Alessandro Bilotta

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Alessandro Bilotta (Roma, 17 agosto 1977[1]) è uno scrittore, sceneggiatore e fumettista italiano. Tra i suoi lavori, la graphic novel La Dottrina[2], la serie a fumetti Valter Buio e alcune storie della serie Dylan Dog, per la quale ha creato la saga Il Pianeta dei Morti. È inoltre ideatore e autore della serie Mercurio Loi. Ha vinto diversi premi come il Gran Guinigi, il Micheluzzi e il Premio Repubblica XL. Nel 2019, in occasione dei vent'anni di carriera, è stato insignito del Romics d'Oro.[3]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Bilotta è nato e cresciuto nel quartiere romano di Piazza Bologna, dove tuttora vive. Il padre medico e la madre impiegata hanno sostenuto la sua passione per il fumetto fin dalla tenera età, quando già cercava di scrivere e disegnare romanzi e fumetti. Suo nonno, insegnante e poeta, ha avuto un enorme influsso su di lui. I racconti del nonno, le sue storie di guerra e di vita sono stati determinanti per la sua formazione.[4]

Oltre la lettura dei fumetti di supereroi, su di lui ha avuto grande influenza la serie tv di Batman e Robin, così come i cartoni animati giapponesi degli anni Ottanta. Quando nel 1989 vide il Batman di Tim Burton pensò che qualcuno avesse dato vita in carne e ossa a quel personaggio che aveva sempre visto relegato nel mondo della fantasia. Quel film, insieme al Dylan Dog di Tiziano Sclavi, lo fecero appassionare all'idea di realizzare fumetti.[4]

I suoi libri preferiti dell'infanzia erano L'isola del tesoro di Stevenson e i racconti per bambini di Lev Tolstoj, che Bilotta considera il suo primo libro di lettura.[4]

Più tardi, alle scuole superiori, la scoperta dei classici greci e dell'Iliade e dell'Odissea sono stati la sua esperienza più importante come lettore. Bilotta ha studiato in diverse scuola del suo quartiere, alternando scuole pubbliche a scuole cattoliche, che sono all'origine del suo agnosticismo, sempre presente in alcuni suoi lavori, in particolare nel Dono Nero, in cui sono presenti il suo liceo San Giovanni Evangelista e la sua parrocchia dell'infanzia Santa Francesca Cabrini.[4]

Primi lavori e influenze letterarie[modifica | modifica wikitesto]

Da adolescente, Bilotta ha letto le opere degli autori che hanno avuto maggiore influenza su di lui: Edgar Allan Poe, Richard Yates, Franz Kafka, Louis-Ferdinand Céline, Ernest Hemingway, Mario Vargas Llosa, Enrique Vila-Matas, Italo Calvino, Goffredo Parise, Floyd Gottfredson, Alan Moore, Will Eisner, Hugo Pratt, Tiziano Sclavi e Giancarlo Berardi. A diciassette anni ha frequentato la Scuola Romana dei Fumetti, dove è entrato in contatto con il suo autore di fumetti preferito di allora, Giuseppe Ferrandino, che lo ha influenzato con l'idea di revisionismo che a Ferrandino venne e a sua volta ispirata da Watchmen di Alan Moore e a cui lavorò sul mensile Nero della Granata Press. Nella Scuola Romana Bilotta conobbe anche Stefano Santarelli con cui nel 1997 cominciò a lavorare ad alcune idee per Martin Mystère.[4]

Fumetti[modifica | modifica wikitesto]

Bilotta ha cominciato a scrivere fumetti lavorando al soggetto di una storia lunga di Martin Mystère, insieme a Michelangelo La Neve e Stefano Santarelli. La storia uscì diversi anni dopo con il titolo Gli uomini del blues sui numeri 261 e 262. Nel 1999 ha fatto parte del gruppo di cinque autori romani che hanno fondato la casa editrice Montego. Insieme a lui Emiliano Mammucari, Marco Marini, Franco Urru e Mauro Uzzeo. Per i disegni di Emiliano Mammucari pubblica per la Montego due opere: la graphic novel Povero Pinocchio - storia di un bambino di legno, rivisitazione del romanzo di Collodi, e Il Dono Nero, una miniserie di tre numeri su un vampiro romano contemporaneo, che vede Andrea Borgioli ai disegni del terzo numero. Per la Montego Bilotta curò anche la riedizione dell'Altai & Jonson di Sclavi e Cavazzano e creò Le strabilianti vicende di Giulio Maraviglia – inventore, per i disegni di Carmine Di Giandomenico, disegnatore con cui nacque un prolifico sodalizio durato molti anni. Grazie a Giulio Maraviglia, Bilotta cominciò a ricevere i primi importanti riconoscimenti: nel 2001 vinse due categorie del Premio Fumo di China, "miglior nuovo autore di fumetto realistico" e "miglior personaggio".[1]

