Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Zibibbo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 36°48′02.32″N 12°02′22″E / 36.800645°N 12.039445°E36.800645; 12.039445


Zibibbo
(Zabīb - زبيب)
Muscat d'Alexandrie.JPG
Dettagli
StatoItalia Italia
RegioneSicilia - Calabria
Resa (uva/ettaro)10 quintali per ettaro
Riconoscimento
TipoDOC - IGP
Vitigni con cui è consentito produrlo
= Zibibbo 100%
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO-ICH-blue.svg Patrimonio immateriale dell'umanità
Pratica agricola tradizionale della coltivazione della vite ad alberello della comunità di Pantelleria
(EN) Traditional agricultural practice of cultivating the ‘vite ad alberello’ (head-trained bush vines) of the community of Pantelleria
Muscat d'Alexandrie Viala et Vermorel.jpg
StatoItalia Italia
Inserito nel2014
ListaLista rappresentativa del patrimonio
Scheda UNESCO(ARENESFR) 00720

Lo zibibbo è sia il nome di un vitigno (chiamato anche Moscato d'Alessandria) che del vino dolce che se ne ottiene. La parola "zibibbo" deriva dalla parola araba zabīb (زبيب) che vuol dire "uvetta" o "uva passita". La parola è impropriamente utilizzata per indicare un vino (come il Moscatellone) e uve come Salamonica e Salamanna.

Il 26 novembre 2014 a Parigi l'UNESCO ha dichiarato la pratica agricola della coltivazione della vite Zibibbo ad alberello, tipica di Pantelleria, patrimonio dell'umanità[1].

Il 23 settembre 2016 è stato presentato presso il salone internazionale del gusto Terra Madre a Torino il presidio internazionale Slow Food "Zibibbo di Pizzo" con lo scopo di promuovere e proteggere questa varietà da sempre presente in Calabria come in Sicilia

Esso rappresenta il nettare vitale degli abitanti di Verbicaro (u zubuibb) i quali vanno a nutrirsi di esso al Catubbo (u Catubb) [2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'uva zibibbo, originaria dell'Egitto, è stata introdotta per opera dei Fenici a Pantelleria, dove tuttora ne viene coltivata la quasi totalità della produzione nazionale. In Sicilia Calabria e nella zona dei Pirenei (spagnoli e francesi) dagli arabi. Di origine araba sono invece i caratteristici terrazzamenti dell'isola in cui viene coltivato il vitigno. Oggi lo Zibibbo viene coltivato con una coltura moderna "cordone speronato" in Sicilia con particolare successo nella zona tra Erice e Mazara del Vallo, in Calabria tra le zone di Francavilla Angitola e Pizzo le cui uve producono un vino secco di grande pregio, ideale per abbinamenti con ostriche e pesci dalla carne bianca come saraghi, orate, ecc. Dall'uva Zibibbo si ricava non solo il vino Zibibbo IGT, ma anche DOC come il moscato di Pantelleria e l'Erice vendemmia tardiva Zibibbo.

Caratteristiche del vitigno[modifica | modifica wikitesto]

A foglia media, normalmente trilobata, a grappolo ben voluminoso e oblungo, l'acino è grosso, ovoidale a buccia spessa di colore verde tendente al giallo; la maturazione è un po' tardiva.
L'uva Zibibbo è usata sia per la vinificazione sia per il consumo diretto o per l'essiccazione. L'uva Zibibbo ha particolari proprietà organolettiche.

Caratteristiche del vino[modifica | modifica wikitesto]

Se ne ricava un vino giallo paglierino carico con riflessi dorati, dolce e con elevato grado alcolico dal caratteristico profumo. Oltre al consumo a sé stante è utilizzato per la produzione del vino DOC di Pantelleria, nella versione passito, moscato, spumante, del Pantelleria Zibibbo dolce e del vino Erice vendemmia tardiva Zibibbo. Si accompagna a formaggi e pasticceria secca.In Calabria vinificato per la prima volta come vino secco nel comune di Francavilla Angitola nel 2014 e come passito nel 2015.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 novembre 2014 a Parigi l'UNESCO ha dichiarato la pratica agricola della coltivazione della vite Zibibbo ad alberello, tipica di Pantelleria, patrimonio immateriale dell'umanità[1]. Il dossier, coordinato dal prof. Pier Luigi Petrillo (che in precedenza aveva coordinato con successo le candidature all'UNESCO delle Dolomiti, della Dieta Mediterranea e dei paesaggi vitivinicoli delle Langhe-Roero e Monferrato), è stato approvato all'unanimità da tutti gli Stati parte dell'UNESCO. Si tratta della prima pratica agricola al mondo ad ottenere questo prestigioso riconoscimento.[3][4] Il 23 settembre 2016 è stato presentato presso il salone internazionale del gusto Terra Madre a Torino il presidio internazionale Slow Food "Zibibbo di Pizzo" con lo scopo di promuovere e proteggere questa varietà da sempre presente in Calabria come in Sicilia [5]

Vini prodotti con Zibibbo[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Ministero dell'Agricoltura, politicheagricole.it, https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/8173.
  2. ^ Dettaglio evento - Terra Madre Salone del Gusto, su www.salonedelgusto.com. URL consultato il 26 giugno 2017.
  3. ^ Lo Zibibbo di Pantelleria patrimonio dell'Unesco, in Repubblica.it. URL consultato il 27 novembre 2014.
  4. ^ (EN) Traditional agricultural practice of cultivating the ‘vite ad alberello’ (head-trained bush vines) of the community of Pantelleria, in Unesco.org, 26 novembre 2014. URL consultato il 29 novembre 2014.
  5. ^ Zibibbo di Pizzo, su fondazioneslowfood.com.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]