Lemuria

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Ipotetica mappa di Lemuria sovrimpressa ai moderni continenti, da The Story of Atlantis and Lost Lemuria di William Scott-Elliot (1896, 1904).

Lemuria è un ipotetico continente scomparso, che si suppone si trovasse nell'Oceano Indiano o in quello Pacifico. Le teorie su Lemuria, necessarie per le teorie della biogeografia del XIX secolo, sono divenute obsolete in seguito alla scoperta e alla comprensione della tettonica a zolle.

Sebbene Lemuria sia scomparsa dal regno della scienza, essa è sopravvissuta grazie agli scrittori dell'occulto. I racconti su Lemuria differiscono in base alle necessità di contestualizzazione degli autori; quasi tutti condividono, però, l'elemento cataclismatico che avrebbe fatto affondare l'antico continente, in analogia con l'Atlantide di Platone.

Origini scientifiche[modifica | modifica sorgente]

Sebbene i lemuri viventi oggi si trovino solo in Madagascar e nelle isole vicine, la scoperta di famiglie di lemuri estinte dal Pakistan alla Malesia ha ispirato il nome Lemuria, coniato nel 1864 dal geologo Philip Sclater nell'articolo The Mammals of Madagascar uscito sul The Quarterly Journal of Science. Confuso dalla presenza dei lemuri sia in Madagascar che in India e dalla loro assenza in Africa e nel Medioriente, Sclater propose che il Madagascar e l'India fossero state un tempo parte di un continente più grande, chiamato Lemuria proprio dal nome dei lemuri.

Prima della teoria della deriva dei continenti, gli scienziati postulavano frequentemente teorie su continenti sommersi per spiegare l'esistenza di animali terrestri appartenenti ad una medesima specie ma separati da barriere geografiche insormontabili.

Poiché la teoria di Lemuria guadagnò una certa importanza, cominciò ad apparire nelle opere di altri scienziati quali Ernst Haeckel, un tassonomista tedesco che propose Lemuria come la spiegazione all'"anello mancante". I fossili di questo non si sarebbero potuti trovare perché sepolti in fondo al mare.

La teoria di Lemuria scomparve con l'avvento della teoria della tettonica delle placche.

La Lemuria di Helena Blavatsky[modifica | modifica sorgente]

Lemuria entrò nel lessico dell'occulto tramite le opere di Helena Blavatsky, fondatrice della Società Teosofica, che dichiarò intorno al 1880 che l'esistenza di questo continente, abitato da una razza di ermafroditi spiritualmente puri, le era stato rivelato dai Mahatma che le avrebbero permesso di visionare un testo pre-atlantideo, il Libro di Dzyan. Secondo l'interpretazione teosofica, gli ermafroditi di Lemuria corrispondevano a una delle sette Razze Radicali attraverso cui si muove ciclicamente l'evoluzione dell'umanità.

Lemuria ed il Monte Shasta[modifica | modifica sorgente]

Nel 1894 Frederick Spencer Oliver pubblicò (con lo pseudonimo di Phylos il Tibetano) il romanzo A Dweller on Two Planets,[1] nel quale dichiarò che i sopravvissuti di un continente immerso chiamato Lemuria vivevano sopra o all'interno del Monte Shasta nel nord della California. I Lemuriani avrebbero vissuto in un complesso sistema di tunnel scavati nella montagna e, in alcuni casi, sarebbero stati avvistati fuori dalla loro montagna, mentre camminavano coi loro abiti bianchi.

Queste idee furono riprese da individui come Guy Warren Ballard, che negli anni trenta formò la I AM Foundation.

Influenza nei media[modifica | modifica sorgente]

Copertina dedicata al racconto The Fall of Lemuria di Richard S. Shaver, nel primo numero della rivista Other Worlds, novembre 1949.

Letteratura[modifica | modifica sorgente]

Il nome di Lemuria compare in un buon numero di opere di narrativa fantastica tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento, incluse alcune del filone del Mondo perduto. Ad esempio è citata, assieme ad Atlantide e Mu, nelle storie fantasy di Kull di Valusia di Robert E. Howard e nelle storie di Howard P. Lovecraft scritte negli anni venti-trenta.

Una ripresa più tarda è quella fatta da Richard S. Shaver[2] in una serie di storie di fantascienza, presentate come vere, pubblicate dal 1945 al 1949 sulla rivista pulp Amazing Stories e in seguito sulla rivista Other Worlds, che fece il suo debutto nel 1949 con il racconto The Fall of Lemuria. In queste storie Shaver sosteneva l'idea di una Terra cava, presentando la storia di una razza superiore preistorica che sarebbe sopravvissuta nelle profondità della Terra. I discendenti di questa razza, noti come Dero, vivrebbero nelle caverne usando macchine fantastiche abbandonate da razze antiche per tormentare coloro che vivono in superficie. Shaver fu infine bandito dalla rivista Amazing Stories e non ammise mai che si trattasse di fiction.

Lemuria compare nel romanzo Vizio di forma (Inherent Vice, 2011) dell'autore americano Thomas Pynchon.

Fumetti[modifica | modifica sorgente]

Nell'universo Marvel, Lemuria è la città sommersa dei Devianti, creature umanoidi dal codice genetico instabile e in continuo cambiamento, tanto che ognuno di loro non appartiene alla stessa specie dell'altro. Parenti stretti dell'Homo sapiens sapiens e degli Eterni, con i quali sono in perenne competizione, essi furono creati insieme alle altre razze umane dai Celestiali, divinità cosmiche di enorme potere, i quali dopo secoli di assenza dal pianeta Terra, tornarono in seguito ad una rivolta dei Devianti; dopo aver decimato queste creature fecero sprofondare la loro città capitale nell'Oceano Pacifico.

Nella versione Ultimate Marvel, Lemuria è una città sotterranea scoperta dall'Uomo Talpa.

Wizards of Mickey V - Lemuria è un capitolo del 2011 della serie di fumetti Wizards of Mickey di Topolino.

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Alcuni riferimenti a Lemuria sono presenti nella serie animata Mighty Max, dove l'antagonista principale, il Cavaliere del Teschio Maledetto (Skullmaster), distrusse Atlantide e Lemuria e uno degli alleati di Max è l'ultimo lemuriano vivente.

Videogiochi[modifica | modifica sorgente]

Lemuria è presente nel videogioco Golden Sun: L'era perduta, il secondo titolo di una serie per Game Boy Advance. In questo capitolo è raffigurata come un'isola al centro dei mari, circondata da nebbie perenni. La sua popolazione risulta immortale perché su di essa il tempo si è fermato grazie all'acqua che sgorga da una fonte posta al centro dell'unica, antica città presente. I lemuriani vengono raffigurati come esseri magici e belli dalla pelle bianca ed i capelli azzurri.
Diversi riferimenti a Lemuria sono presenti anche nella visual novel Ever 17: The Out of Infinity.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Testo originale di A Dweller on Two Planets
  2. ^ I Remember Lemuria Index

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Testi critici[modifica | modifica sorgente]

  • Lyon Sprague De Camp, Il mito di Atlantide e dei continenti scomparsi (Lost Continents- The Atlantis Theme, 1954, 1970), Fanucci, 1980.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]