Aliens: Colonial Marines

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Aliens: Colonial Marines
videogioco
PiattaformaMicrosoft Windows, PlayStation 3, Xbox 360
Data di pubblicazioneMondo/non specificato 12 febbraio 2013[1]
GenereSparatutto in prima persona
TemaFantascienza, horror, film
SviluppoGearbox Software
PubblicazioneSEGA
SerieAlien
Modalità di giocoSingolo giocatore, multigiocatore
Periferiche di inputTastiera, mouse, gamepad
Motore graficoUnreal Engine 3[2]
SupportoBlu-ray Disc, DVD
Requisiti di sistemaMinimi:[3]
Fascia di etàESRB: M[3][4]
PEGI: 18+[5]
(EN)

« Fight the fear.[6] »

(IT)

« Affronta la paura. »

(Aliens: Colonial Matines – manuale di istruzioni)

Aliens: Colonial Marines è un videogioco sparatutto in prima persona sviluppato da Gearbox Software e pubblicato da SEGA per Microsoft Windows, Xbox 360 e PlayStation 3, il 12 febbraio 2013. Il gioco è stato il secondo titolo di Alien prodotto da SEGA, dopo Aliens: Infestation, pubblicato nel 2011 per Nintendo DS.[7]

Colonial Marines si svolge 17 settimane dopo gli eventi del film Aliens - Scontro finale. L'equipaggio armato fino ai denti della USS Sephora viene spedito in missione di ricerca e soccorso al fine di indagare e scoprire cosa è avvenuto alla USS Sulaco e al suo rispettivo commando di marines.[6] Il giocatore impersona uno dei militari della Sephora, il caporale Winter, e segue le vicende di quest'ultimo nella sua disavventura che lo porterà a scontrarsi con gli Xenomorfi. Allo scopo di sopravvivere il giocatore ha a disposizione un vasto arsenale, differenziato e potenziabile, oltre che il supporto dei compagni di squadra, muovendosi in diverse ambientazioni, da corridoi stretti a luoghi più aperti.

Inzialmente previsto per gli anni 2000, il videogioco ha subito uno sviluppo molto travagliato, durato oltre un decennio, che ha visto alternarsi cambi di sviluppatore e di piattaforme con problemi riguardo le tempistiche di realizzazione. Il suo sviluppo è stato infine portato a termine dopo quasi sette anni di lavori, da Gearbox Software.

Rilasciato nel 2013, il gioco ha ricevuto un'accoglienza generalmente negativa,[8][9] essendo particolarmente criticato per la sua trama non soddisfacente, la mancanza di atmosfera, la scarsa intelligenza artificiale dei PNG e la sua computer grafica datata, venendo considerato niente meno che uno dei peggiori videogiochi di tutti i tempi.[10][11][12][13][14][15][16]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La storia si apre con il video di richiesta d'aiuto su LV-426 da parte del caporale Dwayne Hicks a seguito dell'operazione di ispezione che è fallita clamorosamente, costando la vita a tutti i Marines coloniali inviati, fatta eccezione per Hicks, Ripley, Newt ed il danneggiato Bishop.

Circa 17 settimane dopo una nave di classe militare, la USS Sephora al comando del capitano Cruz raggiunge l'orbita della luna dove è stata rinvenuta la USS Sulaco, disabitata e alla deriva: ciò desta molti sospetti poiché essa era programmata per il rientro automatico sulla Terra, e l'ultima volta era stata avvistata in orbita al pianeta-prigione Fiorina 161 (dove si svolgono le vicende di Alien 3): due squadre di marine sono già state inviate ad ispezionare la nave, subendo gravi perdite da aggressori sconosciuti. Il caporale Winter viene inviato come supporto ai Marines, ma scopre fin troppo presto che la nave è infestata da centinaia di Xenomorfi. Il Caporale libera il sergente Keyes intrappolato dai parassiti alieni e recuperato la scatola nera della Sulaco, ma mentre tornano sulla Sephora Keyes viene ucciso da un Chestburster uscito dal suo corpo mentre in preda ad un attacco isterico si fa implodere con una granata, distruggendo il ponte fra le due navi: Winter e il rude soldato O'Neal si salvano a stento tornando sulla Sulaco.

