Morya

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Ritratto del Maestro Morya ad opera di Hermann Schmiechen (1884).[1]

Morya, o Maestro Morya, spesso abbreviato in M., è un personaggio citato da diversi scrittori appartenenti a movimenti spirituali ed esoterici, come quello teosofico, che lo considerano un mahatma o maestro di saggezza, divenuto membro della cosiddetta «Fratellanza Bianca» di Shamballa, e operante in maniera occulta sulla Terra, prevalentemente in India, sia in forma umana che su un piano eterico.[2][3]

Morya secondo la teosofia[modifica | modifica wikitesto]

La sua figura fu rivelata per la prima volta dagli scritti di Helena Blavatsky, che sosteneva di esserne diventata sua discepola, dopo averlo incontrato all'età di 20 anni a Londra, ad Hyde Park, sotto le vesti di un principe Rajput.[4][5]

Sarebbero state le direttive di Morya e di un altro maestro che si faceva chiamare Koot Hoomi a indurre la Blavatsky a fondare la Società Teosofica nel 1875 ad Adyar,[6] in India, per diffondere nuovamente nel mondo gli antichi insegnamenti di quella «saggezza divina» (o appunto teosofia) che era stata alla base di altre scuole del passato, come il neoplatonismo, lo gnosticismo e i misteri del mondo classico.

Morya avrebbe poi avuto una corrispondenza con altri due teosofi inglesi traferitisi in India, Alfred Percy Sinnett e Allan Octavian Hume, che fu pubblicata nel 1923 da A. Trevor Barker nel libro The Mahatma Letters to A. P. Sinnett.[7][8][9]

Morya e Koot Hoomi apparterrebbero secondo la Blavatsky a un gruppo di mahatma che nel corso delle loro ripetute vite terrene si sarebbero evoluti al punto da trascendere la stessa condizione umana, superando specifiche iniziazioni con cui sono entrati a far parte di quella Grande Loggia o Fratellanza Bianca discesa dal cosmo in tempi remoti per assumersi il compito di guidare il destino dell'umanità. Divenuto capace di assumere e modellare a piacimento un proprio corpo fisico, Morya «vive sulla Terra, ma in possesso di sensi sviluppati che si fanno beffe del tempo e dello spazio».[10]

Morya avrebbe in seguito ispirato la teosofa russa Helena Roerich, moglie dell'artista e poeta Nicholas Roerich, inducendoli a scrivere tra il 1920 e il 1944 i fondamenti della dottrina spirituale dell'Agni Yoga in diciotto volumi.[5]

Tratti salienti[modifica | modifica wikitesto]

Fra i sette raggi divini, ovvero le sette emanazioni con cui l'Assoluto si esplica irraggiandosi sulla Terra,[11] Morya apparterrebbe al Primo Raggio, corrispondente a Volontà e Potere.[12][13] Egli è intimamente legato al maestro Koot Humi, esponente però del Secondo Raggio.[13]

Morya opererebbe inoltre in stretta collaborazione col Manu, considerato nella teosofia il signore delle razze-madri, o razze-radici, in quanto capostipite del popolo dominatore in ognuna delle rispettive ere attraversate fino a oggi, ed anche in futuro, dalla Terra.[13]

Nelle sue precedenti incarnazioni, prima di ascendere alla condizione di mahatma, secondo la letteratura teosofica Morya sarebbe stato: Abramo, patriarca di Israele;[14] il profeta Mosè al tempo del faraone egizio Amenhotep IV;[13] Melchiorre, uno dei tre re Magi;[14] il leggendario Artù, re dei Britanni e fondatore dell'ordine misterico di Camelot;[14] l'imperatore indiano Akbar il Grande.[13]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

A Morya è attribuita la paternità dei seguenti 18 libri sulla dottrina dell'agni yoga, pubblicati da Helena Roerich, alla quale egli li avrebbe dettati telepaticamente o per chiaroudienza:[15]

  1. Foglie del Giardino di Morya: Appello (1924)
  2. Foglie del Giardino di Morya: Illuminazione (1925)
  3. Nuova Era: Comunità (1926)
  4. Agni Yoga (1929)
  5. Criptogrammi dell'Oriente (1929)
  6. Infinito, vol. I (1930)
  7. Infinito, vol. II (1930)
  8. Gerarchia (1931)
  9. Cuore (1932)
  10. Mondo del Fuoco, vol. I (1933)
  11. Mondo del Fuoco, vol. II (1934)
  12. Mondo del Fuoco, vol. III (1935)
  13. Aum (1936)
  14. Fratellanza (1936)
  15. Sovramundano, vol. I (1938)
  16. Sovramundano, vol. II (1938)
  17. Sovramundano, vol. III (1938)
  18. Sovramundano, vol. IV (1938)

Pubblicazioni in italiano[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Hermann Schmiechen, su theosophy.wiki.
  2. ^ Paola Giovetti, I grandi iniziati del nostro tempo. I maestri del cammino interiore, pag. 156, Roma, Mediterranee, 2006.
  3. ^ K. Paul Johnson, The Masters Revealed: Madame Blavatsky and the Myth of the Great White Lodge, pag. 120, Suny Press, 1994.
  4. ^ Mary K. Neff, Vecchie pagine di teosofia. La giovane Madame Blavatsky incontra il suo Maestro, traduzione di Patrizia Moschin Calvi e Silvia Pellizzari, Paraclitus.
  5. ^ a b La missione di N. Roerich in Asia Centrale, su sapienzamisterica.it.
  6. ^ (EN) Master Morya, su theosophy.wiki.
  7. ^ Le lettere dei Mahatma M. e K.H. ad A.P. Sinnett, su cieliparalleli.com.
  8. ^ Lettere dei Mahatma ad A. P. Sinnett, su theosophy.wiki.
  9. ^ Lettere ad Alfred Percy Sinnett dai Mahatma M. & K. H, trascritte e compilate da A. Trevor Barker (PDF), su istitutocintamani.org.
  10. ^ William Judge, The esoteric She, in The sun, New York [N.Y.], 26 settembre 1892, p. 5, ISSN 1940-7831 (WC · ACNP). URL consultato il 25 giugno 2020.
  11. ^ I sette raggi, su sapienzamisterica.it.
  12. ^ Egli viene denominato in particolare «il Chohan del Primo Raggio».
  13. ^ a b c d e Salvatore Brizzi, Le sette iniziazioni, pag. 66, Antipodi edizioni, 2020.
  14. ^ a b c Il maestro Morya, su raggiodivino.org.
  15. ^ L'Agni Yoga, Società Italiana di Agni Yoga.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • El Morya, Mark L. Prophet, Morya. Teachings of the Ascended masters, Summit University Press, 2003.
  • Jasmuheen, Radianza divina. Le vie dei maestri, Roma, Mediterranee, 2003.
  • Paola Giovetti, I grandi iniziati del nostro tempo. I maestri del cammino interiore, Roma, Mediterranee, 2006.
  • Ruben Cedeno, La Corte del Maestro il Morya, Italica Editrice, 2011.
  • Emiliano Soldani, Perle Di Luce Dei Maestri Ascesi, Anima edizioni, 2017.
  • Charles Webster Leadbeater, I maestri e il sentiero (1925), Cerchio della Luna, 2017.
  • Vicente Beltran Anglada, Introduzione all'Agni Yoga, Il libraio delle Stelle, 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]