Terremoto di Umbria e Marche

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Il terremoto di Umbria e Marche fu un forte sisma che interessò le due regioni dell'Italia centrale nel settembre 1997. Esso ebbe una magnitudo di 5,8 gradi Richter e un'intensità massima del IX-X grado Mercalli.

[modifica] Antefatti

Una serie di scosse telluriche aveva interessato la regione fin dal mese di agosto, nei dintorni di Nocera Umbra e Colfiorito. Le scosse avevano raggiunto intensità anche del III-IV grado Mercalli ai primi di settembre, ma la Protezione civile non aveva ritenuto preoccupante l'evento.[senza fonte]

[modifica] Sequenza delle scosse

La notte del 26 settembre 1997, alle ore 2:34, si verificò la prima violenta scossa, che raggiunse il VII-VIII grado Mercalli. Seguirono altri movimenti tellurici minori. Nel mattino, alle 11:42, intervenne un'altra forte scossa (IX grado), e infine un'altra il 3 ottobre (VII grado) alle 10:55. Lo sciame sismico di assestamento si protrasse fino al 20 ottobre. Le scosse furono avvertite anche a notevoli distanze.

[modifica] Danni

I comuni maggiormente interessati dal sisma furono Foligno (sia le frazioni montane che il capoluogo), Nocera Umbra, Preci, Sellano, Assisi in Umbria, Serravalle di Chienti e Camerino nelle Marche. La scossa notturna lesionò gravemente le abitazioni dei piccoli centri appenninici. Quella del mattino determinò il crollo di alcuni edifici o parti di essi, già lesionati dalle scosse precedenti, fra cui la volta giottesca della Basilica Superiore della chiesa di San Francesco ad Assisi. Nel crollo di Assisi restarono uccise quattro persone, tecnici e frati, che stavano verificando i danni. Le immagini di questo crollo furono riprese casualmente da un tecnico televisivo e suscitarono notevole emozione. Del terremoto esiste un'altra emblematica ripresa: quella sul crollo, il 14 ottobre, della lanterna (erroneamente chiamata "torrino") del Palazzo Comunale di Foligno, già gravemente lesionata dalle scosse precedenti. Complessivamente il terremoto umbro-marchigiano causò, direttamente o indirettamente, il decesso di undici persone e danni incalcolabili a causa del fatto che la zona interessata è ad altissima densità di monumenti ed opere d'arte. Solo per il restauro della volta della basilica assisiate, in particolare, occorsero trenta miliardi di lire.[senza fonte]

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