Sven Hassel

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Sven Hassel, pseudonimo di Willy Arberg (Frederiksborg, 19 aprile 1917Barcellona, 21 settembre 2012), è stato uno scrittore danese, autore di romanzi di guerra basati su esperienze pseudo-autobiografiche durante la seconda guerra mondiale. Lo stile dell'autore, peculiare e immaginoso, sa dare vita a vivide scene "dietro le linee" ma anche a tragiche e movimentate sequenze di battaglia. Il suo modus narrandi incrocia influenze del romanzo picaresco, di Niente di nuovo sul fronte occidentale e della serie di racconti del "buon soldato Sc'vèik" di Jaroslav Hašek. La sua opera è stata una delle principali fonti di ispirazione per le Sturmtruppen di Bonvi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la biografia ufficiale, riportata sui libri pubblicati in Italia dalla Sonzogno, Sven Hassel sarebbe lo pseudonimo di Willy Arberg. L'autore si arruola nell'esercito tedesco qualche anno prima della seconda guerra mondiale, dopo aver disertato nei primi mesi della guerra viene deportato in un campo di concentramento e infine reinserito nell'esercito tedesco nelle compagnie di disciplina, reparti formati da disertori, sospettati politici e assassini, con le mansioni più pericolose dell'esercito. Prese parte a diverse campagne in Russia, Italia e Francia dove combatté fino alla fine della guerra.

L'autore dichiara di essere nato con il nome di Sven Pedersen a Frederiksborg, in Zelanda, regione della Danimarca. In seguito adottò il nome da nubile di sua madre, Hassel. All'età di quattordici anni cominciò a lavorare su navi mercantili, fino al 1936, anno in cui dovette prestare il servizio militare. Nel 1937, per sfuggire alla grande depressione, il ventenne disoccupato Hassel andò in Germania per arruolarsi nella Wehrmacht. Dovette aspettare sette mesi prima di essere accettato nel 7º Reggimento di cavalleria, dove potevano servire solo cittadini tedeschi, a condizione appunto che diventasse un tedesco naturalizzato. Successivamente servì con la 2ª divisione "Panzer", stanziata a Eisenach; nel 1939 partecipò all'invasione della Polonia come carrista.

Nel 1940 dopo aver usufruito di un periodo di licenza non fece più ritorno alla sua unità e per questo fu accusato di diserzione e condannato ad una pena detentiva. Scarcerato fu trasferito in un battaglione di disciplina, un sonderabteilung, formato da criminali e dissidenti politici. Servì prima con il 2º Reggimento di cavalleria e poi nell'11º e 20º Reggimento "Panzer" della 6ª Divisione "Panzer".

Combatté su tutti i fronti, eccetto in Africa, rimanendo ferito parecchie volte. Alla fine raggiunse il grado di tenente e fu decorato con la croce di ferro di prima e seconda classe. Si arrese alle truppe sovietiche nel corso della battaglia di Berlino del 1945 e divenne un prigioniero di guerra. Durante il periodo di prigionia iniziò a scrivere il suo primo romanzo, raccontando in prima persona le sue esperienze e quella dei suoi compagni nel reggimento disciplinare.

Venne rilasciato nel 1949 e stava pensando di arruolarsi nella legione straniera francese, ma incontrò Dorthe Jensen, con cui si sposò nel 1951. Nel 1953 venne pubblicato il suo primo romanzo, i Maledetti da Dio (Legion Of The Damned).

Dopo un periodo in cui rimase anche paralizzato, a causa della febbre caucasica contratta durante la permanenza nei campi di prigionia, iniziò a scrivere altri libri, con protagonisti i suoi compagni d'arme.

Nel 1964 si trasferì in Spagna, a Barcellona, dove ha vissuto fino alla morte, avvenuta nel 2012 all'età di 95 anni. In totale ha pubblicato 14 romanzi, tradotti in ben 18 lingue, tra cui, negli anni settanta in Italia da Longanesi.

I romanzi[modifica | modifica wikitesto]

Le opere di Hassel sono scritte in prima persona e raccontano le vicende del 27º Reggimento "Panzer" di disciplina, formato da criminali, "indesiderati" politici e da disertori, condannati dalla corte marziale. Le varie vicende sono ambientate su tutti i principali fronti della seconda guerra mondiale, ad esclusione dell'Africa; il Reggimento viene particolarmente impiegato in Russia, in Italia, durante la battaglia di Montecassino, fino a fronteggiare le truppe alleate durante lo sbarco in Normandia.