I due superstiti si dirigono verso la sala comandi per aprire le porte e lasciar passare una navetta di rinforzi guidati dal sottotenente Reid, ma improvvisamente alcuni mercenari, pagati dalla compagnia Weyland-Yutani, di colpo attaccano i Marines e prendono il controllo della Sephora, che inizia a bombardare la Sulaco: opponendo una dura resistenza ai mercenari i, i Marine superstiti si spostano sulla Sulaco e Winter e O'Neal salvano la ragazza di quest'ultimo, Bella. Durante l'attacco, il reattore della Sephora viene colpito e fatto esplodere, distruggendo anche la Sulaco, nonostante il tentativo di Winter e degli altri a bloccare i cannoni della nave; i Marines sono costretti ad una rapida evacuazione che si conclude con un fortunoso atterraggio sulla luna, proprio nei pressi dell'ormai disabitata colonia Hadley's Hope, che non è del tutto priva di Alieni, nonostante l'esplosione del reattore. Degli oltre quattrocento Marines della Sephora se ne salvano non più di cento, sparsi nella colonia.

Bella apprende da Bishop ( un androide uguale al Bishop della Sulaco ma con ricordi diversi ) che è stata infettata e nel giro di qualche ora morirà. Cruz ordina a lei, Winter e O'Neal di recuperare i superstiti della nave: alla squadra si unisce anche Reid sebbene entri successivamente in contrasto con loro, mentre Cruz e Bishop si barricano nella colonia, vicino dove si erano asserragliati Ripley e i Marines tempo prima. Cruz acconsente infine di mandare in missione suoi soldati nella struttura dove la Weyland Yutani compie gli esperimenti per far curare Bella, a patto che successivamente salvino un ostaggio tenuto prigioniero lì. Sfortunatamente, appena arrivati, O'Neal apprende da un medico della compagnia che non vi è alcun modo di rimuovere l'embrione dal corpo di Bella e, anche se venisse rimosso, la placenta formatasi all'interno dilagherebbe dentro di lei come un cancro. Ormai sfinita, Bella fa promettere ad O'Neal che salverà l'ostaggio che Cruz gli ha affidato e poco dopo muore. Winter e O'Neal si dirigono quindi alla ricerca del prigioniero.

Addentrandosi, i due Marines scoprono che la compagnia sta allevano una nuova generazione di Xenomorfi, tra cui una nuova Regina. Per poter liberale il prigioniero, spengono la corrente nella struttura, causando l'invasione dei parassiti ( entreranno anche senza saperlo nell'astronave degli Ingeneri ). Dopo essere fuggiti su un blindato, tornano alla colonia e scoprono che l'ostacolo era il caporale Hicks, unico superstite della Sulaco, interrogato e torturato dalla Weyland per avere informazioni. Dopo aver resistito ad un'ondata di Xenomorfi, il caporale gli avverte che i mercenari hanno intenzione di abbandonare per sempre il pianeta, portando con sé la nuova Regina. Cruz ordina quindi di attaccare la nave di trasporto e poter tornare a casa, vendicando i compagni morti e catturando Michael Weyland, il responsabile del disastro.

