Vladimir Kirillovič Romanov

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Vladimir Kirillovič
Capo del Casato dei Romanov
In carica 12 ottobre 1938 – 21 aprile 1992
Predecessore Granduca Kirill Vladimirovič
Successore disputato
Principe Nicola Romanovič
Granduchessa Marija Vladimirovna
Nascita Porvoo, Finlandia, 30 agosto [O.S. 17 agosto] 1917
Morte Miami, Florida, Stati Uniti, 21 aprile 1992
Luogo di sepoltura Cripta Granducale, Fortezza di Pietro e Paolo, San Pietroburgo
Padre Kirill Vladimirovič, Granduca di Russia
Madre Principessa Vittoria Melita di Sassonia-Coburgo e Gotha
Consorte Principessa Leonida Bagration di Mukhrani
Figli Marija Vladimirovna, Granduchessa di Russia

Granduca Vladimir Kirillovič Romanov (in russo: Влад́имир Кир́иллович Ром́анов?; Porvoo, 17 agosto 1917Miami, 21 aprile 1992) fu pretendente al trono imperiale russo e Capo della Famiglia Romanov dal 1938 fino alla morte.

Infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque come principe Vladimir Kirillovič di Russia a Porvoo, nel Granducato di Finlandia, unico figlio maschio del granduca Kirill Vladimirovič Romanov e della granduchessa Viktoria Feodorovna (nata principessa Vittoria Melita di Sassonia-Coburgo-Gotha): i suoi nonni paterni erano il granduca Vladimir Aleksandrovič Romanov e la granduchessa Maria Pavlovna (nata Maria di Meclemburgo-Schwerin), quelli materni Alfredo di Sassonia-Coburgo-Gotha e la granduchessa Marija Aleksandrovna Romanova.

La famiglia di Vladimir fuggì in Finlandia[1] dopo la Rivoluzione russa del 1917 e da qui, nel 1920, si trasferì a Coburgo, in Germania. L'8 agosto 1922 il padre di Vladimir si proclamò Protettore del Trono e due anni dopo, il 31 agosto 1924, assunse il titolo di Imperatore ed Autocrate di tutte le Russie[2]: in seguito all'assunzione paterna del titolo imperiale Vladimir fu proclamato zarevic e granduca con il trattamento di Altezza Imperiale. Nel 1930 la famiglia lasciò la Germania per Saint-Briac, Francia, dove il padre installò la propria corte[3]. Negli anni trenta Vladimir visse per un periodo in Inghilterra studiando all'Università di Londra e lavorando nell'azienda agricola industriale Blackstone in Lincolnshire[3].

Erede nella Seconda Guerra Mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 ottobre 1938, morto suo padre, Vladimir assunse la guida della Famiglia Imperiale[2]: nel 1938 ci furono voci sulla possibilità di una sua reggenza in Ucraina[4], ma egli respinse l'idea dicendo che non avrebbe contribuito a dissolvere la Russia. Durante la Seconda Guerra Mondiale Vladimir visse a Saint-Briac-sur-Mer in Bretagna, da cui nel 1942 con il suo entourage venne portato in un campo di concentramento a Compiegne per essersi rifiutato di pubblicare un manifesto che invitava i rifugiati politici russi a sostenere la Germania nazista nella guerra contro l'Unione Sovietica[4]. Nel 1944 l'esercito tedesco spostò lui e la sua famiglia verso l'interno del paese per il timore di un'invasione dal mare: i tedeschi stavano portandoli a Parigi quando giunse un ordine per portarli a Wittel, ma anche questa risultò non sicura e quindi vennero trasferiti in Germania.

Vladimir visse in un castello che apparteneva al marito di sua sorella maggiore Maria Kirillovna ad Amorbach, in Baviera, fino al 1945. Dopo la sconfitta tedesca, temendo che continuando a vivere in Germania i sovietici l'avrebbero catturato, fuggì in Austria e giunse al confine con il Liechtenstein, ma né questi né la Svizzera gli concessero un visto per uscire dal paese, cosicché tornò in Austria, vivendo nella zona di occupazione americana. Sua zia materna l'Infanta Beatrice di Borbone-Orléans gli fece ottenere un visto spagnolo, permettendogli di trasferirsi in Spagna, a San Lucar.

Dopoguerra e matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la guerra passò gran parte della sua vita a Madrid, tornando comunque con frequenza nella proprietà in Bretagna e a Parigi. A Losanna, il 13 agosto 1948 sposò la principessa Leonida Bagration-Mukhrani: la legge di Famiglia dei Romanov sancisce che solo i figli di un matrimonio tra pari -cioè fra un Romanov ed una principessa di sangue reale, non solo nobile- possono essere inclusi nella linea di successione imperiale, mentre i frutti di un matrimonio morganatico ne sono esclusi. Benché la dinastia cui apparteneva Leonida, i Bagration, aveva regnato sulla Georgia fin dal Medioevo, il ramo collaterale cui apparteneva la donna non era più stato sul trono dal 1505 ed era stato considerato semplice nobiltà russa fin da allora[5].

