Helena Blavatsky

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Helena Blavatsky nel 1877

Eléna Petróvna von Hahn, coniugata Blaváckij (in russo Еле́на Петро́вна Ган; Ekaterinoslav, 12 agosto 1831Londra, 8 maggio 1891), è stata una filosofa, teosofa, saggista occultista e medium russa naturalizzata statunitense. Più nota con il nome anglicizzato di Helena Blavatsky, Madame Blavatsky o, ancora, con le iniziali del suo acronimo, HPB, fu la co-fondatrice della Società Teosofica nel 1875; come laeder teorica internazionale della teosofia moderna compilò testi di promozione dell'esoterismo quali Iside svelata e La Dottrina Segreta.

Nata da una famiglia aristocratica di origini russo-tedesche in terra di Ucraina, fin da bambina viaggiò lungamente per tutto l'impero russo. In gran parte autodidatta sviluppò un forte interesse nei confronti dell'esoterismo occidentale durante l'adolescenza; secondo le sue successive dichiarazioni dal 1849 intraprese una serie di viaggi in tutto il mondo, visitando il continente europeo, le Americhe e il subcontinente indiano.

Nel corso di questo periodo avrebbe avuto modo d'incontsre un gruppo di adepti spirituali denominati i "Maestri dell'antica sapienza" i quali la invitarono a Shigatse nel Tibet, ove l'addestrarono per farle sviluppare i suoi innati poteri psichici. All'inizio degli anni 1870 rimase coinvolta nel movimento dello spiritualismo; pur difendendo l'essenza genuina dei fenomeni, argomentò contro l'idea che le entità contattate fossero spiriti dei defunti (ciò che invece asserirà sempre lo spiritismo).

Trasferitasi negli Stati Uniti d'America intorno al 1873 instaurò un solidale rapporto d'amicizia con Henry Steel Olcott e cominciò a farsi notare dall'opinione pubblica attirando su di sé l'attenzione in qualità di medium. A New York fondò la moderna "Società teosofica" con l'aiuto di Olcott e William Quan Judge nel 1875. Due anni dopo fece pubblicare Iside svelata, un testo che illustra la sua visione teorica mondiale.

Associandola strettamente con le dottrine esoteriche dell'Ermetismo (filosofia) e del Neoplatonismo Blavatsky descrisse la teosofia come "la sintesi della scienza, della religione e della filosofia", proclamando che si stava iniziando a rivivere la grande sapienza antica già intravista a suo tempo dalle religioni maggiori. Nel 1880 si trasferì nell'impero anglo-indiano in compagnia di Olcott, dove la Società si allineò con l'"Ārya-Samāj" (un movimento riformista dell'Induismo). In quello stesso anno nell'isola di Ceylon divennero i primi occidentali a convertisi ufficialmente al Buddhismo.

Anche se fortemente contrastata dall'amministrazione coloniale britannica la Società si diffuse rapidamente in molti territori indiani. Aggravatosi il suo stato di salute nel 1885 fece ritorno in occidente, dove creò la "Blavatsky Lodge" a Londra nel 1887; qui pubblicò La Dottrina Segreta, un commento su ciò che affermava essere antichissimi manoscritti tibetani. I due libri seguenti furono La chiave della filosofia e La voce del silenzio (romanzo). Morirà d'influenza nel 1891 a 59 anni.

Rimarrà una figura assai controversa per tutta la vita, appoggiata da sostenitori che la videro come una Guru illuminata; mentre venne derisa come ciarlatana e plagiatrice fraudolenta da parte dei critici più severi. Le sue dottrine teosofiche influenzarono la diffusione del pensiero induista, ma soprattutto della storia del buddhismo in Occidente, nonché lo sviluppo di correnti esoteriche occidentali come l'Ariosofia, l'Antroposofia e i movimenti della New Age dopo la metà del XX secolo.

Primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Lo sviluppo di un resoconto affidabile sui primi anni della vita di Helena risulta essere assai diffcoltoso per i biografi, in quanto in seguito ella deliberatamente fornì relazioni contraddittorie e falsificazioni sul proprio passato[1]; inoltre pochissimi dei suoi scritti anteriori al 1873 sopravvissero, il che significa che si deve fare pesantemente affidamento solamente sui testi successivi[2]. Le narrazioni dell'infanzia fornite dai familiari sono state considerati sempre col beneficio del dubbio[3].

Giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

Nascita e famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Elena Petrovna von Hahn nacque a Ekaterinoslav (città ucraina facente parte dell'impero russo ed oggi nota col nome di Dnipro)[4], figlia primogenita di Pëtr Alekseevič von Hahn - di ascendenze prussiane - e di Elena Andreevna Fadeeva. La sua effettiva data di nascita fu il 12 di agosto, anche se secondo il calendario giuliano allora ancora in vigore nei territori russi fu il 31 di luglio[5]. Venne sottoposta al battesimo secondo il rito della Chiesa ortodossa russa[6].

All'epoca la cittadina che gli diede i natali stava attraversando un'epidemia di colera e la madre contrasse la malattia poco dopo il parto; nonostante le aspettative negative del medico sia la madre che la figlia sopravvissero al morbo[7]. La famiglia discendeva dall'aristocrazia[8]; la madre (Елена Андреевна Ган, 1814-1842, nata Fadeyeva) era un'autodidatta diciassettenne figlia della principessa Yelena Pavlovna Dolgorukova[9].

Il padre (Пётр Алексеевич Ган, 1798-1873) servì come capitano dell'artgliera reale a cavallo e in seguito salì al rango di colonnello[10]; egli non fu presente alla nascita, trovandosi in territorio polacco impegnato a sedare la Rivolta di Novembre: la vedrà per la prima volta solo quando aveva già 6 mesi[11]. Oltre alla sua doppia origine russo-tedesca Helena potè rivendicare anche un'eredità ancestrale francese, visto che il bisnonno fu un nobiluomo fuggito dal regno di Francia per scampare alla pesecuzione contro gli Ugonotti; servirà alla corte di Caterina II di Russia[12].

Come risultato delle promozioni di carriera del padre la famiglia si trovò costretta a trasferirsi spesso in diverse parti dell'impero, accompagnata dai loro numerosi servitori[13]; un'infanzia in costante movimento che avrebbe potuto ben influenzare lo stile di vita in larga parte nomadico della futura Madame Blavatsky'[14]. Quando ebbe un anno giunse il primo spostamento a Kamians'ke (l'allora cittadella militare di Romankovo)[15]; nel 1833 il fratello minore Sasha morì per l'impossibilità di trovare una qualche assistenza medica[16].

Nel 1835 madre e figlia giunsero a Odessa dove il nonno materno Andrei Fadeyev, amministratore civile delle autorità imperiali, era stato di recente assegnato. Fu in questa città che nacque la sorella Vera Petrovna[17].

St. Petersburg, Poltava e Saratov[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1836 la famiglia si spostò a San Pietroburgo. La madrè amò immeditamente la città tanto da iniziare una propria attività letteraria; creò romanzi sotto lo pseudonimo di "Zenaida R-va" e traducendo le opere dello scrittore inglese Edward Bulwer-Lytton, che introdusse per la prima volta nei circoli letterari russi[18].

Quando il marito dovette ritornare in Ucraina l'anno seguente la moglie non lo seguì[19]. Dopo che il nonno materno venne assegnato all'incarico di fiduciario presso i Calmucchi la figlia e la nipote lo accompagnarono fino ad Astrachan'; qui fecero amicizia con il leader tribale Tumen[20]. I Calmucchi erano (e lo sono a tutt'oggi) praticanti del buddhismo tibetano; fu proprio qui che Hlena acquisì la sua prima esperienza con la religione[21].

Nel 1838 la madre si trasferì con le figlie per tare vicino al marito a Poltava; qui insegnò a Helena a suonare il pianoforte e le organizzò delle lezioni di danza[22]. A causa della cattiva salute presto la madre fece ritorno a Odessa, dove Helena imparò la lingua inglese da una governante britannica[23]. Successivamente si mossero in direzione di Saratov, ove nel giugno del 1840 nascque il fratello Leonid[24]. La madre morì di tubercolosi nel giugno del 1842 a non più di 28 anni[25].

I 3 fratelli rimasti orfani furono mandati a vivere dal nonno materno il quale era stato nel frattempo nominato al governatorato di Saratov[26]. Lo storico Richard Davenport-Hines ha descritto la giovane Helena come "una bambina coccolata, capricciosa e non autonoma, che ingannava il prossimo con racconti totalmente inventati"[27]. Le testimonianze fornite dai parenti rivelano ch'ella socializzava nella maggior parte dei casi con i bambini di classe inferiore e che si divertiva nelle burle e nella lettura[28].