Già dai primi lavori, Bilotta sviluppò il suo tratto distintivo, quello di ambientare in Italia le proprie storie.[5]

Ancora insieme a Carmine Di Giandomenico, nel 2001 comincia a lavorare a La Dottrina, graphic novel ambizioso e futurista che viene pubblicato in quattro volumi da Magic Press nel corso di otto anni. L'opera vince nel 2006 il Premio Micheluzzi come "miglior sceneggiatura per una serie realistica".

In seguito Bilotta e Di Giandomenico collaborano per il mercato francese realizzando la graphic novel Romano per Glénat/Vents d'Ouest e la serie La Lande des Aviateurs per Les Humanoïdes Associés di cui venne realizzato solo il primo numero. Bilotta in Francia ha lavorato anche con Delcourt, creando Daisuke et le Géant, per i disegni di Alberto Pagliaro.

Bilotta ha esordito su Dylan Dog con l'episodio Cuore di zombi, disegnato da Daniele Bigliardo e pubblicato nel 2007 sul Gigante numero 16. L'anno successivo, per il secondo Color Fest scrive la storia Il Pianeta dei Morti, che dà origine alla serie omonima, incentrata su un Dylan Dog più vecchio di quindici anni rispetto al personaggio classico, che vive in una Londra di qualche anno nel futuro. In questo mondo colpito da un’epidemia di morti che ritornano in vita, chiamati Ritornanti, Dylan Dog è un personaggio oscuro e crepuscolare che vive in preda ai sensi di colpa per non aver trovato il coraggio di sparare al suo eterno amico Groucho, portatore del virus che ha contagiato il mondo. A partire dal 2015 la serie è pubblicata ogni anno sullo Speciale.[6]

Per la Star Comics ha ideato, scritto e curato la serie Valter Buio, lo psicanalista dei fantasmi che aiuta i morti che vagano nel limbo dei rimorsi e dei traumi a raggiungere la pace eterna con sedute di psicoterapia, perché ha il dono di vedere le anime in pena.[7] La serie nel 2010 ha vinto il Premio Romics/Repubblica XL come "Personaggio italiano dell'anno".[1]

Dal gennaio 2011 al gennaio 2015 ha ideato e scritto per Il Giornalino la serie Corsari di classe Y, per i disegni di Oskar. Sono le avventure per ragazzi di Kindred e Camox, corsari dello spazio, in forza alla base satellitare dalla singolare forma di teschio, un’azienda che organizza arrembaggi contro le navi che circolano da quelle parti.[8]

Dopo l'esperienza di Valter Buio, Bilotta comincia a collaborare con regolarità con Bonelli scrivendo l’albo di Dampyr 172, La papessa di Roma e in particolare con Dylan Dog e la neonata collana Le Storie, scrivendo, tra gli altri, Il lato oscuro della luna e Nobody, che nel 2014 gli porta un altro Premio Attilio Micheluzzi e un premio ANAFI, entrambi come “miglior sceneggiatore”.

Sull’albo 28 delle Storie, Bilotta crea il personaggio di Mercurio Loi che due anni dopo, nel maggio 2017, fa il suo esordio in edicola[9] come serie di sedici episodi.[10] Mercurio Loi è un gentiluomo brillante e ironico, un dandy che percorre senza meta precisa le vie della città eterna come un flâneur ante litteram che, con la sua irrefrenabile curiosità, finisce costantemente per essere coinvolto in vicende misteriose, macchinazioni diaboliche, società segrete.[11] La serie, in una sola stagione, si è aggiudicata tutti i premi del settore: U Giancu, Micheluzzi, ANAFI, Boscarato, Gran Guinigi e Romics d’Oro. Un caso unico nella storia del fumetto italiano.[4][12]

Nell'aprile del 2019, Bilotta ha ricevuto il Romics d'Oro in occasione dei vent'anni di carriera.