Si sviluppò così una certa polemica se il matrimonio avvenuto fosse o meno morganatico e quindi se le pretese al trono imperiale potessero passare alla figlia Marija o andare ad un altro ramo della famiglia dopo la morte di Vladimir: naturalmente questi e la figlia sostennero che le nozze erano tra uguali. I capi degli altri rami della famiglia imperiale, i principi Vsevolod Ivanovič (Konstantinovič), Roman Petrovič (Nikolaevič) e Andrej Aleksandrovič (Mihailovič)[6] gli scrissero dicendogli che ritenevano quel proclama illegale[7] e che egli si era sposato morganaticamente e che quindi sua moglie non era di lignaggio maggiore di alcuna delle altre mogli dei principi Romanov[8].

Infatti il 23 dicembre 1969 Vladimir divulgò un decreto, molto discusso, con cui stabiliva che in caso di sua morte dopo tutti gli altri membri indiscutibilmente legittiimi dei Romanov, veniva considerata come unico altro membro sicuramente dinastico la figlia Marija Vladimirovna Romanova (in quanto figlia di matrimonio non morganatico), e ciò ne avrebbe fatto la futura "Protettore del Trono Imperiale"[9]. Ciò parve un tentativo di Vladimir per fare in modo che la successione rimanesse nel suo ramo della famiglia[10]. Vladimir poté tornare in Russia nel novembre 1991, caduto il comunismo, quando venne invitato a visitare San Pietroburgo dal sindaco Anatolij Sobčak[4].

Morte e disputa sulla successione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Linea di successione al trono di Russia.

Il granduca Vladimir morì di un apparente attacco di cuore mentre parlava ad una riunione dei banchieri ed investitori di lingua spagnola a Miami, in Florida il 21 aprile 1992. Il suo corpo venne portato in Russia e sepolto con tutti gli onori di un membro della famiglia imperiale (per la prima volta dalla Rivoluzione d'ottobre) nella Fortezza dei santi Pietro e Paolo a San Pietroburgo. Tuttavia la stampa fu attenta a dichiarare che gli onori funebri furono "considerati dalle autorità civili russe un obbligo verso la famiglia di Romanov piuttosto che un punto in favore del ripristino della monarchia." Secondo un portavoce di governo, fu un segno di "pulizia della nostra coscienza". Poiché non era un nipote di un imperatore il titolo assegnatogli dal padre di granduca di Russia creò problemi su cosa scrivere sulla lapide[11].

Dopo la sua morte, la figlia Marija assunse la guida della famiglia imperiale di Russia secondo l'interpretazione paterna della Legge di Famiglia dei Romanov. Ciò venne contestato da Nicola Romanovič Romanov, principe di Russia, che pretese per sé la guida della famiglia imperiale alla morte del granduca Vladimir[12][13]. Egli sostiene infatti di essere il più prossimo e legittimo congiunto maschio di Vladimir poiché sostiene che mentre i granduchi di Russia devono sposare donne di sangue reale perché il matrimonio sia tra pari, ai principi della Russia basta sposare donne di condizione nobile perché i loro figli siano considerati frutto di nozze dinastiche: in questo è supportato ed appoggiato dalla Associazione della Famiglia Romanov, fondata dai capi degli altri rami della famiglia imperiale, i Konstantinovič, i Nikolaevič e i Michailovič[14].

Secondo il noto studioso Guy Stair Sainty "la posizione della granduchessa Marija Vladimirovna come capo della Casa Imperiale è riconosciuta dalla maggior parte delle organizzazioni russe monarchice serie e dalla maggior parte di quei capi di case reali che continuano a mantenere rapporti con la Casa Imperiale[15]"

Vladimir era anche duca titolare di Holstein-Gottorp, titolo di ogni zar dal 1773: poiché quel ducato non accetterebbe discendenza in linea femminile, Marija ne sarebbe esclusa, a favore del cugino principe Dimitri Romanovsky-Ilyinsky (cittadino americano che preferirebbe usare il nome di Paul Ilyinski)[16][17]. Il granduca Vladimir sembra comunque essere stato l'ultimo ad avere impiegato tale titolo.

