Francavilla Angitola

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Francavilla Angitola
comune
Francavilla Angitola – Stemma
Francavilla Angitola – Bandiera
Francavilla Angitola – Veduta
Francavilla Angitola – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Calabria.svg Calabria
ProvinciaProvincia di Vibo Valentia-Stemma.png Vibo Valentia
Amministrazione
SindacoGiuseppe Pizzonia (lista civica) dal 12-6-2017 (2º mandato dal 13-6-2022)
Territorio
Coordinate38°47′N 16°16′E / 38.783333°N 16.266667°E38.783333; 16.266667 (Francavilla Angitola)
Altitudine290 m s.l.m.
Superficie28,63 km²
Abitanti1 789[1] (31-8-2022)
Densità62,49 ab./km²
FrazioniCarcarella, Eccellente, Fra Giuseppe, Francavilla Scalo, Molino, Sordo
Comuni confinantiCuringa (CZ), Filadelfia, Maierato, Pizzo, Polia
Altre informazioni
Cod. postale89815
Prefisso0968
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT102014
Cod. catastaleD762
TargaVV
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)[2]
Nome abitantifrancavillesi
Patronosan Foca
Giorno festivo5 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Francavilla Angitola
Francavilla Angitola
Francavilla Angitola – Mappa
Francavilla Angitola – Mappa
Posizione del comune di Francavilla Angitola nella provincia di Vibo Valentia
Sito istituzionale

Francavilla Angitola (Fhrancavìja 'Ngìtula in calabrese) è un comune italiano di 1 789 abitanti della provincia di Vibo Valentia nell'entroterra collinare del Mar Tirreno, affacciato sulla valle dell'Angitola e sul lago artificiale dell'Angitola.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

L'antico paese giace allungato su una bassa dorsale a 290 m d'altitudine, stretta tra il torrente Fiumicello a levante ed il corso d'acqua del Drago- Talagone a ponente.

Francavilla gode di un clima mite grazie alla sua ubicazione in collina, molto vicino al litorale marino.

Visto dall'alto, il paese ha l'aspetto di un paese arroccato sulla collina, sembra assumere le sembianze di un drago, data la sua forma, o di un serpente benevolo (animale iconografico del Patrono S. Foca).

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Non vi sono testimonianze certe sull'origine del paese ma una tradizione secolare lega la fondazione di Francavilla Angitola alla vittoriosa campagna nell'Italia meridionale del generale bizantino Niceforo Foca il vecchio, che si distinse più di ogni altro comandante nel biennio 885-886, infatti in quel periodo i saraceni saccheggiavano i paesi lungo le coste attaccando anche gli abitanti, perciò la popolazione sopravvissuta ai massacri saraceni, si rrifugiarono in zone più interne e costruirono sui promontori diversi centri abitati. tra cui Francavilla, casale di Rocca Niceforo[3], poi Rocca Angitola, che ricordava nel nome il generale bizantino. Niceforo Foca è ricordato anche nella scelta del santo patrono, San Foca[4]. Il nome "Francavilla" è legato invece al privilegio di essere stato "paese franco", cioè libero da dazi e gabelle, in epoca feudale, ossia dopo la conquista normanna dell'Italia meridionale (XI secolo); la località era ricordata anche nel "Libro di Ruggero" del grande geografo arabo Al-Idrisi (metà del XII secolo).

La relativa libertà venne meno dopo la conquista angioina (Battaglia di Benevento (1266)). Francavilla divenne feudo dapprima dei Sangiorgio (1270), poi dei Sanseverino (1309). Sotto gli spagnoli venne data alla famiglia Hurtado de Mendoza la quale resse Francavilla fine alla fine della feudalità (1806). L'evento più drammatico in età moderna fu lo spaventoso terremoto del 1783 che distrusse completamente il paese. La ricostruzione fu motivo di controversie tra gli abitanti, c'era chi voleva riedificare il paese sulle macerie di quello andato perso e chi non approvava per paura questa idea, ma preferiva che il nuovo centro rinascesse nella pianura dello Ziopà ma così non fu. Dopo l'unificazione del Regno d'Italia, il paese assunse l'attuale denominazione, Francavilla Angitola.

San Foca[modifica | modifica wikitesto]

Il protettore di Francavilla Angitola è San Foca Martire, festeggiato il 5 marzo e la seconda domenica di agosto. Egli era un soldato ma poi deposte le armi divenne un ortolano. Visse tra il I e il II secolo a Sinope. Fu condannato a morte per la sua fede cristiana. Ospitò i suoi carnefici, diede loro da mangiare e infine si scavò da solo la fossa per la sua sepoltura. Venne gettato in una fossa di serpenti velenosi ma ne uscì salvo, fu quindi poi decapitato.

Egli è protettore dei giardinieri, degli ortolani, dei marinai e di coloro che sono morsi da serpenti. Viene celebrato in estate, quando tutti gli originari di Francavilla Angitola hanno maggiore possibilità di tornare nel paese natale e festeggiare il Santo. Il suono della banda che percorre il paese fa da sveglia quella domenica mattina. In quel giorno il paese si popola di bancarelle e la sera la musica dal vivo accompagna i cittadini nelle loro passeggiate, fino ad arrivare alla mezzanotte, quando si assiste ai fuochi d'artificio. Molti credenti in segno di devozione offrivano al santo dei dolci a forma di serpente.

La statua del santo è raffigurata con un serpente d'argento tenuto nella mano sinistra, il quale lecca il mento di San Foca, nella meno destra invece ha una palma.

