UPIM

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UPIM S.p.a.
Logo
Stato Italia Italia
Tipo società per azioni
Fondazione 1928 a Milano
Sede principale Mestre
Gruppo OVS S.p.a.
Filiali 46 negozi diretti e 100 in franchising
Persone chiave Stefano Beraldo(amministratore delegato)
Settore grandi magazzini
Prodotti abbigliamento,casa,profumeria
Fatturato Green Arrow Up.svg 600 milioni di (2006)
Slogan «Vale di più (Upim)
Pop in the city (Upim Pop)»
Sito web www.upim.it

UPIM ("Unico Prezzo Italiano Milano") è una catena italiana di grandi magazzini di fascia media[1].

Per ottant'anni nell'orbita de La Rinascente, nel gennaio 2010 è diventata di proprietà del Gruppo Coin, che l'ha acquisita dal Gruppo Investitori Associati/Pirelli Real Estate/Deutsche Bank/Borletti.

Dal 01 agosto 2014, UPIM, lasciando il Gruppo Coin per passare ad OVS S.p.a., viene quotata in borsa.

Attualmente fanno capo all'insegna 46 negozi diretti e 100 in franchising.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Prodromi[modifica | modifica sorgente]

A fine 1927, fra il 28 novembre e il 3 dicembre, si apre sperimentalmente a Milano in piazzale Loreto un prototipo di magazzino a prezzo unico, dove venivano venduti vari articoli disposti su una scala di prezzi che andava da 1 a 5 lire. Il risultato fu molto soddisfacente con incassi di circa 6.000 lire giornaliere.[2]

Origini[modifica | modifica sorgente]

Dopo il breve esperimento milanese, si costituì il 9 maggio 1928 la società anonima UPI ("Unico Prezzo Italiano") che in seguito, per distinguersi da un'omonima agenzia di pubblicità preesistente, divenne UPIM (la "M" stava per Milano).[2]

Loghi storici
1928
1970-1994
1994-2005
2005-2008
2008-2010
2010-oggi

Il 21 ottobre 1928 fu aperto il primo negozio a Verona in via Pellicciai, avente una superficie di circa 250 mq e con un assortimento di oggetti d'abbigliamento e d'arredamento (dalla merceria ai giocattoli) con aggiunta di dolciumi a prezzi fra 1 e 4 lire.[2] Il grande magazzino portava nel nome una caratteristica tipica dei negozi dell'epoca: l'«unico prezzo in mostra». Per evitare, infatti, che mendicanti e ladri entrassero nei locali con la scusa di ripararsi e rubassero qualcosa, si pagava all'entrata. Tutti gli oggetti in mostra avevano uno stesso prezzo (di norma 1-2-3-4 lire), così chi voleva comprare un oggetto prendeva un biglietto da 1 lira, chi ne voleva due dava 2 lire e così via, mostrando poi i biglietti con la merce all'uscita.

La società consegue ben presto una veloce espansione; nel 1928, oltre il negozio di Verona, vengono aperti i negozi di Milano viale Vittorio Veneto e di Brescia. L'anno successivo si aprono tre negozi a Milano (via Dante, piazza Baiamonti e corso Vittorio Emanuele) e uno a Roma, Bologna, Firenze, Padova, Ferrara, Piacenza e Bari.[2]

Nel 1934 i magazzini UPIM erano 25 e durante il colonialismo furono aperte filiali UPIM anche nelle città di Asmara (Eritrea) e Tripoli (Libia). Queste unità cessarono la loro attività durante il secondo conflitto mondiale.[3]

Il recente conflitto mondiale porta alla distruzione 9 negozi, al danneggiamento di 6 che rimangono in parte attivi, alla chiusura di 4 negozi e 9 furono requisiti dalle autorità militari. Nel frattempo solo 27 negozi rimasero attivi. Dai 52 negozi del 1942 si passa ai 46 negozi del 1951.[4]

Con il boom economico post bellico si incrementano notevolmente i negozi, che arrivano a quota 69 nel 1957.[5]

Acquisto da parte del Gruppo Fiat[modifica | modifica sorgente]

Nel 1969 Upim, con il Gruppo Rinascente, viene acquisita dalla famiglia Agnelli proprietaria del Gruppo Fiat. Nel 1970 i magazzini Upim arrivarono a quota 150. Nel corso degli anni, con questa gestione, Upim vivrà una crisi di profitti continua. Strategia del gruppo era solitamente aprire nuovi negozi Upim con annesso il reparto alimentare del gruppo gestito con il marchio Sma. Nel 1975 si avvia la formula del franchising per l'affiliazione dei grandi magazzini. Negli anni la catena si afferma sempre più fra gli italiani, come concorrente diretta della Standa (fondata proprio da un ex direttore Upim, Franco Monzino), con lo slogan Prima passa alla Upim.