Modalità di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Il giocatore affronta lo Xenomorfo regina: l'HUD visualizza in basso a sinistra la quantità di corazza residua e i punti ferita. In basso a destra, invece, sono visualizzati il numero di munizioni disponibili

In Colonial Marines il giocatore impersona e vede attraverso gli occhi di Christopher Winter, un marine spaziale. Nei panni di quest'ultimo è possibile muoversi in tutte le direzioni, correre, scattare ed inginocchiarsi.[17]

Trattandosi di uno sparatutto in prima persona l'utilizzo di armi da fuoco è richiesto e necessario allo scopo di combattere ed abbattere i nemici alieni, e non, nelle svariate ambientazioni del gioco. Le armi, che spaziano da leggere a pesanti, possiedono una funzione di fuoco primario e secondario, differente a seconda del tipo di arma.[17] È possibile equipaggiare due armi principali, e una di riserva; oltre a questo il giocatore può anche dotarsi di granate.[18][1] Per aumentare la precisione è possibile utilizzare gli organi di mira direttamente montati sulle armi[18] e potenziare queste ultime per aumentarne le caratteristiche.[1] Allo scopo di supportare il fuoco sostenuto delle armi, e di vedere più chiaramente gli spazi bui, il marine ha in dotazione anche una torcia.[18]

Il giocatore può interagire con l'ambiente nel corso del gioco ed eseguire azioni come prendere oggetti o aprire porte – analogamente a quanto accadeva nel film alcune di queste possono essere saldate o dissaldate.[1] Un particolare strumento molto avanzato, il "Rilevatore di movimento" – presente anche nei film – può essere utilizzato in modo analogo ad una bussola computerizzata: è in grado infatti di visualizzare forme di vita alleate, ostili e gli attuali obiettivi della missione.[18][1]

Il marine ha a disposizione una corazza, rappresentata da un barra, che può proteggerlo dagli attacchi più aggressivi, ma che con l'uso va via via deteriorandosi e necessita di essere continuamente ripristinata trovando pezzi in giro per le ambientazioni. I punti ferita vengono invece rappresentati da tre barre che calano quando il giocatore subisce danni: solo l'ultima barra è in grado di autorigenerarsi a patto che nessun danno venga subito nel processo. Per ottenere nuovamente tutte e tre le barre di salute è necessario raccogliere kit di pronto soccorso.

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Il primo gioco a cui fu dato il titolo "Aliens: Colonial Marines" era in sviluppo da Check Six Games e avrebbe dovuto essere pubblicato da Fox Interactive ed Electronic Arts su PlayStation 2 nel 2001; tuttavia i lavori vennero annullati prima della sua pubblicazione. Al suo posto venne concettualizzato uno sparatutto in prima persona più tradizionale, una nuova visione del progetto, molto più simile alla futura versione finale che sarebbe stata poi sviluppata da Gearbox Software. La sua trama doveva essere collocata tra gli avvenimenti di Aliens - Scontro finale e Alien 3, riguardante un gruppo di salvataggio composto da marines coloniali alla ricerca della USS Sulaco. Nonostante le somiglianze col prodotto finito, Gearbox avrebbe affermato che il loro gioco non era direttamente correlato alla versione preliminare e concettuale.[19][20]

Gli attori di Scontro finale, Michael Biehn e Lance Henriksen, hanno ripreso i loro ruoli nel videogioco

L'11 dicembre 2006, SEGA annunciò di aver acquistato i diritti del franchise di Alien, per la creazione di esperienze ludiche, dalla 20th Century Fox.[21] Il 15 dicembre, Gearbox e SEGA annunciarono di essere al lavoro su un gioco completamente nuovo basato sul franchise.[22] Nel febbraio 2008, il titolo del gioco è stato ufficialmente annunciato come Aliens: Colonial Marines; pseudonimo "Pecan" durante lo sviluppo.[19][23]

Il team di sviluppo incontrò grandi difficoltà nel rielaborare i veicoli e gli scenari del film, dovendo utilizzare i disegni originali per ricreare l'esterno e l'interno della "USS Sulaco" e del veicolo "LV-426".[22] Il disegnatore Syd Mead, che aveva lavorato su Aliens, venne ingaggiato per ideare e disegnare aree della Sulaco che non sono mai apparse nel film, ma che sarebbero state utilizzate nel gioco.[24] Nonostante il work in process, nel novembre 2008, alcune divulgazioni rivelarono che Aliens: Colonial Marines era stato rimandato, presumibilmente a causa di licenziamenti all'interno di Gearbox Software; tuttavia il presidente della software house, Randy Pitchford, affermò con convinzione che lo sviluppo del gioco era ancora in corso.[25]