Chiese[modifica | modifica wikitesto]

Passeggiando tra i vicoli di Francavilla Angitola possiamo ammirare tre chiese che meritano la nostra attenzione: la Chiesa del Patrono del paese San Foca Martire; la Chiesa della Madonna delle Grazie; la Chiesa della Madonna del SS Rosario.

La chiesa di San Foca Martire fu costruita nel medioevo ma anche questa subì i danni del terremoto che la distrusse. La riedificazione si concluse nel primo decennio dell'800, ma la chiesa non assumeva ancora l'attuale aspetto artistico ed architettonico. Le decorazioni vennero completate entro il 1850, così oggi possiamo ammirare la sacra chiesa dedicata al Patrono S. Foca. La facciata è in stile neoclassico, l'interno presenta tre navate divise da pilastri. Nella navata centrale vi è un pulpito in marmo policromo che poggia su quattro colonne su ordine corinzio. Il soffitto a volta è in legno con una tela centrale che ritrae il martirio del Santo Patrono. Lungo la navata destra è esposta la statua di Sant'Antonio , mentre su quella sinistra troviamo il fonte battesimale in pietra, l'altare della Madonna Addolorata, la tomba di Maria Concetta Mannacio, l'altare del Purgatorio.

La terza chiesa, di S. Maria delle Grazie si trova a Pendino, la parte più antica del paese, anche lei fu colpita dal terremoto e distrutta, venne ricostruita tra il 1791 e il 1793. Costituita da una sola navata, accoglie una statua della Vergine Maria.

Le ricette tradizionali[modifica | modifica wikitesto]

La cucina di Francavilla spazia tra tantissimi sapori. Tra le specialità che riguardano gli ortaggi possiamo assaggiare la giardiniera di melanzane, i pomodori secchi imbottiti, i peperoni sotto sale e la salsa di pomodori prodotta artigianalmente. Vi sono anche alcune varietà di olive chiamate "alivi scacciati, ntaccati e 'nta giarra". Il peperoncino non può non avere un ruolo importante, quello verde viene usato per dare sapore alle insalate di pomodori, quello rosso invece viene seccato al sole e tritato per essere aggiunto nei piatti al forno.

Una tradizione è quella di uccidere il maiale allevato nella propria campagna, ricordando la cultura contadina, producendo i sazizzi, i supprassati, i capicoja e l'amata nduja.

I filatieji sono una tipica pasta fatta in casa con farina, acqua e un cucchiaio di olio, così chiamati perché vengono filati con i virguli, steli di sparto ormai secchi. Una volta composto l'impasto veniva steso e si iniziava a filare, ottenendo una sorta di grosso spaghetto. Il tipico condimento con il quale vengono mangiati è il sugo con le spuntature di maiale.

Tra i fritti spiccano le polpette di melanzane e quelle di patate ed inoltre pipi e patati ovvero peperoni e patate.

Non mancano i dolci, i già menzionati taraji preparati per la festa del Patrono.

La pacchiana[modifica | modifica wikitesto]

La pacchiana è la donna del paese vestita generalmente con una gonna rossa con sopra una gunneja lunga 16 metri rigirata più volte per formare una coda, il panno poteva essere di vari colori, se la donna che lo indossava era spostata era rosso, se era marrone era nubile mentre se era nero significava che era vedova. Per la parte superiore era tipico indossare una camicia o sottana bianca.

Era un abbigliamento poco pratico e costoso, poco pratico perché ingombrante e la donna era limitata nei suoi movimenti, costoso perché prevedeva molti capi.

Quando si indossava l'abito della pacchiana era anche segno che era arrivato il momento per le giovani donne di far parte degli adulti, quindi si era pronte ad essere date in sposa, ovvero tra i 13 e i 15 anni.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Monumento ai caduti della prima e della seconda guerra mondiale e della guerra dell'Africa orientale. Situato in piazza Santa Maria degli Angeli.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
16 novembre 1997 27 maggio 2002 Foca Giuseppe Anello L'Ulivo sindaco
27 maggio 2002 28 maggio 2007 Foca Giuseppe Anello lista civica di centro-sinistra sindaco
28 maggio 2007 7 maggio 2012 Carmelo Nobile lista civica sindaco
7 maggio 2012 12 giugno 2017 Antonella Bartucca lista civica Democrazia e partecipazione sindaco
12 giugno 2017 13 giugno 2022 Giuseppe Pizzonia lista civica Cambiamo Francavilla sindaco
13 giugno 2022 in carica Giuseppe Pizzonia lista civica Lavoriamo per Francavilla sindaco

Alle elezioni amministrative dell'11 giugno 2017 viene eletto sindaco Giuseppe Pizzonia (lista civica Cambiamo Francavilla) con 764 voti contro il candidato Nobile Carmelo (lista civica Insieme per Francavilla) che raggiunge 530 voti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bilancio demografico mensile anno 2022 (dati provvisori), su demo.istat.it.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Filippo Burgarella. "Le terre bizantine (Calabria, Basilicata e Puglia)" in Giuseppe Galasso e Rosario Romeo, Storia del Mezzogiorno. Napoli: Edizioni del Sole, 1989, p. II, 2, 417.
  4. ^ Michele Amari, Storia dei musulmani di Sicilia, Firenze, Felice Le Monnier, 1854, pp. I, 440-1.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN244146755 · LCCN (ENno2016054072 · GND (DE4211674-0
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