I personaggi e lo stile[modifica | modifica wikitesto]

Da un'attenta analisi dei romanzi risulta evidente che, oltre ai dati e alle esperienze autobiografiche, siano stati utilizzati elementi fittizi. Infatti Hassel e i suoi alcune volte, stando alle date e ai luoghi citati sui libri, combattono contemporaneamente su più fronti.

Gli elementi fittizi e di invenzione si possono riscontrare anche nei racconti, di argomento bellico e prebellico, degli stravaganti componenti della V compagnia, II sezione in cui militano Hassel e i suoi compagni. Hassel afferma di aver preso spunto, per creare i suoi personaggi, dai suoi veri commilitoni, ma le critiche restano aperte.

Fanno parte della sezione

  • il sergente Willie Beier, chiamato "Vecchio Unno", il leader e una sorta di padre per tutto il gruppo di soldati, assimilabile al "Kat" di Erich Maria Remarque; sposato e padre di due bambini, in battaglia conserva un sangue freddo di ferro, che però perde spesso e volentieri davanti le mascalzonate compiute dalla sua sezione durante i momenti di riposo
  • Alfred Kalb, il "Piccolo Legionario", musulmano, ex membro della Legione Straniera Francese, il soldato più esperto del gruppo, con la perenne sigaretta all'angolo della bocca, abilissimo col coltello ma impotente a seguito della sua castrazione per mano delle SS al campo di Fagen (come detto in "Battaglione d'assalto", "Kameraden" e altri);
  • Barcelona Blom, un veterano della guerra civile spagnola, nostalgico della Spagna e degli aranci; ha combattuto inizialmente coi comunisti repubblicani per poi cambiare schieramento prima della fine, ma non abbastanza in tempo da evitare galera e il battaglione disciplinare;
  • Gregor Martin, ex autista di un generale (von Kluge, da lui e dagli altri soprannominato "Culo e braghe") , non particolarmente coraggioso ma professionista del contrabbando, che spesso aiuta Porta a far "svanire" carichi particolarmente grossi (tipo scavatori e trattori Ford americani destinati ai russi);
  • Julius Heide, un nazista fanatico e maniaco del regolamento, incarnazione del soldato perfetto; figlio di proletari (madre onesta e lavoratrice e padre incapace violento e ubriacone), vede la disciplina come metodo di riscatto da quella situazione, e da diversi passaggi nei vari libri si intuisce che il suo fervore nazista è solo il modo in cui manifesta la sua assoluta obbedienza a autorità e disciplina, indifferentemente dal colore ideologico: difatti da vari passaggi si scopre è sopravvissuto alla guerra, diventando maggiore nell'esercito comunista della Germania Est e comandante di un battaglione di carri; nonostante la sua iperdisciplina è un soldato coraggioso e molto capace

E poi i personaggi più divertenti della compagnia

  • Wolfgang Ewald Creutzfeld, detto "Fratellino" ( o anche "Tiny" o "Petit-frère" a seconda delle edizioni), un gigante dotato di grande coraggio e forza erculea. Suo segno distintivo è una bombetta grigia; in più occasioni Creutzfeld asserisce orgoglioso di esser stato dichiarato "completamente imbecille" da ben tre psichiatri militari, e spesso usa questa sua presunta "idiozia" per prendersi gioco anche crudelmente di ufficiali e sottufficiali che recano fastidio a lui o alla sezione coi loro metodi estremisti (esempio lampante è l'esasperazione che causa al capitano Von Pader in "L'ultimo Assalto")
  • Joseph Porta, "caporal maggiore per grazia di Dio", un magro e astutissimo soldato originario di Berlino, amante della cucina, sempre in cerca di cibo. È l'anima degli imbrogli e dei raggiri che si verificano nei romanzi ed è l'autore di numerose "storielle incredibili" ed aneddoti, che racconta nei momenti più disparati. Suo segno distintivo è un cappello a cilindro giallo, preso in Romania ad un barone a seguito di una epica partita a "ving-et-un" descritta in "Maledetti da Dio" assieme ad una marsina e ad un monocolo; il cilindro lo accompagna ovunque, anche in battaglia.

Fra i componenti della sezione si instaura un fortissimo sentimento di cameratismo e fratellanza, che li spinge a rischiare la propria vita per aiutare un commilitone in difficoltà ed a condividire ogni cosa, dal cibo alle emozioni e ai pensieri.

