, Routledge, 21 agosto 2013, p. 159, ISBN 978-1-135-02982-1.
  3. ^ Slobodan Ćurčić, Aimos e Society for the Study of the Medieval Architecture in the Balkans and its Preservation, Secular medieval architecture in the Balkans 1300-1500 and its preservation, Aimos, Society for the Study of the Medieval Architecture in the Balkans and its Preservation, 1997, p. 114, ISBN 978-960-86059-1-6. URL consultato l'11 gennaio 2011.
  4. ^ John V. A. Fine e John Van Antwerp Fine, The Late Medieval Balkans: A Critical Survey from the Late Twelfth Century to the Ottoman Conquest, University of Michigan Press, 1994, p. 391, ISBN 0-472-08260-4.
    «...in 1396. By this time the family of Musachi had gained control of Berat.».
  5. ^ Machiel Kiel, Ottoman architecture in Albania, 1385-1912, Research Centre for Islamic History, Art and Culture, 1990, p. 48, ISBN 978-92-9063-330-3.
    «In 1417, Berat became part of the Ottoman Empire when this strong city succumbed to a surprise attack.».
  6. ^ Estensione del patrimonio

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN124435523 · GND: (DE4205503-9