Cartoni animati[modifica | modifica wikitesto]

È stato sceneggiatore e story editor dei lungometraggi animati dei personaggi del franchise Winx Club: Il segreto del regno perduto e Winx Club 3D: Magica avventura, oltre che della quarta stagione delle Winx e di PopPixie[13].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Editori francesi[modifica | modifica wikitesto]

Il Giornalino[modifica | modifica wikitesto]

Corsari di classe Y

  • Alessandro Bilotta (testi), Oskar (disegni); #1 "Cento di questi giorni", in Il Giornalino n. 5, Edizioni San Paolo, 30 gennaio 2011.
  • Alessandro Bilotta (testi), Oskar (disegni); #2 "La principessa dello spazio", in Il Giornalino n. 6, Edizioni San Paolo, 6 febbraio 2011.
  • Alessandro Bilotta (testi), Oskar (disegni); #3 "Quoziente d’intelligenza", in Il Giornalino n. 7, Edizioni San Paolo, 13 febbraio 2011.
  • Alessandro Bilotta (testi), Oskar (disegni); #4 "Pianeta vacanze", in Il Giornalino n. 8, Edizioni San Paolo, 20 febbraio 2011.
  • Alessandro Bilotta (testi), Oskar (disegni); #5 "La sposa furiosa", in Il Giornalino n. 9, Edizioni San Paolo, 27 febbraio 2011.
  • Alessandro Bilotta (testi), Oskar (disegni); #6 "Il Dottor Batticuore", in Il Giornalino n. 17, Edizioni San Paolo, 24 aprile 2011.
  • Alessandro Bilotta (testi), Oskar (disegni); #7 "Il Nuovo Egitto", in Il Giornalino n. 43, Edizioni San Paolo, 23 ottobre 2011.
  • Alessandro Bilotta (testi), Oskar (disegni); #8 "Corsari di classe Z", in Il Giornalino n. 45, Edizioni San Paolo, 6 novembre 2011.
  • Alessandro Bilotta (testi), Oskar (disegni); #9 "La peste a bordo", in Il Giornalino n. 12, Edizioni San Paolo, 18 marzo 2012.
  • Alessandro Bilotta (testi), Oskar (disegni); #10 "La cara vecchia classe Y", in Il Giornalino n. 15, Edizioni San Paolo, 8 aprile 2012.
  • Alessandro Bilotta (testi), Oskar (disegni); #11 "Il giro del cosmo in otto pagine", in Il Giornalino n. 30, Edizioni San Paolo, 22 luglio 2012.
  • Alessandro Bilotta (testi), Oskar (disegni); #12 "Un faticoso San Valentino", in Il Giornalino n. 31, Edizioni San Paolo, 29 luglio 2012.
  • Alessandro Bilotta (testi), Oskar (disegni); #13 "Una lunga giornata", in Il Giornalino n. 32, Edizioni San Paolo, 5 agosto 2012.
  • Alessandro Bilotta (testi), Oskar (disegni); #14 "Rosetta", in Il Giornalino n. 29, Edizioni San Paolo, 21 luglio 2013.
  • Alessandro Bilotta (testi), Oskar (disegni); #15 "Il disco del silenzio", in Il Giornalino n. 31, Edizioni San Paolo, 4 agosto 2013.
  • Alessandro Bilotta (testi), Oskar (disegni); #16 "Portafortuna", in Il Giornalino n. 49, Edizioni San Paolo, 15 dicembre 2013.
  • Alessandro Bilotta (testi), Oskar (disegni); #17 "Sogno o reality?", in Il Giornalino n. 32, Edizioni San Paolo, 10 agosto 2014.
  • Alessandro Bilotta (testi), Oskar (disegni); #18 "Piccoli corsari", in Il Giornalino n. 3, Edizioni San Paolo, 18 gennaio 2015.