Titoli[modifica | modifica wikitesto]

  • Sua Altezza il principe Vladimir Kirillovič di Russia (17 agosto 1917 – 30 agosto)
  • Sua Altezza Imperiale lo zarevic Vladimir Kirillovič di Russia (30 agosto 1924 – 12 ottobre 1938)
  • Sua Altezza Imperiale il granduca Valdimir Kirillovič di Russia (12 ottobre 1938 – 21 aprile 1992)

Inoltre era "Protettore della Union des Descendants des Commandeurs Hereditaires et Chevaliers du Grand Prieure Russe de l'Ordre de St. Jean de Jerusalem.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata
— 1976
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 1976
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia
— 1976
Gran Collare dell'Ordine dell'Aquila di Georgia e della Tunica Senza Cuciture di Nostro Signore Gesù Cristo (Casa Bagrationi - Georgia) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Collare dell'Ordine dell'Aquila di Georgia e della Tunica Senza Cuciture di Nostro Signore Gesù Cristo (Casa Bagrationi - Georgia)
— [18]

Albero genealogico[modifica | modifica wikitesto]

Vladimir Kirillovič Romanov Padre:
Kirill Vladimirovič Romanov
Nonno paterno:
Vladimir Aleksandrovič Romanov
Bisnonno paterno:
Alessandro II di Russia
Trisnonno paterno:
Nicola I di Russia
Trisnonna paterna:
Carlotta di Prussia
Bisnonna paterna:
Maria d'Assia-Darmstadt
Trisnonno paterno:
Luigi II d'Assia
Trisnonna paterna:
Guglielmina di Baden
Nonna paterna:
Maria di Meclemburgo-Schwerin
Bisnonno paterno:
Federico Francesco II di Meclemburgo-Schwerin
Trisnonno paterno:
Paolo Federico di Meclemburgo-Schwerin
Trisnonna paterna:
Alessandrina di Prussia
Bisnonna paterna:
Augusta di Reuss-Köstritz
Trisnonno paterno:
Principe Enrico LXIII di Reuss-Köstritz
Trisnonna paterna:
Contessa Eleonora di Stolberg-Wernigerode
Madre:
Vittoria Melita di Sassonia-Coburgo-Gotha
Nonno materno:
Alfredo di Sassonia-Coburgo-Gotha
Bisnonno materno:
Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha
Trisnonno materno:
Ernesto I di Sassonia-Coburgo-Gotha
Trisnonna materna:
Luisa di Sassonia-Gotha-Altenburg
Bisnonna materna:
Vittoria del Regno Unito
Trisnonno materno:
Edoardo Augusto di Hannover
Trisnonna materna:
Vittoria di Sassonia-Coburgo-Saalfeld
Nonna materna:
Marija Aleksandrovna Romanova
Bisnonno materno:
Alessandro II di Russia
Trisnonno materno:
Nicola I di Russia
Trisnonna materna:
Carlotta di Prussia
Bisnonna materna:
Maria d'Assia-Darmstadt
Trisnonno materno:
Luigi II d'Assia
Trisnonna materna:
Guglielmina di Baden

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Soviet Turmoil; Dust Off the Throne? Shine Up the Crown? A Romanov Muses, New York Times, 30 agosto 1991. URL consultato il 1º agosto 2008.
  2. ^ a b Almanach de Gotha, 182nd, Almanach de Gotha, 1998, p. 214.
  3. ^ a b Grand Duke Cyril Dies In Paris Exile, New York Times, 13 ottobre 1938, p. 23.
  4. ^ a b c Dennis Hevesi, Grand Duke Vladimir Dies at 74; Pretender to the Throne of Russia, New York Times, 22 aprile 1992. URL consultato il 1º agosto 2008.
  5. ^ Massie, p 268
  6. ^ discendenti diretti e legittimi nell'ordine del granduca Konstantin Nikolaevič Romanov (1827-1892), secondo figlio maschio di Nicola I, del granduca Nicola il Vecchio (1831-1891), terzo figlio maschio di Nicola I e del granduca Michail Nikolaevič Romanov (1832-1909), quarto figlio maschio di Nicola I
  7. ^ Massie p 269
  8. ^ Massie p 269
  9. ^ Maria I Wladimirovna, imperialhouse.ru. URL consultato l'11 agosto 2008.
  10. ^ Massie p 263
  11. ^ Serge Schmemann, With Old-World Pageantry, Russians Bury a Romanov, New York Times, 30 aprile 1992. URL consultato il 1º agosto 2008.
  12. ^ Nikolai Romanov Prince of Russia Presentation, nikolairomanov.com, 26 settembre 2002. URL consultato il 1º agosto 2008.
  13. ^ Letter: A Romanoff perspective on Russian pretenders, The Independent, 13 ottobre 1994. URL consultato il 1º agosto 2008.
  14. ^ Brien Purcell Horan, The Russian Imperial Succession, settembre 1998. URL consultato il 1º agosto 2008.
  15. ^ The Russian Succession
  16. ^ L'ultimogenito di Alessandro II era il granduca Paolo, il cui primogenito Dmitrij Pavlovič ebbe un figlio da Audrey Emery, il cittadino americano Paul Dimitrievič Romanovsky-Ilyinsky (1928-2004), padre di Dimitri Romanovsky-Ilyinsky.
  17. ^ Paul Theroff, Russia, Online Gotha. URL consultato il 1º agosto 2008.
  18. ^ Royal House of Georgia

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