Acquisto da parte di Auchan[modifica | modifica sorgente]

Nel 1997, assieme a tutto il Gruppo Rinascente, confluisce nel Gruppo Auchan. Con il gruppo Auchan iniziano a chiudere molti dei grandi magazzini siti nei centri storici e di conseguenza vengono aperti numerose filiali all'interno dei centri commerciali del gruppo.

Acquisto da parte di Gruppo Investitori Associati[modifica | modifica sorgente]

Da maggio 2005 Upim viene acquisita, come La Rinascente, dal Gruppo Investitori Associati, Pirelli Real Estate, Deutsche Bank e Borletti. Il 26 giugno 2008 è stato aperto il primo negozio all'estero, nel centro di Tirana, capitale dell'Albania. Ad esso ha fatto seguito un punto vendita a Victoria, nell'isola maltese di Gozo, primo di una serie di grandi magazzini che Upim ha intenzione di inaugurare a Malta. Ad ottobre 2008 si è rilanciato lo storico marchio Croff con la creazione dei primi corner nei principali magazzini Upim e con collezioni ad hoc.

Acquisto da parte del Gruppo Coin[modifica | modifica sorgente]

A dicembre 2009 la Upim è stata acquistata dal gruppo Coin[6]. Viene così a terminare una rivalità storica del panorama commerciale italiano che vedeva contrapporsi nella fascia medio-alta dei grandi magazzini: La Rinascente e Upim da una parte e Coin e OVS Industry dall'altra. Il passaggio di proprietà comporta nel corso del 2010 un passaggio della maggior parte dei punti vendita dall'insegna Upim alle insegne Coin e OVS Industry. I punti vendita in franchising, invece, rimarranno tali.

Upim POP[modifica | modifica sorgente]

Logo di Upim POP

Upim POP è una catena parallela di Upim[7] che si rivolge ad un target di clienti giovane e organizzato come shopping mall: infatti all'interno dei punti vendita sono presenti bar, negozi di elettronica, profumerie e librerie.[8] Gli Upim POP sono presenti a Roma, Milano, Varese, Trieste, Livorno, Cagliari e Bassano del Grappa (VI).

Nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

In ambito calcistico, Upim ha sponsorizzato la Juventus per le stagioni calcistiche 1989-1990, 1990-1991 e 1991-1992, nonché l'Udinese per l'annata 2013-2014[9].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La sigla è pronunciata con l'accento sulla prima o anche sulla seconda vocale: /'upim/ (Ùpim) o /u'pim/ (Upìm), cfr. UPIM, Dizionario d'ortografia e di pronunzia.
  2. ^ a b c d Franco Amatori, Proprietà e direzione La Rinascente 1917-1969, p. 126, Angeli, 1989.
  3. ^ Franco Amatori, Proprietà e direzione La Rinascente 1917-1969, p. 141, Angeli, 1989.
  4. ^ Franco Amatori, Proprietà e direzione La Rinascente 1917-1969, p. 149, Angeli, 1989.
  5. ^ Franco Amatori, Proprietà e direzione La Rinascente 1917-1969, p. 156, Angeli, 1989.
  6. ^ Giorgio Lonardi, Nozze nei grandi magazzini, Coin compra Upim in la Repubblica, 17 dicembre 2009. URL consultato il 22-07-2010.
  7. ^ Gruppo Coin - Upim
  8. ^ Upim POP - Company
  9. ^ Marco Cundari, Il ritorno dello sponsor Upim sulle strisce bianconere, ma sono quelle dell’Udinese in passionemaglie.it, 30 novembre 2013.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]