Molti oggetti presenti in Aliens sono stati riprodotti fedelmente nel gioco, soprattutto equipaggiamento militare come gli elmetti dei marines e l'iconico fucile "M41A"

SEGA confermò i ritardi nello sviluppo, ammettendo che il gioco dedicato ad Alien, più vicino alla pubblicazione, sarebbe stato Alien vs. Predator di Rebellion Developments.[26]

Al Penny Arcade Expo 2010, Gearbox mostrò cinque nuovi screenshots e dichiarò che il gioco era ancora una massima priorità.[27] All'inizio di giugno 2011, Gearbox presentò un trailer ed annunciò ufficialmente che Colonial Marines sarebbe stato presentato all'Electronic Entertainment Expo 2011, con una finestra di lancio proiettata alla primavera del 2012.[28][29] Alla Gamescom 2011, invece, venne reso pubblico che il gioco avrebbe utilizzato il motore grafico Unreal Engine versione 3, di Epic Games; Pitchford ammise però che il sistema di illuminazione dinamica e self-shadowing era proprietà di Gearbox, sviluppato col nome di "Red Ring".[2]

Il 26 gennaio 2012, SEGA decise di ritardare ulteriormente il gioco, spingendo la data di pubblicazione ad autunno dello stesso anno.[30] Il 21 maggio 2012, Gearbox annunciò la pubblicazione del gioco al 12 febbraio 2013 su Microsoft Windows, PlayStation 3 ed Xbox 360; anche una versione concepita ad hoc per Wii U, sarebbe stata pubblicata, ma più avanti nel corso del tempo.[31]

Randy Pitchford spiegò che i ritardi nella pubblicazione vennero decisi per includere diversi attori del film Aliens - Scontro finale, nel gioco. Pitchford rivelò che gli attori Michael Biehn (caporale "Dwayne Hicks") e Mark Rolston (soldato "Mark Drake") avevano ripreso i loro ruoli; anche Lance Henriksen (l'androide "Bishop") tornò ad impersonare un altro modello del robot originale. William Hope (tenente "Gorman") avrebbe dovuto interpretare un nuovo personaggio chiamato "T. Shannon", ma non potè partecipare al progetto. Anche uno dei marines di Scontro finale, "Trevor Wierzbowski", riappariva nel gioco, ma non venne interpretato dall'attore del film.[32][33]

Il 5 aprile 2013, SEGA, confermò che la versione di Colonial Marines per Wii U era stata cancellata e non era più in sviluppo.[34]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Aliens: Colonial Marines - Original Soundtrack Recording
ArtistaKevin Riepl
Tipo albumColonna sonora
Pubblicazione12 febbraio 2013
Durata50:56
Dischi1
Tracce29
GenereColonna sonora
EtichettaOcean Way Recording

La colonna sonora di Aliens: Colonial Marines è stata composta da Kevin Riepl.[35]

Riepl è stato fortemente influenzato dal lavoro di Jerry Goldsmith in Alien e di James Horner in Aliens - Scontro finale.[36] La colonna sonora è composta da 29 tracce e venne registrata presso gli studi Ocean Way Recording di Nashville in Tennessee.[37]

Pubblicazioni e supporto dopo il lancio[modifica | modifica wikitesto]

Edizione "Limited" e "Collector's"
Action figure contenuta nella Collector's Edition, che mostra un marine al comando di un caterpillar "P-5000", combattere contro uno xenomorfo

Oltre alla standard, due versioni alternative del gioco sono state pubblicate.