Nei vari romanzi compaiono anche altri personaggi come il Capitano von Barring (Comandante della V compagnia), Gustav "Pluto" Eicken, Hugo Stege, (questi ultimi solo nei primi romanzi, poi rimpiazzati man mano dagli altri) il maggiore (poi colonnello) Hinka, i tenenti Löwe e Ohlsen, il capo-meccanico Wolf con le sue guardie del corpo cinesi e i cani lupo da guardia, altro famoso contrabbandiere nonché rivale ma partner criminale di Porta.

Lo stile è diretto, crudo e descrive la guerra in tutta la sua violenza. Hassel è abilissimo nel passare da situazioni di ilarità e rilassamento dei protagonisti al pieno dell'azione bellica, dove emergono le paure, il coraggio, l'ingegno dei personaggi. Raramente, nella narrazione, c'è spazio per il militarismo e l'esaltazione della guerra: battute salaci e considerazioni profonde esprimono l'estremo disgusto dei protagonisti verso la guerra e i suoi orrori. Combattono per sopravvivere, senza badare alla convenzione di Ginevra; uccidono per non essere uccisi.

Ordine cronologico delle opere[modifica | modifica wikitesto]

  1. Il Commissario (invasione dell'Ucraina)
  2. Colpo di mano a Mosca (Operazione Taifun)
  3. Corte marziale (presumibilmente, il più difficile da inquadrare)
  4. Prigione Ghepeù (alcuni soldati parlando della penetrazione nel Caucaso, ma vi è anche un riferimento all'orso Rasputin presente in "L'ultimo assalto", quindi è dubbia)
  5. General SS (Stalingrado e la resa della 6ª Armata)
  6. Battaglione d'assalto (viene citato il ricongiungimento dei tedeschi con la 4ª armata romena, quindi successivo a Stalingrado)
  7. Germania Kaputt (la ritirata dal Caucaso e la battaglia della sacca di Cherkassy)
  8. Kameraden (si apre con Hassel, ferito alla schiena, trasportato in un letto d'ospedale, e il suo ferimento è descritto nelle ultime pagine di "Germania Kaputt")
  9. Gestapo (i bombardamenti alleati sopra Amburgo)
  10. Gli sporchi dannati di Cassino (alla fine di Gestapo i soldati sono in trasferimento verso l'Italia; nel libro è descritto il sacco dell'Abbazia e la battaglia di Monte Cassino)
  11. L'ultimo assalto (le battaglie di metà-fine '44 contro i partigiani jugoslavi nei Balcani)
  12. Liquidate Parigi! (Von Choltitz e il suo presunto "rifiuto di obbedire" all'ordine di distruggere Parigi, disobbedienza che, manco a dirlo, nel libro è imputabile alla Seconda Sezione)
  13. Commando Himmler (rivolta del ghetto di Varsavia, i combattimenti, le atrocità e i soprusi delle brigate Kaminski e Dirlewanger nella città)

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Erik Haaest, un giornalista scandalistico danese, ha speso molti anni cercando di smontare le affermazioni di Hassel e la sua biografia. Il padre di Haaest era un antinazista convinto e un membro della resistenza danese. Dopo la guerra rifiutò ogni riconoscimento da parte del governo danese, controllato per la maggior parte da ex collaborazionisti. Per questo motivo Haaest afferma di avere intrapreso una ricerca su Sven Hassel. Così sono emerse altre le verità sul conto dell'autore. Haaest afferma che in realtà Hassel sia Børge Villy Redsted Pedersen, un nazista danese che non ha mai servito sul fronte orientale. Secondo Haaest, l'autore ha trascorso la maggior parte della guerra nella Danimarca occupata, scrivendo i suoi libri utilizzando i racconti e le esperienze di reduci delle Waffen SS danesi, stanziate sul fronte russo, che ha incontrato dopo la guerra o nei campi di prigionia. Il giornalista afferma di aver intervistato molti reduci delle Waffen SS (di cui riporta nomi e testimonianze). A supportare le sue affermazioni ci sono alcuni episodi narrati nel romanzo "Germania Kaputt" (Wheels Of Terror). Il libro contiene molte informazioni dettagliate sull'assedio nella sacca di Korsun-Čerkasi, nel 1944, in Ucraina. Come anche la battaglia di Nova Buda e di Lysyanka sono trattate dal punto di vista di un sopravvissuto. Tutti i combattimenti descritti in questa area coinvolgevano i volontari danesi delle Waffen SS della 5. SS-Panzer-Division Wiking. Bisogna però notare come Haaest scriva soprattutto su rotocalchi scandalistici stile "Bild" o "Novella 2000" e come il suo sito sia un'accozzaglia incoerente di "scoop" poco probabili e articoli razzisti. Il suo curriculum di "polemista ruspante" dà credito all'interpretazione che abbia scelto Hassel come "bersaglio" per procurarsi una facile fama.