Gli vennero impartite lezioni di lingua francese, storia dell'arte e musica, tutti argomenti designati a consentirle di trovare un marito[29]. Assieme ai nonni trascorse le vacanze estive negli accampamenti calmucchi, dove imparò ad andare a cavallo e qualche parola di lingua tibetana[30]. In seguito affermerà che fu a Saratov che scoprì la biblioteca personale del bisnonno materno il principe Pavel Vasilevich Dolgorukov (morto nel 1838); questa avrebbe contenuto una gran varietà di libri su soggetti esoterici, incoraggiando così il suo precoce interesse nei confronti dell'esoterismo[31].

Il bisnonno era stato iniziato alla Massoneria verso la fine degli anni 1770 ed aveva appartenuto al rito di stretta osservanza templare; girarono voci sul fatto che avesse fatto la conoscenza di Cagliostro e del Conte di Saint-Germain[32]. Affermerà anche che fu proprio in questo periodo a cominciare a sperimentare delle visioni in cui incontrò un uomo detto "indiano misterioso", destinato a conoscerlo nela carne solamente in una vita successiva[33]. Molti biografi considerano essere questa la prima apparizione dei cosiddetti "Maestri antichi"[34].

Secondo certe dichiarazioni nel 1844-45 venne condotta dal padre in Inghilterra, dove visitò Londra e Bath[35]; seguendo la sua versione dei fatti nella capitale inglese ricevette lezioni di pianoforte dal compositore boemo Ignaz Moscheles e gli capitò di suonare accompagnata da Clara Schumann[36]. Tuttavia viene ritenuto che questa visita in terra inglese non sia in realtà mai avvenuta, innanzitutto perché nessuna menzione di ciò venne mai trascritta nelle memorie della sorella[37].

Dopo un anno trascorso con la zia Yekaterina Andreyevna Witte[38] si trasferì a Tblisi, dove il nonno era stato nominato direttore delle terre statali in Transcaucasia[39]. Helena affermò che qui fece amicizia con Alexander Vladimirovich Golitsyn, un massone russo appartenente alla famiglia Golicyn che incoraggiò il suo interesse per le questioni esoteriche[40]; dichiarò inoltre che in questo periodo avesse avuto altre esperienze riconducibili al paranormale e ai "viaggi astrali" ed un nuovo incontro visionario col misterioso indiano[41].

Viaggi nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Per sottrarsi alla tutela della famiglia, Elena a soli diciassette anni sposò un generale, che aveva allora 48 anni. Il matrimonio ebbe rapidamente termine, senza essere consumato, anche se non venne formalmente sciolto, cosicché Elena continuò a portare il cognome del marito, con cui è nota ancor oggi.

Nel 1851 conobbe a Londra un iniziato anglo-indiano, tal Rajput (in sanscrito figlio del re) Mahatma (Maestro) M. (Morya), che le fece intraprendere la strada della teosofia. Fece alcuni viaggi che riprese nel 1865 dopo una breve pausa nella sua nazione natale. Nella sua breve parentesi italiana ebbe modo di conoscere Garibaldi, col quale partecipò alle battaglie di Monterotondo e di Mentana[42]. Nella battaglia di Mentana venne trafitta da due pallottole al torace. Creduta morta, venne gettata in una fossa comune. Venne salvata da alcuni non ben identificati maestri.[43] Indi continuò a girovagare per il mondo.

Tibet[modifica | modifica wikitesto]

Maturità[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1875 a New York fondò la Società Teosofica con Henry Steel Olcott, William Quan Judge ed altri associati. Così Madame Blavatsky scrisse dei libri sulla religione che fecero conoscere al mondo le sue conoscenze nella materia, ma anche sul mondo esoterico, conosciuto tramite i libri del nonno durante l'adolescenza. Nel 1880, durante un suo viaggio a Ceylon, Madame Blavatsky e Henry Steel Olcott divennero ufficialmente buddhisti[44].

Nel corso del suo soggiorno americano Elena si sposò una seconda volta (senza che il primo matrimonio fosse stato annullato), in un periodo difficile in cui aveva bisogno di sostegno. Anche questo matrimonio, tuttavia, non fu consumato, e si concluse rapidamente. Per il resto della sua vita, accanto a lei troviamo altre donne, anche aristocratiche, che univano il ruolo di compagna a quello di mecenate. Dopo una breve parentesi in India, dove nell'ottobre del 1884 riferì del maestro Hilarion (scrivendo il suo nome Hillarion), asserendo essere questi recentemente scomparso, nell'agosto del 1890 fondò l'"Inner Circle" di 12 discipline.

