Elymus repens

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Gramigna comune
Kweek Elytrigia repens.jpg
Elymus repens
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Sottoclasse Commelinidae
Ordine Cyperales
Famiglia Poaceae
Sottofamiglia Pooideae
Tribù Triticeae
Genere Elymus
Specie E. repens
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Mesangiosperme
(clade) Monocotiledoni
(clade) Commelinidi
Ordine Poales
Famiglia Poaceae
Sottofamiglia Pooideae
Tribù Triticeae
Genere Elymus
Nomenclatura binomiale
Elymus repens
(L.) Gould, 1947
Nomi comuni

Gramaccia
Gramiccia
Dente canino
Caprinella[1]

La gramigna comune (nome scientifico Elymus repens (L.) Gould, 1947 è una specie di pianta spermatofita monocotiledone appartenente alla famiglia Poaceae (sottofamiglia Pooideae ex Graminaceae).[2]

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome generico (Elymus) deriva da un antico nome greco (elymos o élumos) per un cereale non identificato.[3][4] Il nome specifico (repens) indica una pianta con portamento strisciante o basso.[5]

Il binomio scientifico di questa pianta inizialmente era Triticum repens, proposto dal botanico e naturalista svedese Linneo (1707 – 1778) in una pubblicazione del 1753, modificato successivamente in quello attualmente accettato Elymus repens perfezionato dal botanico Frank Walton Gould (1913-1981) nella pubblicazione "Madrono; Journal of the California Botanical Society. Berkeley, CA" (Madroño 9: 127 )[6] del 1947.[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il portamento
Le foglie
Infiorescenza
I fiori
Spighetta generica con tre fiori diversi
Elytrigia repens (illustrazione)

Queste piante arrivano ad una altezza di 8 - 12 dm. La forma biologica è geofita rizomatosa (G rhiz), sono piante perenni erbacee di breve durata che portano le gemme in posizione sotterranea; durante la stagione avversa non presentano organi aerei e le gemme si trovano in organi sotterranei come bulbi, tuberi e rizomi, fusti sotterranei dai quali, ogni anno, si dipartono radici e fusti aerei.[7][8][1][9][10][11][4][12]

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Le radici sono fascicolate di tipo avventizio.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

  • Parte ipogea: la parte sotterranea è un rizoma brevemente stolonifero; i rizomi a volte sono robusti.
  • Parte epigea: la parte aerea del fusto è un culmo ascendente, ginocchiato alla base. I nodi sono allungati (4 - 7 mm di lunghezza).

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie lungo il culmo sono disposte in modo alterno, sono distiche e si originano dai vari nodi. Sono composte da una guaina, una ligula e una lamina. Le venature sono parallelinervie. Non sono presenti i pseudopiccioli e, nell'epidermide delle foglia, le papille.

  • Guaina: la guaina è abbracciante il fusto; sono presenti dei padiglioni auricolari falcati.
  • Ligula: la ligula è nulla.
  • Lamina: la lamina è piana e larga 8 - 9 mm; la superficie è glabra o poco pelosa sui bordi. Lunghezza delle foglie: 6 - 30 cm.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

Infiorescenza principale (sinfiorescenza o semplicemente spiga): le infiorescenze, di tipo racemoso terminale, hanno la forma di una spiga distica formata da diverse spighette. La spiga può essere densa o lassa. Le spighette sono sessili, strettamente embricate e disposte di lato al rachide (il racemo è bilaterale). Gli internodi del rachide sono lunghi quanto le spighette. La rachide è scabrosa lungo i margini. La fillotassi dell'inflorescenza inizialmente è a due livelli (o a due ranghi[13]), anche se le successive ramificazioni la fa apparire a spirale. Lunghezza della spiga: 7 - 15 cm.

Spighetta[modifica | modifica wikitesto]

Infiorescenza secondaria (o spighetta): le spighette, compresse lateralmente con forme da ellittiche a oblunghe, sottese da due brattee distiche e strettamente sovrapposte chiamate glume (inferiore e superiore), sono formate da 5 - 7 fiori fertili disposti in modo opposto. Possono essere presenti dei fiori sterili; in questo caso sono in posizione distale rispetto a quelli fertili. Alla base di ogni fiore sono presenti due brattee: la palea e il lemma. La disarticolazione avviene con la rottura della rachilla sotto ogni fiore fertile. Lunghezza delle spighette: 10 - 18 mm.

