Alien - La clonazione

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Alien - La clonazione
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Logo del film
Titolo originale Alien Resurrection
Paese di produzione USA
Anno 1997
Durata 105 min
116 min (Director's cut)
Rapporto 2.35:1 (anamorfico)
Genere azione, fantascienza, orrore
Regia Jean-Pierre Jeunet
Sceneggiatura Joss Whedon
Fotografia Darius Khondji
Montaggio Hervé Schneid
Effetti speciali Alec Gillis, Tom Woodruff Jr.
Musiche John Frizzell
Scenografia Nigel Phelps
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Alien - La clonazione (Alien Resurrection) è un film del 1997 diretto da Jean-Pierre Jeunet.

Dopo un'anteprima a Parigi il 6 novembre 1997, il quarto ed ultimo film della saga di Alien uscì ufficialmente negli Stati Uniti il 26 novembre 1997. In Italia è stato distribuito il 27 febbraio 1998.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Una delle copie di Ripley in una scena del film

Anno 2379. Sono passati 200 anni dai fatti del pianeta Fiorina 161 ed Ellen Ripley viene clonata nel corso di un esperimento condotto sull'"Auriga", una nave militare dei Sistemi Uniti. Lo scopo è quello di recuperare l'embrione di Xenomorfo dal suo torace per ottenere una regina che produca degli Alien in larga scala a scopo bellico. L'esperimento riesce all'ottavo tentativo: la nuova Ripley, a causa dei processi subiti, non è però un semplice essere umano, mantiene i ricordi della sua vita passata, ma ha una sorta di legame empatico con gli Xenomorfi e possiede alcune loro caratteristiche, come una forza sovrumana e il sangue corrosivo.

Nel frattempo, la nave da trasporto "Betty" attracca sull'Auriga con un carico di contrabbando di uomini tenuti in stato criogenico. Il generale Perez, a colloquio con il capo della nave Elgyn, paga il trasporto in contanti mantenendo il mistero sull'utilizzo del carico. Gli uomini ibernati serviranno in realtà da ospiti per le uova partorite dalla Regina, ormai adulta.

Call, una dei contrabbandieri, si introduce nella cella dov'è tenuta Ripley, rivelandole che si tratta di un clone e offrendosi di ucciderla. Questa però le risponde che non ha nessuna intenzione di morire e le ordina di andarsene. Il comportamento della ragazza però non passa inosservato, e porta il capo della stazione ad arrestare i contrabbandieri con l'accusa di essere terroristi. Una breve sparatoria consente al gruppo di liberarsi, prendendo Wren e il soldato DiStefano come ostaggi per poter tornare alla loro astronave.

Nel frattempo i neonati Xenomorfi (generati dalle uova della regina utilizzando i corpi portati dai contrabbandieri) riescono a liberarsi dall'area per esperimenti dove sono tenuti facendo a pezzi uno dei loro compagni, in modo da corrodere la pareti delle celle con il suo sangue corrosivo. Le creature catturano il dottor Gediman e cominciano a uccidere l'equipaggio della nave, portando il generale Perez ad ordinare l'evacuazione. La maggior parte dei militari riesce a fuggire, mentre il generale e alcuni altri perdono la vita.

Il gruppo di contrabbandieri, compreso che qualcosa non va, comincia a dirigersi verso la propria nave, ma perde Elgyn, ucciso da una delle creature dopo essersi allontanato dal gruppo. Gli altri, dopo averne scoperto il cadavere tentano disperatamente di fuggire ma rimangono bloccati in vicolo cieco. A salvarli interviene Ripley che, dopo essersi liberata dalla cella dove si trovava rinchiusa, attira ed elimina l'alieno che li inseguiva. Successivamente il gruppo trova un uomo, in stato confusionale, Purvis. Si scopre che è una delle cavie dell'esperimento e che porta in sé un embrione alieno. I fuggitivi, convinti da Call, decidono comunque di portarlo con loro, e ibernarlo nella Betty per poi rimuovere l'alieno.