Sergio Bonelli Editore[modifica | modifica wikitesto]

Dampyr

Dylan Dog

Le storie

Martin Mystère

Star Comics[modifica | modifica wikitesto]

Valter Buio

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f sergiobonelli.it, Alessandro Bilotta - Sergio Bonelli Editore, in Sergio Bonelli Editore, 9 maggio 2013. URL consultato il 14 aprile 2019 (archiviato dall'url originale il 21 aprile 2019).
  2. ^ Daniele D’Aquino, La Dottrina, in Amazing Comics, 2 dicembre 2002. URL consultato il 7 ottobre 2016.
  3. ^ Alessandro Bilotta Romics d'Oro, su romics.it. URL consultato il 14 aprile 2019.
  4. ^ a b c d e f Gianluca Vicinanza, Alessandro Bilotta. La mia vita e la mia carriera ruotano attorno a Roma, in Roma da Leggere, 12 aprile 2019. URL consultato il 14 aprile 2019.
  5. ^ Sebastiano Contrari, AAA Supereroi italici cercansi, in Limes 10/18, 13 novembre 2018. URL consultato il 14 aprile 2019.
  6. ^ Andrea Antonazzo, Ritorno al Pianeta dei Morti, in Fumettologica, 17 settembre 2015. URL consultato il 14 aprile 2019.
  7. ^ Bruno Ventavoli, Alessandro Bilotta. Che noia la vita social meglio giocare con la paura, in La Stampa, 15 aprile 2017. URL consultato il 14 aprile 2019 (archiviato dall'url originale l'8 febbraio 2019).
  8. ^ Il Giornalino. Ecco Corsari di classe Y di Bilotta e Oskar, su comicsblog.it. URL consultato il 14 aprile 2019.
  9. ^ Una nuova serie Bonelli scritta da Alessandro Bilotta, in Fumettologica, 4 giugno 2016. URL consultato il 4 giugno 2016.
  10. ^ Tutte le cose hanno una fine, su sergiobonelli.it. URL consultato il 25 gennaio 2019.
  11. ^ Mercurio Loi a passeggio per Roma, su lospaziobianco.it. URL consultato il 14 aprile 2019.
  12. ^ Stefano Priarone, Chiude Mercurio Loi, il più innovativo fumetto Bonelli, in Il Foglio, 10 febbraio 2019. URL consultato il 14 aprile 2019.
  13. ^ Alessandro Bilotta - IMDb, imdb.com. URL consultato il 7 ottobre 2016.
  14. ^ Treviso Comic Book Festiva - i vincitori del Premio Carlo Boscarato, comicsblog.it. URL consultato il 7 ottobre 2016.
  15. ^ Gran Premio Autori ed Editori Fullcomics 2011:iI vincitori, fumettodautore.com. URL consultato il 7 ottobre 2016.
  16. ^ Albo d'Oro dei Premi ANAFI (1992-2017) (PDF)[collegamento interrotto], amicidelfumetto.it. URL consultato il 28 maggio 2018.
  17. ^ Rapalloonia 2017: i vincitori dei premi U Giancu e il nostro reportage, badcomics.it. URL consultato il 2 ottobre 2017.
  18. ^ a b Vincitori Premi Micheluzzi 2018, comicon.it. URL consultato il 28 maggio 2018.
  19. ^ Gli autori e i fumetti vincitori dei premi ANAFI 2018, Fumettologica. URL consultato il 28 maggio 2018.
  20. ^ I vincitori "Carlo Boscarato" 2018, trevisocomicbookfestival.it. URL consultato il 17 novembre 2018.
  21. ^ Premio Gran Guinigi 2018 - i vincitori, luccacomicsandgames.com. URL consultato il 17 novembre 2018.
  22. ^ Alessandro Bilotta il Romics d'Oro italiano, su adnkronos.com. URL consultato il 14 aprile 2019 (archiviato dall'url originale il 7 aprile 2019).
  23. ^ I vincitori dei Premi di Comicon 2019, Fumettologica. URL consultato il 12 giugno 2019.
  24. ^ BGeek: Decaro consegna i premi Barone di Munchausen a McKean, Rak e Bilotta, BariLive.it. URL consultato il 12 giugno 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN49517052 · ISNI (EN0000 0000 0210 2327 · GND (DE104262187X · BNF (FRcb150871443 (data) · WorldCat Identities (EN49517052