  • Glume: le glume, persistenti, sono subuguali, con forme oblanceolate-bilobe; sono carenate ed hanno 5 - 7 nervature longitudinali. Lunghezza: 10 mm.
  • Palea: la palea è un profillo lanceolato con alcune venature e margini cigliati.
  • Lemma: il lemma ha una forma lanceolata acuta oppure è brevemente mucronato. Lunghezza: 10 mm.

Fiore[modifica | modifica wikitesto]

I fiori fertili sono attinomorfi formati da 3 verticilli: perianzio ridotto, androceo e gineceo.

  • Formula fiorale. Per la famiglia di queste piante viene indicata la seguente formula fiorale:[8]
*, P 2, A (1-)3(-6), G (2–3) supero, cariosside.
  • Il perianzio è ridotto e formato da due lodicule, delle squame traslucide, poco visibili (forse relitto di un verticillo di 3 sepali). Le lodicule sono membranose e non vascolarizzate.
  • Fioritura: da maggio a luglio.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

I frutti sono del tipo cariosside, ossia sono dei piccoli chicchi indeiscenti, con forme da ovate a oblunghe, nei quali il pericarpo è formato da una sottile parete che circonda il singolo seme. In particolare il pericarpo è fuso al seme ed è aderente. L'endocarpo non è indurito e l'ilo è lungo e lineare. L'embrione è lungo 1/3 della lunghezza del frutto ed è provvisto di epiblasto; ha inoltre un solo cotiledone altamente modificato (scutello senza fessura) in posizione laterale. I margini embrionali della foglia non si sovrappongono. L'endosperma è farinoso.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Come gran parte delle Poaceae, le specie di questo genere si riproducono per impollinazione anemogama. Gli stigmi più o meno piumosi sono una caratteristica importante per catturare meglio il polline aereo. La dispersione dei semi avviene inizialmente a opera del vento (dispersione anemocora) e una volta giunti a terra grazie all'azione di insetti come le formiche (mirmecoria). In particolare i frutti di queste erbe possono sopravvivere al passaggio attraverso le budella dei mammiferi e possono essere trovati a germogliare nello sterco.[14]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione della pianta
(Distribuzione regionale[15] – Distribuzione alpina[16])
  • Habitat: gli habitat tipici per questa pianta sono gli incolti, i bordi delle vie, i campi e i prati aridi. Il substrato preferito è calcareo ma anche siliceo con pH neutro, alti valori nutrizionali del terreno che deve essere mediamente umido.[16]
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 1.400 m s.l.m. (raramente fino a 2.000 m s.l.m.); frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare, montano e i parte subalpino e alpino (oltre a quello planiziale – a livello del mare).

Fitosociologia[modifica | modifica wikitesto]

Areale alpino[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista fitosociologico alpino la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale:[16]

  • Formazione: comunità perenni nitrofile
  • Classe: Agropyretea intermedii-repentis

Areale italiano[modifica | modifica wikitesto]

Per l'areale completo italiano la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale:[17]

  • Macrotipologia: vegetazione forestale e preforestale
  • Classe: Robinietea Jurko ex Hadac & Sofron, 1980
  • Ordine: Chelidonio-robinietalia Jurko ex Hadac & Sofron, 1980
  • Alleanza: Balloto nigrae-Robinion Jurko ex Hadac & Sofron, 1980

Descrizione: l'alleanza Balloto nigrae-Robinion è relativa alle comunità di tipo nitrofilo, che crescono su terreni sabbiosi, secchi e relativamente poveri. Si rinviene nelle vicinanze delle scarpate stradali o ferroviarie e sui pendii ripidi ed assolati. La distribuzione dell'alleanza si trova sia in Europa che in Italia nelle zone aride (prevalentemente nelle aree meridionali). In queste aree le formazioni arboree dominanti sono costituite da Robinia pseudacacia che predilige i terreni umidi, poco drenanti o da Ailanthus altissima, specie più xerofila.[18]

Alcune specie presenti nell'associazione: Bromus sterilis, Chelidonium majus, Galium aparine, Urtica dioica, Sambucus nigra, Ballota nigra, Galium aparine, Lactuca serriola, Poa angustifolia, Torilis japonica, Urtica dioica, Arrhenatherum elatius, Calamagrostis epigejos, Cynoglossum officinale, Dactylis glomerata, Veronica triphyllos, Holosteum umbellatum, Veronica arvensis.[18]