L'edizione "Limited" contiene contenuti digitali: un'arma bonus, il lanciafiamme "M240" originale, utilizzato da Ellen Ripley, e 4 personaggi esclusivi per il multigiocatore, ovvero i marines "Apone", "Hicks", "Hudson" e "Drake".[38]

L'edizione "Collector's" invece contiene una confezione a forma di alveare alieno, una action figure ed un manuale dedicato "United States Colonial Marines". Il contenuto digitale invece, che comprende anche quello della "Limited", presenta il fucile al plasma "XM99A", le granate elettroshock "G2" e il livello bonus "Academy USCM".[39]

Contenuti scaricabili

Colonial Marines ha ricevuto un corposo supporto successivo al lancio, composto di ben quattro espansioni.

La prima, "Bug Hunt", è stata rilasciata il 19 marzo 2013: si tratta di una modalità "arena" affrontabile in cooperativa, che comprende tre mappe diverse, dove i giocatori devono sopravvivere a trenta ondate di alieni e mercenari della Weyland-Yutani, sempre più agguerriti.[40] La seconda espansione, denominata "Reconnaissance", è invece stata rilasciata il 2 maggio: include quattro nuove mappe per la modalità multigiocatore e nuove caratteristiche per i personaggi.[41]

La terza espansione, "Movie Map", è stata pubblicata l'11 giugno ed aggiunge mappe multigiocatore in diverse modalità che riprendono le ambientazioni classiche di Alien, ovvero il pianeta "Florina 161", il relitto della "Sulaco" e l'astronave "Nostromo" del primo film.[42]

La quarta ed ultima, nonché unica espansione per il giocatore singolo, "Stasi Interrotta", è stata pubblicata il 23 luglio. La trama vede Lisbeth Hutchins, e i suoi compagni, indagare sul motivo per cui la loro nave, "USS Legato", ha cambiato rotta per intercettare la "Sulaco" abbandonando l'orbita del pianeta LV-426.[43]

Mod "ACM Overhaul"

Oltre al supporto di Gearbox per rimediare alle mancanze del gioco dove possibile, come i numerosi bugs,[44] la comunità del fandom si è messa all'opera in proprio per migliorare esponenzialmente il gioco. Frutto di questo lavoro è stata la mod "ACM Overhaul", pubblicata il 4 aprile 2016, realizzata dall'utente"Templar GFX".[45] I potenziamenti apportati al gioco sono svariati: la reattività dell'intelligenza artificiale è stata aumentata del 1000%, tanto da dover ridurre la salute di un comune xenomorfo per controbilanciare l'alta aggressività, altri miglioramenti sono stati apportati anche al comportamento dei nemici umani, alle animazioni dei corpi, al motore fisico, al sistema di illuminazione, al sistema particellare e agli shaders.[45]

Largamente acclamata dal pubblico di appassionati, la mod è stata definita: «Giocare Colonial Marines come avrebbe dovuto essere: ben bilanciato, elettrizzante, ricco di suspence e soprattutto divertente».[45] "ACM Overhaul" è stata premiata con il terzo posto della categoria "Best Overall" del premio Editors Choice - Mod of the Year 2016.[46]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Accoglienza
Sito media statistica Punteggio
Metacritic 45/100[8]
GameRankings 37.91%[9]
Recensione Giudizio
Electronic Gaming Monthly 9/10 stelle[47]
Multiplayer.it 6.8/10 stelle[1]
Eurogamer 6/10 stelle[48]
POM (UK) 6/10 stelle[49]
Edge 5/10 stelle[50]
GameSpot 4.5/10 stelle[51]
IGN 4.5/10 stelle[52]
Game Informer 4/10 stelle[53]
Destructoid 2.5/10 stelle[54]
Engadget 1/5 stelle[55]
PC Gamer 48/100[56]

