Coin

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Coin
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Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Fondazione 1926
Sede principale Mestre (VE)
Filiali 81 negozi in Italia[1] e 15 all'estero[2]
Settore grandi magazzini
Prodotti abbigliamento, casa, profumeria
Fatturato 351,0 mln (2008)
Dipendenti 2.283 (2008)
Slogan New Shopping Experience
Sito web www.coin.it

Coin (pronuncia coìn, /ko'in/[3]) è una catena italiana di grandi magazzini di fascia alta. Dal 2011 la maggioranza delle azioni del gruppo è in mano al fondo di private equity inglese BC Partners[1].

Storia del gruppo[modifica | modifica sorgente]

L'azienda fu fondata a Pianiga, un piccolo centro del Veneziano, da Vittorio Coin, venditore di generi vari che nel 1916 ottenne anche la licenza di ambulante per la vendita di tessuti e mercerie. Si deve però soprattutto ai figli (ne ebbe in tutto tredici) l'ampliamento dell'attività imprenditoriale, con l'apertura, nel 1927, di un negozio di tessuti, filati e biancheria a Mirano. Due anni dopo fu inaugurato un magazzino per la vendita all'ingrosso a Dolo.

Tra il 1930 e il 1931 veniva abbandonato definitivamente il commercio ambulante e la famiglia si dedicò al rafforzamento degli esercizi commerciali. Dopo aver potenziato il negozio di Mirano (1931), furono aperti un negozio (1933) e un magazzino (1937) a Mestre. Frattanto venivano introdotti nuovi prodotti di vendita (confezioni e abbigliamento, 1934).

Nel 1939 i Coin costituirono la SACMA (Società Anonima Commercio Manifatture e Affini) che nel 1941 rilevava tutti gli esercizi intestati a Vittorio facendo così cessare lo stato di ditta individuale. Nel 1942 fu modificata in società per azioni con il nome di Coin Spa. Al contempo si ampliava il raggio di azione delle vendite con l'apertura di un negozio a Padova (1941)[4].

Nel 1957 la famiglia Coin apre un vero e proprio grande magazzino a più piani, il primo della catena, a Trieste, nei locali un tempo occupati dai grandi magazzini austriaci Öhler; nel 1958 Coin supera ancora i confini regionali aprendo un grande negozio nel centro di Bologna.

Durante gli anni sessanta Coin, costituitasi in società per azioni, sviluppa il modello di grande magazzino con vendita a reparti; si espandono i settori merceologici con l'introduzione di articoli casalinghi, sportivi, giocattoli, profumeria e pelletteria. Nascono nuove filiali a Milano, Parma e Bergamo. Tra il 1966 e il 1974 si aprono magazzini a Brescia, Vicenza, Varese, Pordenone, Vigevano, Mantova, Genova, Livorno, Udine, Piacenza, Napoli, Taranto e Ferrara.

Al fine di espandere ulteriormente la presenza del gruppo in periferia e nei piccoli centri, nel 1968 viene lanciata una nuova catena di magazzini chiamata le Coinette; dalle Coinette nascono i negozi OVS, Organizzazione Vendite Speciali, che offrono ai consumatori gli articoli invenduti dei magazzini Coin a prezzi di saldo. La divisione Oviesse diventa autonoma nel 1972. Nell'estate del 1969 il punto vendita di Mestre è oggetto di un attentato dinamitardo, di cui diversi anni dopo si scoprirà essere stato utilizzato lo stesso lotto di esplosivo della strage di Piazza Fontana a Milano.

Nel 1986 Coin è il primo retailer in Italia a sviluppare una fidelity card, la Coincard. Nello stesso anno il punto vendita di Venezia è devastato da un furioso incendio.

Grandi magazzini Coin di Milano Piazza Cinque Giornate

Nel 1997 viene creato il Gruppo Coin, tra i più importanti in Italia nelle vendite al dettaglio, marchio storico che prende il nome dal cognome della famiglia veneta di origini ebraiche Coìn. La catena dispone di 65 punti vendita ad insegna "Coin" sul territorio italiano. Nel 1998 viene acquisito il ramo di vendita dell'abbigliamento della Standa, convertendo la maggior parte dei magazzini in Oviesse o "Coin" ed altri venduti alla multinazionale francese Fnac o ad altri operatori della GDO, oppure dismessi.

Coin con l'acquisizione della Standa apre per la prima volta nelle città di Cagliari, Catania, Como, Lecce, Perugia, Salerno, Sanremo e Sassari, mentre raddoppia a Roma e Venezia e a Bologna sostituisce la vecchia sede.

Nel 1999 avviene la quotazione alla Borsa di Milano. Nello stesso anno il piazzale antistante il più grande punto vendita italiano, a Mestre, dopo adeguati restauri viene ribattezzato in onore di Vittorio Coin.

Nel 2007 inizia un restyling del gruppo, partendo con il grande magazzino "flagship" di Milano Piazza Cinque Giornate il quale verrà riaperto al pubblico il 14 marzo 2008. A ottobre 2008 viene acquisito il marchio Melablu (62 negozi), sostituendo successivamente tutti i negozi con PdV Oviesse, Outlet Coin e Coin Factory Store.

Nel 2010 inizia la riconversione Upim verso i marchi Oviesse e Coin.

Coin con l'acquisizione della Upim apre per la prima volta nelle città di Lecco, Messina, Novara, Pavia, Pisa, Ravenna, Reggio Calabria e Terni, mentre a Parma sostituisce la vecchia sede.

Presenza internazionale[modifica | modifica sorgente]

Coin è presente in 15 paesi tra Europa e Asia e conta oltre 100 punti vendita, per un fatturato complessivo di 351 milioni di euro.

Paese Numero
di negozi
Albania Albania 1
Armenia Armenia 1
Bosnia ed Erzegovina Bosnia-Erzegovina 1
Cipro Cipro 2
Croazia Croazia 2
Georgia Georgia 1
Grecia Grecia 1
Macedonia Macedonia 1
Malta Malta 1
Italia Italia 87
Mongolia Mongolia 1
Rep. Ceca Repubblica Ceca 1
Serbia Serbia 3
Slovacchia Slovacchia 2
Slovenia Slovenia 2
Ungheria Ungheria 1

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Negozi in Italia, 4 novembre 2012. URL consultato il 4 novembre 2012.
  2. ^ Negozi nel Mondo, 4 novembre 2012. URL consultato il 4 novembre 2012.
  3. ^ Cfr. la voce Coin nel Dizionario d'ortografia e di pronunzia della RAI: http://www.dizionario.rai.it/poplemma.aspx?lid=72605&r=8012.
  4. ^ Maurizio Reberschak, COIN, Alfonso in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 26, Treccani, 1982. URL consultato il 30 maggio 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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