Altre alleanze per questa specie sono:[18]

  • Agrostio scabriculmis-Elytrigion athericae
  • Convolvulo arvensis-Agropyrion repentis
  • Inulo viscosae-Agropyrion repentis
  • Artemisio absinthii-Agropyrion intermedii
  • Onopordion acanthii
  • Dauco carotae-Melilotion albi
  • Potentillion anserinae

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

E. repens nota anche come dente canino, per le sue proprietà terapeutiche è conosciuta anche come gramigna dei medici.[19][20]

La specie di questa voce è stata utilizzata in fitoterapia nella Grecia classica. I cani ammalati sono noti per dissotterrarne e mangiarne le radici e gli erboristi medioevali la usavano per il trattamento delle infiammazioni delle vesciche, della minzione dolorosa e della ritenzione idrica. Contiene polisaccaridi (triticina, inositolo, mannitolo, mucillagini) e un olio essenziale. Viene tuttora impiegata come diuretico, antinfiammatorio e nel trattamento della cistite. Vengono utilizzati gli stoloni per fare infusi o come estratto secco.[19][20] L'Elytrigia repens è un'erba officinale e un'erba medicinale. I rizomi essiccati di Elytrigia repens venivano spezzati e utilizzati come incenso durante il medioevo in Nord Europa, dove altri tipi di resine a base di incenso non erano disponibili.[senza fonte]

Coltivazione[modifica | modifica wikitesto]

L'Elytrigia repens si è naturalizzata in gran parte del mondo, e spesso indicato come erba infestante. È difficile da rimuovere dagli ambienti dedicati al giardinaggio. Un metodo è quello di scavare in profondità nel terreno in modo da eliminare la quantità di radici possibile, infatti i lunghi bianchi rizomi, si seccano e muoiono se lasciati in superficie e al sole come ogni altra erba infestante.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di appartenenza di questa specie (Poaceae) comprende circa 650 generi e 9 700 specie (secondo altri Autori 670 generi e 9 500[9]). Con una distribuzione cosmopolita è una delle famiglie più numerose e più importanti del gruppo delle monocotiledoni e di grande interesse economico: tre quarti delle terre coltivate del mondo produce cereali (più del 50% delle calorie umane proviene dalle graminacee). La famiglia è suddivisa in 11 sottofamiglie, il genere Elymus è descritto all'interno della sottofamiglia Pooideae con oltre 150 specie distribuite nelle regioni temperate del nord in tutto il mondo.[7][8]

Non tutte le checklist botaniche sono concordi sulla posizione tassonomica di questa specie:

  • La "Flora d'Italia" di Sandro Pignatti non riporta il genere "Elymus, mentre descrive una specie "Agropyron repens" (L.) Beauv..[1]
  • La checklist "The Euro+Med PlantBase" nomina questa specie Elytrigia repens (L.) Nevski.[21]

Il basionimo per questa specie è Triticum repens L., 1753.[16]

Filogenesi[modifica | modifica wikitesto]

Il genere della specie di questa voce è descritto all'interno della tribù Triticeae (supertribù Triticodae T.D. Macfarl. & L. Watson, 1982). La supertribù Triticodae comprende tre tribù: Littledaleeae, Bromeae e Triticeae. All'interno della supertribù, la tribù Triticeae forma un "gruppo fratello" con la tribù Bromeae.[22]

Il genere Elymus comprende solamente piante poliploidi con i genomi designati "H, Ns, P, S, St, StY, Y, e Xm". Inoltre Elymus è stato soggetto ad una "evoluzione reticolata"[23] per fenomeni di ibridazione, o per il trasferimento orizzontale di geni ma anche per l’endosimbiosi.[7]

Il numero cromosomico di E. repens é: 2n = 42.[24]

Variabilità[modifica | modifica wikitesto]

La specie di questa voce viene considerato un complesso polimorfo. I caratteri soggetti a variabilità sono:[1]

  • colorazione della pianta: varia dal verde al glauco-azzurrastro;
  • fogliame: può essere molto pubescente;
  • l'apice del lemma: può essere mutico o più o meno aristato (comunque con resta molto breve).