Aliens: Colonial Marines ha ricevuto un'accoglienza quasi totalmente negativa da parte della stampa specializzata e del fandom. Sugli aggregatori di recensioni, Metacritic e GameRankings, il gioco possiede un punteggio rispettivamente di 45/100[8] e 37%;[9] essendo ritenuto perciò tra i peggiori titoli dedicati ad Alien e, più generalmente, della storia dei videogiochi.[10][11][12][13][14][15][16]

La maggior parte delle critiche riguardano: una trama non incisiva ed una mancanza generale di atmosfera, l'elevato numero di bugs e una pessima intelligenza artificiale dei PNG, una grafica datata e una modalità di gioco non completamente ben equilibrata. IGN ha bocciato il gioco facendo leva proprio su questi suoi difetti, criticando anche la componente multigiocatore, e definendo Colonial Marines: «Un gioco senza ispirazione e senza rifiniture, e non un degno sequel di Aliens - Scontro finale».[52] Severo è stato anche il giudizio di Game Informer che, oltre a ribadire i già citati difetti, ha ammesso: «Rimuovendo il nome "Alien" dal titolo, quello che rimane è solo un sparatutto senza motivo di esistere».[53]

GameSpot ha definito interessante la modalità multigiocatore ma, come le altre pubblicazioni, ha ribadito i gravi problemi, tecnici o meno, che il gioco possiede; «Ecco il problema più grosso di Colonial Marines: i nemici arrivano e il giocatore li abbatte facilmente. Ancora e ancora» ha spiegato nella recensione.[51] Edge ha concesso quasi una sufficienza al gioco, ma lo ha comunque definito «rigido, vuoto e datato».[50]

PC Gamer ha descritto il gioco come «profondamente deludente» ed ammesso che: «Ci sono migliori sparatutto e migliori giochi di Alien in circolazione».[56] Engadget ha affibbiato al titolo un parere totalmente negativo, dichiarando che: «Colonial Marines non è deludente a causa delle aspettative tradite, è deludente perché si è rivelato un clamoroso disastro».[55]

Tra le pubblicazioni che hanno concesso a Colonial Marines un punteggio dalla sufficienza in su vi è PlayStation Official Magazine UK, che ha ammesso: «Se Borderlands 2 è il punto più alto di Gearbox, e Duke Nukem Forever, il suo punto più basso, Colonial Marines sta nel mezzo».[49] Voto analogo è stato conferito da Eurogamer.it che ha giudicato il gioco «un'esperienza discretamente divertente, per quanto difettoso e limitato nella realizzazione tecnica».[48] Multiplayer.it è stata molto più clemente nei confronti del titolo; «Il gioco ha del potenziale e non è "scriptato" come alcuni recenti FPS, ma allo stesso tempo soffre per via di mancanze tutt'altro che marginali» recita la recensione.[1]

L'unico parere estremamente positivo nei confronti del gioco è stato quello di Electronic Gaming Monthly – il più alto in assoluto – che ha definito Colonial Marines: «Più di un semplice atto d'amore nei confronti della serie cinematografica [...] Una delle migliori esperienze ludiche in cooperativa e basate su una trama».[47]

La diatriba tra Jim Sterling e Randy Pitchford[modifica | modifica wikitesto]

Emblematica è stata la recensione di Jim Sterling, su Destructoid, con il punteggio più basso affibiato al gioco da una pubblicazione autorevole.[54] Sterling si è dedicato personalmente all'indagine e alla divulgazione riguardo svariati retroscena e riflessioni che avrebbero preso nel mirino Gearbox Software ed il suo presidente ed amministratore delegato Randy Pitchford. Le critiche di Sterling si rivolsero in particolare su argomenti quali: le problematiche di sviluppo e la gestione del denaro per il progetto, l'incapacità da parte di Pitchford di accettare le critiche al gioco e l'abbassamento di qualità del prodotto finito rispetto agli svariati trailer rilasciati prima del lancio. Sterling, seguito poi da altre pubblicazioni, sollevò dubbi riguardo la paternità di Gearbox del progetto, affermando che secondo alcune fonti il gioco avrebbe subito anche un importante contributo da TimeGate Studios e Demiurge Studios – un impiegato della stessa TimeGate, in forma anonima, avrebbe poi lamentato la pessima gestione dei lavori da parte di Gearbox.[57]