Nel corso della fuga, Ripley rinviene una stanza con la dicitura "1-7" e, poiché sul suo braccio è tatuato il numero "8", si incuriosisce e decide di entrare: trova così i mostruosi esperimenti di clonazione precedenti a lei, orrendi ibridi tra umani e Xenomorfi, tra cui l'ultimo in fin di vita che la prega di ucciderla. Call le passa un lanciafiamme e Ripley pone fine alle sofferenze della sventurata creatura, per poi radere al suolo il laboratorio distruggendo i resti degli altri cloni.

Durante l'attraversamento subacqueo della mensa, completamente allagata, Hillard viene catturata da uno Xenomorfo, mentre gli altri si trovano bloccati da un gruppo di uova in procinto di schiudersi. Christie riesce a colpirle con alcuni proiettili esplosivi, permettendo al gruppo di uscire dall'acqua. Mentre risalgono la scala però Wren inganna Call e, dopo essersi fatto consegnare un'arma, le spara, facendola cadere in acqua e bloccando, dopo averla attraversata, l'unica porta per lasciare il condotto. A complicare le cose dalle acque emerge anche lo Xenomorfo che li seguiva, che riesce ad accecare Christie prima di venire ucciso da Johner. Christie, resosi conto di non essere in grado di continuare si lascia poi a sua volta cadere in acqua, sacrificandosi per salvare gli altri. Improvvisamente la porta si apre, rivelando Call. Ripley capisce rapidamente come faccia ad essere ancora viva: si tratta di un androide, a conoscenza degli esperimenti del generale ed intenzionata a fermarli prima che possano mettere in pericolo l'intera razza umana. Sfruttando le sue capacità, Call libera la strada per la Betty, blocca Wren (scatenandogli contro un gruppo di Xenomorfi) e ordina al computer centrale di far schiantare l'Auriga invece di atterrare. Poco prima di raggiungere la navicella però Ripley viene separata dal gruppo.

Sulla Betty ricompare Wren, ancora intenzionato a consegnare lo Xenomorfo ai suoi superiori: verrà ucciso da Purvis, nel suo ultimo gesto prima che l'embrione nascente lo uccida a sua volta. I pochi superstiti eliminano quindi l'alieno neonato.

Ripley intanto si risveglia nella stanza della regina: il dottor Gediman, intrappolato in un bozzolo, spiega che la regina Alien ha subito delle mutazioni e, per la prima volta, sta partorendo (invece che depositare uova). La creatura, un mostruoso ibrido umano-Alien, appena nata uccide la Regina, riconoscendo in Ripley la propria vera madre. Quest'ultima, approfittando della distrazione della creatura (impegnata ad uccidere il dottore) fugge verso la Betty, raggiungendola appena in tempo.

La navicella però ha difficoltà a partire, perché il portello non si chiude bene. Call scopre la presenza a bordo dell'ibrido ed è costretta ad assistere impotente all'uccisione di DiStefano, sopraggiunto per aiutarla. Ripley, percependo che qualcosa non va, salva l'androide e, sfruttando il proprio sangue corrosivo, causa un foro nella navicella, dalla quale l'Ibrido viene risucchiato e disperso nello spazio. La navicella raggiunge finalmente l'atmosfera terrestre e il film si conclude con Ripley che guarda la Terra insieme a Call, entrambe incerte ma fiduciose sul loro futuro.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • In un finale alternativo usato per alcune versioni estese, la Betty atterra in una Parigi distrutta e desertificata.
  • A questo quarto capitolo doveva seguire un quinto film della saga di Alien che venne cancellato per essere sostituito dai crossover Alien vs. Predator (2004) e Alien vs. Predator 2 (2007).
  • Il film ha avuto due prequel, Prometheus (2012) e Alien: Covenant (2017).

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Videogioco[modifica | modifica wikitesto]

Alien Resurrection è un videogioco d'azione sviluppato dalla Argonaut Games e pubblicato nel 2000 dalla Fox Interactive per Sony PlayStation, ed ispirato al film. Il gioco ha avuto un riscontro dalla critica altalenante, e una valutazione complessiva di 61 su Metacritic.[1].Il motore grafico sfrutta a pieno le potenzialità della console che ormai si accingeva al tramonto dopo l'annuncio di Playstation 2 . Inizialmente era prevista anche una conversione del titolo per SEGA Dreamcast,successivamente cancellata.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alien Resurrection, su Metacritic. URL consultato il 10 marzo 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN204044181 · LCCN: (ENn97102825