Si stabilì infine a Londra, ma sofferente di problemi cardiaci e reumatismi, una banale influenza la portò alla morte nell'8 maggio del 1891. Il suo corpo venne cremato. Il New York Times in tempi recenti scrisse di lei: «Helena Petrovna Blavatsky ... ha avuto un cattivo servizio da parte della stampa fin dal suo primo apparire come organizzatrice della Società teosofica... Una delle grandi donne libere della sua epoca – non poté che attirare il disprezzo e critiche infuocate su ogni sua azione o parola, specialmente quando pretese di poter sfidare impunemente le più salde ortodossie dell'epoca. Ancora oggi, gente che non ha mai letto un rigo dei suoi scritti, continua ad avere l'adamantina convinzione che essa fosse una visionaria o una maniaca...»[45]

Citata più volte come massone, ricevette nel 1877 da John Yarker un Certificato di appartenenza al Rito di Adozione[46].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Helena Blavatsky in età avanzata

Tra i suoi libri vi sono:

  • Iside svelata (Isis Unveiled, a master key to the mysteries of ancient and modern science and theology, 1877)
edito in italiano da Armenia e da Edizioni Teosofiche.
edito in italiano da L'Età dell'Acquario.
edito in italiano da L'Età dell'Acquario.
edito in italiano, sia nella "edizione di studio" (senza le discussioni con la scienza di quel tempo), e sia in edizione integrale in otto volumi, entrambe da Edizioni Teosofiche Italiane.
si tratta della versione tradotta in italiano dell'omonimo manoscritto redatto dalla Blavatsky e citato ne La dottrina segreta.
edito in italiano da Edizioni Teosofiche Italiane e da BIS Edizioni.
edito in italiano da Edizioni Teosofiche Italiane e da Astrolabio.
raccolta di articoli pubblicati in origine sulle riviste Lucifer e Theosophist, edito in italiano da Astrolabio (1981).
  • Nightmare Tales (1892)
  • Personal Memoirs of H. P. Blavatsky. Autobiographic notes compiled by Mary K. Neff (1937)