Moltre critiche arrivarono nei confronti di Gearbox, accusata di non aver garantito la qualità finale del gioco che aveva tanto decantato con numerosi trailer ed immagini e che mostravano chiaramente una computer grafica più avanzata e un maggiore livello di dettaglio generale, pregi questi poi venuti a mancare.[58] Lo stesso Sterling portò alla luce ulteriori dichiarazioni che mostravano di come lo sviluppo del gioco fosse stato rimandato e messo da parte in favore di Borderlands e Borderlands 2, che ricevettero la maggior parte del sostentamento economico e delle rifiniture.[57] Gearbox avrebbe emarginato e rimandato lo sviluppo di Colonial Marines così a lungo, che SEGA sarebbe stata sul punto di un provvedimento legale, portando così la software house a terminare i lavori sul gioco nelle sue precarie ed insoddisfacenti condizioni.[57]

Inoltre Sterling fece notare di come, stranamente, alcuni account Twitter – creati praticamente al lancio di Colonial Marines – rivolgevano elogi e complimenti al videogioco, venendo messi in risalto da Pitchford; successivamente quest'ultimo venne accusato da Sterling di non essere in grado di accettare critiche e di discriminare chiunque non avesse gradito il gioco.[59] Pitchford negò tutte le accuse e le voci riguardo queste controversie[60][61] e finì per prendere in antipatia Sterling, accusandolo di rivolgere accuse infamanti, e bloccandolo dal suo account Twitter.[62]

Vendite[modifica | modifica wikitesto]

Colonial Matines ha debuttato alla prima posizione nelle vendite nel Regno Unito, su ogni piattaforma, nonostante l'accoglienza negativa.[63] Secondo alcune analisi è stato il più grande lancio del 2013 nel Regno Unito, davanti a Dead Space 3.[64][65] Negli Stati Uniti d'America, il gioco ha debuttato alla posizione numero sei nella classifica delle vendite.[66]