Per questa specie sono riconosciute le seguenti sottospecie:[11]

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[11]

  • Agropyron arundinaceum (Steud.) P.Candargy
  • Agropyron bromiforme Schur
  • Agropyron caesium J.Presl & C.Presl
  • Agropyron caldesii Goiran
  • Agropyron caninum f. caesium (J.Presl & C.Presl) Soó
  • Agropyron collinum Opiz
  • Agropyron dumetorum Trautv.
  • Agropyron elatum Opiz
  • Agropyron firmum J.Presl & C.Presl
  • Agropyron koeleri Rouy
  • Agropyron leersianum (Wulfen ex Schreb.) Rydb.
  • Agropyron loliiforme Schur
  • Agropyron multiflorum P.Beauv.
  • Agropyron nicaeense Goiran
  • Agropyron pseudocaesium (Pacz.) Zoz
  • Agropyron repens f. aristatum (Schumach.) Holmb.
  • Agropyron repens var. aristatum Baumg.
  • Agropyron repens var. arvense (Schreb.) Rchb.
  • Agropyron repens f. capillare (Pers.) Soó
  • Agropyron repens f. geniculatum Farw.
  • Agropyron repens f. heberhachis Fernald
  • Agropyron repens f. multiflorum (Pers.) Soó
  • Agropyron repens f. pectinatum (F.W.Schultz) Soó
  • Agropyron repens f. pilosum (Scribn.) Fernald
  • Agropyron repens var. pilosum Scribn.
  • Agropyron repens f. podperae Soó
  • Agropyron repens var. pubescens (Döll) Tzvelev
  • Agropyron repens f. setiferum Fernald
  • Agropyron repens f. stenophyllum (Asch. & Graebn.) Soó
  • Agropyron repens f. stoloniferum Farw.
  • Agropyron repens f. subpubescens Soó
  • Agropyron repens var. subulatum Roem. & Schult.
  • Agropyron repens f. vaillantianum (Wulfen ex Schreb.) Fernald
  • Agropyron rifeum Sennen & Mauricio
  • Agropyron sachalinense Honda
  • Agropyron subulatiforme f. viride (T.Marsson) Soó
  • Agropyron subulatum (Nees) Herter
  • Agropyron vaillantianum (Wulfen ex Schreb.) Trautv.
  • Bromus glaber Scop.
  • Bromus villosus Scop.
  • Elymus caesius (J.Presl & C.Presl) G.H.Loos
  • Elymus caninus Roth
  • Elymus dumetorum Hoffm.
  • Elymus neogaeus Steud.
  • Elymus repens var. aristatus (Baumg.) Melderis & D.C.McClint.
  • Elymus repens subsp. caesius (J.Presl & C.Presl) Soó
  • Elymus repens subsp. pseudocaesius (Pacz.) Melderis
  • Elymus repens var. subulatus (Roem. & Schult.) Szczep.
  • Elymus vaillantianus (Wulfen ex Schreb.) K.B.Jensen
  • Elytrigia dominii V.Jirásek
  • Elytrigia ikonnikovii Tzvelev
  • Elytrigia levadica Kuvaev
  • Elytrigia pseudocaesia (Pacz.) Prokudin
  • Elytrigia repens f. aristata (Schumach.) Beetle
  • Elytrigia repens var. aristata (Baumg.) P.D.Sell
  • Elytrigia repens var. bispiculata (Roshev.) Tzvelev
  • Elytrigia repens subsp. caesia (J.Presl & C.Presl) Dostál
  • Elytrigia repens var. glauca (Döll) Tzvelev
  • Elytrigia repens subsp. koeleri (Rouy) Holub
  • Elytrigia repens subsp. pseudocaesia (Pacz.) Tzvelev
  • Elytrigia repens var. subulatum (Roem. & Schult.) Seberg & G.Petersen
  • Elytrigia vaillantiana (Wulfen ex Schreb.) Beetle
  • Michelaria villosa Dumort. ex Thielens
  • Triticum arundinaceum Steud.
  • Triticum arvense Schreb.
  • Triticum caesium (J.Presl & C.Presl) Kunth
  • Triticum dumetorum Honck.
  • Triticum dumetorum Schreb.
  • Triticum firmum (J.Presl & C.Presl) Link
  • Triticum glaucum Host
  • Triticum imbricatum Lam.
  • Triticum intermedium Hegetschw.
  • Triticum leersianum Wulfen ex Schreb.
  • Triticum multiflorum Steud.
  • Triticum ramosum Beck ex Nyman
  • Triticum repens var. aristatum Schumach.
  • Triticum repens var. glaucum Döll
  • Triticum repens var. minus Hook.
  • Triticum repens var. nanum Hook.
  • Triticum reptans Clairv.
  • Triticum sepium Thuill.
  • Triticum subaristatum Link
  • Triticum vaillantianum Wulfen ex Schreb.