Secondo le sue bizzarre affermazioni Pedersen sarebbe stato un membro della HIPO, la Hilfspolizei, una forza di polizia creata dai tedeschi, composta da collaborazionisiti. Sempre secondo il giornalista Hassel doveva affrontare un processo in Danimarca, come molti dei collaborazionisti della HIPO, poi condannati a morte, ma grazie ai suoi romanzi si sarebbe salvato; Haaest non specifica quale punto del codice penale militare danese preveda la grazia dalla pena di morte per meriti letterari "pulp".

Haaest, alla ricerca di materiale sempre più "esplosivo" nella sua campagna di demolizione di Hassel, è arrivato addirittura ad affermare che Hassel sia solo un prestanome; il primo romanzo, I maledetti da Dio (Legion Of The Damned), sarebbe stato scritto da un altro reduce e tutti i restanti romanzi, pubblicati dopo il successo del primo, sarebbero stati composti dalla moglie di Hassel, Dorthe Jensen.

I fan e la verità[modifica | modifica wikitesto]

Le prove portate da Haaest non sono generalmente accettate dai fans di Sven Hassel, oggi ancora numerosi in molti paesi d'Europa (il fan club più famoso è Porta's Kitchen). Tuttavia l'avvento di internet ha dato modo ai fan, vecchi e nuovi, di scambiare le proprie opinioni sulla veridicità delle affermazioni di Haaest, nonché sulla vita di Hassel, dando vita, a volte, ad aspre discussioni sui forum dedicati al celebre scrittore di romanzi di guerra. È significativo che vi siano fan che continuano ad apprezzare i libri di Hassel pur credendo alla versione di Haaest.

In ogni caso Sven Hassel e la sua famiglia smentiscono fermamente la versione di Erik Haaest.

Bisogna comunque dire che il 27º Reggimento "Panzer" della 6ª Divisione "Panzer" è esistito veramente, ma non era un reggimento penale. Inoltre i carri armati Tiger I, che Hassel sostiene fossero stati in dotazione al suo Reggimento, sono stati prodotti in numero limitato di 1356 e costituivano battaglioni corazzati pesanti indipendenti, direttamente agli ordini del comando di corpo d'armata. In più Hassel dichiara di aver combattuto in Finlandia e di aver ricevuto la Mannerheim Cross, un'alta onorificenza militare finlandese. I registri militari finlandesi però non riportano il nome di Hassel fra i decorati. Bisogna inoltre aggiungere che l'unico romanzo, quasi totalmente, autobiografico può essere considerato il primo, i "maledetti da Dio"; gli altri sarebbero meno realistici e Hassel utilizzerebbe maggiormente elementi di sua invenzione. Negli ultimi libri Hassel parla di russi armati di fucile automatico Kalašnikov anche se questo entrò in servizio dopo la fine della II G.M (anche se probabilmente è un termine improprio usato per indicare il PPSh, dato che spesso i "Kalašnikov" sono descritti come dotati di caricatori molto capienti e soprannominati "balalaika", un altro nomignolo del mitra russo). Inoltre in "Gli sporchi dannati di Cassino" Hassel parla spesso delle truppe americane come "marine veterani del Pacifico", molti dei quali combattevano con delle "katane trofeo delle battaglie nelle giungle"; in realtà, sebbene è vero che gli americani nel Pacifico prendessero katane come souvenir agli ufficiali nipponici morti o prigionieri, non le hanno mai riutilizzate in battaglia (anzi erano viste come un "trofeo" o come "valuta non ufficiale", un po' come con le pistole Luger o i bracciali con la svastica in Europa), e per di più non si ha notizia di un dispiegamento di marines nel teatro europeo di guerra, men che meno di soldati che avevano già combattuto nel Pacifico. Storici militari, così come autorevoli siti e forum sulla storia della Wehrmacht durante la seconda guerra mondiale (ad esempio Feldgrau.com), non ritengono i romanzi di Hassel veritieri e non li considerano come documenti storici.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

In ordine cronologico di pubblicazione

Film[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]


Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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