Al 31 marzo 2013, come confermato da SEGA, Aliens: Colonial Marines ha venduto un totale di 1.31 milioni di copie tra Stati Uniti ed Europa.[67]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Nessuno può sentirti urlare, su Multiplayer.it, 2013. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  2. ^ a b (EN) Gamescom 2011: Unreal Aliens Colonial Marines Images Released, su GeForce, 17 agosto 2011. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  3. ^ a b (EN) Aliens: Colonial Marines, su GeForce. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  4. ^ (EN) Aliens: Colonial Marines, su Entertainment Software Rating Board. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  5. ^ (EN) Aliens: Colonial Marines, su Pan European Game Information. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  6. ^ a b Gearbox, p. 3
  7. ^ Aliens: Infestation, su Metacritic. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  8. ^ a b c (EN) Aliens: Colonial Marines, su Metacritic. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  9. ^ a b c (EN) Aliens: Colonial Marines, su GameRankings. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  10. ^ a b (EN) Alien Games at Their Best and Worst, su escapistmagazine.com, 7 gennaio 2014. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  11. ^ a b (EN) The 30 worst video games of all time – part one, su The Guardian, 15 ottobre 2015. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  12. ^ a b (EN) The Worst Games Ever Made, su Red Bull, 14 settembre 2016. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  13. ^ a b (EN) Alien: Colonial Marines - The 50 Worst Games of All Time, su Rolling Stone, 31 maggio 2017. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  14. ^ a b (EN) Worst Games Of The Generation, su nowgamer.com, 23 dicembre 2013. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  15. ^ a b (EN) Aliens: CM One of the Worst Games of All Time?, su Tom's Hardware, 14 febbraio 2013. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  16. ^ a b (EN) From Dream To Disaster: The Story Of Aliens: Colonial Marines, su Kotaku, 25 febbraio 2013. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  17. ^ a b Gearbox, p. 4
  18. ^ a b c d Gearbox, p. 5
  19. ^ a b (EN) Game Informer March Cover Revealed, su Game Informer, 13 febbraio 2008. URL consultato il 16 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 15 febbraio 2008).
  20. ^ (EN) Game Informer, nº 79, marzo 2008, p. 55.
  21. ^ (EN) SEGA Hunts Down Alien, su IGN, 11 dicembre 2006. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  22. ^ a b (EN) Game Informer, nº 79, marzo 2008, p. 47.
  23. ^ (EN) Who Made Aliens? Here’s What We (Sorta) Know, su Rock, Paper, Shotgun, 13 febbraio 2013. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  24. ^ (EN) Xbox Magazine Ufficiale, nº 86, agosto 2008, p. 32.
  25. ^ (EN) Sources: Gearbox Shelves Aliens Title Amid Layoffs, su shacknews.com, 21 novembre 2008. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  26. ^ (EN) Aliens Fight Predators Again In 2010, su Kotaku, 11 febbraio 2009. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  27. ^ (EN) A Brief, Surprise Glimpse At Aliens Colonial Marines, su Kotaku, 5 settembre 2008. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  28. ^ (EN) Aliens: Colonial Marines shipping Spring 2012 and will be at E3 + Teaser Trailer, su Gearbox Software, 1° giugno 2011. URL consultato il 16 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 5 giugno 2011).
  29. ^ Filmato audio(EN) Gearbox Software, Aliens Colonial Marines: Teaser Trailer, su YouTube, IGN, 1° giugno 2011. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  30. ^ (EN) Sega Explains Aliens: Colonial Marines Delay, New Trailer Coming Tomorrow, su cinemablend.com, 2012. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  31. ^ (EN) Aliens: Colonial Marines dated for February 12, 2013, su vg247.com, 21 maggio 2012. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  32. ^ (EN) Aliens: Colonial Marines – original cast members confirmed, release delay explained, su PlayStation Official Magazine, 10 febbraio 2012. URL consultato il 16 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 14 aprile 2012).
  33. ^ (EN) Aliens: Colonial Marines story trailer analysed, su PC Gamer, 2 gennaio 2013. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  34. ^ (EN) Aliens: Colonial Marines Cancelled on Wii U, su nintendolife.com, 5 aprile 2013. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  35. ^ (EN) The Sound of 'Aliens: Colonial Marines,' an Interview with Composer Kevin Riepl, su Forbes, 15 gennaio 2013. URL consultato il 16 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 19 gennaio 2013).
  36. ^ (EN) Exclusive Interview: Composer Kevin Riepl Discusses Aliens Colonial Marines and Resistance: Burning Skies, su dreadcentral.com, 9 maggio 2012. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  37. ^ (EN) Scored At Ocean Way: Aliens: Colonial Marines, su Ocean Way Recording, 22 ottobre 2012. URL consultato il 16 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 9 novembre 2012).
  38. ^ Aliens: Colonial Marines Limited Edition Pack, su Steam, 28 maggio 2013. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  39. ^ Aliens Colonial Marines - Collector's Edition, su GameStop. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  40. ^ Aliens: Colonial Marines - disponibile il DLC Bug Hunt, su Multiplayer.it, 2013. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  41. ^ (EN) Aliens: Aliens: Colonial Marines Reconnaissance Pack DLC Released in Europe, New Hot Fix Available, su mp1st.com, 2 maggio 2013. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  42. ^ Aliens: Colonial Marines - Movie Map Pack, su Steam, 11 giugno 2013. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  43. ^ Aliens: Colonial Marines, Stasi Interrotta ora su Xbox Live, su Eurogamer, 23 maggio 2013. URL consultato il 16 gennaio 2018.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]