Sinonimi della sottospecie arenosus

  • Agropyron maritimum Jansen & Wacht.
  • Elymus arenosus (Spenn.) Conert
  • Elymus campestris subsp. maritimus (Tzvelev) Lambinon
  • Elytrigia arenosa (Spenn.) H.Scholz
  • Elytrigia campestris subsp. maritima (Tzvelev) H.Scholz
  • Elytrigia maritima Tzvelev
  • Elytrigia repens subsp. arenosa (Melderis) Á.Löve
  • Triticum repens var. caesium Döll
  • Triticum repens var. maritimum W.D.J.Koch & Ziz

Sinonimi della sottospecie atlantis

  • Agropyron repens var. atlantis Maire

Sinonimi della sottospecie calcareus

  • Elytrigia calcarea (Cernjavski) Holub
  • Elytrigia repens subsp. calcarea (Cernjavski) Á.Löve

Sinonimi della sottospecie elongatiformis

  • Agropyron elongatiforme Drobow
  • Agropyron maeoticum Prokudin
  • Agropyron repens subsp. elongatiforme (Drobow) D.R.Dewey
  • Elymus elongatiformis (Drobow) Assadi
  • Elytrigia elongatiformis (Drobow) Nevski
  • Elytrigia maeotica (Prokudin) Prokudin
  • Elytrigia repens subsp. elongatiformis (Drobow) Tzvelev

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

E. repens può essere confusa con la specie Elymus athericus (Link) Kerguélen. La prima si distingue per possedere il lemma acuto e nervature poco sporgenti nella sezione della lamina fogliare.[25]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 538.
  2. ^ a b The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato l'8 maggio 2020.
  3. ^ Etymo Grasses 2007, pag. 103.
  4. ^ a b Motta 1960, vol.2 pag.92.
  5. ^ David Gledhill 2008, pag. 328.
  6. ^ BHL - Biodiversity Heritage Library, su biodiversitylibrary.org. URL consultato l'8 maggio 2020.
  7. ^ a b c Kellogg 2015, pag. 225.
  8. ^ a b c Judd et al 2007, pag. 311.
  9. ^ a b Strasburger 2007, pag. 814.
  10. ^ Pasqua et al 2015, pag. 467.
  11. ^ a b c d World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato l'8 maggio 2020.
  12. ^ eFloras - Flora of China, su efloras.org. URL consultato l'8 maggio 2020.
  13. ^ Kellogg 2015, pag. 28.
  14. ^ Kellogg 2015, pag. 73.
  15. ^ Conti et al. 2005, pag. 90.
  16. ^ a b c d e Aeschimann et al. 2004, Vol. 2 - pag. 930.
  17. ^ Prodromo della vegetazione italiana, su prodromo-vegetazione-italia.org, p. Veronica triphyllos. URL consultato il 7 ottobre 2018.
  18. ^ a b c Prodromo della vegetazione italiana, su prodromo-vegetazione-italia.org, p. 75.1.1 ALL. BALLOTO NIGRAE-ROBINION JURKO EX HADAC & SOFRON 1980. URL consultato il 7 ottobre 2018.
  19. ^ a b Gramigna, dizionario di medicina, treccani.it
  20. ^ a b Dente canino - gramigna, sanat.tv
  21. ^ EURO MED - PlantBase, su ww2.bgbm.org. URL consultato l'8 maggio 2020.
  22. ^ Soreng et al. 2017, pag.284.
  23. ^ Treccani, su treccani.it, p. evoluzione reticolata. URL consultato il 12 luglio 2019.
  24. ^ Tropicos Database, su legacy.tropicos.org. URL consultato l'8 maggio 2020.
  25. ^ Catalogazione floristica - Università di Udine, su mitel.dimi.uniud.it. URL consultato l'8 maggio 2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]