I suoi numerosi articoli sono stati raccolti nell'opera Collected Writings of H. P. Blavatsky, serie di 15 volumi (compreso l'indice).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lachman, 2012, pp. xii–xiii
  2. ^ Goodrick-Clarke, 2004, p. 23
  3. ^ Lachman, 2012
  4. ^ Cranston, 1993, pag. 8; Goodrick-Clarke, 2004, pag. 2; Lachman, 2012, pag. 5
  5. ^ Cranston, 1993, pp. 8–9; Santucci, 2006, pag. 177; Lachman, 2012, pag. 5; Сенкевич, 2010, pag. 34
  6. ^ Meade, 1980, pag. 21; Cranston, 1993, pag. 9}
  7. ^ Meade, 1980, pp. 20–21; Lachman, 2012, pag. 5; Сенкевич, 2010, pag. 34
  8. ^ Kuhn, 1992, pag. 44; Lachman, 2012, pag. 7; Сенкевич, 2010, pag. 17
  9. ^ Campbell, 1980, pp. 2–3; Meade, 1980, pp. 16–17; Lachman, 2012, pp. 7–8
  10. ^ Meade, 1980, pp. 18–19; Cranston, 1993, pp. 5–6; Lachman, 2012, pag. 6; Сенкевич, 2010, pag. 19
  11. ^ Meade, 1980, pp. 20-21; Cranston, 1993, pag. 10; Lachman, 2012, pag. 6; Сенкевич, 2010, pag. 43
  12. ^ Cranston, 1993, pp. 3–4; Сенкевич, 2010, pag. 17
  13. ^ Cranston, 1993, pag. 11; Santucci, 2006, pag. 177; Lachman, 2012, pag. 9
  14. ^ Lachman, 2012, p. 10
  15. ^ Meade, 1980, pag. 21; Cranston, 1993, pag. 10; Lachman, 2012, pag. 10
  16. ^ Meade, 1980, pag. 23; Cranston, 1993, pag. 11; Lachman, 2012, pag. 10
  17. ^ Meade, 1980, pag. 26; Cranston, 1993, pag. 11; Lachman, 2012, pag. 10
  18. ^ Meade, 1980, pp. 27–28, 31; Cranston, 1993, pp. 12–13; Lachman, 2012, pp. 8, 10–11; Сенкевич, 2010, pp. 46, 48
  19. ^ Lachman, 2012, p. 11
  20. ^ Meade, 1980, pp. 29–31; Cranston, 1993, pp. 13–14; Lachman, 2012, pp. 11–12; Сенкевич, 2010, pp. 50, 56–57
  21. ^ Cranston, 1993, pp. 13–14; Lachman, 2012, pp. 11–12; Сенкевич, 2010, pag. 50, 56–57
  22. ^ Meade, 1980, pp. 31–32; Cranston, 1993, pag. 15; Lachman, 2012, pag. 12
  23. ^ Meade, 1980, pag. 32; Cranston, 1993, pp. 16–17; Lachman, 2012, pag. 12; Сенкевич, 2010, pag. 52
  24. ^ Cranston, 1993, pag. 18; Lachman, 2012, pag. 13; Сенкевич, 2010, pag. 50
  25. ^ Meade, 1980, pag. 34; Cranston, 1993, pag. 23; Lachman, 2012, pag. 13; Сенкевич, 2010, pag. 54
  26. ^ Meade, 1980, pag. 35; Cranston, 1993, pag. 25; Lachman, 2012, pag. 13; Сенкевич, 2010, pag. 56
  27. ^ Davenport-Hines, 2011
  28. ^ Lachman, 2012, p. 14
  29. ^ Lachman, 2012, p. 15
  30. ^ Lachman, 2012, pag. 16; Сенкевич, 2010, pag.59
  31. ^ Meade, 1980, pag. 48; Cranston, 1993, pp=31, 35; Goodrick-Clarke, 2004, pag. 2; Lachman, 2012, pag. 19; Сенкевич, 2010, pag.116
  32. ^ Goodrick-Clarke, 2004, pp. 2–3
  33. ^ Lachman, 2012, pag. 17; Сенкевич, 2010, p=ag. 78
  34. ^ Lachman, 2012, pag. 17; Сенкевич, 2010, pag. 79
  35. ^ Meade, 1980, pp. 43–44; Cranston, 1993, pag. 43; Lachman, 2012, pag. 18
  36. ^ Lachman, 2012, p. 18
  37. ^ Meade, 1980, pag. 44; Lachman, 2012, pag. 18
  38. ^ Meade, 1980, pp. 45–46; Lachman, 2012, pag. 26
  39. ^ Meade, 1980, pp. 46–47; Cranston, 1993, pag. 33; Lachman, 2012, pag. 26
  40. ^ Meade, 1980, pp. 51–52; Cranston, 1993, pag. 35; Goodrick-Clarke, 2004, pag. 3; Lachman, 2012, pp. 27–29; Сенкевич, 2010, pag. 102
  41. ^ {{cita|Lachman, 2012|p=27
  42. ^ Piero Fenili, Rendiamo giustizia ad Helena Blavatsky, in Politica Romana, 2/1995.
  43. ^ Cenno da "Elena, la guerriera garibaldina", in Domenico Perri, L'Eretino n° 5 del maggio 2008, pag. 70-71.
  44. ^ "It should also be recalled thet in May 1880 on a visit to Ceylon, she and Olcott took the Five Vows of Buddhism, known as pansil, wich represents a formal adoption of that religion.", Helena Blavatsky, ed. Nicholas Goodrick-Clarke, North Alantic Books, Berkeley (CA), 2004, p. 128-129.
  45. ^ dal New York Times dell'11/2/1981, citato nella prefazione del libro Raja Yoga o Occultismo, di H.P. Blavatsky, Astrolabio, 1981.
  46. ^ Helena Petrovna Blavatsky, sul Sito ufficiale della Grand Lodge of British Columbia and Yukon

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Daniel H Caldwell, The esoteric world of Madame Blavatsky: insights into the life of a modern sphinx, Theosophical Pub. House, 2000, ISBN 978-0-8356-0794-0.
  • Bruce F. Campbell, Ancient Wisdom Revived: A History of the Theosophical Movement, Berkeley, University of California Press, 1980, ISBN 0-520-03968-8.
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  • Joscelyn Godwin, The Theosophical Enlightenment, Albany, State University of New York Press, 1994, ISBN 978-0791421512.
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  • Александр Николаевич Сенкевич, Елена Блаватская: между светом и тьмой, in Жизнь замечательных людей, Молодая гвардия, 2010, ISBN 978-5-235-03283-5.
  • Sylvia Cranston, Helena Blavatsky, Armenia edizioni, 1994.
  • Alfred Percy Sinnett, La vita straordinaria di Helena Petrovna Blavatsky, Astrolabio edizioni, 1980
  • Alfred Percy Sinnett, Il mondo occulto.
  • Halladhah Hanahit e Om Oskraham (pseudonimi di Andrea Di Terlizzi e Walter Ferrero), Gerarchia Occulta, Edizioni ADEA, 1992
  • Paola Giovetti, Helena Petrovna Blavatsky e la Società Teosofica, Edizioni Mediterranee, 1991

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